Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

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serena1O 01/08/2018 ore 05:26 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei




Immacolata Moccia





Miseno è una frazione del comune di Bacoli sito nel Golfo di Napoli, questo nome è legato anche alla mitologia ed è stato usato dal poeta Virgilio nell’ Eneide che ricorda un trombettiere dell’ esercito troiano, compagno di Enea che decise di dargli sepoltura qui, trovando la morte annegando tra i flutti.

Parete di Miseno



Misenum venne usato nell’ epoca dell’ impero romano come base portuale per le flotte navali, in età augustea divenne il più importante porto militare dove la storia ha affondato le sue radici nell’ archeologia dove in questa zona sono abbastanza visibili.





Sotto la superficie dell’ acqua visibili già nei primi metri ci sono i resti di peschiere appartenenti alla Villa di Lucullo, che a causa del bradisismo sono sommerse in circa due metri d’ acqua, parziali mura perimetrali di ambienti scavati nel tufo, passaggi semi sommersi che conducono in cisterne d’ acqua, misto al fascino di trovare su queste mura tante forme di vita bentoniche attecchite ed altre invece pelagiche.










Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei che lasciano un grande senso di stupore correlato alla voglia di continuare a scoprire questi tesori sommersi per portarli alla luce e mostrarli, attraverso la fotografia, a tutti coloro che in qualche modo ne restano affascinati.








I tunnel che fanno parte del promontorio di Miseno, dove su queste pareti ci sono diverse spugne ed alghe rosse del genere asparago marino.






Insenature con grottini partono dalla costa alta decine di metri nel quale è visibile la caratteristica colorazione del tufo giallo napoletano, seguendole con lo sguardo si arriva fino alla superficie dell’ acqua ma continuando a guardale con una maschera, sotto la superficie dell’ acqua, si nota il prolungamento di queste fondamenta rocciose per decine di metri sotto il livello del mare…Il vento continua a modellare questa costa che in certi tratti è completamente esposta al Golfo di Napoli, creando questi scenari molto caratteristici.
















Capo Miseno


Capo Miseno delimita il Golfo di Pozzuoli per estendersi al Golfo di Napoli ed è un’ autentica finestra sulle isole di Procida ed Ischia. Ha la caratteristica forma di un vulcano oramai spento è alto circa 160 metri su cui c’è il famoso faro bianco di Capo Miseno.

Proprio sotto il costone del faro, dal fondale si evidenzia un’ intensa attività di piccole fumarole che grazie alla fortunosa giornata in cui ho effettuato queste foto nella quale l’acqua era molto limpida, ho potuto notare.

Lo scoglio dei cannoni, ha una bella caratteristica sotto la superficie dell’acqua ed anche su queste pareti non mancano le forme di vita.













:-) molto spesso non sappiamo la storia di quello che abbiamo sotto il naso, tesori a portata di mano, la cosa assurda e che le persone d’estate si fanno il bagno non sapendo di nuotare sopra un tesoro.






Una zona magica della Campania



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IOXSONGXLEGGEND 01/08/2018 ore 07:59 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei

Capo Miseno è un'altura di 164 m, ben riconoscibile in tutto il golfo di Pozzuoli, che racchiude verso occidente. Da lontano si riconosce per la sua caratteristica forma troncoconica; in pianta esso ha invece una conformazione piriforme, con l'apice rivolto verso sud. Presenta una insenatura verso ovest, raggiungibile solo dal mare, chiamata Cala Moresca.

Capo Miseno è il resto di un antico edificio vulcanico facente parte dei Campi Flegrei, datato fra i 35.000 e i 10.500 anni fa. Esso è situato su di un unico asse insieme ad altri due vulcani situati verso nord e datati alla stessa epoca, costituiti l'uno dal porto di Miseno (i cui bordi residui sono riconoscibili nel lungo isolotto ricurvo di Punta Pennata e di fronte ad esso nelle due punte di Punta Terone e Punta della Sarparella), mentre l'altro vulcano forma tutto il rilievo che caratterizza il centro antico di Bacoli, da Punta del Poggio e Piscina Mirabile fino a Centocamerelle.

L'antica caldera del vulcano di Capo Miseno è situata verso sud nella zona del faro, dove termina la strada che risale il monte, dopo averlo attraversato con una galleria. La caldera è particolarmente ben visibile dal mare. Una veduta privilegiata la si ha prendendo il traghetto che da Pozzuoli porta alle isole di Procida e Ischia, che costeggia il Capo Miseno: la caldera è così riconoscibile quale conca semicircolare, simile ad un anfiteatro naturale. Nelle parti più profonde di essa vi sono state costruite delle villette private attorniate da giardini.

Dal punto di vista geologico Capo Miseno è formato da roccia tufacea gialla che su tre lati cade a picco sul mare; superiormente essa è ricoperta dalla cenere tipica dei Campi Flegrei, la pozzolana bianca, riconoscibile in giacitura primaria sulla sommità del Capo. Solo verso settentrione, dove Capo Miseno è attaccato alla terraferma, vi è un pendio in parte boscoso, in parte coltivato a vigneti, che digrada dalla cima del monte fino all'omonimo paese di Miseno, situato ai suoi piedi.


serena1O
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serena1O 01/08/2018 ore 17:02 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
((Miseno)

il Faro di Miseno è bellissimo,col tramonto è ancora piu suggestivo e magico


serena1O
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serena1O 01/08/2018 ore 17:03 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei
Capo Miseno è un'altura di 164 m, ben riconoscibile in tutto il golfo di Pozzuoli, che racchiude verso occidente. Da lontano si riconosce per la sua caratteristica forma troncoconica; in pianta esso ha invece una conformazione piriforme, con l'apice rivolto verso sud. Presenta una insenatura verso ovest, raggiungibile solo dal mare, chiamata Cala Moresca.

serena1O
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serena1O 01/08/2018 ore 17:15 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei




Nuovi Mosaici nei fondali del Parco Archeologico Sommerso di Baia



serena1O
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serena1O 01/08/2018 ore 17:20 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Capo Miseno è il resto di un antico edificio vulcanico

:cuore :cuore





:cuore Bacoli By Night!
serena1O
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serena1O 01/08/2018 ore 17:27 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei








Magici panorami di Capo Miseno:cuore






















Punta Pennata, capolavoro della natura!
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IOXSONGXLEGGEND 01/08/2018 ore 18:47 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei

@serena1O :

"Scusate il Ritardo" un film che raccolse ben 3 miliardi e mezzo di lire al botteghino e portò la cornice invernale del lungomare di Bacoli in tutte le città d'Italia.
Il meraviglioso scenario del lungomare di Miliscola aveva incantato anche l'attore, registra e sceneggiatore Massimo Troisi: nel 1983 esce in tutte le sale cinematografiche italiane, il film scritto e diretto dall'attore napoletano, “Scusate il ritardo”, nel quale si racconta l'amore travagliato del giovane Vincenzo con Anna, interpretata da Giuliana De Sio. Film che riuscì a raccogliere ben 3 miliardi e mezzo di lire al botteghino e che quindi presentò anche la bellezza del lungomare di Bacoli all'Italia intera. Quello del film, un amore che fiorì lungo le coste dei Campi Flegrei e offrì la cornice adatta ai due protagonisti: sulla spiaggia di Miliscola, attuale meta balneare di tanti turisti, in un mare d'inverno dai colori grigi accattivanti, tra i due protagonisti scatta il primo bacio del loro amore.

Troisi e De Sio, il bacio sulla spiaggia di Miliscola
Il regista ha saputo cogliere l'atmosfera perfetta per riprendere una scena storica di "Scusate il ritardo", in un luogo invitante anche nei mesi invernali in quella che può apparire come una giornata uggiosa e fredda, a riconferma che i Campi Flegrei sono posto incantevole da visitare anche in pieno inverno. Il protagonista Massimo Troisi alias Vincenzo, bacia finalmente Giuliana De Sio alias Anna, dopo una breve camminata in riva al mare che in realtà regala in una sensazione di benessere e spensieratezza d'animo. In lontananza, all'inizio del filmato, si nota l'isola di Procida e di Ischia di fronte in linea d'aria alla spiaggia di Miliscola, e nel corso del filmato sulla sinistra appare in tutta la sua bellezza la montagna di Miseno, custode del prezioso faro di Capo Miseno che illumina le buie notti ed è punto di riferimento per tutti i pescatori. Miseno, frazione del comune di Bacoli, nella quale si possono ancora oggi apprezzare i resti dei reperti archeologici romani, meta preferita di imperatori e ricchi patrizi, che amavano trascorrere il proprio otium, tempo libero, nel cuore dei Campi Flegrei.

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IOXSONGXLEGGEND 01/08/2018 ore 18:58 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei

@serena1O scrive:
il Faro di Miseno è bellissimo,col tramonto è ancora piu suggestivo e magico

:cuore :cuore




Il porto di Miseno, punta estrema della penisola flegrea, è sede di un faro molto importante per la navigazione notturna, poiché grazie alla sua posizione strategica illumina il golfo di Pozzuoli e il canale di Procida, rotta che conduce alle visitatissime isole di Ischia e Capri.



Questo faro è in piedi dagli inizi del 1800 ed ha avuto una storia movimentata: edificato con l’obiettivo di rendere visibile il passaggio attraverso uno dei canali più trafficati della nostra penisola, nel 1910 passò dal Servizio Fari alla sovrintendenza della Marina Regia grazie a un decreto del re Vittorio Emanuele III. Cinque anni dopo, per garantire maggiore sicurezza agli spostamenti in mare, nacque l’Ispettorato dei Fari e dei segnalamenti marittimi, con sede a Napoli all’interno dell’arsenale. Nel 1943, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, il faro fu colpito e raso al suolo dai bombardamenti aerei tedeschi, in ritirata dal Mezzogiorno. Dopo il termine del conflitto, nel 1948, la struttura fu interamente ricostruita e dunque quello che vediamo oggi non è il faro originario, ma una sua versione più moderna. Oggi, sulla punta del promontorio di Capo Miseno, è visibile un faro ormai ingrigito dagli anni e dall’azione degli agenti atmosferici, che tuttavia conserva ancora un fascino misterioso, dovuto all’impenetrabilità e all’isolamento del luogo, che ben si adatta ad un immaginario un po’ gotico e dalle tinte fosche.



Purtroppo l’antico fascino di questi edifici sta man mano scomparendo, visto che presto il personale addetto ai fari sarà completamente sostituito da mezzi elettronici già in uso e le mansioni che un tempo venivano svolte dai faristi saranno eseguite da macchinari in automatico, facendo sparire del tutto la suggestione di questi magici luoghi.

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IOXSONGXLEGGEND 01/08/2018 ore 19:04 Quota

(nessuno) ((Miseno) )Secoli di storia il mare custodisce in questi luoghi partenopei

@serena1O scrive:
molto spesso non sappiamo la storia di quello che abbiamo sotto il naso, tesori a portata di mano, la cosa assurda e che le persone d’estate si fanno il bagno non sapendo di nuotare sopra un tesoro.

è vero,è un vero tesoro infatti


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