Forum - The sound of silence

Proprietario
sgrinfietta08 12/02/2018 ore 14:31 Quota

(nessuno) Depeche Mode - Enjoy the Silence

@romana1.RM





Goditi Il Silenzio
Parole come violenza
Rompono il silenzio
Arrivano schiantandosi
Nel mio piccolo mondo
Sono dolorose per me
Mi penetrano direttamente
Non puoi capire
oh mia piccola ragazza

Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui tra le mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male

I voti vengono fatti
Per non essere mantenuti
Le emozioni sono intense
Le parole sono trascurabili
I piaceri rimangono
e anche la paura
Le parole sono insignificanti
E dimenticabili

Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui tra le mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male

Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui tra le mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male
Tutto ciò che ho sempre voluto
Tutto ciò di cui ho sempre avuto bisogno
È qui tra le mie braccia
Le parole sono davvero superflue
Possono solo fare male


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12/02/2018 14:31:25
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sgrinfietta08
Proprietario
sgrinfietta08 12/02/2018 ore 14:35 Quota

(nessuno) Depeche Mode - Enjoy the Silence

@romana1.RM

Depeche Mode, la storia della band inglese



Sono stati tra i pionieri del pop
elettronico negli anni ’80 e hanno creato
un suono inconfondibile. Ecco chi sono
i Depeche Mode.


I Depeche Mode vengono da Basildon, nell’Essex, vicino Londra, e sono ritenuti ancora oggi esponenti di spicco dell’elettropop, ma la loro carriera ha visto anche l’evoluzione da un suono più scanzonato e musicale ad atmosfere cupe e angosciate, che hanno seguito la svolta dei primi anni ’90.
La storia di una delle band più importanti nel panorama del synth-pop britannico inizia nel 1977 quando Andrew Fletcher e Vince Clark fanno la conoscenza di Martin Gore e insieme fanno nascere i Composition Of Sound, nome che cambieranno (per fortuna) pochi mesi dopo, quando i tre sentiranno il bisogno di un frontman, ritrovato in un giovanotto che prova in un locale una cover di “Heroes” di Bowie. La voce di Dave Gahan entra nel gruppo, che lascia definitivamente gli strumenti acustici per dedicarsi a tempo pieno all’uso dei sintetizzatori e della musica elettronica.

Il riferimento principale dei primi Depeche Mode sono di certo i Kraftwerk, e il successo avutonelle prime esibizioni live incoraggiano la band a cercare una casa discografica che possa pubblicare i loro primi lavori.
A questo punto entra in gioco: quando li vede esibirsi in un locale con dei synth messi su supporti di fortuna, Daniel Miller della Mute si stupisce della bellezza della loro prima canzone ma si aspetta che, come in molti altri casi, si tratti della classica apertura col botto per poi scadere miseramente. Quando però seguono un secondo brano e altri ancora, allo stesso ottimo livello, i giochi sono fatti: ha origine così un sodalizio senza il quale la storia dei Depeche Mode non sarebbe quella che oggi conosciamo, ovvero quella di una band da oltre trent’anni sulla cresta dell’onda e tra le più apprezzate tutte le volte che viene in Italia.

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