Forum - Napoli, la città 'd'o sole e d'o mare'

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serena1O 16/04/2018 ore 11:41 Quota

(nessuno) La canzone napoletana, forma di protesta e voce del popolo partenopeo



La storia della canzone napoletana passa attraverso epoche diverse. Già nel XIII secolo si parlava, tra le ‘aule’ dell’università Partenopea (fondata da Federico II di Svevia), di prime forme di canzoni, perlopiù sotto forma di poesia. Intorno al ‘400 iniziarono a svilupparsi testi più complessi, in forma di ballate e, in seguito, formalizzandosi nelle così dette “villanelle” (ovvero una composizione, principalmente di genere profano con temi riguardanti la vita rustica, e la satira), cui primi fautori furono proprio i napoletani.

L’Ottocento vide l’ulteriore sviluppo delle villanelle in ritmi più complessi che furono alla base dei ritmi caratterizzanti la tarantella, in tutte le sue forme regionali del Sud Italia.

La canzone napoletana è stata per secoli mezzo di diffusione di moti popolari, come per ‘0 Cunto ‘e Masaniello – o il Canto dei Sanfedisti, o Italiella, cui testo satirico denunciava la condizione delle popolazioni meridionali al momento dell’Unità d’Italia.

A voler fare una ricerca filologica di molti di questi testi hanno lavorato, negli anni Sessanta, diversi gruppi, primo fra tutti la Nuova Compagnia di Canto Popolare (NCCP), fondata nel 66’ da Eugenio Bennato, Carlo D’Angiò, Roberto de Simone, Giovanni Mauriello, successivamente ‘raggiunti’ da Peppe Barra, Patrizia Schettino, Patrizio Trampetti, Fausta Vetere e Nunzio Areni. La Compagnia contribuì fortemente alla realizzazione di antichissimi brani della tradizione popolare, restituendone il suono, che altrimenti sarebbe stato dimenticato (essendo molti di questi trasmessi oralmente).

La canzone napoletana (in particolare quella popolare) è stata veicolo della voce di un popolo (come quello napoletano) con un forte senso di comunità, a tratti rivelatosi “ingovernabile” per coloro che tentarono di gestire la loro individuale libertà – un popolo abituato a resistere, che per secoli si è dimostrato capace di grandi rivoluzioni, tutte, in un certo senso direzionate dalla canzone popolare, stendardo di ogni moto sviluppatosi a Napoli nel corso degli anni, dalle restaurazioni Borboniche della rivoluzione francese all’immediato secondo dopoguerra.

La canzone napoletana è il lascito dei nostri antenati, fonte scritta di informazione non solo riguardo ad eventi e tragedie, ma anche veicolo di trasmissione di veri e propri sentimenti popolari.
Giunone1960
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Giunone1960 16/04/2018 ore 13:19 Quota

(nessuno) La canzone napoletana, forma di protesta e voce del popolo partenopeo

La canzone napoletana è anche storia di una città e di un popolo che non perde mai la speranza.
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 16/04/2018 ore 13:36 Quota

(nessuno) La canzone napoletana, forma di protesta e voce del popolo partenopeo

La musica, linguaggio universale ed espressione profonda dell’arte, ha caratterizzato e segnato da sempre le epoche ed i periodi storici, diventando parte integrante della cultura e delle tradizioni di ogni popolo. La musica italiana vera e propria si è sviluppata solo a fine Ottocento: fino ad allora, protagonista e regina indiscussa del mondo musicale fu quella in dialetto e soprattutto quella napoletana. Da ricordare che i primissimi canti napoletani divulgati a Napoli erano tutti di matrice ellenica.

Solo nel 1500 comparve a Napoli la villanella, ovvero la canzone villanesca profana, che gettò le basi della vera e propria canzone napoletana. A seguire, nel 1600 nacque la famosissima tarantella e nel 1700, oltre alla diffusione dell’opera buffa, genere teatrale, basato anch’esso sulla canzone, fu sempre più in voga l’ “usanza” di fare serenate alle donne amate. Canti popolari divennero opere buffe e viceversa.

Finalmente nell’800 furono nacquero le case editrici che raggrupparono la musica in spartiti, con l’intento di prevenire la perdita di tale patrimonio. Alla fine del secolo, dopo una grande successo della musica napoletana all’estero, nacquero le canzoni d’autore che conosciamo oggi. Non a caso, la maggior parte di esse sono state cantate all’estero e da artisti stranieri, ricevendo un notevole apprezzamento da parte del pubblico.

In questa rubrica analizzeremo la storia delle canzoni del repertorio napoletano più famose non solo nell’entroterra partenopeo ed italiano ma internazionale. Quelle canzoni che hanno toccato il cuore di ogni napoletano, che raccontano storie in cui ci si immedesima facilmente, in quanto esprimono, attraverso musica e parole, diversi stati d’animo.



Di seguito, l’elenco, in continuo aggiornamento, delle canzoni analizzate:

A Marechiaro
‘A pizza
Brigante se more
Come facette mammeta
Dicitencello vuje
‘O Sole mio
Malafemmena
Maruzzella
Funiculì Funiculà
Era di Maggio
‘O surdato ‘nnamurato
Le Villanelle Napoletane
Voce ‘e notte
Tammurriata nera
Reginella
Vurria
Quanno chiove
Le più belle canzoni napoletane

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