Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

Amministratore
serena1O 07/02/2019 ore 04:58 Quota

(nessuno) Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo



Scorcio del Giardino pensile di Palazzo Reale, Napoli



il giardino pensile di Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo



L’azzurro scintillante del golfo e il suggestivo profilo del vulcano, titano quiescente che incombe sulle contrade un tempo scenario dei fasti di Pompei e Ercolano: è questo senza dubbio uno dei panorami più belli del mondo, visibile da vari punti di quel grande anfiteatro che è la città di Napoli. Uno dei più privilegiati da cui goderlo è però il Giardino Pensile annesso al primo piano di Palazzo Reale, cuore del complesso che comprende anche il Teatro San Carlo e il giardino di passeggio creato nel 1842 dal botanico tedesco Friedrich Dehnhardt. Dal 24 novembre questo magico belvedere partenopeo sarà riaperto alla fruizione dei napoletani e dei turisti dopo un lungo restauro volto a recuperarne l’antica struttura portante in tufo, l’originaria pavimentazione a elementi alterni in bianco Marmo di Carrara e Bardiglio Imperiale e, naturalmente, il prezioso impianto botanico. In occasione dell’inaugurazione, lo scorso 22 novembre, è stata presentata anche un’installazione “site specific” del maestro giapponese Uemon Ikeda, intitolata “Un giardino incantato a levante del sole” e visitabile fino all’8 gennaio 2019; si tratta dell’intreccio di un filo rosso di lana e seta che accompagna il visitatore in un percorso che unisce l’interno e l’esterno di Palazzo Reale.





Scorcio del Palazzo Reale di Napoli, lato mare. In corrispondenza dell’appartamento reale il giardino pensile



Il Giardino Pensile, affacciato su via Acton e i Giardini del Molosiglio, che costeggiano il litorale, è ben visibile dalla terrazzata via Cesario Console (l’antica Salita del Gigante). Un ponte di ghisa lo collega al Palazzo Reale, palinsensto architettonico passato per le mani di maestri come Domenico Fontana, Gaetano Genovese, Luigi Vanvitelli, Ferdinando Sanfelice e Francesco Antonio Picchiatti, chiamati via via dal sovrano di turno. A partire dal 1600 e per oltre 150 anni, la reggia è stata infatti residenza storica dei viceré spagnoli poi soppiantati dalla dinastia borbonica fino all’unità d’Italia, con l’intermedia parentesi decennale francese di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat e quella conclusiva dei Savoia, prima che nel 1919 fosse ceduta al demanio statale e adibita a museo di sé stessa oltre che a sede della Biblioteca Nazionale.








Il Palazzo Reale di Napoli e il Largo di Palazzo (odierna p.zza Plebiscito) in un dipinto settecentesco di Gaspar van Wittel


Le prime testimonianze visive del Giardino Pensile risalgono ad alcune incisioni tardo-seicentesche di Francesco Cassiano de Silva, ma il suo assetto ha subito nel tempo delle modifiche, come quella di metà ‘700 e l’altra, definitiva, di metà ‘800. Denominato in origine “Giardino del Belvedere”, sarebbe nato dall’ampliamento di un terrazzo annesso al corpo di fabbrica che nel 1671 ospitava le stanze della Viceregina Ana Fernandez de Cordoba. Nel ‘700 con l’arrivo di Carlo di Borbone si sviluppò come un grande terrazzamento balaustrato costellato di busti e grandi vasi per fiori, aiuole rettangolari e uno spazio ellittico al centro con fontana. Un arricchimento delle aiuole caratterizzò gli inizi dell’800, mentre nel 1836 il giardino assunse l’assetto attuale, vedendo integrata la struttura esistente con un braccio nuovo e un piccolo ponte in ghisa che lo collega al Palazzo, elemento quest’ultimo abbattuto durante il 2° conflitto mondiale e ripristinato solo nel 2009 sulla base del progetto originario. Con i Savoia il giardino si limitò invece ad arricchirsi di piante, panchine e fioriere. Il resto è storia del recente restauro, volto a riportare il Belvedere all’antico splendore grazie a un attento studio di documenti d’archivio (disegni e fotografie d’epoca) relativi alla parte strutturale, a quella botanica e alla pavimentazione






Il Giardino Pensile di Palazzo Reale in un’incisione ottocentesca



Da un punto di vista botanico il giardino è dominato da alte siepi di Bouganvillea, esemplari di Cycas revoluta, pergolati e gazebo con varie rampicanti, ed è completato da una duplice fila di aiuole fiorite fra le quali si stagliano una fontana con zampilli e panchine marmoree in stile neoclassico oltre a un tavolo in marmo di Carrara che occupa lo spazio ellittico centrale e regge alcune fioriere. Nel restauro si è scelto di seguire una ricostruzione filologica che ha permesso di ripristinare le essenze antiche, come agrumi e rose, menzionate nei documenti d’archivio su Palazzo Reale





Scorcio del Palazzo Reale, lato mare. In primo piano i giardini del Molosiglio, sullo sfondo il Maschio Angioino :cuore






IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 07/02/2019 ore 20:27 Quota

(nessuno) Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo

Un'opera architettonica meravigliosa, che offre una vista panoramica sul Golfo di Napoli da togliere il fiato.






IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 07/02/2019 ore 20:34 Quota

(nessuno) Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo

La bellezza di Napoli cresce di giorno in giorno, di settimana in settimana, via via che scopre i suoi segreti. Finchè si giunge a intendere che veramente è questo il più bel golfo della terra. Ed è una bellezza tonica. Cresce la felicità di vivere, diminuiscono i bisogni; si entra in uno stato di naturale sobrietà, e si esce dalla schiavitù degli orari. L’orario a Napoli può essere una necessità pratica, mai una necessità intima.


serena1O
Amministratore
serena1O 08/02/2019 ore 06:17 Quota

(nessuno) Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
La bellezza di Napoli cresce di giorno in giorno, di settimana in settimana, via via che scopre i suoi segreti. Finchè si giunge a intendere che veramente è questo il più bel golfo della terra. Ed è una bellezza tonica. Cresce la felicità di vivere, diminuiscono i bisogni; si entra in uno stato di naturale sobrietà, e si esce dalla schiavitù degli orari. L’orario a Napoli può essere una necessità pratica, mai una necessità intima.

IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 08/02/2019 ore 19:30 Quota
serena1O
Amministratore
serena1O 08/02/2019 ore 19:36 Quota

(nessuno) Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
la terrazza del Palazzo dove si incontravano Murat e Carolina




Il Palazzo Reale di Napoli fu fondato come palazzo del re di Spagna Filippo III d’Asburgo nell’anno 1600, per iniziativa del viceré Fernando Ruiz de Castro conte di Lemos e della viceregina Catarina Zuñiga y Sandoval. La sua collocazione urbanistica accanto al Palazzo Vicereale Vecchio, poi demolito, e ai giardini di Castel Nuovo continua la tradizionale posizione della residenza reale a Napoli al margine meridionale della città antica, con la facciata rivolta però verso ovest, dove si apre il grande spiazzo del Largo di Palazzo.

L’architetto Domenico Fontana progettò una residenza civile di forme tardo rinascimentali con colonne e ornamenti classici in facciata, cortile centrale quadrato con portico a pian terreno e al primo piano loggia interna sui quattro lati.

L’Appartamento Reale comprende la Cappella e il Salone dei Viceré sul lato est, la Sala Regia e quelle di Udienza sul lato della piazza, e gli appartamenti privati rivolti sul lato del mare.
I successivi viceré completarono e ampliarono l’edificio con il belvedere del Giardino pensile e lo Scalone d’Onore.

Quando Napoli nel 1734 divenne capitale di un regno autonomo con Carlo III di Borbone, il Palazzo fu ampliato sul versante del mare, con l’Appartamento del Maggiordomo Maggiore, poi verso il Vesuvio con l’Appartamento per i Reali Principi.

Vennero perciò a formarsi altri due cortili, oltre a quello d’onore. Gli interni furono allestiti nel gusto tardo barocco con marmi preziosi e affreschi celebrativi, tra i quali le opere di Francesco De Mura e Domenico Antonio Vaccaro.

Le ultime trasformazioni avvennero al tempo di Ferdinando Il Borbone, tra il 1838 e il 1858: dopo un incendio sviluppatosi nelle stanze della Regina Madre, l’architetto Gaetano Genovese fu incaricato di un restauro generale nel gusto neoclassico

serena1O
Amministratore
serena1O 08/02/2019 ore 19:39 Quota

(nessuno) Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Un'opera architettonica meravigliosa, che offre una vista panoramica sul Golfo di Napoli da togliere il fiato.

serena1O
Amministratore
serena1O 08/02/2019 ore 19:44 Quota

(nessuno) Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo
@serena1O : panorama mozzafiato

:clap :cuore


serena1O
Amministratore
serena1O 08/02/2019 ore 19:48 Quota

(nessuno) Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Palazzo Reale, affaccio mozzafiato sul Golfo più bello del mondo
La bellezza di Napoli cresce di giorno in giorno, di settimana in settimana, via via che scopre i suoi segreti. Finchè si giunge a intendere che veramente è questo il più bel golfo della terra. Ed è una bellezza tonica. Cresce la felicità di vivere, diminuiscono i bisogni; si entra in uno stato di naturale sobrietà, e si esce dalla schiavitù degli orari. L’orario a Napoli può essere una necessità pratica, mai una necessità intima.

Vuoi partecipare anche tu a questa discussione?

Rispondi per lasciare il tuo messaggio in questa discussione