Forum - Quando il cuore si veste di colori

Proprietario
ste.lladelmattino 09/11/2018 ore 17:16 Quota

(nessuno) Egyptian Goddess



In Egitto collane e pettorali erano molto usati sia dagli uomini sia dalle donne. E non erano considerati esclusivamente degli ornamenti, ma veniva loro attribuita una vasta gamma di significati simbolici.

Durante il Medio Regno si diffuse un tipo di pettorale che mostrava nella parte centrale il nome del faraone nel cartiglio. Il nome del re aveva una funzione protettiva. Un tipo di monile funerario era quello del falco con le ali spiegate, che veniva posto sulla mummia del faraone poiché simboleggiava l'abbraccio della divinità. Nell'ultimo periodo del Nuovo Regno fece la sua comparsa un nuovo ornamento di culto, noto come egida, la cui parte frontale rappresentava una collana di vari fili di grani (usekh), coronata dalla testa di una divinità, come Hathor o Iside.

Tali collane decoravano anche la prua e la poppa delle barche divine. In una prima fase, lo scarabeo aveva la funzione di sigillo; ma, agli inizi del Nuovo Regno, la sua immagine prese il posto di altri pendenti di pietre poste sul petto dei defunti. Questi "scarabei del cuore" portavano scritti dei testi magici (spesso tratti dal Libro dei Morti) allo scopo di garantire al defunto l'assoluzione nel giudizio finale e la sicurezza della rinascita nell'aldilà.

È noto, grazie al Papiro Hood, che tra gli eizi esistevano, oltre agli orafi, anche operai specializzati nella fabbricazione di alcuni gioielli, come le collane. Pare che il setro fosse un fabbricante di collane che usava grani elaborati dall'iru ueshbet. Il considerevole numero di grani di pietre suggerisce l'esistenza di diversi artigiani dediti a questo tipo di produzione.


Tali monili venivano appesi al collo mediante un semplice cordone di cuoio o di lino; ma, ben presto, essi vennero presentati in raffinate opere di oreficeria tempestate di pietre, che possedevano qualità simboliche: l'oro era la carne delle divinità; i lapislazzuli, l'azzurro del cielo; la corniola, il sangue rosso della vita. Con lo sviluppo della scrittura geroglifica, alcuni simboli vennero trasformati anche in elementi protettori: lo udyat (occhio di Horo) proteggeva dal malocchio; il segno ankh (un cordone di sandalo), invece, significava "vita"; mentre il segno dyed (pilastro di fusti di papiro) offriva al suo possessore "resistenza".

Anche le mummie indossavano collane; uno scarabeo incastonato in una collana, infatti, serviva affinché il defunto potesse superare senza difficoltà il momento del giudizio finale, o psicostasia, grazie alle formule magiche estrapolate dal Libro dei Morti.
tex.965
Moderatore
tex.965 10/11/2018 ore 06:00 Quota

(nessuno) Egyptian Goddess

@ste.lladelmattino scrive:
Egyptian Goddess









Orecchino a navicella in oro - IV secolo AC

Vuoi partecipare anche tu a questa discussione?

Rispondi per lasciare il tuo messaggio in questa discussione