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auroraboreale2018 23/05/2020 ore 17:17 Quota

(nessuno) L'edera



Edera è come un serpente. Legata al buio e al freddo, il suo fiore per le api è l’ultimo bottino prima della stagione invernale. Le infiorescenze sferiche somigliano a pianeti profumatissimi e tra di esse le api si aggirano ubriache, producendo un miele cristallino, candido, indescrivibilmente buono.

Il suo apparato radicale è potente. Edera striscia e si arrampica sulle altre piante, ma non è un parassita in quanto non succhia la linfa degli alberi che la ospitano. Alla lunga però, se prospera eccessivamente, questa rampicante vigorosa può causare il deperimento della pianta ospite per privazione di luce.

La tenacia con cui Edera abbraccia le altre piante, così come il fatto che è un sempreverde, sono state tradizionalmente considerate simbolo dell’amore fedele ed eterno, così come dell’innocenza oppure dell’amore divorante, passionale (in India).

In questa pianta misteriosa, accantonata dell’erboristeria per via della sua potenziale tossicità per uso interno, si scorge una sinergia di forze affascinante.

Per gli Antiche Greci Edera era legata ai serpenti, per via della sua freddezza ma anche per il suo gesto, il suo comportamento. Edera ha una marcata astralità: è una pianta che si muove. Tutte le piante si muovono ma alcune lo fanno più in fretta, più visibilmente di altre, come se avessero una volontà, un’anima. Queste piante sono pioniere del confine tra vegetale e animale ed Edera è sicuramente una di esse.

Edera striscia e ricopre delle sue foglie che ricordano stelle tutte le superfici. Necessita di poco sole e ama l’ombra, non teme il freddo, non perde le foglie. Abbracciata ai suoi amati osserva lo svolgersi della natura intorno a lei, preparando ogni anno la sua spettacolare fioritura, così significativa del suo carattere.

La fioritura di Edera è impressionante. Meravigliosa. Sopra ai serpenti verdi spuntano sfere composte da sfere più piccole attaccate a una raggiera di piccioli, prima verdi poi bianche quando si aprono, senza mai perdere la forma sferica. Da questi fiori emana un profumo inebriante, uno dei migliori del mondo e tra di essi si aggirano incessantemente le api, indaffaratissime ed eccitate, ronzano avanti e indietro come navicelle spaziali da un pianeta all’altro di quella galassia odorosa.
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23/05/2020 17:17:47
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auroraboreale2018
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auroraboreale2018 23/05/2020 ore 17:19 Quota

(nessuno) L'edera



E’ uno spettacolo imperdibile che porta alla “distillazione” di un miele prezioso. Eppure può capitare benissimo di passare accanto a un muro di Edera in fiore e non accorgersi di nulla. E’ un’esplosione discreta, che non disturba, una presenza ronzante che avvolge in una nube di profumo ma non catalizza l’attenzione, a meno che non ci si soffermi un attimo su di lei. Solo allora, quando ce ne si accorge, travolge con la sua bellezza e con l’armonia delle sue forme. I fiori bianchi, dopo una lunga fioritura si trasformano gradualmente nei frutti prima violacei e poi neri, sempre sferici, velenosi per molti animali.

E’ la compagna della Vite. Edera e Vite sono complementari, entrambe simbolo di Dioniso, il dio dell’istinto e della passione, legato al bosco e alla presenza divina dentro all’uomo. L’Edera cinge la testa di Dioniso e abbraccia il suo tirso. Sia perché la sua natura fredda bilancia l’ebbrezza legata alla Vite (come il buio bilancia la luce), sia perché Edera conferisce virtù profetiche.

“L’edera, che in greco si chiama Kissos, era uno dei simboli primitivi di Dionisio. Essa cingeva la fronte del dio ed anche il suo tirso, e poiché questo era già identificato con la folgore, l’arma vittoriosa di Giove, mentre il tuono divino proclamava la sua volontà, l’edera passò come simbolo di forza e di vittoria. In questa pianta vi è tutto il simbolismo della Funzione Gioviniana. Questa funzione accanto alla Potenzialità Acquariana (Vene – Sistema linfatico) fa della pianta una protettrice del sistema venoso, oltre che una pianta decongestionante e antinevralgica.” (A.Angelini, 2001)

Se la Vite è specifica per la circolazione arteriosa, Edera agisce sulle vene. Per uso esterno, sotto forma di decotti è utile contro edemi circolatori, ristagno idrico (contro la cellulite fare frequenti bagni aggiungendo 3-4 litri di decotto di foglie fresche all’acqua della vasca); è utile come sostegno nei postumi delle flebiti e le foglie tritate e bollite sono un ottimo cataplasma per la cicatrizzazione di piaghe varicose. E’ inoltre legata ai reni e cura le infiammazioni originate da nefriti, lenisce i dolori reumatici (ottima sia fresca, applicando una manciata di foglie fresche triturate direttamente sulla parte dolorante, sia sotto forma di decotto, una manciata di foglie fresche per litro d’acqua, lasciando sobbollire per una decina di minuti e applicando con impacchi mentre ancora caldo).

L’uso interno, un tempo in voga (nel Medioevo erano moltissimi gli utilizzi di Edera come medicina popolare, anche per uso interno, sotto forma di tintura, contro gotta, litiasi urinarie, infezioni intestinali, problemi circolatori…), è generalmente sconsigliato in quanto la pianta presenta livelli di tossicità non indifferenti (sia le foglie che i frutti) e l’ingestione di una sufficiente quantità di pianta (la dose varia da individuo a individuo) può causare vomito, diarrea, in alte dosi interferendo con il sistema nervoso e causando coma e morte.


Meglio perciò limitarsi agli usi esterni, che sono numerosi e utilissimi. Edera è specifica per i capelli e frizionare il cuoio capelluto con un decotto di Edera al termine del lavaggio rende i capelli brillanti, intensificando i bruni e i castani. Non dimentichiamo l’uso dei tralci di Edera in passato: le ghirlande di Edera erano indossate da dei e da oracoli perché considerate donatrici di virtù profetiche. Edera inoltre influenza l’apparato genitale, essendo il profumo delle sue foglie un leggero afrodisiaco. Il decotto si può utilizzare per lavare la biancheria scura, intensificando il colore. E’ molto utile aggiunta a bagni o semicupi in caso di scarso flusso mestruale o infezioni.

auroraboreale2018
Partecipante
auroraboreale2018 23/05/2020 ore 17:21 Quota

(nessuno) L'edera

L’azione di Edera ha un che di magico. E’ una pianta “invisibile” che però caratterizza moltissimo il paesaggio, rendendolo incantato. E così, nello stesso modo, Edera cura. Stimola, armonizza, raffredda o scalda, a seconda della necessità. Favorisce la circolazione dell’energia e serpeggia tra il buio e la luce, compagna silenziosa della Vite, con cui condivide il gesto. E’ una pianta armonizzante, gioviale – e nel nostro corpo Giove è l’ipofisi, la ghiandola che comanda tutte le altre ghiandole. Edera regolarizza, disinfetta, cicatrizza, scioglie, sfiamma.
Come molte delle piante dotate di forte astralità è potenzialmente tossica perché influisce sull’attività del sistema nervoso animale.

Walter Friedrich Otto, storico delle religioni e grande studioso dei miti e del culto di Dioniso, così scrive: “La vite e l’edera sono sorelle, che pur essendo sviluppate in direzioni opposte, non possono celare la loro parentela. Entrambe portano a termine una meravigliosa metamorfosi. (…). Il suo fiorire (dell’edera, ndr) e il suo ricoprirsi di frutti stanno peraltro in un singolare rapporto di corrispondenza e di opposizione rispetto alla vite. L’edera fiorisce infatti in autunno, quando per la vite è tempo di vendemmia, e produce frutti in primavera. Tra i suoi fiori e i suoi frutti sta il tempo dell’epifania dionisiaca nei mesi invernali. Così in un certo qual modo l’edera rende omaggio al dio delle inebrianti feste invernali dopo che i suoi germogli si sono spinti in alto nell’aria, quasi fosse trasformata da una nuova primavera. Ma anche senza tale trasformazione essa è un ornamento dell’inverno. Mentre la vite dionisiaca necessita il più possibile della luce e del calore solare, l’edera dionisiaca ha un bisogno sorprendentemente limitato di luce e di calore, e fa germogliare la sua freschissima verzura anche all’ombra e al freddo. Nel bel mezzo dell’inverno, quando si celebrano trepidanti feste, essa si allarga baldanzosa con le foglie frastagliate sul terreno dei boschi, o si arrampica sui tronchi quasi volesse, al pari delle Menadi, salutare il dio e circondarlo nella danza. La si è paragonata al serpente, e nella natura fredda attribuita a entrambi si è trovato il motivo per cui essi appartengono a Dioniso.” (W.F. Otto, 1990)

Nome botanico: Hedera helix
Famiglia: Araliaceae


sele.ne66
Partecipante
sele.ne66 23/05/2020 ore 17:25 Quota

(nessuno) L'edera

@auroraboreale2018 :

Al genere hedera appartengono numerose specie di arbusti rampicanti, sempreverdi, diffusi nelle zone temperate dell'emisfero nord; H. helix è una specie molto diffusa in Europa e nelle zone settentrionali dell'Asia. Ha fusti sottili, semilegnosi, flessibili, che divengono legnosi con il passare degli anni; su tutta la lunghezza i fusti dell'edera sviluppano piccole radici, che si ancorano al supporto che sostiene la pianta, sia esso un albero o una parete. Le foglie hanno un lungo picciolo, sondi dimensione varia, a seconda della varietà, in genere lucide ed abbastanza rigide, portate da un lungo picciolo; i colori sono vari, dal verde scuro, al verde chiarissimo, con varietà dalle foglie variegate di giallo o di bianco; sono di forma trilobata o pentalobata, con lobi di forma varia, anche sulla medesima pianta. In genere i fusti fertili, ovvero quelli che producono fiori, presentano foglie scarsamente lobate, o anche ovali. In settembre-ottobre all'apice dei fusti produce infiorescenze sferiche, costituite da piccoli fiori verdi, seguiti da bacche scure. I frutti e le foglie di edera sono tossici se ingeriti, ma vengono utilizzati in erboristeria ed anche in farmacologia.

Proprietario
gatta.snob 23/05/2020 ore 17:26 Quota

(nessuno) L'edera

@auroraboreale2018 :



Le piante di edera non temono il freddo e possono sopportare anche temperature molto rigide; in effetti però temono un poco il caldo e non amano ricevere il sole diretto; è quindi opportuno porre a dimora in luogo ombreggiato o semi ombreggiato, al riparo dalla luce per gran parte della giornata. Alcune varietà, con foglie piccole o a crescita lenta, possono essere utilizzate senza problemi anche come piante da appartamento.

Edera
Il genere Hedera fa parte della famiglia delle Araliaceae. Si contano circa 12 specie di piante rampicanti e striscianti, sempreverdi, originarie principalmente dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa. Può raggiungere anche i 30 metri di altezza ed è solita arrampicarsi su muri e su alberi. In natura però vi sono però anche esemplari che tendono per lo più ad essere tappezzanti, come facilmente riscontrabile in tutti i boschi europei. Ha fusti legnosi e si arrampica ai muri o ai sostegni grazie a delle radici avventizie. Le foglie sono in linea generale lobate e coriacee. In natura è prevalente il color verde scuro uniforme, ma, come sappiamo, nei giardini sono diffuse numerosissime varietà aureo-variegate e con venature argento.


Annaffiature
annaffiare regolarmente, cercando di mantenere il terreno leggermente umido, ma non inzuppato d'acqua; le edere comunque possono sopportare periodi anche prolungati di siccità.
anacondina
Partecipante
anacondina 23/05/2020 ore 17:30 Quota

(nessuno) L'edera

@auroraboreale2018 :



generalmente si adattano a qualsiasi tipo di terreno, ma temono i ristagni idrici, quindi è bene utilizzare un terriccio ben drenato.

Coltivazione




La coltivazione è piuttosto semplice e questo spiega il largo utilizzo nei giardini. In linea generale si tratta quasi sempre di piante rustiche e che una volta assestante non necessitano di grandi attenzioni se non una periodica eventuale potatura di contenimento e il controllo di possibili parassiti. Descriviamone comunque in linea generale le necessità specifiche.
ice.woman1
Partecipante
ice.woman1 23/05/2020 ore 17:39 Quota

(nessuno) L'edera

@auroraboreale2018 :



Moltiplicazione

avviene per seme, in primavera, oppure pera talea. Per un rapido attecchimento è anche possibile praticare delle porzioni di fusto, ponendo in contenitore i rami che già presentano radici aeree; queste porzioni di pianta radicano molto rapidamente. Le edere hanno una crescita molto vigorosa; s non abbiamo molto spazio a disposizione o non vogliamo che la pita divenga infestante, ricordiamoci di potare periodicamente i fusti più lunghi; questa operazione favorirà anche lo sviluppo di un arbusto denso e b en ramificato.

ludovica.70
Partecipante
ludovica.70 23/05/2020 ore 17:41 Quota

(nessuno) L'edera

@auroraboreale2018 :

Terreno e messa a dimora




Si tratta di piante molto tolleranti. L’ideale è un substrato di impasto medio e abbastanza ricco, ma ben drenato. Se il nostro terreno fosse troppo compatto possiamo alleggerirlo aggiungendo sabbia e torba.

Esposizione
Le esigenze variano tra specie e specie. Possiamo generalmente dire che l’ideale è porle a mezz’ombra-ombra. Le cultivar variegate tollerano meglio il pieno sole. Se viviamo nelle regioni meridionali è meglio evitare di piantare esemplari dalla foglia scura in pieno sole. Questo rischierebbe di danneggiare la pianta con il risultato di vedere innumerevoli foglie secche e l’attacco di fastidiosi parassiti. E’ comunque da evitare anche un’ombra eccessiva. In quei casi purtroppo le piante rischiano di essere attaccate da insetti come la cocciniglia o dalla metcalfa pruinosa.

ludovica.70
Partecipante
ludovica.70 23/05/2020 ore 17:43 Quota

(nessuno) L'edera

@gatta.snob :



Rusticità

Bisogna sotto questo aspetto distinguere gli esemplari di origine europea dalle cultivar più delicate. Le prime non hanno di solito problemi e superano indenni anche inverni molto freddi (-25).

Le piantine vendute in vaso (di solito sono a completamento di composizioni) sono ibridi di specie provenienti da aree più calde: è certamente meglio non esporle a temperature inferiori allo 0 termico.

Durante l’estate possono essere invece portate all’esterno, in una zona almeno parzialmente ombreggiata. In questa maniera cresceranno più velocemente e la maggiore esposizione alla luce accentuerà le eventuali variegature.


Irrigazioni
Di solito in piena terra, specie se esposte in maniera corretta, non necessitano di grandi attenzioni. Certamente bisognerà irrigare abbondantemente dopo la messa a dimora e insistere per qualche mese. Di solito è una pianta che si affranca con una certa velocità. Se viviamo in una zona calda è bene chiaramente insistere maggiormente. Evitiamo però di lasciare il substrato sempre troppo bagnato e aspettiamo che sia completamente asciutto prima di intervenire nuovamente. Questo aiuta la pianta a crearsi un apparato radicale profondo e ben ramificato. Gli esemplari in vaso vanno irrigati con una certa regolarità. Anche qui meglio evitare di esagerare: il secco è sempre preferibile al troppo bagnato. L’ideale di solito è intervenire settimanalmente nel periodo vegetativo, quindicinalmente in inverno. Ogni caso però va valutato in autonomia sincerandosi personalmente dell’idratazione del terreno. Una pratica diffusa ma totalmente scorretta è quella di vaporizzare le foglie. Queste sono piuttosto sensibili a diversi agenti patogeni e si rischia di essere la causa di un attacco. Se si vuole aumentare l’umidità ambientale, come è giusto, l’ideale è tenere l’esemplare in una stanza per sua natura madida o dotare i termosifoni di umidificatori. Un altro buon espediente può essere quello di porre sotto alla pianta un sottovaso riempito di ghiaia ed acqua che, evaporando, migliora le condizioni ambientali. Prestare però sempre attenzione a che le radici non abbiano accesso al liquido. Come tutte le piante tenute in casa si renderà necessario di tanto in tanto la pulizia delle foglie, per rimuovere per esempio la polvere o altri depositi. Il mio consiglio è di evitare i prodotti lucidanti che si trovano in commercio. Sicuramente danno un aspetto splendido alle foglie, ma alcuni componenti potrebbero ostruirne gli stomi impedendo la traspirazione. E’ preferibile, quindi, pulirle semplicemente con un morbido panno umido o con un veloce passaggio sotto la doccia.




Potatura

La potatura su esemplari da giardino può essere effettuata in qualsiasi momento. Normalmente si tratta di potature di contenimento, utili per mantenere la pianta ordinata. Il momento migliore comunque è la primavera o al massimo la fine dell’estate. Si può procedere sia con cesoie da siepe sia con appositi tagliasiepe elettrici. Il diametro dei rami non diventa mai eccessivamente grande e quindi è un lavoro che si riesce a fare molto agevolmente. Bisogna comunque tenere presente che le piante di grandi dimensioni sono spesso cariche di polvere o insetti, è quindi bene indossare una mascherina e una buon copricapo. I rami delle piante in vaso vanno invece tagliati all’inizio del periodo vegetativo. L’ideale è accorciarli almeno della metà. Questo ne stimola la ricrescita e il maggiore accestimento dando all’esemplare un aspetto più pieno.

Moltiplicazione

La moltiplicazione è molto semplice al punto che bisogna prestare molta attenzione al momento della potatura perché singole fogli rimaste sul terreno potrebbero radicare!

Se vogliamo ottenere degli esemplari rampicanti dobbiamo prelevare, in primavera o in estate, sezioni di 10 cm da rami giovani, dell’anno (quindi almeno ancora parzialmente erbacei). Vanno inseriti in un composto molto leggero di sabbia e perlite e tenuti umidi. Di solito radicano molto velocemente e già nel giro di due mesi vediamo spuntare nuove foglioline.
ludovica.70
Partecipante
ludovica.70 23/05/2020 ore 17:44 Quota

(nessuno) L'edera

@sele.ne66 :



Proprietà edera

Oltre all'aspetto più ornamentale dell'edera, ci sono anche diversi aspetti fitoterapici di questa pianta che non tutti conoscono. Pare infatti che l'edera abbia diverse proprietà benefiche e curative. Si suppone che questa pianta sia efficace contro la cellulite, contro l'invecchiamento ma anche contro la tosse.

Viene infatti utilizzata in caso di sindromi da raffreddamento per liberare bronchi e catarro grazie all'azione espettorante delle saponine, sostanze tossiche presenti nelle foglie di questa pianta che stimolano la liberazione delle vie aeree.

L'utilizzo dell'edera per ottenere questi presunti benefici dovrebbe essere principalmente tramite impacchi. A seconda del disturbo che volete alleviare, gli impacchi andranno posizionati in una zona del corpo piuttosto che un'altra. Per combattere influenza e costipazione dovrete posizionare gli impacchi sul petto e sul torace.

Per sfruttare le proprietà anticellulite, gli impacchi andranno messi nei punti dove vogliamo che l'edera faccia effetto. Oltre a questi benefici, pare che gli impacchi di edera possano essere utili anche per ridurre la ritenzione idrica ed il gonfiore.

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