Racconti celtici apocrifi sui druidi
Ho "trovato" alcuni strani racconti celtici, basati sul druidismo, sicuramente apocrifi, ma non di meno molto istruttivi.
Della serie, l'abito non fa il monaco?


Il druida e il vate

Gallia Transalpina, 80 a.C.
Un giovane vate, erborista e guaritore di Lugdunum (l'attuale Lione), un certo Luernios, incontrò un compagno che come lui aveva studiato il druidismo. Il giovane vate gli domandò che cosa fosse l'insegnamento fondamentale del druidismo.
«Io non posso dirti che cosa sia,» rispose l'amico, «ma una cosa è certa. Se capisci il druidismo, non hai più paura di morire».
«Questo è molto bello» disse Luernios «Voglio provarci. Dove posso trovare un insegnante?».
«Va' dal gran druida Sereroneos» gli disse l'amico.

Così Luernios andò a trovare Sereroneos. E per appurare se l'insegnante avesse a sua volta paura di morire, portò con sé un pugnale lungo una ventina di centimetri, splendidamente decorato con due serpenti..
Quando Sereroneos vide Luernios esclamò: «Salve, amico. Come stai? Non ci vediamo da un pezzo!».
Quest'accoglienza sconcertò Luernios che rispose: «Noi non ci siamo mai visti».
«E' vero» rispose Sereroneos. «Ti ho scambiato per un altro vate che viene a studiare qui da me».

Dato l'esordio, Luernios perse l'occasione di mettere alla prova il druida, e così, con riluttanza, gli domandò se poteva prendere lezioni di druidismo.
Sereroneos disse: «Il druidismo non è una cosa difficile. Se sei vate, tratta i tuoi pazienti con bontà. Il druidismo è questo».
Luernios andò tre volte da Sereroneos.
Ogni volta Sereroneos gli disse la stessa cosa. «Un medico non dovrebbe perdere tempo qui da me. Va' a casa tua e prenditi cura dei tuoi pazienti».
Ma Luernios ancora non capiva come questo insegnamento potesse abolire la paura della morte. E la quarta volta proruppe: «Il mio amico mi aveva detto che quando uno impara il druidismo non ha più paura di morire. Ogni volta che vengo qui tu mi dici di prendermi cura dei miei pazienti. Questo lo so. Se il tuo cosiddetto druidismo si riduce a questo, è inutile che continui a venire da te».

Sereroneos sorrise e batté la mano sulla spalla del vate. «Sono stato troppo rigido con te. Ora ti darò un enigma da risolvere»
Ecco il tuo enigma, sul quale devi riflettere a fondo, e trovare la soluzione: "Un giorno, tanto tempo fa, un bardo chiese al gran druida Esunertus "Un cane può essere un Druida?".
Esunertus rispose: "Niente".

Luernios meditò per due anni su questo enigma del Niente.
Infine pensò di avere raggiunto la certezza della mente. Ma l'insegnante commentò: «Non ci sei ancora».
Luernios continuò la sua meditazione per un altro anno e mezzo. La sua mente diventò serena. I problemi si risolsero. «Niente» divenne la verità. Egli curava bene i pazienti e, senza nemmeno saperlo, era libero da ogni preoccupazione sulla vita e sulla morte.
Allora, quando tornò da Sereroneos, il suo vecchio insegnante si limitò a sorridere.










La "musica celtica" è un'etichetta più che una realtà musicale definita e definibile. Senza dubbio avrebbe più senso parlare di musica (o meglio "musiche") dei Paesi di area celtica.
Il grande ombrello della musica celtica serve a rendere accomunabili e riconoscibili al grande pubblico le musiche tradizionali (e le loro evoluzioni moderne) di molti paesi europei.
Tuttavia senza questo grande ombrello sarebbe impossibile dare a queste musiche un'identità comprensibile.
Al di là delle evidenti differenze musicali, le contaminazioni fra musica bretone, irlandese e scozzese (per parlare solo dei tre principali rami) sono evidenti ed innegabili, al punto che lo stesso repertorio è parzialmente condiviso.
Ma quello che marchia a fuoco la musica celtica (in generale) è la sensazione su cui si struttura, che è un costante alternarsi di allegre danze e malinconici sospiri, canti di gioia e arie lamentose, sempre alla ricerca dell'espressione massima del sentimento romantico e nostalgico che pervade l'anima celtica europea.