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serena1O 21/04/2017 ore 20:44 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio




Il Gelso

Vi sono due specie di gelsi. Il Gelso bianco (Morus Alba) e il Gelso Rosso o Gelso Nero (Morus Nigra). Ambedue producono un frutto aggregato o soroso, formato da un insieme di fiori e frutticelli.
Il Gelso Bianco è un albero di mezzana o grande statura, maestoso, il fusto ha corteccia bianca appena rugosa ed il legno interno di color giallo rossastro; le foglie sono lisce, lucide a forma ovato-cordate. La gelsa bianca (‘a ceveza janca) matura in fine maggio ed è saporosa e molto zuccherina.
Si raccolgono scuotendo i rami con una pertica e facendo cadere i frutti in un lenzuolo tenuto sollevato da terra da più persone. Il sapore migliore si ha quando il frutto è maturo, dai colori caldi, ma ancora sodo; dopo questa fase tende ad inacidire. Al presente è diventata una leccornia preziosa e quasi introvabile.
Il Gelso Moro ha pure aspetto suntuoso ma meno espanso in senso orizzontale; matura tra fine giugno e luglio, nel versante sudovest del Vesuvio. Il soroso (‘a cevza rossa) è più grande di quello del gelso bianco e passa da un colore verde, quando è acerbo, ad un colore rosso vivo, a inizio maturazione, ad un colore bruno scuro quando matura. Si raccoglie a mano recidendo con l’unghia del pollice il peduncolo evitando di esercitare alcuna pressione sul frutto perchè si schiaccia e allora sgronda il succo.
Chi sale su un albero di gelse more ne discende inevitabilmente con gli abiti imbrattati di rosso; e chi si avvicina ad un ramo basso per cogliere qualche gelsa, pur usando cautela e diligenza, si ritrova con probabile macchia di un rosso bruno indelebile. Le gelse more sono saporitissime, squisitissime a mangiare, specie se fresche, di temperatura e di coltura.
Il venditore di gelse more, ‘o cevezaiuolo, le raccoglieva al mattino, dalle quattro alle sette e si recava a venderle, in panieri cubici fatti con strisce di castagno, dando ‘a voce con visibile e convinto orgoglio, significando che un soldo era per la neve e l’altro per le gelse:

Uno ‘e neve e n’ato ‘e cèveze
‘a neve ‘int’ e cèveze, ‘e cèveze annevate!


Le fresche, succulenti, dolcissime, seducenti gelse more venivano prese con delicatezza facendo tenaglia con il pollice e l’indice; meglio ancora se si usava uno stuzzicadenti, nel passato molto rari; ed ancor meglio se si usava una spina di selvatico di agrumi per infilzare la deliziosa polpa, che oltre a far bene al palato era ed è un ottimo regolatore delle funzioni digestive.

IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 21/04/2017 ore 20:54 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio

@serena1O scrive:
Uno ‘e neve e n’ato ‘e cèveze
‘a neve ‘int’ e cèveze, ‘e cèveze annevate!

:cuore :many

Le voci alle prime ore dell’alba rimbalzavano e si incrociavano con tante altre e si sovrapponevano e creavano prolungate e modulate rapsodie :
Nella bella stagione, di buon mattino, passavano “ e cezevaiuole “, (venditori di gelsi), con panieri stracolmi di "cèveze", gridavano ! Cèveze annevate" o "sòvere pelose"
Questi infatti, insieme ai gelsi, portavano spesso anche cesti di corbezzoli che poi venivano appese alle logge( balconi) e, una volta mature , consumate piano piano fino ad autunno inoltrato. E che bel contrasto di colore con il “piennuolo di pomodorini”!



Questo era il venditore di more di gelso, sia bianche che nere, dette in napoletano ceuze o cevze, e almeno fino a qualche anno fa ne ho ancora visto qualcuno in giro. In genere era un coltivatore o una persona che, raccolte le more dai roghi presenti sul suo terreno o in giro per le campagne limitrofe, poi le metteva in un cesto e di prima mattina passava per le strade per venderle a peso per la gioia dei palati di tutti gli acquirenti. Per chi non le conosce, le more sono frutti selvatici molto dolci e quelle nere hanno un succo rosso come il sangue. Di solito, ‘o ceuzaro attirava la folla con delle urla colorite e divertenti come “Ceuze annevate!”, visto che, spesso, queste venivano vendute ancora ricoperte con un sottile strato di brina, oppure “Tengo ‘o mèle e te pitte ‘e russe ‘o musse, ca ciucculata!”
serena1O
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serena1O 21/04/2017 ore 20:57 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Questo era il venditore di more di gelso, sia bianche che nere, dette in napoletano ceuze o cevze, e almeno fino a qualche anno fa ne ho ancora visto qualcuno in giro. In genere era un coltivatore o una persona che, raccolte le more dai roghi presenti sul suo terreno o in giro per le campagne limitrofe, poi le metteva in un cesto e di prima mattina passava per le strade per venderle a peso per la gioia dei palati di tutti gli acquirenti. Per chi non le conosce, le more sono frutti selvatici molto dolci e quelle nere hanno un succo rosso come il sangue. Di solito, ‘o ceuzaro attirava la folla con delle urla colorite e divertenti come “Ceuze annevate!”, visto che, spesso, queste venivano vendute ancora ricoperte con un sottile strato di brina, oppure “Tengo ‘o mèle e te pitte ‘e russe ‘o musse, ca ciucculata!”












La caratteristica di questa qualità di gelsi rossi è quella di essere particolarmente dolce e succosa e di tingere in modo quasi indelebile. Con i gelsi del Vesuvio qualità regina.
serena1O
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serena1O 21/04/2017 ore 21:02 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio




Il gelso (Morus L.) è un genere di piante della famiglia delle Moracee originario dell'Asia, ma anche diffuso, allo stato naturale, in Africa e in Nord America. Comprende alberi o arbusti di taglia media.








Le foglie sono caduche, alterne, di forma ovale o a base cordata con margine dentato. Le principali specie conosciute e rinvenibili in Italia e in Europa sono il Gelso bianco (Morus alba) e il Gelso nero (Morus nigra).

Il "frutto" del gelso è in realtà una infruttescenza detta sorosio costituita da tanti piccoli frutti accostati, generati da altrettanti fiori, e quindi altrettanti ovari. Il tutto è disposto su uno stelo.

Il gelso fu scoperto da Marco Polo nel 1271 in Cina, nella sua nota spedizione commerciale.









IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 21/04/2017 ore 21:10 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio

@serena1O :

Ai giorni nostri il gelso si può trovare nelle campagne come cimelio di un tempo, viene infatti raramente apprezzato o sfruttato a pieno per le sue reali possibilità come fruttifero. I frutti sono deperibili e ciò ha provocato scarso interesse commerciale nei confronti di questa pianta che infatti è una presenza molto limitata, anche nelle sue specie più interessanti.

IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 21/04/2017 ore 21:14 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio

L’albero di gelso, che certamente non può restare indifferente a chi ama apprezzarne il sapore dei frutti e la bellezza estetica della sua chioma, è riconosciuto come una delle migliori fonti di principi attivi esistenti in natura. In fitoterapia vengono utilizzate le foglie, le radici, la corteccia e naturalmente i frutti dell’albero di gelso.
Una delle proprietà di maggior rilievo della pianta del gelso – in questo caso, quello bianco (Morus Alba) – è rappresentata dalla capacità dei suoi frutti di provocare effetti diuretici e lassativi, con ogni probabilità per via della forte componente zuccherina contenuta nei suoi frutti bianchi. In questo caso, quindi, si rivela un vero toccasana per chi soffre di problemi legati alla stitichezza.
Per quanto riguarda il gelso nero (Morus Nigra) invece, oltre alla proprietà lassativa tipica del gelso bianco (che in questo caso è presente non solo nei frutti, ma in tutte le parti dell’albero), pare che sia anche un ottimo decongestionante, rinfrescante, tonico e lenitivo. Ha proprietà depurative e, nel caso delle foglie, anche antobiotiche.
L’albero del gelso nero contiene in sé moltissime differenti componenti benefiche che, se utilizzate nel modo più opportuno e sempre sotto il consiglio di un esperto competente, possono aiutare il nostro organismo a funzionare meglio: tra queste, troviamo gli aminoacidi, il manganese, il rame, il boro e lo zinco. I tannini, anch’essi presenti, possono aiutare in caso di lievi gastriti. L’acido folico, presente in gran parte, è considerato un efficace antianemico. Nella pianta del gelso sono inoltre presenti le vitamine dei gruppi A, B e C. Il glucosio e il fruttosio sono zuccheri presenti naturalmente nella pianta. I carotenoidi e le antocianine, che caratterizzano il particolare colore violaceo del frutto, sono considerate un ottimo rimedio per la protezione del sistema circolatorio perché aiutano a proteggere i vasi sanguigni.
Una fra le proprietà di sicuramente maggior rilievo del gelso è quella ipoglicemizzante. Malgrado non siano state ancora individuate le componenti ipoglicemizzanti all’interno del frutto, questo ha la capacità di abbassare il livello di zuccheri nel sangue in caso di iperglicemia, mentre di ridurlo pochissimo in casi di glicemia nella norma. È dunque oggetto di studio per la cura dei pazienti affetti da diabete di tipo A e di tipo, soprattutto, B.


ti67
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ti67 21/04/2017 ore 21:26 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
Ai giorni nostri il gelso si può trovare nelle campagne come cimelio di un tempo, viene infatti raramente apprezzato o sfruttato a pieno per le sue reali possibilità come fruttifero. I frutti sono deperibili e ciò ha provocato scarso interesse commerciale nei confronti di questa pianta che infatti è una presenza molto limitata, anche nelle sue specie più interessanti.


in Sicilia nella parte orientale (da Messina a Siracusa) viene apprezzato come molto come granita.
Con la panna poi, è la morte sua :slurp
ti67
Amministratore
ti67 21/04/2017 ore 21:50 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio

@IOXSONGXLEGGEND scrive:
questo mi pare sia dalle tue parti

quando ero piccolo in campagna c'era un albero come questo, è ci sporcavamo tutti per raccogliere i suoi frutti. Però che divertimento con poco
IOXSONGXLEGGEND
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IOXSONGXLEGGEND 21/04/2017 ore 21:52 Quota

(nessuno) Il Gelso del Vesuvio

@ti67 scrive:
quando ero piccolo in campagna c'era un albero come questo, è ci sporcavamo tutti per raccogliere i suoi frutti. Però che divertimento con poco

già,una volta si apprezzavano ,mo sembra quasi essere dimenticato :-(

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