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serena1O 28/04/2021 ore 22:12 Quota

(nessuno) Il cavallo islandese non può lasciare il paese. Se lo fa, non ha il permesso di tornare



Il cavallo islandese è una razza di cavallo indigena dell'Islanda (anche se ne esistono ampie popolazioni in varie parti d'Europa e Nord America). Questa razza è antica: nacque dai pony dei coloni scandinavi tra il IX e il X secolo. Il riferimento più recente giunto fino a noi è del XII secolo. Questi cavalli erano oggetto di venerazione nella mitologia norrena.

L'aspetto attuale del cavallo islandese è il risultato di secoli di selezione naturale e di allevamento selettivo. Inoltre, gran parte della popolazione andò distrutta in seguito ad un'eruzione vulcanica del 1780.

Il cavallo islandese è resistente, e viene colpito da poche malattie, anche grazie alla legge islandese. Questa prevede che non si possano far incontrare cavalli autoctoni con cavalli non autoctoni: l'importazione è proibita, mentre l'esportazione può avvenire, ma in quel caso il cavallo non potrà mai far ritorno in Islanda.



Il cavallo islandese pesa tra i 330 e i 380 kg, ed è alto tra i 132 e i 142 centimetri. Di solito, questa è una taglia da pony, ma gli allevatori e i registri si riferiscono ai cavalli islandesi come cavalli veri e propri. Non è ben chiaro quando e come questo abbia iniziato a succedere, ma si pensa che sia dovuto al temperamento vivace e alla personalità decisa di questo cavallo.


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IOXSONGXLEGGEND 30/04/2021 ore 22:45 Quota

(nessuno) Il cavallo islandese non può lasciare il paese. Se lo fa, non ha il permesso di tornare

@serena1O scrive:
Il cavallo islandese pesa tra i 330 e i 380 kg, ed è alto tra i 132 e i 142 centimetri




Gli antenati del cavallo islandese furono probabilmente portati in Islanda tra l'860 e il 935 d.C. da gruppi di Vichinghi norvegesi, poi seguiti da colonizzatori provenienti da insediamenti norvegesi in Irlanda, sull'Isola di Man e sulle isole occidentali della Scozia. I nuovi coloni introdussero successivamente in Islanda quei cavalli che furono presumibilmente gli antenati di quelle che sarebbero diventate fuori dall'Islanda le razze Shetland, Highland e Connemara, e che vennero incrociati con animali importati ancora in precedenza. Si ipotizza che il cavallo islandese possa avere avuto antenati comuni con la razza del pony Yakut, e vanno notate le somiglianze somatiche (e quindi una possibile origine comune) con il Nordlandshest norvegese e con altre razze come il Faroe del Isole Fær Øer e il Fjord. Intorno al 900 d.C. furono tentati incroci tra cavalli islandesi e di altre razze provenienti dall'Oriente come l'Arabo, ma il tentativo ebbe come unico risultato una degenerazione della razza islandese. Nel 982 l'assemblea Althing dell'allora Stato libero d'Islanda approvò Leggi che vietavano l'importazione di cavalli in Islanda, terminando di fatto possibili incroci con razze esotiche: per questo motivo la razza islandese è rimasta pura per oltre mille anni.

I cavalli, che i Vichinghi veneravano come simbolo di fertilità e che erano soliti sacrificare alle divinità, ebbero un ruolo importante nella mitologia norrena: Sleipnir, il leggendario cavallo a otto zampe di Odino, che era in grado di cavalcare tra i Nove mondi; Skalm, la prima giumenta islandese di cui ci è stato tramandato il nome, e che appare nel manoscritto anonimo medievale Landnámabók, il cosiddetto Libro dell'Insediamento secondo il quale un guerriero di nome Seal-Thorir fondò un insediamento nel luogo in cui Skalm si era fermato e sdraiato. I cavalli svolgono un ruolo chiave anche nella varie saghe degli islandesi, come la Saga di Hrafnkell Sacerdote di Freyr, la Saga del rogo di Njáll e la Saga di Grettir.




I cavalli erano spesso considerati il bene più prezioso dagli islandesi medievali: indispensabili per i guerrieri, quelli selezionati per la battaglia vernivano talvolta sepolti accanto ai loro cavalieri caduti in combattimento, e le saghe spesso raccontano le gesta di destrieri leggendari. Gli islandesi organizzavano lotte tra stalloni sia come forma popolare di intrattenimento che come momento di scelta dei migliori animali da allevamento, così come è stato descritto nella letteratura e nei documenti ufficiali del periodo dello Stato libero d'Islanda tra il 930 e il 1262 d.C. Questi combattimenti erano parte integrante della cultura autoctona.

La selezione naturale ha svolto un ruolo importante nello sviluppo della razza; un gran numero di cavalli sono morti a causa dell'esposizione agli elementi o della mancanza di cibo. Tra l'874 e il 1300 d.C., durante il Periodo caldo medievale, nel quale le condizioni climatiche erano molto più favorevoli, gli allevatori islandesi allevavano selettivamente i cavalli in base al colore e alla conformazione. Dal 1300 al 1900, però, l'allevamento selettivo smise di essere una priorità, a causa dell'irrigidimento del clima e del conseguente peggioramento delle condizioni di vita. Tra il 1783 e il 1784, circa il 70% dei cavalli in Islanda morì di fame o per avvelenamento da cenere vulcanica a seguito dell'eruzione del Laki. L'eruzione, durata otto mesi, coprì di lava centinaia di chilometri quadrati di terreno, prosciugando o deviando diversi fiumi. La popolazione equina crebbe nuovamente, ma non così velocemente, nel secolo successivo, e in seguito al nuovo miglioramento delle condizioni di vita l'allevamento selettivo tornò ad essere importante. Le prime società di razza islandese furono stabilite nel 1904, e il primo Registro di razza in Islanda è stato fondato nel 1923.

I cavalli islandesi sono stati esportati in Gran Bretagna già prima del XX secolo per il lavoro di traino dei vagoni nelle miniere di carbone, grazie alla loro forza e alle dimensioni ridotte. Dell'esistenza di quegli esemplari rimangono poche tracce. Le prime esportazioni formali di cavalli islandesi avvennero nel 1940, verso la Germania. Le prime importazioni ufficiali in Gran Bretagna datano soltanto nel 1956, quando l'agricoltore scozzese Stuart McKintosh ne iniziò un programma di allevamento. Altri allevatori in Gran Bretagna seguirono l'esempio di McKintosh; la prima associazione per l'allevamento dei cavalli islandesi in Gran Bretagna nacque nel 1986.

Il numero di cavalli islandesi esportati in altre nazioni è in costante aumento sin dalle prime esportazioni della metà del XIX secolo. A partire dal 1969 numerose società hanno lavorato insieme per preservarli, migliorarli e commercializzarli sotto l'egida della Federazione Internazionale delle Associazioni del cavallo islandese. Al giorno d'oggi l'islandese permane una razza rinomata per la purezza della sua linea di sangue, ed è l'unica razza di cavallo presente in Islanda.

L'islandese è particolarmente diffuso in Europa occidentale, in Scandinavia e in Nord America: in Islanda ne vivono circa 80.000, a fronte di una popolazione umana di 317.000 residenti. Altri 100.000 equini sono presenti negli altri Stati e, di questi, 50.000 sono allevati in Germania.

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