Forum - IL PASTO NUDO

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SheRocky 15/09/2019 ore 17:09 Quota

(nessuno) Barracoon...





"Barracoon", è il tredicesimo album di J.D. Allen e prende il nome da un libro perduto da tempo di Zora Neale Hurston dal titolo “Barracon L’Ultimo Schiavo” (scritto negli anni '30, pubblicato l'anno scorso), segue l' album di ballads del 2018 "Love Stone". Questa volta la formazione impiegata è un trio, sax, contrabbasso e batteria che porta alla mente il Sonny Rollins in trio, e con i dovuti distinguo anche Albert Ayler. Il progetto è semplice, presentare una melodia al sax, che viene poi cannibalizzata e rigurgitata dalla sua nuova sezione ritmica composta dal batterista Nic Cacioppo e del bassista Ian Kenselaar, su cui Allen improvvisa epandendo ulteriormente il suo messaggio iniziale. Nonostante quanto detto il suo è un approccio tradizionale con risultati non tradizionali. Sebbene Allen rispetti la tradizione e suoni nello stile di Coleman Hawkins, Sonny Rollins e Ben Webster, non si fossilizza mai su quel terreno sacro, viene schiaffeggiato e maltrattato, metaforicamente preso a pugni e spinto dai suoi nuovi compagni, e viaggia per strade più impervie, dove ricorda Coltrane dell'era di “Impression”, ed in maniera meno spigolosa Albert Ayler e Archie Shepp. Il risultato ottenuto è che Allen and Co. suonano in modo veloce e libero, ricordando il passato e forse il futuro del jazz, più del presente a volte troppo preciso e levigato. Sostituendo i sidemen di lunga data, Greg August e Rudy Royston, con Kenselaar e Cacioppo, Allen ottiene il risultato di uscire da una “friend zone” ormai consolidata, per proiettarsi in queste nuove composizioni, quasi senza rete. Evidente il lavoro della nuova ritmica in "Communion”, creando una linea di walking bass con una sensazione traballante ma intensa, prima che Allen inizi a suonare una melodia, degna di uno standard senza sembrare di esserlo. Nel brano che da il titolo all’album, Allen suona a palla con un suono molto “grosso” mentre il lavoro ai piatti di Cacioppo prosegue incessante. “Beyond The Goldilocks Zone" mi ricorda qualcosa del Sonny Rollins del periodo Impulse!, ed il trio si scatena in una torrido sound. L’album si conclude con una ballad "When You Wish Upon a Star" che fa da filo di congiunzione con il precedente album “Love Stone”, in questo modo Allen dimostra che in fondo la sua anima è più da amante, che da guerriero. In quest’ album, nel sax di JD Allen si trovano molti riferimenti ai sassofonisti che sono riferimenti per la storia del jazz. Album che mi sento di consigliare spassionatamente a chi ha conoscenza di quello di cui si sta parlando, ed a chi, con un po’ di adattamento vuole salire di livello nell’ascolto.



( Siro Vescarelli )
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15/09/2019 17:09:18
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