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chiotty 20/03/2017 ore 20:27 Quota

(nessuno) museo di prado

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chiotty 20/03/2017 ore 20:30 Quota

(nessuno) museo di prado

Il Museo del Prado è una delle pinacoteche più importanti del mondo e si trova a Madrid in Spagna
chiotty
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chiotty 20/03/2017 ore 20:31 Quota

(nessuno) museo di prado

L'edificio che ospita il Museo del Prado fu ideato da Carlo III di Spagna fra i suoi lavori illustrati, come il Gabinete de Historia Natural, sullo sfondo di una serie di istituzioni di carattere scientifico situati nel progetto di riurbanizzazione chiamato Salón del Prado. A tal fine, Carlo III poté fare affidamento su uno dei suoi architetti preferiti, Juan de Villanueva, autore, oltre che della sede del Museo, del vicino giardino botanico.

Il progetto architettonico della pinacoteca attuale venne approvato nel 1786 da Carlo III, rivelandosi il culmine della carriera di Villanueva ed uno dei vertici del neoclassicismo spagnolo, benché, per essere onesti, data la lunga durata delle opere e dei successivi avatar, il risultato definitivo si allontanerebbe abbastanza dal disegno iniziale.

Sebbene la costruzione si svolga durante i regni di Carlo III e Carlo IV di Spagna, al suo completamento, all'inizio del secolo XIX, la venuta delle truppe francesi in Spagna e la successiva guerra di indipendenza lasciarono tracce pesanti nell'edificio, che era destinato a fini militari (caserma della cavalleria), arrivando quasi alla distruzione totale. Solo grazie all'interesse manifestato da Ferdinando VII e, soprattutto, della sua seconda moglie Maria Isabella di Braganza a partire dal 1818 inizia il suo recupero della struttura sulla base di nuovi disegni proprio del Villanueva, sostituito alla morte dal suo discepolo Antonio López Aguado.

La prima denominazione del museo, Museo Real de Pinturas, venne attribuita il 19 novembre 1819, mettendo in mostra alcune delle migliori opere della Collezione Reale Spagnola, trasferite dai vari siti reali. Il salone ovale (l'attuale Sala di Velázquez), che a quel tempo aveva un balcone da cui si poteva vedere la galleria della scultura del piano sottostante, verrà battezzato, in seguito, in riconoscimento al suo lavoro. In questo periodo il museo conta 3 sale e 311 quadri, tuttavia negli anni successivi si aggiungeranno nuove sale ed opere d'arte, rendendolo indipendente dall'aggregazione con i fondi del polemico Museo de la Trinidad, creato a partire da opere d'arte sequestrate in virtù della Ley de Desamortización di Mendizábal (1836) e fuso con il Prado nel 1974
chiotty
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chiotty 20/03/2017 ore 20:32 Quota

(nessuno) museo di prado

L'edificio è composto da un corpo centrale, fiancheggiato da gallerie allungate che finiscono in baldacchini quadrati, il suo interno ospita le rotonde.

Il corpo centrale si distingue in una costruzione di sei colonne in ordine tuscanico, una trabeazione, una cornice ed un attico.

Le due gallerie laterali si estendono per due piani: quello inferiore con finestroni profondi ed allungati che finiscono in un arco a mezzo punto e quello superiore costituito da una galleria di colonne ioniche (oggi esiste un terzo piano ricavato, opera posteriore).

La facciata nord ha un portico con colonne ioniche sovrastate da una trabeazione. Questa facciata corrisponde alla seconda pianta dell'edificio. Quando questo venne costruito, la prima pianta si trovava, da questo lato, sotto il livello del terreno, che a quell'epoca scendeva in una piccola costa fino alla passeggiata del Prado. Più tardi il dislivello venne distrutto fino a ridurlo alla stessa altezza del suolo reale del monumento, per cui fu necessario costruire una scalinata per l'accesso (1882).

La facciata sud (che dà sulla piazza di Murillo, di fronte al giardino botanico) ha un'anticamera di accesso all'interno ed una loggia, o galleria, con sei colonne di ordine corinzio sulle quali poggia una trabeazione.

L'interno dell'edificio si sviluppa nelle sue sale centrali. Nella parte nord c'è una rotonda con otto colonne ioniche, la cui volta è decorata a cassettoni.

All'esterno, sulla facciata che dà sul Paseo del Prado, si trova la Porta di Velázquez, con un frontone di ordine dorico che incorpora il rilievo dell'attico, le statue ed i medaglioni allegorici del re Fernando VII protettore delle scienze, delle arti e della tecnica. Di fronte a questa porta si trova la statua di Velázquez, opera dello scultore Aniceto Marinas. Il piedistallo, di Vicente Lampérez, riporta la dedica a "Gli artisti spagnoli, per iniziativa del Círculo de Bellas Artes, 1899". Questo monumento venne inaugurato il 14 giugno dello stesso anno, alla presenza della reina regente e di Alfonso XIII. Fu una cerimonia molto commovente, durante la quale si rese omaggio e riconoscimento al grande pittore Velázquez ed alla pittura spagnola. Oltre ai re, accorsero alla celebrazione
chiotty
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chiotty 20/03/2017 ore 20:34 Quota

(nessuno) museo di prado

La prima riforma urbanistica del Prado Viejo ebbe luogo nell'anno 1570, sotto l'impulso del re Felipe II, che nove anni prima aveva stabilito la Corte a Madrid. Il progetto consistette nell'allineamento degli isolati orientali della città allo scopo di creare una zona di ricreazione e svago, articolata attorno al canale dello scomparso arroyo della Fuente Castellana o dell'Olivar, che scorreva ad est del centro. Frutto di un'iniziativa collettiva fu la semina un filare di alberi longitudinalmente, disposti lungo un unico filare nel caso del Prado de los Recoletos Agustinos e in tre in quello de los Jerónimos, come può apprezzarsi nella pianta di Pedro Teixeira Albernaz dell'anno 1656. Tramite questo viale alberato si marcava la linea divisoria tra le frazione della città e i recinti monacali ubicati all'altro lato del Prado Viejo. Agli inizi delXVII secolo venne costruito, assieme al monastero di San Jerónimo el Real, il Palacio del Buen Retiro, un terreno e residenza reale che chiudeva il lato nord del Prado de los Jerónimos. Di quest'ultima parte, si sono conservati la Sala del Regno e il Salón de Baile (conosciuto come Casón del Buen Retiro), così come parte dei suoi giardini, che costituiscono l'attuale Parco del Retiro
chiotty
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chiotty 20/03/2017 ore 20:36 Quota

(nessuno) museo di prado

Durante il regno di Carlo III, le riforme urbanistiche di Madrid si pianificarono in quella che allora era la periferia della città: il Prado Viejo che, nonostante fosse un paseo molto popolare era caduto in uno stato di abbandono e andava perdendo la sua primitiva funzione di luogo di svago. Il Salón del Prado, come si chiamò questa grande riforma, convertì questa zona, diffusamente alberata, in un paseo con giardini e fontane. L'idea fu promossa dal Conde de Aranda, presidente del Consejo de Castilla, e i lavori iniziarono nel 1763.

Si cercava di integrare in modo unitario i frammenti dispersi dello spazio di transizione tra la città e il complesso palatino del Buen Retiro, mediante la creazione di uno spazio circolare limitato e abbellito da fontane e viali alberati. Il Salón del Prado fu ordinato urbanisticamente da José de Hermosilla, il quale progettò una pianta longitudinale, con grandi fontane da tratto a tratto (Cibele, Nettuno e le Quattro Stagioni o di Apollo). Le fontane e gli elementi decorativi furono progettati da Ventura Rodríguez, e lavorarono alle sculture i più affermati scultori del momento. Il Salón del Prado andava dall'attuale plaza de Cibeles alla glorieta de Atocha (glorieta del Emperador Carlos V), e si potevano distinguere tre tratti.

Il primo, con la fontana di Apollo (o delle Quattro Stagioni) al centro, conteneva le fontane di Cibele e Nettuno agli estremi, e riceveva il nome di Prado de Apolo. Il secondo, andava da Nettuno al Giardino Botanico, dinanzi al quale era disposta una glorieta con quattro piccole fontane (all'incrocio della calle de Huertas), e in ultimo, il paseo che si estendeva davanti alla facciata principale del Giardino Botanico costituiva il terzo tratto, alla fine del quale venne collocata la fuente de la Alcachofa, che si ergeva al fondo come parte del recinto del Salón, la Puerta de Atocha o di Vallecas. I lavori terminarono con la sistemazione e l'ornamento del paseo che sbocca sulla Puerta de Alcalá (1774-1778) e il rimodellamento del paseo che da sudest si dirige verso la Basílica de Nuestra Señora de Atocha. Oggigiorno le statue di Cibele, Apollo e Nettuno sono ancora presenti. Tra i palazzi, da un lato e dall'altro, si piazzarono il Gabinete de Historia Natural (oggi l'edificio principale del Museo del Prado), il Giardino Botanico, la Platería Martínez (nel luogo dove oggi c'è il Ministero della Salute) e l'Osservatorio Astronomico, tutti progettati da un altro grande architetto del re: Juan de Villanueva. La fuente de la Alcachofa venne spostata all'angolo sudest del laghetto del parco del Retiro. Oggi, esiste una copia moderna dell'originale nel centro della glorieta del Emperador Carlos V. Dell'epoca della creazione del salón del Prado, sebbene destinati in principio a residenze private, sono il Palacio de Buenavista, all'intersezione della calle de Alcalá con la plaza de Cibeles, e il Palacio de Villahermosa (attuale Museo Thyssen-Bornemisza), all'angolo tra la Carrera de San Jerónimo con il paseo del Prado
antioco1
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antioco1 20/03/2017 ore 20:56 Quota

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