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seaMYLOVE 05/05/2021 ore 08:16 Quota

Sereno Balaenoptera musculus

La balenottera azzurra (Balænoptera Musculus Linnaeus, 1758) è un mammifero marino appartenente al sottordine dei Misticeti (le cosiddette «balene con i fanoni»). Con oltre 33 metri di lunghezza e 150 tonnellate di peso, è, in termini di massa, il più grande animale conosciuto vissuto sulla Terra, escludendo le dimensioni (tuttavia al momento ipotetiche) di alcuni sauropodi giganti come il Maraapunisaurus.

Lungo e slanciato, il corpo della balenottera azzurra può assumere varie tonalità grigio-bluastre sul dorso, ma si fa più chiaro sul ventre. Ne esistono almeno tre sottospecie riconosciute: B. m. musculus dell'Atlantico e del Pacifico settentrionale, B. m. intermedia dell'Oceano Australe e B. m. brevicauda (nota anche come balenottera azzurra pigmea) dell'Oceano Indiano e del Pacifico meridionale. Alcuni considerano una sottospecie anche B. m. indica, anch'essa dell'Oceano Indiano. Come quella degli altri Misticeti, anche la sua dieta consiste quasi esclusivamente dei piccoli crostacei noti come krill.

Fino agli inizi del XX secolo la balenottera azzurra era numerosa in quasi tutti gli oceani. Per più di 40 anni, però, è stata cacciata dai balenieri fin quasi all'estinzione; la comunità internazionale la dichiarò specie protetta solamente nel 1966. Secondo un rapporto del 2002 in tutto il mondo vi sarebbero attualmente dai 5.000 ai 12.000 esemplari, suddivisi in almeno cinque gruppi. In base a ricerche più recenti effettuate sulla sottospecie pigmea si ipotizza che tali numeri, però, siano stati un po' troppo sottostimati. Prima della caccia, la popolazione più numerosa era quella antartica, forte di circa 239.000 esemplari (le stime vanno da 202.000 a 311.000). Ora rimangono solo popolazioni molto più piccole (di circa 2000 esemplari l'una), concentrate nel Pacifico nord-orientale e negli oceani Australe e Indiano. Due popolazioni meno numerose si incontrano nell'Atlantico settentrionale ed almeno altre due nell'emisfero australe.



Tassonomia:

La balenottera azzurra appartiene alla famiglia dei Balenotteridi, un gruppo che comprende la megattera, la balenottera comune, la balenottera di Bryde, la balenottera boreale e la balenottera minore. Si ritiene che i Balenotteridi si siano separati dalle altre famiglie del sottordine dei Misticeti non più tardi dell'Oligocene Medio. Tuttavia, il momento esatto in cui i membri delle varie famiglie si sono separate tra di loro è ancora ignoto.

Solitamente la balenottera azzurra viene classificata come una delle otto specie del genere Balaenoptera; alcuni autori, però, la pongono in un genere monotipico a parte, Sibbaldus, ma tale suddivisione non è molto accettata. L'analisi delle sequenze del DNA indica che sotto un punto di vista filogenetico la balenottera azzurra è più strettamente imparentata con la balenottera boreale (Balaenoptera borealis) e la balenottera di Bryde (Balaenoptera brydei) che con le altre specie del genere Balaenoptera, e più imparentata con la megattera (Megaptera) e la balena grigia (Eschrichtius) che con le balenottere minori (Balaenoptera acutorostrata e Balaenoptera bonaerensis). Se ulteriori ricerche confermeranno queste relazioni sarà necessario rivedere tutta la classificazione delle balenottere.

In natura vi sono stati almeno 11 casi documentati di ibridi adulti di balenottera azzurra e balenottera comune. Arnason e Gullberg hanno descritto la distanza genetica che intercorre tra queste due specie pari a quella tra l'uomo e il gorilla. Alcuni ricercatori sostengono anche di aver fotografato, al largo delle Figi, un ibrido tra balenottera azzurra e megattera.

Il nome specifico musculus è di origine latina e significa «muscoloso», sebbene altri lo interpretino anche come «piccolo topo». Linneo, che classificò per primo la specie nel suo Systema Naturae del 1758, potrebbe aver attribuito alla specie questo nome proprio giocando sull'ironia del doppio senso. Herman Melville, nel suo romanzo Moby Dick, chiamò questa specie balena gialla a causa della tinta marrone-arancio o gialla delle sue regioni inferiori, dovuta ad una sottile pellicola di Diatomee presente sulla pelle. Tra gli altri nomi comuni con cui questa specie veniva chiamata ricordiamo balenottera di Sibbald (in onore di Sir Robert Sibbald), grande balena azzurra e grande balenottera settentrionale. Tutti questi nomi sono attualmente caduti in disuso.

Gli autori suddividono la specie in tre o quattro sottospecie: B. m. musculus, la balenottera azzurra settentrionale, a cui appartengono le popolazioni dell'Atlantico e del Pacifico settentrionali, B. m. intermedia, la balenottera azzurra meridionale, dell'Oceano Australe, B. m. brevicauda, la balenottera azzurra pigmea, dell'Oceano Indiano e del Pacifico Meridionale, e la più discussa B. m. indica, la grande balenottera indiana, anch'essa dell'Oceano Indiano, ma che potrebbe essere, sebbene sia stata descritta prima, una particolare forma di B. m. brevicauda,



Descrizione e comportamento:
La balenottera azzurra ha un corpo lungo e affusolato che sembra sia stato quasi «stirato», rispetto a quello più tozzo di altre balene. La testa è appiattita e a forma di «U» e presenta una cresta dorsale che va dallo sfiatatoio alla sommità del labbro superiore. La parte anteriore della bocca è ricca di fanoni; circa 300 di queste strutture (ognuna delle quali lunga circa un metro) pendono dalla mascella superiore, estendendosi all'interno della bocca per quasi mezzo metro. Lungo la gola, parallelamente alla lunghezza del corpo, si trovano dai 60 ai 90 solchi (detti pieghe ventrali). Queste pieghe servono a buttar fuori l'acqua dalla bocca durante la nutrizione (vedi oltre).

La pinna dorsale è piccola ed è visibile solamente quando la balenottera si immerge. Situata a circa tre-quarti della lunghezza del corpo, varia nella forma da individuo a individuo: alcuni presentano solo un moncone appena percettibile, mentre altri possono averla più lunga e falcata. Quando emerge per respirare, la balenottera azzurra fa emergere una maggior superficie della schiena e dello sfiatatoio di quanto non facciano altre grandi balenottere, come quella comune o quella boreale. Gli studiosi possono utilizzare questa caratteristica per differenziare in mare le varie specie. Alcuni esemplari dell'Atlantico e del Pacifico settentrionali quando si immergono sbattono anche la coda sulla superficie dell'acqua. Quando respira, questa specie emette uno spettacolare soffio verticale e colonnare che può raggiungere anche i 12 m, sebbene generalmente sia di 9 m. La capacità dei suoi polmoni è di 5000 litri. Possiede due sfiatatoi gemelli protetti da una sorta di grosso paraschizzi.

Le pinne pettorali sono lunghe 3-4 metri. Il loro margine superiore è grigio con una sottile striscia bianca lungo il margine. Quello inferiore è bianco. La testa e la pinna caudale sono generalmente di colore grigio uniforme. Le regioni inferiori, e talvolta anche le pinne pettorali, sono solitamente chiazzate. Il grado di screziatura varia però moltissimo da individuo a individuo. Alcuni possono essere di un color grigio ardesia uniforme, altri di un miscuglio di azzurro scuro, grigio e nero, altri ancora quasi completamente macchiati.

Su brevi distanze, solitamente mentre interagiscono con altri esemplari, le balenottere azzurre possono raggiungere anche velocità di 50 km/h; la loro velocità tipica, però, è di 20 km/h. Mentre si nutrono si spostano molto lentamente, a velocità di 5 km/h.

Le balenottere azzurre vivono quasi sempre da sole o in coppia. Non si sa per quanto tempo le coppie rimangano unite. In alcune località dove vi è un'alta concentrazione di cibo, in aree anche relativamente poco estese, sono state viste fino a 50 balenottere. Tuttavia, a differenza di altre specie, non forma mai grandi gruppi numerosi.




Dimensioni:
La balenottera azzurra è molto difficile da pesare, a causa delle sue dimensioni. Quasi tutti gli esemplari uccisi dai balenieri non venivano pesati interi, ma a pezzi: così facendo, il peso registrato risultava molto inferiore, poiché durante l'operazione di taglio andavano persi sangue e altri fluidi in gran quantità. Tuttavia, grazie alle misurazioni effettuate, possiamo stimare che esemplari lunghi 27 metri pesassero sulle 150-170 tonnellate. Secondo il Laboratorio Nazionale Americano per lo Studio dei Mammiferi Marini (NMML) il peso di un esemplare di 30 metri si aggirerebbe intorno alle 180 tonnellate. La più grande balenottera azzurra accuratamente misurata dagli scienziati dell'NMML, una femmina, pesava circa 177 tonnellate.

La balenottera azzurra è il più grande animale noto mai esistito. Il più grande dinosauro conosciuto dell'Era Mesozoica era l'Argentinosaurus, che poteva raggiungere le 100 tonnellate; il controverso ritrovamento di una vertebra, attribuita ad Amphicoelias fragillimus, sembrerebbe però indicare per quest'ultima specie un peso di oltre 122 tonnellate e 40-60 metri di lunghezza. Inoltre, stime riguardanti il peso del Bruhathkayosaurus, una creatura scarsamente conosciuta lunga quasi 45 metri, parlano di 140-220 tonnellate. Anche il Leedsichthys, un pesce estinto, potrebbe aver avuto le stesse dimensioni. Tuttavia, dal momento che di nessuna di queste specie sono mai stati ritrovati i resti completi, risulta molto difficile stimarne correttamente il peso. Generalmente tutti questi animali sono ritenuti più piccoli della balenottera azzurra. Ad ogni modo, la balenottera azzurra risulta sicuramente il più grande animale esistente sulla Terra attualmente sia per lunghezza sia per peso che per stazza. La sua lunghezza (25-33 metri) è pari all'altezza di un palazzo di nove piani (se la balenottera venisse messa in verticale vicino ad esso), mentre ci vogliono 5-6 autobus per riempire il corpo della balenottera. L'elefante, l'animale più grande vivente sulla terraferma, non è grande nemmeno quanto la testa di una balenottera azzurra e potrebbe entrare tranquillamente nella sua bocca.

Sussistono ancora alcune incertezze riguardo a quale sia l'esemplare più grande di balenottera azzurra mai trovato, dal momento che quasi tutti i dati a nostra disposizione riguardano esemplari uccisi in acque antartiche nella prima metà del XX secolo da balenieri non molto portati ad effettuare misurazioni secondo i canoni attuali. Le balenottere azzurre più lunghe mai misurate erano due femmine di 33,6 e 33,3 metri rispettivamente. L'esemplare più lungo misurato dagli scienziati dell'NMML raggiungeva i 29,9 metri.

La lingua di una di queste creature pesa intorno alle 2,7 tonnellate e la bocca, quando è completamente aperta, può contenere fino a 90 tonnellate di cibo e acqua. Nonostante le dimensioni della bocca, la faringe non è grande abbastanza da consentire ad una balenottera azzurra di ingoiare qualunque cosa più larga di un pallone da spiaggia, per questo motivo potrebbero tenere nell'enorme bocca anche fino a centinaia di umani e grandi creature, ma non possono ingoiarli. Il cuore di un esemplare medio pesa 180 kg ed è più grande di quello di qualsiasi altro animale. L'aorta misura 23 centimetri di diametro. Durante i primi sette mesi di vita un piccolo di balenottera azzurra beve ogni giorno circa 400 litri di latte. Il suo peso aumenta rapidamente, fino a 90 kg al giorno. Alla nascita pesa circa 2700 kg - quanto un ippopotamo adulto.



Alimentazione
La balenottera azzurra si nutre quasi esclusivamente di krill, sebbene una piccola parte della sua dieta sia composta anche da copepodi. Le specie di zooplancton che forniscono il nutrimento a questo gigante dei mari variano da un oceano all'altro. Nell'Atlantico settentrionale cibo abituale della specie sono Meganyctiphanes norvegica, Thysanoessa raschii, Thysanoessa inermis e Thysanoessa longicaudata; nel Pacifico settentrionale queste specie sono rimpiazzate da Euphausia pacifica, Thysanoessa inermis, Thysanoessa longipes, Thysanoessa spinifera, Nyctiphanes symplex e Nematoscelis megalops e nell'Antartide da Euphausia superba, Euphausia crystallorophias ed Euphausia valentin.

Una balenottera azzurra adulta può mangiare fino a 40 milioni di krill al giorno. Ciascun esemplare si nutre sempre nelle aree dove la concentrazione di questi crostacei è più elevata, mangiando spesso fino a 3600 kg di krill ogni giorno. Il fabbisogno energetico giornaliero di una balenottera azzurra adulta è di 1,5 milioni di chilocalorie.

Dato che il krill si sposta a seconda delle ore del giorno, solitamente la balenottera azzurra si nutre a profondità di più di 100 metri nelle ore diurne, mentre di notte mangia in superficie. Quando si nutre la balenottera resta immersa per circa 10 minuti, ma di solito le sue immersioni durano in media 20 minuti. La più lunga immersione mai registrata è di 36 minuti. La balenottera mangia intrappolando grandi quantità di acqua e krill nell'enorme bocca. L'acqua viene poi espulsa attraverso i fanoni dalla pressione creata dalle pieghe ventrali e dalla lingua. Non appena tutta l'acqua è stata espulsa, il krill rimasto, non essendo in grado di oltrepassare la barriera creata dai fanoni, viene inghiottito. Talvolta la balenottera cattura anche banchi di piccoli pesci, crostacei e calamari. Per via della gola stretta, la balenottera azzurra non può ingoiare grandi creature viventi o cose, pertanto un uomo se inghiottito può rimanere dentro l'enorme bocca ma non finirà mai nello stomaco.

Biologia


Nella balenottera azzurra la stagione degli amori inizia in tardo autunno e si protrae fino alla fine dell'inverno. Sappiamo ben poco sul comportamento riproduttivo di questa specie e su quali acque prediliga per dare alla luce i piccoli. Dopo un periodo di gestazione di 10-12 mesi, ogni due o tre anni, la femmina, all'inizio dell'inverno, partorisce un unico piccolo. Alla nascita quest'ultimo pesa già 2,5 tonnellate, misura 7 metri di lunghezza e necessita di 380-570 litri di latte al giorno. Lo svezzamento avviene dopo sei mesi, quando il piccolo avrà già raddoppiato la sua lunghezza. I maschi di balenottera azzurra divengono sessualmente maturi quando raggiungono almeno 20 metri di lunghezza (o più negli esemplari dell'emisfero australe), tra gli otto e i dieci anni. Invece le femmine, che sono più grandi dei maschi e crescono anche più velocemente, possono già riprodursi a cinque anni, quando sono lunghe 21 metri.

Gli scienziati ipotizzano che la balenottera azzurra possa vivere fino ad 80 anni; tuttavia, dal momento che all'epoca della baleneria i vari esemplari non venivano schedati in un registro, la massima età che può raggiungere questa specie rimarrà ignota ancora per molti anni. La balenottera che è stata studiata più a lungo, per 34 anni, è un esemplare del Pacifico nord-orientale. L'unico predatore naturale di questa specie è l'orca. In base alle ricerche svolte è stato scoperto che più del 25% delle balenottere adulte presenta cicatrici dovute agli attacchi delle orche . Il tasso di mortalità dovuto a questi attacchi, però, non è chiaro.

Gli spiaggiamenti di balenottera azzurra sono molto rari e, a causa delle abitudini solitarie della specie, non sono mai avvenuti spiaggiamenti di massa. Tuttavia, quando uno di questi colossi si arena diviene subito oggetto d'interesse pubblico. Nel 1920 una balenottera azzurra si arenò presso Bragar, un villaggio sull'Isola di Lewis, nelle Ebridi Esterne (Scozia). Era stata colpita alla testa dai balenieri, ma l'arpione non era esploso. Essendo un mammifero, per evitare di andare a fondo l'istinto guidò la balenottera ferita verso acque più basse dove poter respirare meglio, anche se ciò la portò inevitabilmente a spiaggiarsi. Due ossa appartenenti a questo esemplare vennero erette proprio ai margini della strada principale dell'isola, dove costituiscono tuttora un'attrazione turistica-




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La balenottera azzurra (Balænoptera Musculus Linnaeus, 1758) è un mammifero marino appartenente al sottordine dei Misticeti (le...
Discussione
05/05/2021 08:16:33
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