Forum - I SEGUACI DI VENERE

Amministratore
ladysorris.o 01/12/2019 ore 21:44 Quota

(nessuno) 1° dicembre,giornata mondiale contro l'AIDS

@2014.venere :



Oggi, 1^ dicembre, è la giornata mondiale contro l’AIDS che tutti gli anni causa la morte di migliaia di persone, soprattutto in paesi dove l’accesso ai medicinali è difficoltoso.



Di HIV non si muore e se preso in tempo si può prevenire l’insorgere dell’AIDS che può portare alla morte a causa dell’abbassamento delle difese immunitarie.
L’HIV è un virus che aggredisce il sistema immunitario rendendolo incapace di far fronte alle infezioni e – se non adeguatamente curato – fa manifestare l’AIDS, la sindrome da immunodeficienza acquisita.
Se si contrae l’HIV con una diagnosi tempestiva e l’assunzione costante di farmaci antiretrovirali, si può restare portatori del virus con una speranza di vita normale e addirittura non essere contagiosi.



In occasione della Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS, Gay Center ha lanciato una campagna rivolta all’attuale Governo, chiedendo l’abbattimento dell’IVA nei confronti dei preservativi. Lo slogan? “La prevenzione non è un lusso!”.

Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, ha dichiarato:




“La prevenzione non è un lusso, va incentivata e non tassata, anche la proposta al 10% di IVA è troppo. Lo Stato dovrebbe incentivare e facilitare l’acquisto dei preservativi, che per i più giovani sono ancora troppo costosi e come rilevano i dati sono il target a maggior rischio di HIV e malattie sessualmente trasmissibili”.
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@2014.venere : Oggi, 1^ dicembre, è la giornata mondiale contro l’AIDS che tutti gli anni causa la morte di migliaia di persone,...
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01/12/2019 21:44:51
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1954lucrezia
Amministratore
1954lucrezia 01/12/2019 ore 21:59 Quota

(nessuno) 1° dicembre,giornata mondiale contro l'AIDS

@ladysorris.o : @2014.venere


La Giornata mondiale contro l’AIDS dal 1988 è celebrata in tutto il mondo il 1 dicembre di ogni anno. È stata la prima giornata mondiale della salute ed è divenuta una delle principali ricorrenze e un’opportunità fondamentale per sensibilizzare sul problema, esprimere solidarietà alle persone affette da questa sindrome e commemorare coloro che hanno perso la vita, anche a causa di malattie correllate. Nel mondo sono circa 36,7 milioni le persone che hanno contratto il virus e, nonostante la sindrome sia stata identificata nel 1984, oltre 35 milioni di persone sono morte a causa dell’AIDS, una delle pandemie più distruttive della storia. Da allora sono stati fatti progressi scientifici per il trattamento dell’AIDS, sono state adottate leggi per proteggere le persone affette dalla sindrome e si hanno più strumenti per comprendere la condizione delle vittime. Nonostante questo, 1,8 milioni di persone hanno contratto l’AIDS nel 2016 e un milione di persone ha perso la vita per cause associate a questa malattia. La ragione del persistere di questa sindrome risiede soprattutto nel fatto che a livello mondiale vi è ancora scarsa consapevolezza e conoscenza di come prevenirla. Da ciò derivano anche le gravi forme di discriminazione nei confronti dei malati. Il nuovo rapporto di UNAIDS mostra che l’accesso alle cure è aumentato in modo significativo. Nel 2000, solo 685 000 persone affette da HIV avevano accesso alla terapia antiretrovirale. Entro giugno 2017, circa 20,9 milioni di persone hanno avuto accesso alle medicine salvavita. Nel 2000, solo 685 000 persone affette da HIV avevano accesso alla terapia antiretrovirale. Nel giugno 2017, circa 20,9 milioni di persone hanno avuto accesso alle medicine salvavita. L’accesso alle terapie riduce la possibilità di trasmissione di circa il 97%, soprattutto dalle madri ai bambini. Una crescita così significativa non avrebbe potuto avvenire senza il coraggio e la determinazione delle persone che convivono con l’AIDS e che lottano affinché i diritti delle persone colpite vengano rispettati.

Oggi la sfida è quella di garantire che i 17,1 milioni di persone bisognose di cure, tra cui 1,2 milioni di bambini, possano accedere ai medicinali. È fondamentale mettere la prevenzione dell’HIV come priorità nella programmazione della sanità pubblica, in particolare nei paesi in cui le infezioni da HIV sono in aumento.

La giornata mondiale contro l’AIDS rappresenta così un’importante occasione per promuovere prevenzione e assistenza, combattere i pregiudizi e sollecitare i governi e la società civile affinché vengano destinate risorse appropriate per la cura e le campagne di informazione. Ogni anno, durante la giornata celebrativa si svolgono centinaia di eventi per sensibilizzare ed esprimere sostegno alle persone colpite. La giornata è inoltre un’opportunità per raccogliere fondi e rimarcare la necessità di difendere i diritti delle persone che convivono con l’AIDS. L’UNAIDS, Programma Congiunto delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV guida la campagna per la Giornata mondiale contro l’AIDS e dal 2004 seleziona il tema della giornata in consultazione con la società civile, le organizzazioni e le agenzie governative coinvolte nella lotta contro l’AIDS.

Tema del 2017 è La mia salute, il mio diritto, per ribadire il diritto alla salute.
“Tutte le persone, indipendentemente dalla loro età, dal genere, da dove vivono o da chi amano, hanno il diritto alla salute”, afferma Michel Sidibé, Direttore Esecutivo di UNAIDS. “Indipendentemente dalle loro esigenze di salute, tutti richiedono cure sanitarie disponibili e accessibili, che non siano limitate da forme di discriminazione, e che siano di buona qualità”. Finiamola è invece la campagna 2017 promossa da WORLD AIDS DAY e dal National AIDS Trust (NAT), che si focalizza sulla necessità di porre fine all’isolamento delle vittime, allo stigma e alla discriminazione. Si ha l’opportunità di mostrare solidarietà verso le vittime indossando un nastro rosso durante la giornata.




dolcecarrie
Partecipante
dolcecarrie 02/12/2019 ore 17:06 Quota

(nessuno) 1° dicembre,giornata mondiale contro l'AIDS

@2014.venere : @ladysorris.o :


La giornata mondiale di lotta all’Aids quest’anno ci consegna due buone notizie. Il 12 novembre si è svolta una consensus conference tra rappresentanti della comunità scientifica, tra le quali la Simit, Società italiana di malattie infettive e tropicali, l’Icar, l’Italian conference on Aids and antiviral research e varie associazioni tra cui la Lila, la Lega italiana per la lotta contro l’Aids, nella quale è stato definitivamente confermato, in base alle evidenza scientifiche, il principio U=U (Undetectable=Untrasmittable), che significa non rilevabile=non trasmissibile: i soggetti sieropositivi, con carica virale non rilevabile, già in terapia da alcuni mesi e che mantengono una buona compliance con l’assunzione dei farmaci, non trasmettono l’Hiv.

L’impatto di questa scoperta scientifica è rivoluzionario: dopo 36 anni dalla scoperta del virus le persone sieropositive, che si trovano nella situazione sopra descritta, possono scrollarsi di dosso il timore di costituire un rischio per altri, innanzitutto per i/le loro partner; la maggioranza degli uomini e delle donne Hiv+ in terapia non rischieranno infatti di trasmettere il virus. Questa verità costituisce anche uno strumento formidabile per combattere i pregiudizi e le discriminazioni verso i sieropositivi.

Ovviamente la liberazione dall’uso del profilattico, almeno come strumento di prevenzione dell’Hiv, è strettamente correlata al rispetto dei tempi e delle modalità corrette di assunzione dei farmaci e ai controlli periodici della viremia e delle difese immunitarie. Una vera rivoluzione, almeno per quelle generazioni che hanno vissuto la sessualità, all’epoca della loro adolescenza e giovinezza, mentre imperversava la pandemia dell’Hiv.

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