Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

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serena1O 05/11/2018 ore 06:31 Quota

(nessuno) IL TORRONE,






IL TORRONE, L'ANTICHISSIMA CUPPEDIA








Il torrone affonda le sue origini nella notte dei tempi e tra le credenze religiose che accomunano molti popoli, i morti si cibano di fave, nocelle, mandorle, nocciole, castagne secche. Secondo i napoletani, ‘E muorte amano il torrone, e anime pezzentelle magnanoi ‘e semenzelle: essi, secondo antiche leggende, compiono spesso un viaggio di ritorno verso il mondo dei vivi.





‘E semenzelle e i dolci che li contengono simboleggiano non solo i doni provenienti dall’aldilà, ma anche il sostentamento per i viaggio di ritorno sulla terra; per questo motivo nel giorno dei Morti era tradizione campana recersi al cimitero portare fiori ai defunti, ma anche mangiare con loro (si preparava ‘o cuonzo (Dai verbi latini condire + comptiare, predisporre con sapore e si mangiava vicino ai propri cari defunti, per farli partecipi.
Apprezzato e consumato dalle classi agiate fino a quelle più povere, il torrone era conosciuto già al tempo dei Romani. Secondo alcuni studiosi veniva chiamato cuppedia (da cùpere), cioè “cose da desiderare”. Per per ottenere le cuppedia utilizzavano miele e zuccheri estratti dalla frutta,(fino a quando non fu usato anche lo zucchero), mandorle e nocciole. In Campania la regina del torrone è Benevento, dove la tradizione risale all'epoca sannita: una leggenda narra che durante la guerra in Irpinia i romani vennero sconfitti dai sanniti che non li uccisero ma li fecero prigionieri affinché potessero testimoniare a Roma la forza di queste popolazioni. I prigionieri romani per il disonore e la vergogna si stavano lasciando morire di fame e per questo i sanniti ricorsero ad un manicaretto irresistibile che li mantenesse in vita: le cuppedia.









Quando si passò da cuppedia a torrone, non è dato da sapere con precisione, né il termine ha un’etimologia certa: per alcuni, deriverebbe dalla voce verbale latina tòrrere, tostare, abbrustolire, con riferimento alla tostatura delle nocciole e delle mandorle. Ma le ipotesi sono molteplice e tra le più accreditate c’è quella che derivi dall’arabo turun, di cui si parla in una antco codivce scritto da un medico arabo.
La fama del torrone di Benevento, già enclave dello Stato Pontificio, si diffuse in particolar modo nel XVII secolo, in quanto in occasione delle feste natalizie il prodotto veniva mandato finanche a Roma a prelati e ad alti personaggi della capitale. Non a caso nel secolo successivo una delle specialità prodotte, una vera leccornia, si chiamò appunto "torrone del Papa". Ma furono soprattutto i Borboni nel 1800 a valorizzare la "cupeta beneventana" facendolo diventare il prodotto natalizio per eccellenza e dando avvio ad una tradizione che si è tramandata nei secoli fino ai nostri giorni. Nel 1871 si avviò la produzione dei torroni in carta e in astucci e grande impulso al settore diedero le numerose ditte molte delle quali, nel 1908, consorziate nelle Fabbriche Riunite del Torrone di Benevento. Risale a questo periodo la diffusione di tipologie di torroni come Il perfetto amore, il Torrone del Papa, il Regina, l'Alicante, l'Ingranito. Dal 1891 a San Marco dei Cavoti il cavalier Innocenzo Borrillo (1871-1970) con la produzione dei Torroni Baci fondò una propria azienda alla quale, nel corso del secolo, se ne affiancarono altre otto contribuendo a trasformare i piccolo centro della provincia nel "Paese del Torrone" dove ogni anno, dal 2000, si svolge la Festa del Torrone. Altrettanto famoso è il torrone Alberti, il cui impasto è aromatizzato col liquore prodotto dalla ditta, lo Strega. Oggi il torrone è uno dei dolci natalizi più diffusi in Italia e sempre più spesso è possibile trovarlo anche all'estero.
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05/11/2018 06:31:37
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IOXSONGXLEGGEND 05/11/2018 ore 13:15 Quota

(nessuno) IL TORRONE,

@serena1O scrive:
Altrettanto famoso è il torrone Alberti, il cui impasto è aromatizzato col liquore prodotto dalla ditta, lo Strega

La storia di STREGA ALBERTI inizia a Benevento nel 1860 con Giuseppe Alberti che apre un Caffè nella piazza principale della città e comincia la produzione di un liquore che viene chiamato Strega, evocando nel nome l’antica leggenda che vuole Benevento sede di Sabba e riti stregoneschi. Il commercio del liquore va affermandosi rapidamente e prosegue anche dopo la morte di Giuseppe Alberti grazie alla guida dei quattro fratelli - Ugo, Vincenzo, Francesco e Luigi Alberti - che consolidano l’attività di famiglia. Durante il periodo fascista l’azienda continua la sua espansione, dopo l’inaugurazione dello stabilimento di Tripoli in Libia, seguono quello a Nizza in Francia e uno a Chiasso in Svizzera. Nel dopoguerra l’Alberti ricostruisce le strutture danneggiate dai bombardamenti aerei americani riavviando in breve tempo la sua produzione. Nel 1946istituisce e patrocina, insieme alla Fondazione Bellonci, il più prestigioso premio letterario italiano: il Premio Strega. Negli anni Cinquanta nasce l’industria dolciaria Alberti, pensata per la produzione di cioccolato e torrone. Contemporaneamente consolida la diffusione del liquore nel mercato estero con l’avviamento della produzione a San Paolo del Brasile e a Buenos Aires. Con oltre 150 anni di storia, Strega Alberti è oggi un’azienda familiare alla sua sesta generazione ed è un marchio tra i più diffusi ed apprezzati sul mercato italiano ed estero. Nel mondo è presente in 40 Paesi, in testa gli Stati Uniti.

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IOXSONGXLEGGEND 05/11/2018 ore 13:19 Quota

(nessuno) IL TORRONE,

Torrone Baci


Mani e occhi esperti scelgono una per una le mandorle e le nocciole che verranno poi tritate. In un paiolo di rame viene fuso lo zucchero che caramellato attende di accogliere la granella di mandorle e nocciole. Anche qui non ci sono macchine, termometri o temporizzatori: ogni giorno è l'arte pasticciera che decide il momento in cui bisogna unire gli ingredienti.

Il croccante, ancora caldo, viene adagiato su di un tavolo e steso a mano con il matterello. I pezzetti di croccante vengono tagliati e riselezionati affinché solo quelli perfetti arrivino all'ultima fase: la ricopertura con cioccolato fondente di finissima qualità.

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