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ladysorris.o 09/08/2018 ore 14:29 Quota

(nessuno) Scala dei turchi... Realmonte Agrigento

La Scala dei Turchi è una parete rocciosa (falesia) che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, in provincia di Agrigento. È diventata nel tempo un'attrazione turistica sia per la singolarità della scogliera, di colore bianco e dalle peculiari forme, sia a seguito della popolarità acquisita dai romanzi con protagonista il commissario Montalbano scritti dallo scrittore empedoclino Andrea Camilleri, in cui tali luoghi vengono citati paese del commissario, da inquadrare con Porto Empedocle.




La Scala è costituita di marna, una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa, con un caratteristico colore bianco puro. Tale scogliera dal singolare aspetto si erge tra due spiagge di sabbia fine, per accedervi bisogna procedere lungo il litorale e inerpicarsi in una salita somigliante a una grande scalinata naturale di pietra calcarea. Una volta raggiunta la sommità della scogliera, il paesaggio visibile abbraccia la costa agrigentina fino a Capo Rossello.






La Scala dei Turchi presenta una forma ondulata e irregolare, con linee non aspre bensì dolci e rotondeggianti. Il nome le viene dalle passate incursioni di pirateria da parte dei saraceni, genti arabe e, per convenzione, turche; i pirati turchi, infatti, trovavano riparo in questa zona meno battuta dai venti e rappresentante un più sicuro approdo.

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La Scala dei Turchi è una parete rocciosa (falesia) che si erge a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, in provincia di...
Discussione
09/08/2018 14:29:34
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AbbaZuzzu09 09/08/2018 ore 14:48 Quota

(nessuno) Scala dei turchi... Realmonte Agrigento

@ladysorris.o scrive:
Scala dei turchi... Realmonte Agrigento


Che bella, che bella! %-)

Proprietario
ladysorris.o 09/08/2018 ore 14:58 Quota
Partecipante
Emy.15 09/08/2018 ore 18:19 Quota

(nessuno) Scala dei turchi... Realmonte Agrigento

@ladysorris.o :


“Scala dei Turchi”. Questo luogo d’incantamento celebra, anche, il leggendario amore di Rosa, figlia diciottenne di un ricco signore di Muntiriali, e Peppe, giovane di umili origini.

La loro storia fu osteggiata dal padre della ragazza che, per punirla, decise di recluderla in un monastero palermitano. I due innamorati, al pensiero di doversi dividere, presero la tragica decisione di togliersi la vita. E in una notte buia, rischiarata solo dal candore della scogliera, Rosa e Peppe si lanciarono, tenendosi per mano, tra quei flutti che li avrebbero uniti per sempre.

Si narra che, alcuni anni dopo, proprio nel punto esatto dove i due giovani rinunciarono alla vita, spuntarono due scogli legati da una sottile lingua di roccia e che, nelle notti di luna piena quando il mare è in bonaccia, chi si trova a passare con un’imbarcazione nei pressi della “Rocca Gucciarda” può udire la sublime e melodiosa voce di Rosa che canta una nenia triste e malinconica sul suo sfortunato amore per Peppe.

Ecco spiegato il perché lo scoglio della “Rocca Gucciarda” è chiamato “U’ Scogliu di u Zitu e a Zita”.
Se deciderete di arrivare fino in cima, potreste avere il miraggio di stare seduti su una gigantesca torta nuziale, forse quella in onore degli sfortunati fidanzati che in vita ebbero negate le tanto sospirate nozze.


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