Forum - Il mio piccolo mondo

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gatta.snob 17/05/2018 ore 13:27 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi



Quando diventiamo il nostro peggior nemico, tutto comincia ad andare male. I nostri pensieri sono dardi avvelenati e cadiamo nell’autocritica più spietata e distruttiva. Quasi senza accorgercene, innalziamo un muro che ci intrappola; cominciamo a mettere in atto decine di strategie difensive, nella convinzione che in questo modo nessuno potrà ferirci, ma limitando la nostra vita fino all’impossibile.

Prima di addentrarci nel discorso dei nemici interiori, poniamoci una semplice domanda. Quando è stata l’ultima volta che per scongiurare o difenderci da una situazione, l’abbiamo peggiorata?

Si comporta così, ad esempio, chi teme di essere ferito nei sentimenti e decide di mantenersi freddo e distaccato, perdendo, in questo modo, occasioni di cui si pentirà. Oppure chi si lascia guidare dalla preoccupazione eccessiva, dal tarlo del dubbio, dalla paura paralizzante, per poi scoprire che ciò che tanto temeva non era così grave e addirittura poteva essere meraviglioso, se solo avesse osato.

Se queste situazioni vi sono familiari, sapete cosa significa “darsi la zappa sui piedi”, vivere con ceppi che limitano i vostri passi e che favoriscono risultati negativi. Che lo crediate o no, l’auto-sabotaggio è un atteggiamento molto comune che dovremmo imparare a tenere sotto controllo.

“Nemmeno il tuo peggior nemico può farti tanto male quanto i tuoi pensieri non controllati”
-Buddha-
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17/05/2018 13:27:31
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gatta.snob
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gatta.snob 17/05/2018 ore 13:28 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi



Essere il proprio nemico: quando un esercito di avversari agguerriti invade la mente

Marco ha iniziato a lavorare in una nuova azienda. È eccitato per la sua posizione, ma allo stesso tempo si sente schiacciare dalla preoccupazione; teme di non essere all’altezza. La sua ansia e il suo bisogno di apparire efficiente e produttivo sono talu che ha cominciato da subito a fare straordinari e a mostrarsi molto competitivo. Si concentra sugli obiettivi quasi con la forza della disperazione.

Questa dinamica sta provocando due situazioni: la prima è una cattiva relazione con i colleghi, la seconda è che la direzione vede in Marco una persona incapace di lavorare in gruppo. Ecco, infine, che la sua paura di non dare una buona immagine di sé all’azienda si è concretizzata.

Come si arriva, dunque, a questa dinamica? Quali processi psicologici ci trascinano in una deriva personale così comune? Che ci crediate o no, la maggior parte di noi, ha un piccolo battaglione di feroci nemici nella mente, a cui a volte si dà troppo potere. I nemici sono i seguenti.

Quando diventi il tuo peggior nemico, un esercito di feroci avversari invade la tua mente e ostacola la tua crescita personale.
gatta.snob
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gatta.snob 17/05/2018 ore 13:30 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi



I nostri nemici interiori
-Il primo nemico interiore capace di trasformarci nel nostro peggior nemico è il dubbio.
Non ci riferiamo a quel dubbio occasionale che ci permette di prendere decisioni con ponderatezza. Parliamo del dubbio continuo che paralizza, quello inutile e che gradualmente ci porta all’immobilismo e a una capacità di reazione nulla.

-L’eccessiva preoccupazione. Questa è, forse, la nostra vera “nemesi”, un’ombra che spesso ci perseguita, che ci punisce dando a tutto una sfumatura terrificante, portandoci a formulare, per ogni evento o situazione, una previsione negativa.

-L’indecisione. Chi non si è mai sentito indeciso? Questa sensazione è del tutto normale se, con il tempo, viene seguita da un atto di fiducia, un gesto coraggioso che annulla la paura. Se, invece, l’indecisione è costante, ci troviamo dentro una realtà personale poco sana.

-Il bisogno di confrontarci sempre con gli altri. Chi lo ha già sperimentato, sa quanto è inutile. È quasi come indossare degli occhiali che ci fanno vedere solo persone che hanno più successo di noi, più abili, più attraenti, più competenti. A che serve vedere il mondo con questa prospettiva? Ovviamente solo a umiliarci e ad annientare la nostra autostima.
gatta.snob
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gatta.snob 17/05/2018 ore 13:32 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi



Smettere di essere il peggior nemico di se stessi: come riuscirci
Diventare i nostri migliori alleati richiede un adeguato lavoro interiore e occorre invocare un’entità spesso dimenticata: l’amor proprio. Questo compito, questo delicato lavoro d’artigianato richiede la capacità di operare in aree distinte, in precise dimensioni della nostra crescita personale. Ecco alcune riflessioni:

Individuare l’autocritica inutile
Immaginate di avere un sensore, un detector di pensieri inutili. Immaginate di programmarlo con questo comando: blocca tutti i pensieri che cominciano con “non puoi”, “non otterrai niente”, “non fa per te”, “meglio lasciar perdere”, etc.

Dobbiamo, poi, affinare il nostro rilevatore in modo che blocchi anche i pensieri distorti come “se hai fallito in passato, è probabile che tu fallisca anche adesso”.

Che immagine abbiamo di noi stessi?

Pensateci un momento e cercate di metterlo per iscritto: definitevi, descrivete l’immagine che avete di voi stessi.

Gli errori o gli insuccessi del passato sono umani
Coraggioso non è chi evita di commettere gli stessi errori; coraggioso è chi impara da essi e si concede di riprovare la stessa impresa per ottenere il risultato desiderato. Cerchiamo, quindi, di vedere i fallimenti come qualcosa di normale e persino accettabile, come un mezzo che ci permetterà di ottenere maggiori strumenti per affrontare il futuro.

Ultimo ma non meno importante, assumiamo un atteggiamento più intimo con noi stessi e soprattutto, più affettuoso. Non ha senso farci del male, chiudere porte e finestre fino a restare senza luce e aria. La vita è piena di possibilità, ma noi dobbiamo sentire di meritare le cose migliori. Scegliamo l’eccellenza e spingiamo via le nostre paure.
stellapersole
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stellapersole 17/05/2018 ore 13:35 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi

Aumentare l’autostima: 3 strategie



L’autostima, e più precisamente il suo stato e la sua influenza, rappresenta un vero ostacolo per molti. Sono innumerevoli i libri e gli articoli che ce la mostrano come una panacea. Se si ha autostima, tutto fluirà, sostengono. Se non si gode di essa, andrà tutto male. Il problema è che questo amor proprio viene costruito soprattutto nei primi anni di vita, e non è certo possibile viverli due volte. Per questo motivo molti si chiedono: c’è un modo per aumentare l’autostima quando non è ben consolidata?

La risposta a questa domanda è “sì, certo”. Quando contiamo su condizioni altamente favorevoli, è facile che il proprio amor proprio metta radici sin dai primi anni di vita. Ma se non succede, è possibile anche riparare delle radici non molto forti.

Appare all’orizzonte, dunque, un’altra domanda: perché aumentare l’autostima? Anche se sembra ovvio, a volte non lo è poi così tanto. La mancanza di amor proprio è il seme di molti stadi negativi, il fattore che ne aumenta il rischio. Di solito si traduce anche in un continuo malumore che non trova sollievo. Rende arduo tracciare mete realistiche e raggiungerle. In sostanza, può rende molto più complicata la vita. Per evitarlo, a seguire vi presentiamo tre strategie efficaci.

“Sappiamo tutti che l’autostima viene da ciò che pensi di te stesso, non da ciò che gli altri pensano di te.”
-Gloria Gaynor-
auroraboreal.e1966
Partecipante
auroraboreal.e1966 17/05/2018 ore 13:38 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi

1. Creare un promemoria
Siamo inconsapevoli, o quanto meno spesso, di gran parte dei nostri comportamenti. La maggior parte delle volte non riusciamo a dire con precisione perché pensiamo come pensiamo o ci sentiamo come ci sentiamo. Semplicemente è così e non altrimenti, ma ignoriamo il perché. Tutte queste informazioni si trovano nel subconscio, o almeno una parte importante.




La verità è che quando non c’è amor proprio, la mente opera in modo tale da ignorare molti aspetti positivi propri della nostra persona. È allora che un promemoria diventa un valido strumento per aumentare l’autostima.

Si tratta semplicemente di stilare un inventario delle proprie caratteristiche migliori. Quello che piace di sé, che si è ottenuto durante la giornata, gli ostacoli superati. Esporre le proprie virtù, abilità e destrezze. Annotare le nostre proprie azioni. E, soprattutto, consultare con frequenza questa lista. Aiuterà la mente a funzionare come un’alleata e non come una nemica.
auroraboreal.e1966
Partecipante
auroraboreal.e1966 17/05/2018 ore 13:39 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi

2. Individuare gli approcci distruttivi
Quando l’amor proprio è lesionato, tendiamo a vedere il mondo da un’ottica molto negativa. In un modo o nell’altro, proiettiamo il nostro malessere su quello che ci circonda. Finiamo, così, per soffermarci più sugli aspetti negativi che su quelli positivi della realtà.

Compaiono anche abitudini poco costruttive, come paragonarci agli altri, spaventarci quando stiamo per raggiungere un obiettivo importante o lasciarci trascinare dall’inerzia, perché ci è molto difficile credere ai nostri sogni.




Vale la pena di mantenere un atteggiamento di osservazione nei nostri confronti. L’obiettivo è riconoscere tutte quelle linee di pensiero che ci fanno stare male. La cosa più probabile è che vedremo tutto nero non perché è così, ma perché abbiamo creato l’abitudine di interpretarlo in questo modo. Osservandoci e riconoscendo ciò, a poco a poco ci liberiamo di queste abitudini distruttive.
auroraboreal.e1966
Partecipante
auroraboreal.e1966 17/05/2018 ore 13:41 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi

3. L’esercizio delle cinque dita
Questo esercizio può essere molto efficace per aumentare l’autostima. Comprende alcune azioni molto semplici per migliorare lo stato d’animo quando si è demoralizzati.

Le azioni da realizzare sono le seguenti:

-Rilassamento. Per prima cosa, ispirare ed espirare profondamente per raggiungere uno stato di maggiore rilassamento.

-Prima immagine mentale. Si consiglia prima di stendere le mani e poi di unire l’indice con il pollice. In questa posizione, bisogna ricordare un momento della vita nel quale ci siamo sentiti amati o protetti. Ad esempio, un momento di abbandono nel quale qualcuno si è preso cura di noi.

-Seconda immagine mentale. Adesso bisogna unire il pollice con il medio. Poi, evocare una situazione in cui abbiamo avuto successo o abbiamo raggiunto uno scopo.

-Terza immagine mentale. Unire il pollice con l’anulare. Poi riportare alla memoria un nobile atto realizzato.

-Quarta immagine mentale. Infine, unire il pollice con il mignolo. In seguito, ricordare qualcuno che amiamo o che abbiamo amato davvero.




Questo esercizio è utile nei momenti di numerosi rimproveri o mancanza di fiducia in noi stessi. È molto efficace per trovare un equilibrio sul momento e per aumentare l’autostima a lungo termine. Ricordate che, a prescindere dalle circostanze, possiamo sempre cambiare e imparare a essere più felici.
palom.bella
Partecipante
palom.bella 17/05/2018 ore 13:45 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi

L’autostima non si presta, non si trascura e non viene dimenticata nelle tasche altrui. Tuttavia, continuiamo ad essere parte di una società che ha bisogno del rinforzo esterno per affermarsi e continuiamo a dire “sì” con una vocina timida quando dovremmo dire “no” con fermezza. Ci dimentichiamo, quasi senza rendercene conto, che poche cose sono letali come smettere di amare se stessi…

Dobbiamo ammetterlo, poche dimensioni psicologiche hanno suscitato tanto interesse, tante pubblicazioni e manuali nel mercato editoriale e della crescita personale come l’autostima. Gran parte di noi conosce concetti, terminologia, strategie e affinate tecniche diffuse da ormai rinomati guru che ci invitano a migliorare la nostra vita di tutti i giorni e a sviluppare il nostro potenziale.

Tu stesso, come chiunque altro nell’intero universo, meriti il tuo amore ed il tuo affetto.
Buddha
Ma ci riusciamo davvero? Riusciamo realmente ad aumentare la nostra autostima? La verità è che non è così facile. Usciamo di casa dopo aver ripetuto davanti allo specchio frasi del tipo: “Mi voglio bene, sono in grado di fare qualsiasi cosa, niente e nessuno avrà la meglio su di me”.

In poco tempo, ci ritroviamo sulla casella di uscita dai circoli viziosi fatti di pensieri negativi. Ci troviamo a faccia a faccia con l’insicurezza, con la paura di ciò che diranno gli altri e dedichiamo le nostre azioni ad un’instancabile ricerca di approvazione da usare come ossigeno per far respirare momentaneamente la nostra autostima.

Non è facile e non lo è prima di tutto perché spesso abbiamo un’idea limitata di ciò che è l’autostima, perché no, non è sufficiente amare se stessi. È altrettanto importante migliorare e lavorare su dimensioni di base come la percezione della nostra stessa persona, così come sulle interazioni che coltiviamo con chi ci circonda.

Come avrete capito, in un complesso tessuto qual è la nostra identità sociale ed emotiva, ci sono tante cuciture che è necessario rinforzare o anche rinnovare. Vi invitiamo, quindi, a riflettere sulle seguenti strategie che vi proponiamo.
palom.bella
Partecipante
palom.bella 17/05/2018 ore 13:48 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi

1. Imparate a bastarvi
Il fatto di non sapersi “nutrire”, “prendere cura di sé”, “bastarsi” è una maledizione, una sorta di sortilegio che ci obbliga continuamente a commettere lo stesso errore, ad adottare lo stesso comportamento, a scavare la stessa fossa: cerchiamo negli altri quello che non offriamo a noi stessi.

Se iniziamo un progetto, ci aspettiamo che il partner, gli amici e la famiglia ci sostengano in ogni idea, speranza, obiettivo e proposta. Se non lo fanno, se valutano in maniera negativa qualunque aspetto, abbiamo la sensazione che in fondo vogliano solamente mandare all’aria i nostri piani. A quel punto, possiamo considerarlo un attacco personale.

A che genere di felicità possiamo aspirare con un approccio personale di questo tipo? Ad una felicità fatta di briciole, una felicità che dipende dagli altri e, se non ci danno affetto e certezze, ci ritroviamo ad essere tristi. Più che una felicità, è una condanna all’inferno.

Dobbiamo essere persone emotivamente autonome, individui che si percepiscono come coraggiosi, validi e degni di aspirare a qualsiasi meta, proposito o obiettivo. In questo modo, soltanto in questo modo, saremo in grado di trovare la parte positiva delle critiche.

2. Evitate le auto-affermazioni positive e generiche

L’abbiamo già anticipato all’inizio di questo articolo: c’è chi non esce di casa senza prima aver seguito un semplice rituale, quello di mettersi davanti allo specchio e di ripetersi frasi positive del tipo: “Mi voglio bene, posso fare qualsiasi cosa, sono bello, nessuno può farmi del male o sono una persona valida”.

La peggiore solitudine è non stare bene con te stesso.
Mark Twain


È possibile che a più di una persona risulti utile questo rituale o formule simile, ma bisogna avere ben chiaro che queste espressioni generiche funzionano quasi sempre come “calorie vuote”. In altre parole, infondono coraggio per un periodo di tempo limitato, dopo poche ore svaniscono e, così, anche il loro effetto. Sono idee instabili, astratte, che difficilmente rievocano ricordi che fungano da vera motivazione.

Create delle affermazioni personali, intime, che tocchino ogni fibra del vostro essere, al punto di rivitalizzarla come la corda di un violino.

Ad esempio: “In passato ti hanno fatto del male, ti hanno fatto credere di essere piccolo e insignificante, ma ora che hai curato le tue ferite hai la pelle molto più dura. Ora sei un gigante, il bambino spaventato di ieri è rimasto indietro. Ora nessuno può farti del male”.



3. Create il vostro sistema immunitario emotivo
La scarsa autostima ci rende vulnerabili a molte “lesioni” psicologiche che possono verificarsi nella vita di tutti i giorni, siano esse di piccola o grande portata. Siamo meno resistenti alla frustrazione, al fallimento, le delusioni ci fanno più male, facciamo fatica a gestire l’ansia o lo stress.

-È necessario creare un autentico “sistema immunitario emotivo”. Così come il nostro corpo dispone di organi, cellule e diversi meccanismi per proteggersi da virus, batteri e possibili infezioni, dobbiamo darci da fare anche a livello psicologico.

-Si tratterebbe solo di interiorizzare alcun strategie di sensibilizzazione che ci facciano capire l’importanza di adeguati nutrienti che possano rafforzarci, fungere da barriera protettiva e difensiva: l’amor proprio, la fiducia in se stessi, una buona auto-percezione, la positività, la resilienza, il senso dell’umorismo, la capacità di relativizzare, la capacità di saper dire di “no”.

4. L’autostima non si alimenta di sole speranze, ha bisogno di convinzioni
Ci sono persone che, al fine di rafforzare la loro autostima, dicono a se stesse frasi di questo tipo: “Andrà tutto bene, avrò molto successo, otterrò questo, quello e qualsiasi altra cosa io voglia”.

Come già detto, i rinforzi di questo tipo hanno una batteria che non dura a lungo. Dobbiamo capire che quando ci troviamo davanti ad una persona dalla scarsa autostima, non serve a nulla alimentare false speranze, questa persona ha bisogno di convinzioni, di cose concrete, realiste e tangibili.

È necessario, quindi, imparare a “retro-alimentarsi” e in questo senso la cosa migliore da fare è focalizzare lo sguardo sulle proprie competenze, sui propri successi e sulle proprie abilità, in una prospettiva realista.

Ad esempio: “Sono bravo nelle questioni sociali. Ho ottenuto un buon punteggio all’università e ho le capacità per lavorare in quest’ambito. Non ho motivo di sentirmi insicuro perché ho adeguate competenze, non ha senso dubitare di me stesso. Non devo dubitare di me stesso. So quanto valgo e capisco che ho alte probabilità di ottenere quello che voglio, perché in passato ho già raggiunto vari traguardi e successi…”.
palom.bella
Partecipante
palom.bella 17/05/2018 ore 13:51 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi



5. Accettatevi, siete il regalo più bello di questa vita
Come si può negare una cosa del genere? Da bambini ci hanno guidato, orientato e imposto la magia dell’elogio, dei complimenti, delle pacche sulle spalle o dello sguardo di approvazione. Ci hanno fatto diventare dipendenti dal riconoscimento e dall’approvazione altrui. Sappiamo, inoltre, che se non dovessimo ottenerli, la causa, ovviamente, risiede nei nostri irrimediabili difetti: perché siamo troppo brutti, troppo grezzi, troppo grassi, troppo timidi o troppo incapaci.

Poco a poco ci allontaniamo da noi stessi come se indossassimo la pelle di qualcun altro e non ci sentissimo a nostro agio, un corpo estraneo che odiamo e che ci ripugna.

Nel corso della nostra infanzia, non ci è mai venuto in mente di chiederci: “Sono orgoglioso di me stesso? Mi voglio abbastanza bene? Mi accetto per quello che sono?”. Ecco perché arriviamo all’età adulta spesso disorientati e frustrati, senza sapere dove guardare, se verso fuori o dentro di noi.
Se desideriamo davvero migliorare e aumentare la nostra autostima, allora c’è una cosa da fare: dobbiamo accettarci nel corpo e nell’anima, dobbiamo fare questo salto e capire che, in realtà, siamo la cosa più bella di questa vita. Non c’è motivo di vergognarsi per il fatto di pensarla in questo modo. Niente è più importante che avere questo corpo che ci permette di andare avanti, di sentire, di sperimentare; niente è più dignitoso di questa mente, di questa pelle e di questo cuore che merita di amare, di essere amato e di sentirsi incredibilmente forte e bello.

6. Esplorate, cercate, indagate
La scarsa autostima ci relega nei confini della zona di comfort, nelle fondamenta dell’immobilità e nelle stanze buie della paura. Ci sussurra che è meglio non provare, non rischiare e non esplorare perché molto probabilmente finiremo per commettere un errore o falliremo davanti agli altri.

-Se desideriamo davvero percepire dei cambiamenti reali e fattibili in un mese, dobbiamo darci da fare: esplorare, cercare, indagare.

-Non c’è bisogno di essere del tutto al sicuro da qualcosa per “provare” cose nuove, bisogna correre il rischio e improvvisare con maggior frequenza, lasciandosi trasportare dal principio dell’intuito e dal senso di piacere, più che dall’ombra della paura e della preoccupazione.

Dietro alla realtà e a tutto quello che ci circonda si nascondono cose, persone e situazioni davvero piacevoli che meritano di essere scoperte.
palom.bella
Partecipante
palom.bella 17/05/2018 ore 13:58 Quota

(nessuno) Essere il peggior nemico di se stessi



7. Trovate un equilibrio tra la ragione e l’intuito
Le persone con scarsa autostima hanno una tendenza smisurata a razionalizzare qualsiasi cosa. “Se lo faccio, potrebbero pensare male, devo fare questo perché si rendano conto che ne sono capace”, “Questa cosa meglio evitarla perché potrei fallire, è meglio che stia zitto, che non dica quello che provo e che mi comporti come se non fosse successo nulla”.

-Questa razionalizzazione, meglio ossessione, di analizzare ogni dettaglio, al punto di prevedere cosa potrebbe succedere e cosa no, spesso ci porta a vivere situazioni di ansia distruttiva.

-Dobbiamo recuperare l’olfatto, l’udito e il gusto delle nostre emozioni e darci il permesso di abbandonare la paura e l’insicurezza.

Corriamo il rischio di assaporare la sensazione di dare la priorità a noi stessi, di considerarci la cosa più importante nella vita di tutti i giorni e di alimentarci come meritiamo, senza troppe catene, prigioni o reticenze.

8. Auto-elogiarsi di tanto in tanto è una buona idea
Gli auto-elogi sono necessari e molto utili per aumentare la propria autostima. Tuttavia, bisogna fare attenzione a una piccola sfumatura: non dobbiamo concederci elogi alla leggera o in maniera esagerata, ma solo quando abbiamo fatto bene qualcosa, qualcosa di cui siamo davvero orgogliosi.

-“Oggi sono stato capace di dire a quella persona che non andrò alla sua festa di compleanno” - Sono orgoglioso di me perché riesco ad essere coerente con ciò che desidero e ciò che faccio.

-“Oggi sto bene con me stesso perché sono riuscito a portare avanti il mio obiettivo nonostante nessuno avesse fiducia in me”.

9. Ricompensatevi ogni giorno, lo meritate
È possibile che nella vita di tutti i giorni dedichiate ogni sforzo, pensiero o energia possibile a ricompensare gli altri, ad aiutarli, a semplificare loro la vita, ad adattarvi ai loro programmi, alle loro aspettative, a ciò che vogliono da voi.

Questo stile di vita a lungo andare può regalarvi solo una cosa: la sofferenza.

Più le persone vogliono approvazione, meno ne ottengono; meno le persone hanno bisogno di approvazione, più ne ottengono.
Wayne Dyer


-Per migliorare l’autostima e iniziare a vedere dei cambiamenti reali in un mese, imparate a ricompensarvi ogni giorno in modi diversi:

-Regalatevi del tempo solo per voi.

-Uscite a fare una passeggiata, a correre, a camminare in mezzo alla natura.

-Offritevi una tazza di caffè e iniziate un dialogo interiore in cui stabilire quali sono le vostre priorità.

-Regalatevi un libro, una piccola fuga, un’ora di silenzio e solitudine.

-Ricompensatevi ogni giorno dimostrandovi coerenti con i vostri desideri e le vostre azioni.

-Regalatevi belle persone nella vita e mettete da parte quelle che vi fanno sentire a disagio, quelle che infilano spine nella vostra autostima.




In conclusione, siamo consapevoli del fatto che riparare e curare i frammenti di un’autostima ferita o spezzata richieda tempo. Tuttavia, un’impresa simile ha bisogno di due componenti fondamentali: la volontà e la perseveranza. Poco a poco, troverete una dimensione ideale in cui, attraverso le giuste distanze e la fiducia in voi stessi, potrete amarvi un po’ di più, senza paura, sensi di colpa o preoccupazioni. La strada per arrivare a questo punto è già di per sé molto importante e soddisfacente.

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