Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

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serena1O 08/08/2019 ore 20:22 Quota

(nessuno) AMALFI, LA CAPITALE DELLA COSTIERA AMALFITANA






AMALFI, LA CAPITALE DELLA COSTIERA AMALFITANA





Amalfi, la prima Repubblica Marinara, è senza dubbio una delle perle della costiera amalfitana. Arroccata nello splendido e suggestivo Golfo di Napoli, merita di essere vista anche solo per un giorno.

La storia tramanda che Amalfi fu inizialmente fondata, con la denominazione di Melphes, da alcuni romani diretti verso Costantinopoli. Questi ultimi decisero, dopo poco, di trasferirsi in un tratto più riparato della costiera salernitana costituendo il primo nucleo della novella città soprannominata Amelphes. Data la posizione geografica, fin da subito gli amalfitani furono inclini a sviluppare un commercio marittimo.

La città si specializzò anche nella produzione di carta applicando una tecnica di lavorazione orientale appresa attraverso la mediazione araba. Ma la testimonianza più importante della potenza commerciale di questa Repubblica fu la Tabula Amalphitana, un codice che regolò la navigazione del Mediterraneo fino al XVIII secolo fino a quando il Consolato del mare di Barcellona introdusse nuove regole marittime.








Amalfi non è molto grande e si gira a piedi in poco tempo. La singolare architettura di case bianche, il clima mite per quasi tutto l’arco dell’anno e le caratteristiche botteghe artigianali ne fanno una meta turistica perfetta scelta da migliaia di turisti sia italiani che stranieri. Una sosta per una delizia al limone o per le altre squisitezze della Costiera Amalfitana, è d’obbligo.

Tra i monumenti più celebri vi è certamente il Duomo di Amalfi in stile arabo-siciliano dedicato a Sant’Andrea, patrono della città. Un complesso architettonico costituito da due basiliche accostate e comunicanti, dalla cripta inferiore, dalla scalea e dall’atrio d’ingresso, dal campanile e dal Chiostro Paradiso. La facciata presenta dei mosaici in stile bizantino che vi lasceranno stupefatti. L’interno invece è in stile barocco con il soffitto a cassettoni in oro. Per entrare dall’ingresso principale dovrete salire una lunga scala, ma non preoccupatevi della fatica, sarete ricompensati da una meravigliosa vista dall’alto sull’intera città.








Non mancano altre attrazioni, infatti tra le cose da vedere ad Amalfi ci sono: Museo della Bussola e del Ducato Marinaro, ha sede nell’antico arsenale, racconta la nascita e l’affascinante storia della potenza marinara; Museo della carta un ex cartiera trasformata in museo nel 1969 da Nicola Milano e che conserva ancora oggi gli antichi macchinari per la fabbricazione della carta.

Se avete deciso di vistare Amalfi tra la fine di maggio e l’inizio di luglio potreste avere l’occasione di partecipare alla regata storica che vede sfidarsi tutte le ex repubbliche marinare. E’ una manifestazione itinerante che si svolge ogni anno a turno nelle città di Amalfi, Venezia, Genova e Pisa.
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IOXSONGXLEGGEND 08/08/2019 ore 22:28 Quota

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Nell'antichità fece parte dell'Impero romano: a testimonianza di questo le molte ville della costa, tra cui la più importante si trova a Minori. Durante la guerra greco-gotica gli abitanti della costa si allearono con i Bizantini, i quali, alla fine della guerra, diedero loro maggiore autonomia dall'impero. Nell'839 Amalfi fu conquistata dal principato longobardo di Salerno, ma dopo pochi mesi si riunì di nuovo all'impero, ma di fatto diventò autonoma: così si formò la Repubblica di Amalfi, che nel X secolo divenne un ducato. Ebbe la massima espansione tra la fine del X secolo e l'inizio dell'XI, all'epoca del duca Mansone I. Conquistata dai Normanni nel 1136, la Costiera in seguito cadde in miseria, anche per le scorrerie di Pisa. La bellezza della costiera fu "scoperta" nell'Ottocento, durante il Grand Tour.
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IOXSONGXLEGGEND 08/08/2019 ore 22:32 Quota

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La sua fondazione viene fatta risalire ai Romani (il suo stemma reca la scritta Descendit ex patribus romanorum). A partire dal IX secolo, prima (in ordine cronologico) fra le repubbliche marinare, rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo.

Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di Tavole amalfitane, ebbe una grande influenza fino al XVII secolo.

Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore nell'XI secolo, dopodiché iniziò una rapida decadenza: nel 1131 fu conquistata dai Normanni di Ruggiero II d'Altavilla re di Sicilia e allora il suo dominio comprendeva, tra l'altro, i territori e castelli di Guallo, Trivento, Capri, Ravello, Scala, Fratta, Gerula e Pogerula (Alessandro di Telese, De rebus gestis Rogerii Siciliae regis. L. II, capp. VIII-XI). Nel 1135 e 1137 fu saccheggiata dai pisani e nel 1343, poi, una tempesta con conseguente maremoto distrusse gran parte della città.

Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando gli armi delle città di Genova, Pisa e Venezia.

Per un errore di interpretazione di un testo latino, che riferiva invece che l'invenzione della bussola era attribuita dallo storico Flavio Biondo agli Amalfitani, il filologo Giambattista Pio sostenne che la bussola fosse stata inventata dall'amalfitano Flavio Gioia. Nel testo in questione (Amalphi in Campania veteri magnetis usus inventus a Flavio traditur), tuttavia, non bisogna intendere Flavio come l'inventore della bussola, ma solo come colui che ha riportato la notizia: appunto Flavio Biondo. Tuttavia i navigatori amalfitani potrebbero essere stati tra i primi ad usare quello strumento. "Un'antica tradizione amalfitana si riferisce, invece, ad un certo Giovanni Gioia quale inventore dello strumento marinaro".

Particolarmente fiorente nella storia della città e viva in due cartiere residue sulle molte presenti ed ormai in rovina, è l'industria cartaria, legata alla produzione della pregiata carta di Amalfi. In città infatti è possibile visitare il Museo della Carta di Amalfi.

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