Post fata resurgo

In mezzo a questa orrenda e tristissima calca correvano dannati nudi
e spaventati, senza speranza di un rifugio o dell'elitropia:

avevano le mani legate dietro la schiena da serpi, che insinuavano
lungo la schiena la coda e il capo e si annodavano davanti al ventre.

Ed ecco che un serpente si avvento' contro un dannato che era dalla
nostra parte e lo morse sulla nuca, tra collo e spalle.

Non si scrissero mai una "o" ne' una "i" cosi' velocemente come
quello si accese e brucio', e divento' tutto cenere cadendo a terra;

e dopo essere caduto al suolo cosi' ridotto, la cenere si raccolse da
se' e il dannato riacquisto' improvvisamente le sue sembianze.

Cosi' i saggi narrano che la fenice muore e poi rinasce, quando e'
vicina ai cinquecento anni di eta';

nella sua vita non si nutre di erba ne' di biada, ma solo di lacrime di
incenso e di amomo, e il suo ultimo nido e' fatto di foglie di nardo e mirra.

E come colui che cade senza saperne la causa, per la forza di un
demone che lo tira a terra o di un'ostruzione degli spiriti vitali,

e quando si rialza si guarda intorno, tutto smarrito per il dolore che
ha sofferto e guarda sospirando;

cosi' era il peccatore dopo essersi rialzato. Oh, potenza divina,
quanto sei severa dal momento che assesti colpi tali per la tua vendetta!