Forum - L'arte stupisce

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SheRocky 03/05/2017 ore 15:48 Quota

(nessuno) Mirò a Bologna...




È uno di quegli artisti inconfondibili, immediatamente riconoscibile anche da chi di arte non si occupa: i suoi colori, i suoi formati, la sua pennellata sono entrati nell’immaginario di tutti.
Miró è unico per tanti motivi e questa ricca mostra a Palazzo Albergati a Bologna ci porta nella sua casa-studio di Maiorca dove Miró visse dal 1956 fino alla morte nel 1983 e concretizzò il suo grande desiderio, ovvero di poter creare in un ampio spazio tutto suo uno studio dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura poteva offrirgli.




Maiorca è fondamentale, quasi parte della sua arte e il percorso della mostra – cronologico e tematico allo stesso tempo – presenta la sua produzione indissolubilmente legata alla “ sua ” isola dove negli anni Sessanta e Settanta si dedica a temi prediletti come donne, paesaggi e uccelli accanto a paesaggi monocromi e ai lavori – quelli degli ultimi anni – fatti con le dita, stendendo il colore con i pugni mentre si cimenta nella pittura materica, spalmando gli impasti su compensato, cartone e materiali di riciclo; e ancora le sculture frutto delle sperimentazioni fatte con diversi materiali, collage, “dipinti-oggetto” che col passare degli anni traggono ispirazione da ciò che l’artista colleziona e che altrimenti “sarebbero cose morte, da museo”, come egli stesso scrive.
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« immagine » È uno di quegli artisti inconfondibili, immediatamente riconoscibile anche da chi di arte non si occupa: i suoi colo...
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03/05/2017 15:48:24
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SheRocky
Amministratore
SheRocky 03/05/2017 ore 15:53 Quota

(nessuno) Mirò a Bologna...

La mostra divisa in cinque sezioni presenta opere ampiamente rappresentative della raccolta della fondazione Pilar & Joan Miró e realizzate nel periodo più dinamico e innovativo seppur meno conosciuto dell’artista. L’aspetto forse più interessante dell’esposizione è la riproduzione dello studio di Maiorca negli spazi di palazzo Albergati di Bologna (nella terza sezione della mostra): lo studio è opera dell’amico e famoso architetto Josep Lluís Sert.

Miró realizza lì più di un terzo di tutta la sua produzione artistica: qui si concentrano venti anni di febbrile attività e intensa avventura estetica sempre aperta all’innovazione e alla sperimentazione tecnica.
Poi nel 1959 Miró si sposta in una tipica e grande casa di campagna maiorchina del Settecento, Son Boter, dove sperimenta la scultura monumentale e dipinge le opere più grandi mantenendo la riservatezza cui teneva particolarmente.
Sono gli anni in cui Miró ci trasporta in un mondo nascosto e lontano, un mondo primitivo che evoca le pitture rupestri, prive di composizione.
Le figure sono isolate, senza una relazione tra l’una e l’altra, si sovrappongono persino creando fantastici dipinti ibridi.



Sono i cosiddetti “mostri”, emozionanti e commoventi nella loro semplicità formale.
Accanto a queste anche graffiti, statuette di arte popolare, cartoline, ritagli di giornale, sassi, conchiglie e altro ancora.

La mostra è aperta tutti i giorni, fino al 30 settembre dalle 10 alle 20

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La mostra divisa in cinque sezioni presenta opere ampiamente rappresentative della raccolta della fondazione Pilar & Joan Miró e...
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03/05/2017 15:53:37
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SheRocky
Amministratore
SheRocky 03/05/2017 ore 19:36 Quota
oDiabolik
Partecipante
oDiabolik 03/05/2017 ore 19:38 Quota

(nessuno) Mirò a Bologna...

@SheRocky scrive:
Ha i baffi come Salvador Dali'...


Il carnevale di Arlecchino è un quadro dipinto con tecnica a olio su tela, opera di Joan Miró (che la eseguì a Parigi quando aveva già aderito al surrealismo) del 1924-1925; è oggi conservato nella Albright-Knox Art Gallery di Buffalo.

:win :win :win
oDiabolik
Partecipante
oDiabolik 03/05/2017 ore 19:43 Quota

(nessuno) Mirò a Bologna...

@SheRocky scrive:
Le sai tutte!


Mica io...il mio amico Google...

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