Forum - Il Canto del Mare.

Il canto del Mare termina sulla riva o nei cuori di chi l'ascolta? ( Gibran khalil Gibran)

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cheyenne.51 08/10/2017 ore 16:42 Quota

(nessuno) Ogni canzone racconta una storia




Ogni canzone racconta una storia, anche se potrebbe sembrare banale: il grande assioma della musica contemporanea è la narrazione di fatti, lo sviluppo di argomenti e ragionamenti di ogni tipo attorno ai grandi problemi della vita.

C'è chi scrive canzoni in brevissimo tempo, chi si ispira a fatti personali e chi parla invece di storie altrui, magari lette su un giornale e rielaborate per renderle immortali in brani inconfondibili: fu Fabrizio De André a raccontare di aver composto La Canzone di Marinella dopo aver letto su un quotidiano locale una storia di cronaca che narrava la morte di una giovanissima prostituta, buttata del fiume dopo che l'ultimo amante le ebbe rubato la borsetta.



“La canzone di Marinella” di Fabrizio De Andrè è un brano scritto nel 1964. Racconta la favola di una ragazza che, dopo aver trovato l’amore, muore annegata nel fiume. Lo stesso De Andrè raccontava cosi il suo capolavoro: « “La Canzone di Marinella” non è nata per caso, semplicemente perché volevo raccontare una favola d’amore. È tutto il contrario. È la storia di una ragazza che a sedici anni ha perduto i genitori, una ragazza di campagna dalle parti di Asti. È stata cacciata dagli zii e si è messa a battere lungo le sponde del Tanaro, e un giorno ha trovato uno che le ha portato via la borsetta dal braccio e l’ha buttata nel fiume. E non potendo fare niente per restituirle la vita, ho cercato di cambiarle la morte.
»
I toni del brano sono lievi, fiabeschi, pieni di immagini e colori. Forse lontani dal realismo di De Andrè ma meravigliosamente poetici.
La canzone di Marinella
Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra a una stella
sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta
bianco come la luna il suo cappello
come l’amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone
e c’era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c’era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi
furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle
dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent’anni ancora alla tua porta
questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno , come le rose
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.
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08/10/2017 16:42:45
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