Forum - SIAMO MATTI MICA SCEMI

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urka11 19/03/2017 ore 10:24 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

Quella del papà è una festa che affonda le sue radici Oltreoceano. Diffusa in tutto il mondo, molti Paesi, come gli Stati Uniti, la celebrano la terza domenica di giugno. In quelli di tradizione religiosa cattolica, come l'Italia, la ricorrenza cade ogni anno il 19 marzo, il giorno di san Giuseppe, padre putativo di Gesù. Ma perché si festeggia la festa del papà?
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Quella del papà è una festa che affonda le sue radici Oltreoceano. Diffusa in tutto il mondo, molti Paesi, come gli Stati Uniti,...
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19/03/2017 10:24:09
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urka11
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urka11 19/03/2017 ore 10:25 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@Sgrinfia08


La festa, per come viene intesa oggi, risale ai primi decenni del XX secolo ed è nata per celebrare i padri e la paternità in generale, proprio come avviene con la festa della mamma. Le tracce più antiche della celebrazione risalgono al 5 luglio 1908 a Fairmont, West Virginia, nella chiesa metodista locale. Tuttavia, la prima a sollecitarne l'ufficializzazione fu la signora Sonora Smart Dodd che, ispirata da un sermone ascoltato durante la messa ma ignara della tradizione di Fairmont, organizzò una festa il 19 giugno 1910 a Spokane, Washington, per celebrare il padre che aveva combattuto nella guerra di secessione americana.
Sharon.s
Partecipante
Sharon.s 19/03/2017 ore 10:28 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

In alcuni Paesi, come in Danimarca e in Russia questa ricorrenza assume un significato diverso, non religioso né storico, bensì civile. Nel primo caso, infatti, si celebra anche la Costituzione; nel secondo, invece, si ha un’estensione del concetto di paternità in quanto vengono onorati i difensori della patria.
Free.e
Partecipante
Free.e 19/03/2017 ore 10:30 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

Il giorno speciale dei papà varia quindi nelle diverse zone del globo, ma con un comune denominatore: abbracci, baci, regali e piccoli lavoretti donati con l’affetto speciale che solo i figli sanno dare. A differenza della festa della mamma, che in Italia si celebra la seconda domenica di maggio, la festa del papà cade ogni anno il 19 marzo perché è associata a San Giuseppe. Paesi di tradizione cattolica, quindi, seguono questa indicazione mentre negli Stati che risentono maggiormente dell’influenza statunitense bisogna aspettare la terza domenica di giugno per festeggiare il Father's day. Il motivo di questa discordanza è da ricercare nelle origini della festività.
yoyo5
Partecipante
yoyo5 19/03/2017 ore 10:32 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

In Italia, come in altri Stati di tradizione cattolica, la festa del papà viene festeggiata, il giorno di San Giuseppe. Il padre putativo di Gesù, considerato come papà e marito devoto per eccellenza, secondo la tradizione popolare protegge gli orfani, le giovani nubili e i poveri. Per questo in Sicilia si usa invitare a pranzo i mendicanti e i bisognosi allestendo grandi tavole dove persone di diversa estrazione sociale, mangiano gomito a gomito. Questa nobile usanza è conosciuta come 'Tavola di San Giuseppe'. Il dolce tipico della festa varia di regione in regione, per lo più a base di creme o marmellate, con impasto simile a quelle dei bignè o dei krapfen. A Roma sono chiamati bignè di San Giuseppe e sono fritti, anche se esiste la variante di cottura al forno.
Prr3
Partecipante
Prr3 19/03/2017 ore 10:34 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

Un'abitudine particolare è consolidata in Francia, dove i piccoli regalano una rosa rossa ai loro papà e una rosa bianca a quelli che purtroppo non ci sono più, ma sono ancora vivi nel cuore dei figli. In Inghilterra si ha una sorta di 'San Valentino dei padri', che vengono celebrati con fiori, dolci e cioccolatini. Nell'America del Sud si accendono diversi falò nelle città e si sfidano i papà a superarli con un salto. Più fortunati sono i padri di famiglia tedeschi, dove in alcune zone della Germania vengono trasportati su uno o più carri trainati da buoi per le vie delle città.
Prr3
Partecipante
Prr3 19/03/2017 ore 10:38 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

La festa del papà è una ricorrenza civile diffusa praticamente in tutto il mondo, per onorare la figura paterna e la sua importanza all'interno della famiglia. In buona parte dei paesi dove viene festeggiata, questa ricorrenza cade la terza domenica di giugno. Non così in Italia, dove tale ricorrenza è festeggiata il 19 marzo.
In quanto ricorrenza civile, la festa del papà non è un giorno festivo, segnato rosso in calendario. Per cui i lavoratori sono tenuti a lavorare, salvo il 19 marzo sia una domenica.
trill1
Partecipante
trill1 19/03/2017 ore 10:40 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

La storia della festa del papà è piuttosto recente. Questa ricorrenza, così come la conosciamo noi in tempi moderni, risale ai primi decenni del XX secolo e nacque per completare la già instituita festa della mamma. Come è facile intuire già solo dal nome, la festa del papà rende omaggio alla figura paterna ed è nata per festeggiare la paternità e i padri in generale. Durante questa giornata di festa, i figli di tutte le età rendono onore al proprio padre, spesso facendoli dei doni che hanno lo scopo di ringraziarlo del più grande dono che ogni padre ha dato loro: la vita.
mha23
Partecipante
mha23 19/03/2017 ore 10:42 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

La prima volta in cui si festeggiò la festa del papà fu il 5 luglio del 1908, in Virginia, e più precisamente nella città di Fairmont, per commemorare la morte di oltre 361 uomini - 250 dei quali, padri di famiglia - nel disastro minerario di Monongah. Va detto che quella commemorazione rimase circoscritta all'area del Fairmont, mentre nel 1910, una nuova celebrazione della festa del papà si tenne a Spokane, nello stato di Washington, ad opera di Sonora Smart Dodd. Sonora era figlia di un veterano della guerra civile, un padre single che aveva cresciuto da solo ben sei figli, con affetto e grande spirito di sacrificio. L'anno precedente al 1910, Sonora era rimasta colpita da un sermone voluto da Anna Jarvis per commemorare la madre e tutte le figure materne, a tal punto da proporre al proprio pastore che un egual sermone fosse tenuto in memoria del padre scomparso.
Fu grazie alla sua spinta e alle sue iniziative che il 19 giugno del 1910 si tenne il primo sermone che commemorava i padri della città di Spokane, per la loro importanza e i sacrifici fatti per crescere i rispettivi figli.
Si trattava ancora di una festa locale, ma erano state gettate le basi perché iniziasse un lungo movimento il cui scopo era quello di far riconoscere tale ricorrenza a livello nazionale.
july.a
Partecipante
july.a 19/03/2017 ore 10:44 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

Durante gli anni '20, il movimento per il festeggiamento della festa del papà perse vigore, ma lo riacquistò con forza durante gli anni '30, quando Sonora Smart Dodd tornò attivamente sul campo per il riconoscimento di quella festa a lei così cara. Ciò che Sonora non riusciva a comprendere era come i padri fossero soggetti ad un diverso trattamento rispetto alle madri, la cui festa era ormai stata instituita a livello nazionale.
La verità è che la festa del papà era appoggiata soprattutto dai commercianti che vedevano in essa una fonte di lucro. I detrattori della festa del papà sostenevano che dietro i buoni propositi della festa vi erano gli intenti assai più biechi delle organizzazioni che, da quella festa, avrebbero solo tratto un vantaggio economico. Fu per questo motivo che tale ricorrenza venne osteggiata per oltre 40 anni, e solo nel 1966, il presidente Johnson stabilì in maniera ufficiale che una festa in onore del padre doveva essere tenuta ogni anno, la terza domenica di giugno, per onorare la figura paterna nello stesso modo in cui si onorava da ormai 50 e più anni quella materna.
ninna11
Partecipante
ninna11 19/03/2017 ore 10:46 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

La festa del papà in Italia: perché cade il 19 marzo?
La festa del papà cade il 19 di marzo in molti paese di tradizione cattolica, come l'Italia, la Spagna e il Portogallo. In particolare, fu scelta tale data perché la festa del papà nei paesi appena citati è fortemente legata alla festa dedicata a San Giuseppe, in quanto padre putativo di Gesù.
Il culto di San Giuseppe è molto antico. Di sicuro era già onorato durante l'Alto Medioevo, tant'è che molti ordini religiosi ne festeggiavano la figura il 19 di marzo, data della sua morte secondo la tradizione cattolica.
In Italia, la festa del papà è conosciuta anche come "festa del babbo". Essa trae origini da queste tradizioni alto-medioevali ed è per questo motivo che cade il 19 di marzo.
Ad onor del vero va detto che, con il trascorrere del tempo, questa festività ha assunto aspetti più moderni e commerciali, probabilmente risentendo degli influssi americani.
Oggi rimane una delle ricorrenze più amate del nostro paese, con iniziative soprattutto in ambito scolastico e mercatini all'aperto o in piazza, anche complici i primi giorni di primavera.
Reika1
Partecipante
Reika1 19/03/2017 ore 10:50 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

QUALI I RITUALI PER FESTEGGIARE IN ITALIA? Ma come si festeggia la Festa del Papà in Italia? Di sicuro cercando un regalo adatto a lui, cosa non sempre facilissima. In Sicilia, però, si va oltre e si invitano i poveri a pranzo. Visto che poi il 19 marzo è a ridosso dell’inizio della primavera, verranno ad esso associati riti propiziatori per l’arrivo della bella stagione, come il classico falò da superare con un salto per bruciare tutta la negatività dell’inverno. Soprattutto nel Sud Italia, poi, si usano preparare alcuni dolci particolari, come le Zeppole di San Giuseppe, buonissime.
In Emilia Romagna, la notte del 19 marzo risplende di fuochi ( focherine, fogheracce e lom ad merz, che dir si voglia). Il rituale rievoca anche le origini cattoliche dell’evento, legate a San Giuseppe. Il falò di fine inverno ha radici anche nella tradizione contadina, quando ad ardere erano i rami ricavati dalla potatura per favorire la migliore Primavera dal punto di vista climatico. C’erano fogheracce nelle aie, poi trasferite nei quartieri e ancora oggi sono tante le iniziative sul territorio.
masha2
Partecipante
masha2 19/03/2017 ore 10:53 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

La Festa del Papà nel mondo
Abbiamo detto che la Festa del Papà, a differenza della Festa della Donna, per esempio, cambia la data a seconda del Paese in cui ci troviamo. Andiamo dunque a dare uno sguardo quando festeggiarla nel mondo, ma non fate i furbetti papà: la si celebra una volta sola all’anno!

- 13 rajab (calendario islamico): Iran

- 23 febbraio: Russia

- 19 marzo: Bolivia, Honduras, Italia, Liechtenstein, Svizzera (Canton Ticino), Andorra, Portogallo, Spagna (Día del Padre)

- Seconda Domenica di Maggio: Romania

- 8 maggio: Corea del Sud (Giorno dedicato ai genitori)

- Giorno dell’Ascensione: Germania

- Prima domenica di giugno: Lituania

- 5 giugno: Danimarca (Giorno dedicato alla Costituzione)

- Seconda domenica di giugno: Austria, Belgio, Costa Rica

- Terza domenica di giugno: Argentina, Antigua e Barbuda, Bahamas, Bangladesh, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Colombia, Barbados, Cuba, Cipro, Repubblica Ceca, Ecuador, Francia, Ghana, Grecia, Guyana, Ungheria, India, Irlanda, Giamaica, Giappone, Malesia, Malta, Mauritius, Messico, Paesi Bassi, Pakistan, Panamá, Paraguay, Perù, Filippine, Porto Rico, Saint Vincent e Grenadine, Singapore, Slovacchia, Sudafrica, Sri Lanka, Svizzera, Trinidad e Tobago, Turchia, Regno Unito, Ucraina, Stati Uniti d’America, Venezuela, Zimbabwe

- 17 giugno: El Salvador, Guatemala

- 21 giugno: Siria, Libano

- 23 giugno: Nicaragua, Polonia, Uganda

- Ultima domenica di giugno: Haiti

- Seconda domenica di luglio: Uruguay

- Ultima domenica di luglio: Repubblica Dominicana

- Seconda domenica di agosto: Brasile

- 8 agosto: Taiwan

- Prima domenica di settembre: Australia, Nuova Zelanda

- Seconda domenica di settembre: Lettonia

- Luna nuova di settembre: Nepal

- Prima domenica di ottobre: Lussemburgo

- Seconda domenica di novembre: Estonia, Finlandia, Norvegia, Svezia, Islanda

- 5 dicembre: Thailandia
sput1
Partecipante
sput1 19/03/2017 ore 10:57 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

Festa del papà nel giorno di San Giuseppe
La festa del papà si celebra in tutto il mondo. In diverse zone del pianeta viene festeggiata la terza domenica di giugno, mentre in Italia, così come nei Paesi dove vi è la religione cattolica, la data in questione è quella del 19 marzo. Si tratta del giorno di San Giuseppe, il padre di Gesù, nonché patrono della Chiesa. Facendo un salto indietro nel tempo, scopriamo che i primi a celebrare tale ricorrenza furono i benedettini poco dopo l’anno mille. Sino al 1977 era considerato un giorno festivo in Italia, ma poi fu eliminato con la legge n° 54 dello stesso anno. Una curiosità è legata al dolce che si prepara in occasione della festa del papà, ossia le zeppole di San Giuseppe, tipiche della tradizione napoletana, ma diffuse anche nel resto della penisola.
piccoletta.9
Partecipante
piccoletta.9 19/03/2017 ore 11:00 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

19 marzo, oggi è San Giuseppe
Il 19 marzo la Chiesa Cattolica ricorda San Giuseppe,patrono di falegnami e degli artigiani, protettore dei poveri.
chantall.0
Partecipante
chantall.0 19/03/2017 ore 11:10 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

Il 19 marzo la Chiesa cattolica ricorda San Giuseppe, con una solennità a lui intitolata. I primi a celebrarlo furono i Monaci Benedettini nel 1030, seguiti dai Servi di Maria nel 1324 e dai Francescani nel 1399. Venne infine promossa dagli interventi dei Papi Sisto IV e Pio V e resa obbligatoria nel 1621 da Gregorio VI. I Papi Pio IX e Pio XI, inoltre, consacrarono il mese di marzo a San Giuseppe. San Giuseppe, patrono di falegnami e degli artigiani, protettore dei poveri, nacque forse a Betlemme. Suo padre si chiamava Giacobbe e pare che fosse il terzo di 6 fratelli.Giuseppe, il cui nome, di origine ebraica, significa “Dio aggiunga”, inteso, in senso lato, come “aggiunto in famiglia”, era un falegname che abitava a Nazareth e all’età di circa 30 anni fu convocato dai Sacerdoti del Tempio, con altri scapoli della Tribù di Davide, per prendere moglie.


SAN GIUSEPPE 1Giunti al Tempio, i Sacerdoti porsero a ciascuno dei pretendenti un ramo, comunicando che la Vergine Maria di Nazareth avrebbe sposato colui il cui ramo fosse germogliato. Solo il ramo di Giuseppe fiorì e, in tal modo, fu riconosciuto come sposo destinato dal Signore alla Santa Vergine. Maria, a 14 anni, fu data in sposa a Giuseppe; tuttavia continuò a dimorare nella casa di famiglia di Nazareth di Galilea per un anno; tempo richiesto presso gli Ebrei tra lo sposalizio e l’entrata nella casa dello sposo. Fu proprio in questo luogo che ricevette l’Annuncio dell’Angelo e accettò: “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.


chantall.0
Partecipante
chantall.0 19/03/2017 ore 11:12 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@piccoletta.9 :

La prima grossa prova che i Vangeli ci tramandano della fede di Giuseppe fu la decisione che egli dovette prendere allorché Maria, che egli “non conosceva” (nel senso che viveva verginalmente con lui, pur essendo sua moglie), gli comunicò l’evento dell’Annunciazione. Giuseppe non dubitò della verità della parola di Maria circa l’origine soprannaturale del concepimento, ma fu turbato dall’enormità del peso che sentì incombere su di sé, per la grande umilità davanti alla possibilità di essere reso partecipe di un evento così unico e sconvolgente. Il dubbio, nascente da un timore reverenziale, venne dissipato dalle parole dell’Angelo che gli apparve in sogno, dicendogli: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere Maria come tua sposa perché quello che è generato da lei viene dallo Spirito Santo.


SAN GIUSEPPE 2Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù”. Fu da quel momento che Giuseppe si consacrò totalmente al Disegno divino che gli chiedeva di vigilare Maria e il Bambino. Il fedele Giuseppe ubbidisce senza tentennamenti ai comandi di Dio, anche se il significato di quei comandi doveva sembrargli, a volte, oscuro. Giuseppe non vacilla, obbedendo in modo preciso e immediato ma riflettendo, nello stesso tempo, sui fatti, non rinunciando a pensare né a far uso della sua responsabilità. Giuseppe, nell’ordine naturale, è stato il maestro di Gesù, avendo con lui rapporti quotidiani, delicati ed effettuosi, prendendosene dunque cura.


pisellino.ino
Partecipante
pisellino.ino 19/03/2017 ore 11:16 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11 :

Il bastone fiorito

“No: ma guardate che io non ci ho fatto niente per davvero, con Maria”.
Seguì un silenzio gravido di tensione, in cui l’espressione degli amici di Giuseppe virò rapidamente da “ammiccante” a “imbarazzata”. Dopo qualche secondo che sembrò un’eternità, uno dei due si schiarì la gola. “Ma Giuseppe… si vede, ormai…”.
Giuseppe si passò una mano fra i capelli, con un sospiro rassegnato. “Ti ripeto”, scandì per l’ennesima volta, guardando fisso negli occhi il suo collega, “che non c’è stato niente fra me e Maria. Abbiamo osservato la Legge scrupolosamente”.
Ne seguì un silenzio ancor più imbarazzato, in cui gli amici di Giuseppe si fissarono a lungo per la seconda volta. “Ma scusa, Giuseppe”, azzardò debolmente il primo. “Se ci stai dicendo che non sei stato tu… allora, chi diamine…?”.
“Un angelo del Signore”, sussurrò stancamente il falegname, sentendosi anche un poco stupido. “La potenza dell’Altissimo ha steso la sua ombra su Maria”. Con la forza della rassegnazione, lanciò uno sguardo ai suoi amici e poi affondò la punta del bastone nella strada polverosa che stavano percorrendo. Si fermò, in educata attesa della reazione dei ragazzi.

I ragazzi, dal canto loro, rimasero impietriti per mezzo minuto abbondante.
E poi, alla fine, il più giovane scoppiò a ridere, in una risata contagiosa che si trascinò dietro anche i singhiozzi dell’altro amico. I due ragazzi risero un sacco, diedero di gomito, e fecero anche delle gran pacche sulle spalle a San Giuseppe.
San Giuseppe, che teneva il bastone così saldo nel pugno che le nocche delle dita gli erano quasi diventate bianche, rimase educatamente zitto per un bel po’ di tempo, impassibile, nell’attesa che a quei due passasse la ridarola.
E poi, quando i due si furono chetati, deglutì e li guardò negli occhi. “Non sto affatto scherzando”, disse semplicemente, in tono duro.

I due non ci volevano credere.
E quel che è peggio, è che San Giuseppe non si sentiva manco di dargli torto.
Continuarono a insistere, e insistere, e dar di gomito: “eddai, siamo amici, non c’è bisogno di queste storie…”.
E Giuseppe continuò a ripetere, e ripetere, e ripetere fino alla nausea la stessa storia.
A un certo punto – ma c’era voluta mezz’ora abbondante, per arrivare a questa svolta – Giuseppe colse un guizzo negli occhi dei suoi amici ed ebbe la certezza di essere riuscito a convincerli della sua sincerità. Ecchila là, era arrivata: la solita espressione di commiserazione al cubo.

I due amici si guardarono, ed erano proprio palesemente a disagio; e squadrarono Giuseppe con l’aria di chiedersi ‘ma veramente questo qua può esser tanto idiota?’.
E siccome Giuseppe insisteva, uno dei suoi amici, alla fin fine, perse il controllo e la pazienza: “per la miseria, Giuseppe – ma come fai a esser così cieco?! Ti rendi ridicolo agli occhi di tutta Nazareth, e quel che è peggio sei davvero convinto di questa storia assurda! Apri gli occhi: svegliati!! Se Maria è rimasta incinta in questo modo”, gli gridò a muso duro, per riscuoterlo, “allora, il legno del tuo bastone secco può fiorire in questo preciso istante! Ma porca la miseria!!”.

E improvvisamente, dal bastone di San Giuseppe, fiorì, maestoso, un giglio.


"Natività" di Giuseppe Ercolano
Un mazzo di gigli sulla cima di un bastone è relativamente difficile, da scolpire bene.
Se poi si tratta di scolpirlo in una statuettina di terracotta di sei-sette centimetri, diventa praticamente un incubo.
Un incubo perlopiù insensato, per la semplice ragione che un aggeggio così delicato si romperebbe senz’altro nell’arco di pochi Natali, con tutto il metti-e-togli-e-inscatola a cui sono soggette le statuine del presepio.

Da alcuni anni a questa parte – da quando insomma i presepi sono diventati un oggetto “commerciale”, che si trova anche a poco prezzo – i gigli sul bastone di San Giuseppe hanno lentamente cominciato a sparire, per ragioni sostanzialmente pratiche. Però, se ci fate caso, San Giuseppe ha sempre un bel bastone in mano: se anche non è fiorito, rievoca comunque questa antica leggenda apocrifa (che ha anche una variante).
Il bastone fiorito resiste ancora nei presepi artistici degli scultori napoletani (e ne avete visto un esempio sopra): forse più legati alla tradizione presepistica, gli artisti del Vesuvio tendono a portare avanti anche questa vecchia tradizione.

Può darsi che San Giuseppe tenga in mano solo un semplice bastone, nel presepio di casa vostra.
Ma non importa: adesso conoscete la storia che gli sta alle spalle.
Persino il più misero bastone ha una ragion d’essere, all’interno del presepio.

pisellino.ino
Partecipante
pisellino.ino 19/03/2017 ore 11:22 Quota

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@urka11 :

“Il bastone fiorito”

in realtà, c’è anche un’altra tradizione apocrifa che riguarda il bastone fiorito di San Giuseppe; e che è decisamente più famosa.
Il Protovangelo di Giacomo (sì: sempre quello) descrive anche il primo incontro fra Maria e Giuseppe. Giuseppe era un vecchio ottuagenario e un po’ rachitico, e Maria era una giovane fanciulla che viveva nel tempio di Gerusalemme dopo essere stata portata lì all’età di un anno come dono per il Signore (cosa totalmente inverosimile, ma che nell’ottica del vangelo aveva la funzione di presentare Maria come una specie di “suora” veramente “eletta”). Quando Maria ha dodici o sedic’anni – non si capisce bene – il Sommo Sacerdote va da Dio e gli chiede “e mo’ che ce ne facciamo di questa tipa, di grazia?”. Dio gli risponde che bisognerà darla in sposa a qualcheduno, e siccome si diverte a complicar la vita al prossimo ingiunge al sacerdote di convocare al tempio di Gerusalemme tutti i vedovi della Giudea: un segno miracoloso indicherà al sacerdote qual è il vedovo da scegliere.
L’ottuagenario San Giuseppe si presenta per sport, e mette subito in chiaro che non ha nessuna voglia di prendersi in casa ‘sta bambinetta: punto primo, perché non è un pedofilo; punto secondo, perché comunque nelle sue condizioni gli servirebbe una badante, più che una sposa.
Eppure, non appena varca la soglia del tempio, il suo bastone ortopedico comincia a gettare fiori e una colomba bianca si posa sulla testa dell’atterrito vecchietto, che protesta e si incavola ma senza alcun risultato. Maria si fidanza con San Giuseppe, e poi sappiamo tutti come prosegue la storia.

franco.lino
Partecipante
franco.lino 19/03/2017 ore 11:29 Quota

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@urka11 :

Zeppole di San Giuseppe

Le Zeppole di San Giuseppe sono il dolce simbolo del 19 Marzo, giorno in cui si festeggia San Giuseppe e la festa del papà. Questo è un dolce diffuso un pò in tutta Italia e ogni regione, ma anche città, o addirittura provincia ha la sua variante, si tratta di dolci fatti di pasta choux di forma circolare con un foro centrale che vengono farciti di crema pasticcera e guarniti con amarene sciroppate. Esistono due varianti di zeppole di San Giuseppe che si possono preparare sia in casa che ovviamente acquistare in pasticceria: fritte come vi ho proposto in questa ricetta e al forno , una versione più leggera ma altrettanto golosa. Questa ricetta che ho seguito prevede un passaggio in forno prima della frittura, questo fa in modo che la zeppola fritta non assorba troppo olio risultando quindi asciutta e poco unta ;) Prima di lasciarvi alla ricetta di oggi, vi lascio una piccola curiosità, a Napoli il nome zeppola viene utilizzato anche per indicare un altro dolce tipico di questa festa, le zeppole di patate e, anche le zeppoline di pasta cresciuta, un prodotto venduto nelle friggitorie, completamente diverso perchè salate e spesso arricchite con alghe, cicinielli o anche salame.
franco.lino
Partecipante
franco.lino 19/03/2017 ore 11:34 Quota

(nessuno) perche' si celebra?

@urka11

Zeppole di San Giuseppe: una ricetta centenaria

Frittelle “di strada” o dolce di San Giuseppe: la ricetta tradizionale e la storia di una tradizione di eccellenza.


Tra leggenda e storia: le zeppole o dolci di San Giuseppe

Le zeppole sono un dolce tipico dell’Italia meridionale. Sono delle frittele ripiene di crema consumate in origine nel mese di marzo, precisamente il 19 in occasione della festa di San Giuseppe, la festa del papà.

Spostandosi nel centro e nel nord Italia la preparazione delle zeppole viene collegata ad un’altra festività che è quella del Carnevale, in cui per celebrare l’abbondanza fa da regina la frittura.

Appare curioso che proprio in piena Quaresima, il giorno di una festività religiosa la tradizione vuole la preparazione di un dolce fritto e godurioso. Ma un simpatico particolare svela questa contraddizione: una leggenda racconta che San Giuseppe aveva un secondo mestiere: il friggitore! Così, per una sorta di devozione al santo, lungo le strade di Napoli, fino a qualche decennio fa, i friggitori preparavano le zeppole fritte “istantanee” per i passanti. Occorre fare attenzione: le zeppole della tradizione, che vantano un’origine collocabile nell’antica Roma erano semplici frittelle, non farcite, fatte con un semplice impasto di farina acqua e sale, spolverato con cannella o con zucchero. La zeppola più nota oggi, quella di San Giuseppe, nasce nel diciottesimo secolo ed è, invece, più ricca: è ripiena con crema pasticcera e ha in superficie una amarena sciroppata.

Zeppole_di_San_Giuseppe

Il nome e i luoghi di produzione

Diverse sono le ipotesi sull’etimologia della zeppola: secondo alcuni deriva da serpula(m) che in latino vuol dire serpe per la forma di serpe chiusa su se stessa. Secondo altri viene da zeppa che a Napoli è il pezzo di legno posto per correggere dei difetti di misura nei mobili: ancora una volta è chiaro il riferimento alla professione di San Giuseppe. Le zeppole, sebbene radicate nella tradizione culinaria napoletana sono, da secoli, preparate e consumate in numerose regioni italiane, soprattutto nel sud e nel centro Italia, dove vengono consumate per aprire le danze alla primavera e ai festeggiamenti carnevaleschi. Le zeppole salentine, sempre legate al santo cristiano erano anticamente fritte nello strutto, sostituito poi dall’olio, e oggi possono essere farcite con la classica crema pasticcera oppure con una al cioccolato. In Puglia sono molto diffuse anche nella versione al forno, mentre in Sicilia acquistano una sfumatura più “orientale” per l’impasto fatto con farina di riso e poi ricoperte con miele d’arancio o zucchero a velo. In alcune zone della Calabria la zeppola, tipica del periodo natalizio, è farcita con ricotta, zucchero, cannella e limone e ha le patate come ingredienti nell’impasto. A Napoli, oltre alle zeppole di San Giuseppe, presenti ormai in tutte le pasticcerie anche nella versione “mignon”, è facile imbattersi nella primordiale versione delle zeppole, le pastacresciute, frittelle salate.

Il riconoscimento PAT della zeppola

A dimostrare quanto sia le zeppole napoletane che quelle pugliesi siano radicate nella storia e nel bagaglio culinario delle regioni è l’indicazione PAT, ovvero il fatto che siano registrati come prodotti agroalimentari tradizionali. Cosa vuol dire? Il riconoscimento è a tutti gli effetti un marchio di garanzia per il consumatore, viene rilasciato dalle Regioni e dal Ministero delle politiche agricole che indicano come PAT i prodotti la cui ricetta e tecniche di lavorazione sono tradizionali oltre che consolidate in un determinato territorio da almeno 25 anni.

La ricetta delle zeppole

La prima ricetta delle zeppole di San Giuseppe apparteneva al ricettario del 1837 scritto dal cuoco e letterato Ippolito Cavalcanti. Certo è che le famose frittelle coronavano già in precedenza i pasti delle festività primaverili e del Carnevale e non solo. Continuano, infatti, ad essere vanto della pasticceria italiana. Scopriamo insieme la ricetta tradizionale di quello che si ricorda come dolce di San Giuseppe.

Ingredienti per l’impasto

300 gr di farina
6 uova
Mezzo litro di acqua
Zucchero a velo q.b.
50 grammi di burro


Ingredienti per la crema

2 uova
100 grammi di zucchero
80 grammi di farina
50 cl di latte


Preparazione

-Su un fornello con fuoco a fiamma media mettete a scaldare l’acqua con il burro e un pizzico di sale.

-Quando l’acqua sarà abbastanza calda, versate la farina setacciata e mescolare con una frusta fino a quando sarà omogeneo: potrebbero occorrere fino a 10 minuti.

-Poi spegnete il fuoco e dopo aver aggiunto le uova, continuando a girare amalgamare il composto e lasciate riposare. Intanto potete procedere alla preparazione della crema pasticcera.

-Iniziate a lavorare lo zucchero con i tuorli delle uova e aggiungete la farina setacciata, poi il latte e secondo i gusti la scorza del limone.

-Poi mettete il recipiente sul fuoco e lasciate addensare mescolando continuamente per non formare i grumi.

-A questo punto si possono formare le ciambelle usando una sacca da pasticcere e posizionandole su piatti di piccole dimensioni.

–Friggete ora le zeppole, una alla volta, nell’olio ben riscaldato, fino a quando non assumeranno un colore dorato.

-Quando saranno raffreddate potrete riempire le vostre zeppole con la crema pasticcera nel mezzo e ponete le amarene sulla cima, come punta di diamante di questo fantastico dolce.

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