Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

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serena1O 10/01/2019 ore 17:40 Quota

(nessuno) Le edicole votive nei vicoli di Napoli




Le edicole votive nei vicoli di Napoli





In tutti i quartieri partenopei ci sono piccoli templi, semplici luoghi di culto, che cambiano col succedersi delle epoche. Passeggiando per Napoli, si possono contare un vasto numero di “altarini” che portano con se vicende di vicoli e d’antropologia.

A Napoli, il “tabernacolo”, ossia l’edicola votiva, è un elemento di arredo urbano e al tempo stesso oggetto di culto, presente già dalla seconda metà del XVI secolo, che ricorre come parte integrante del tessuto abitativo, soprattutto nell’area di fondazione greco-romana. Osservando l’evoluzione di questi “altarini”, si può vedere come la complessità di un fenomeno religioso-devozionale si trasforma dalla dimensione privata a rappresentazione della collettività che unisce il sacro al pagano, ma anche alla creatività estemporanea dei cittadini. Il territorio partenopeo diventa un vero labirinto di “simboli”: le edicole votive sono espressione di culto comune e di riconoscenza a santi e madonne, ma pure di fede e idolatrie pagane per calciatori e cantori di quartiere eletti come “miti”.

Le edicole votive sono dette in gergo “altarini” e si rivelano come una vera e propria caratteristica partenopea. Accade spesso che i primi a non conoscere la storia degli “altarini”, siano proprio i napoletani: NarteA si sofferma sulle rappresentazioni votive di Napoli, considerate un “fenomeno religioso secondario” con limitato valore architettonico e artistico, con lo scopo di voler valorizzare e ripristinare il rapporto tra i cittadini napoletani e la loro città, nella storia antica e moderna. L’itinerario prevede un’escursione tra alcune edicole votive nascoste nei vicoli di Napoli, una città che non smette mai di stupire e impressionare, ma non solo.
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serena1O 10/01/2019 ore 19:05 Quota

(nessuno) Le edicole votive nei vicoli di Napoli




Edicola di san Gennaro (progetto di Ferdinando Sanfelice)




Le edicole sacre di Napoli sono varie centinaia e costituiscono delle pregevoli forme di arte ed architettura religiosa nate come simbolo di devozione sia privata che popolare. Esse costituiscono un pregevole patrimonio ricco di stili artistici e traggono le proprie radici in epoca antica per poi diffondersi sino ai giorni nostri.Le edicole sacre, considerate a lungo solo un fenomeno religioso secondario, dalla fine degli anni settanta del XX secolo ai giorni nostri hanno visto un sensibile aumento di studiosi interessati ad approfondire la loro conoscenza.

Il primo libro sull'argomento risale al 1978: Lo Spazio Sacro. Per un'analisi della religione popolare napoletana; questo testo classificò per lo più tutti i tabernacoli presenti nella zona di Montesanto (luogo dove si registra un'alta concentrazione di questo tipo di strutture) e, in particolare, rivolse i propri studi sulle varie "interpretazioni" all'interno della religione popolare.

In seguito venne pubblicato un nuovo libro che elencava tutte le edicole della zona compresa tra piazza Mancini, via C. Rosaroll, via Foria, via Pessina, via Toledo, via Sant'Anna dei Lombardi, via G. Sanfelice e corso Umberto I. Il libro, intitolato Studi per un censimento delle edicole napoletane, non fornisce alcuna risposta in merito alle origine di questi elementi architettonici, né tanto meno fornisce un'analisi antropologica. Oggi, rimane ancora molto da indagare e da svelare sull'argomento.


Porta San Gennaro e la sua edicola sacra (affreschi di Mattia Preti)
Le edicole napoletane sono tutte caratterizzate da immagini, salvo qualche eccezione: è il caso, ad esempio, della sopra illustrata edicola scultorea di San Gennaro, facente parte, tra l'altro, anche di una singolare tipologia costruttiva di tabernacolo.

La loro realizzazione è un fenomeno che, quasi certamente, trae le sue origini in epoca greca. Attraverso attenti studi si è capito, infatti, che presso i greci era abitudine costruire per gli Dei altari oggetti di cura e di devozione. È molto probabile quindi che nell'antica Neapolis e nel resto dei territori della Magna Grecia, queste pratiche sacre, assieme ai costumi, alle altre usanze e credenze greche, si siano largamente divulgate. In seguito, con la gran diffusione del Cristianesimo, soprattutto grazie dell'editto di Teodosio I del 397 d.C., la pratica di costruire altari e spazi sacri è andata sempre più cimentandosi; ma, con la sola differenza che le divinità pagane, ora, venivano lentamente sostituite da importanti temi-figure cristiane.

Con lo scorrere del tempo acquisiranno ulteriori evoluzioni religiose-devozionali, soprattutto se si considera l'affermarsi di nuove ed importanti personalità cristiane (Sant'Antonio da Padova, San Vincenzo, ecc.); inoltre, architettonicamente saranno caratterizzate da particolari del tutto originali. Infine è utile ricordare che le edicole possono essere esaminate anche da un punto di vista privato e popolare, per via di differenze sociali, economiche, ambientali ed artistiche, nonché per il manifestarsi, attorno ad esse, di credenze popolari e superstizioni. Durante il periodo di regno di Carlo III di Borbone, il fido consigliere Padre Rocco incoraggiò la diffusione delle edicole votive, oltre che per utilizzarle come fenomenale mezzo di evangelizzazione anche per creare la prima "rete" di illuminazione stradale. Infatti, consentendo l'aumento delle edicole votive soprattutto nei bui vicoli della Città, si incrementò anche l'illuminazione grazie ai tanti ceri e lumini che il popolo accendeva davanti alle immagini sacre che in queste edicole venivano poste. Ad ogni angolo di vicolo e lungo il suo percorso, dalle prime ore della sera si accendevano pertanto decine di piccole fiammelle che illuminavano, in qualche modo, le stesse stradine napoletane. Un altro aspetto non secondario di devozione popolare è quello delle edicole contenenti quelle particolari statuine in terracotta policroma raffiguranti uomini e donne nudi avvolti in parte dalle fiamme. Queste figure sono le "anime pezzentelle" ovvero le anime dei defunti che bruciano nelle fiamme del Purgatorio e che chiedono ai passanti di pregare per loro al fine di garantisi l'accesso al Paradiso. Le figure raffigurate in queste particolari edicole sono persone veramente esistite e che i loro parenti hanno voluto far effigiare dagli artigiani presepiali soprattutto di Via San Gregorio Armeno per consentire a tutti i passanti di pregare per loro, al di là della durata temporale dell'esistenza terrena dei committenti stessi.
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IOXSONGXLEGGEND 10/01/2019 ore 19:54 Quota

(nessuno) Le edicole votive nei vicoli di Napoli

Facimmoce ‘a croce




In tutti i quartieri partenopei ci sono piccoli templi, semplici luoghi di culto, che cambiano col succedersi delle epoche. Passeggiando per Napoli, si possono contare un vasto numero di “altarini” che portano con se vicende di vicoli e d’antropologia: NarteA ha voluto ideare una visita guidata teatralizzata ad hoc per ritrovare queste radici, ancora resistenti, e per conoscere in modo alternativo gli episodi votivi partenopei.
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IOXSONGXLEGGEND 10/01/2019 ore 19:57 Quota

(nessuno) Le edicole votive nei vicoli di Napoli

Anche se in altre numerose città italiane è esistito questo fenomeno (a Palermo, a Roma, a Genova, ecc.), queste mostrano rilevanti differenze dalle edicole storiche napoletane. Le prime, ad esempio, sono caratterizzate per lo più da cornici ovali sporgenti, da ricche decorazioni, plasticamente sagomate e situate solitamente agli angoli dei palazzi; inoltre, da un punto di vista sociale, vengono costruite grazie ad eventi miracolosi (immagini che sanguinano, ritrovate, piangenti, ecc.).

Le seconde, invece, mostrano caratteri architettonici del tutto particolari (rettangolari a nicchia, a tempio ed altre forme); inoltre, soprattutto alcune di grandi dimensioni, sono delle vere e proprie pseudo-cappelle, piccoli edifici di culto (come nel caso dell'edicola sacra dedicata alla Madonna del Rosario, in via Trinità Maggiore).

Altra differenza è che le edicole napoletane non furono erette per via di prodigi, almeno non così frequentemente come ad esempio accadeva a Roma (sebbene in molti casi si sia trattato di eventi miracolosi di dubbia veridicità). Se nella città eterna venivano spesso registrati episodi di ritrovamenti miracolosi di immagini sacre a cui poi venivano dedicate delle edicole, a Napoli, questo fattore era quasi del tutto inesistente o poco rilevante.

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IOXSONGXLEGGEND 10/01/2019 ore 20:01 Quota

(nessuno) Le edicole votive nei vicoli di Napoli

@serena1O :

Le circa duemila edicole votive, presenti ad ogni angolo delle strade del centro storico di Napoli o tra i palazzoni della periferia, rassicuranti e protettive, sono veri e propri tesori della nostra architettura.

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