Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

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serena1O 09/08/2018 ore 17:58 Quota

(nessuno) NFOSO E SQUAGLIATO: DISQUISIZIONI SUL CALDO







NFOSO E SQUAGLIATO: DISQUISIZIONI SUL CALDO
E che cavero! Un nostro proverbio esorta: Vatte 'o fierro quanno è cavero. (batti il ferro quando è caldo, cioè aspetta che le condizioni siano quelle giuste, prima di compiere un’azione. Con il caldo di questi giorni, però, nessuna azione è quella giusta e siamo tutti, chi più, chi meno, senza forze. Un altro detto, invero misterioso, recita: Mannaggia ‘a culonna, e che cavero! Ma che c’entra la colonna? Ecco svelato il mistero: si parte da piazza Piazza Ottocalli, chiamata così per ill numero delle monete che occorrevano per farsi trainare sulla salita Capodichino; le monete erano i tornesi napoletani, di rame, emesse dagli Aragona a Napoli alla metà del XV secolo e battute fino al 1861. Le monete avevano inciso un cavallo, e il termine cavalli si trasformò in calli; ne chiedevano otto e la piazza si chiamò Ottocalli. Al centro della piazza c'era una colonna di marmo bianco di cui nessuno conosceva né l'origine, né il significato. Il popolino ne fece una sorta di portafortuna, e il parroco della chiesa contribuì ad alimentare questa leggenda. Alla colonna, così, si attribuirono poteri meteorologici: se i contadini volevano la pioggia per irrigare i loro campi secchi e aridi, il parroco recitava l'orazione alla destra della colonna. Se, invece, stanchi dell'inverno e del maltempo, il popolo voleva finalmente godersi il sole, il parroco recitava l'orazione alla sinistra della colonna. Questa tradizione andò avanti per parecchi anni, fino a quando l'Arcivescovo Annibale di Capua, nel 1590, preoccupato per le troppe credenze popolari e per l'aspetto troppo profano delle stesse, ordinò con un provvedimento ecclesiastico, l'abbattimento della colonna e la fine di ogni altra leggenda legata ad essa. Questa decisione gettò per alcuni anni nello sconforto il popolo, abituato oramai ad affidarsi alla colonna propiziatoria per ogni evenienza, non solo climatica. Uno sconforto che lo portò a coniare un'espressione, anche in questo caso a metà strada tra la citazione folcloristica e la bestemmia. Ogni qual volta, infatti, un determinato evento non andava come il popolo sperava, che fosse il sole, la pioggia o altra previsione, e attribuendo alla mancanza della colonna la cattiva riuscita dell'auspicio, il popolo esclamava: "Mannaggia a culonna!". E veniamo all’etimologia:
Cavero: dal latino calidum, caldo
‘nfoso: dal latino infudere, bagnare
Squagliato, alcuni pensano ad una fantasiosa derivazione da quaquiglia, nome di un mollusco con valve che, aperte per trarne il frutto, facevano uscire acqua di mare. Ma probabilmente è derivato da quagliare, dal latino coagulare, con il prefisso deprivativo “s”, che indica la funzione opposta alla coagulazione, cioè la fusione.
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serena1O 09/08/2018 ore 19:50 Quota

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