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Amministratore
serena1O 14/12/2016 ore 06:23 Quota

(nessuno) IL DIAVOLO DI TASMANIA










Mammifero marsupiale predatore della famiglia delle Dasyuridae (Sarcophilus harrisii), presente nell’isola di Tasmania (Australia). Ha un corpo tozzo, molto robusto, piedi tetradattili, colore nero, talvolta strisciato di bianco. Le sue dimensioni raggiungono, corpo e testa insieme, i 70 cm, più 30 cm di coda. È un animale terricolo, notturno, generalmente solitario e carnivoro. Oltre ad un corpo molto robusto, è dotato di una testa enorme, con una bocca che può essere dilatata a dismisura, e mascelle fortissime che gli consentono di stritolare le sue prede e divorarle per intero
gufo59
Partecipante
gufo59 14/12/2016 ore 09:52

(nessuno) IL DIAVOLO DI TASMANIA

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IOXSONGXLEGGEND
Proprietario
IOXSONGXLEGGEND 14/12/2016 ore 20:34 Quota

(nessuno) IL DIAVOLO DI TASMANIA

Si tratta di animali dalle abitudini crepuscolari e notturne (soprattutto i giovani esemplari tendono a muoversi prima che sia calata la notte, probabilmente per evitare la competizione con gli adulti), che durante il giorno riposano in tane o nascosti nella vegetazione densa. Ciascun animale tende a utilizzare 3-4 siti a intervalli di un paio di giorni ciascuno come riparo durante il giorno, generalmente situati in prossimità di corsi d'acqua, fra le rocce o nell'erba alta: i diavoli della Tasmania possono eleggere a propria dimora tronchi cavi, spaccature fra le rocce, caverne, rifugi che si scavano da sé o anche tane scavate da altri animali, a volte sfrattandone il precedente inquilino. L'animale può rendere più confortevole la propria tana foderandola con erbe secche, fogliame o con materiale rubato nelle abitazioni (cuscini, coperte e vestiti). La sicurezza dei ripari utilizzati durante il giorno è molto importante per l'animale: è stato dimostrato che i diavoli della Tasmania sopportano molto bene i cambiamenti del proprio habitat dovuti all'azione dell'uomo, ai quali diventano però estremamente sensibili qualora intacchino la sicurezza delle tane.

I diavoli della Tasmania non sono territoriali, con l'eccezione delle femmine che difendono l'area attorno ai propri ripari (specialmente se si tratta di tane precedentemente occupate da vombati, che sono particolarmente ricercate come luoghi dove allevare la prole): tuttavia essi tendono a occupare aree ben definite, che condividono senza grossi problemi con altri diavoli della Tasmania. Tali aree variano in superficie fra i 4 e i 27 chilometri quadrati, in funzione della presenza di cibo: in esse l'animale si muove percorrendo una media di 8,6 km per notte, sebbene alcuni esemplari abbiano percorso anche più di 50 km in una sola notte. L'estensione dei vari territori e i movimenti che l'animale effettua al loro interno sono praticamente uguali nei due sessi, il che è assai bizzarro in animali solitari, carnivori e con un dimorfismo sessuale così marcato.

Nel proprio habitat l'animale si muove percorrendo percorsi circolari ben definiti, spesso utilizzando sentieri nella vegetazione causati dal passaggio di altri animali oppure muovendosi lungo le rive di corsi d'acqua o del mare: le aree rocciose vengono accuratamente evitate.

Il modo di procedere di questo animale consiste in un andamento lento e dinoccolato (sebbene il diavolo della Tasmania sia capace raggiungere i 25 km/h e mantenere tale velocità per 1,5 km), durante il quale l'intera pianta del piede viene poggiata sul terreno, similmente a quanto avviene negli orsi: i diavoli della Tasmania sono inoltre buoni nuotatori, potendo attraversare a nuoto bracci d'acqua di oltre 50 m. Sebbene i giovani esemplari siano buoni arrampicatori (adattamento probabilmente dovuto ai non infrequenti casi di cannibalismo), con la transizione verso l'età adulta questa abilità viene quasi del tutto persa, soprattutto a causa della conformazione del corpo: un diavolo della Tasmania è tuttavia in grado di scalare senza grossi problemi piante alte fino a 2,5 m e dal diametro superiore ai 40 cm.

Si conosce piuttosto poco riguardo al comportamento sociale del diavolo della Tasmania: generalmente ritenuto un animale strettamente solitario e aggressivo nei confronti dei conspecifici, uno studio recente ha dimostrato che i vari animali presenti in una zona stabiliscono una rete di contatti fra loro, in particolare le femmine presenterebbero una certa interazione con altri esemplari dello stesso sesso e (sebbene con sensibili variazioni stagionali dovute al periodo riproduttivo) anche coi maschi, mentre questi ultimi raramente interagirebbero fra loro

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