Forum - Usi e Costumi

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SallyA 01/02/2018 ore 11:24 Quota

Emozionato LA STORIA DEL CARNEVALE DI PUTIGNANO

Le origini

È il 1394. La costa pugliese è preda delle scorrerie saracene, i tentativi di assalto si susseguono e la paura dei saccheggi inizia a popolare costantemente gli incubi di abitanti e governatori, al tempo, i Cavalieri di Malta.
L’imperativo è uno: proteggere dalle razzie ciò che di più prezioso è custodito nel territorio, partendo dalle reliquie di Santo Stefano Protomartire, fino a quel momento conservate nell’abbazia di Monopoli. Allontanarle dalla costa e spostarle nell’entroterra sembra essere l’unica soluzione possibile: Putignano, perfetta per la sua posizione, viene scelta come meta del trasferimento.

Il 26 dicembre 1394 le reliquie, accompagnate da un corteo sacro, vengono traslate nella chiesa di Santa Maria la Greca, lì, dove tutt’oggi sono ancora custodite.
È in questo momento che la storia si intreccia alla leggenda, il sacro al profano: il racconto, tramandato dalla tradizione orale, vuole che i contadini di Putignano impegnati nell’innesto delle viti con la tecnica della propaggine, al passaggio della processione abbandonassero campi e lavoro per accodarsi festanti al corteo, ballando, cantando e improvvisando versi satirici in vernacolo.
Nasce così la Festa delle Propaggini, quella che da 622 anni ogni 26 dicembre segna l’inizio del Carnevale più lungo di Italia nonché più antico di Europa: il Carnevale di Putignano.

Gli inizi del ‘900

È solo nella prima metà del ‘900 che la maestranza artigianale del paese fa il suo ingresso da protagonista nel Carnevale di Putignano, mettendo arte, passione e competenza a totale disposizione del ludico spasso carnascialesco. Con il tempo, i piccoli carretti sormontati da pupazzi di paglia e stracci, lasciano il posto ai primi carri allegorici dall’anima in ferro e il rivestimento di carta.
La sfilata dei carri richiama l’intero paese e diverte tutti i ceti, il Carnevale, non più appannaggio esclusivo dei contadini, chiama chiunque a buttarsi nella mischia: è la festa di tutti.

Il trionfo della cartapesta si raggiunge negli anni ’50 con l’introduzione di innumerevoli tecniche lavorative; al filo di ferro e alla carta di giornale inizia ad affiancarsi la lavorazione dell’argilla, facilmente reperibile in loco a basso costo.

Riti a Dioniso

Non va certamente dimenticata la teoria di alcuni studiosi, che affonderebbe le radici del Carnevale di Putignano negli ultimi secoli a.C., al tempo in cui la città era colonia della Magna Grecia e frequenti erano i riti propiziatori verso il dio Dioniso. In questo caso, il 1394 rappresenterebbe il passaggio di “cristianizzazione” di una festa pagana già esistente.

I nostri giorni

Dal 26 dicembre al martedì grasso, è un susseguirsi di riti, tradizioni, sfilate e processioni, in un continuo fondersi e alternarsi di sacro e profano. Ne è un esempio il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano e delle Propaggini, così come il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate ma anche inizio degli appuntamenti del carnevale dai ritmi più sfrenati.
Da questo momento l’avvicendarsi delle settimane è segnato dalla centralità dei giovedì: se in passato il giovedì era sinonimo di banchetti e balli in maschera nei sottani del centro storico, i cosiddetti jos’r, oggi è sinonimo di dissacrante satira sociale. Ogni giovedì mira a portare sul palco una storia e un gruppo sociale ben preciso: in un ordine assolutamente immutabile si parte con i Monsignori, per poi continuare con i Preti, le Monache, i Vedovi, i Pazzi (ovvero, i giovani non ancora sposati), le Donne sposate e dulcis in fundo i Cornuti (gli Uomini sposati), in un appuntamento curato dall’Accademia delle Corna, caratterizzato proprio dal goliardico rito del taglio della corna.

Di giovedì in giovedì, di tradizione in tradizione, di carro in carro, si arriva al martedì grasso, giorno di chiusura del Carnevale e del gran finale in notturna. I 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni scandiscono ufficialmente la fine dei bagordi e l’inizio della Quaresima.

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Le origini È il 1394. La costa pugliese è preda delle scorrerie saracene, i tentativi di assalto si susseguono e la paura dei...
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01/02/2018 11:24:57
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oDiabolik
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oDiabolik 01/02/2018 ore 13:01 Quota

(nessuno) LA STORIA DEL CARNEVALE DI PUTIGNANO

@SallyA :

PUTIGNANO - Putignano è pronta per dare il via al momento più atteso della festa: la sfilata dei giganti in cartapesta lungo il corso mascherato. I sette carri allegorici, ispirati quest’anno al tema dei Mostri, solo per questa prima performance partiranno da Largo Porta Nuova per giungere a piazza Principe di Piemonte. Se il nastro di partenza vedrà il passaggio di carri, gruppi mascherati e maschere di carattere a partire dalle 15,30, Putignano è pronta ad accogliere il grande pubblico sin dalla mattina. Oltre alla grande novità dell’apertura del Museo, in sette location ci saranno altrettante performance: musica e teatro popolare che preparano al divertimento della prima sfilata (Corso Umberto c/o Frescolatte Gelateria; Corso Umberto presso Cartolibreria Simone; Estamurale a Levante c/o Caffè Tipico; Estramurale a Levante c/o Caffe Shop; Estramurale a Levante c/o Caffè Barsento; Estramurale a Mezzogiorno c/o Lo Stuzzichino; Estramurale a Mezzogiorno c/o Piazza A. Moro)

Intanto, c’è attesa per gli appuntamenti che caratterizzeranno la settimana in arrivo. Venerdì 17 Mòstrati (venerdì 17 e 24 dalle 21 ingresso corso Umberto nei pressi teatro comunale) una performance di danza e teatro diffuso che coinvolgerà il pubblico in un viaggio emozionale in un vero e proprio labirinto ricreato negli angoli e nei vicoli del centro storico di Putignano. Un filo rosso detterà il percorso obbligato verso il ventre del labirinto o alla scoperta di dieci quadri artistici con altrettante performance. L’arte è pronta a invadere Putignano e il pubblico sarà il vero protagonista di questo spettacolo ideato da Vito Cassano e realizzato dalla Compagnia Eleina D e da I MAKE. Danza aerea e contemporanea, discipline sportive, teatro, musica, percussioni, commedia dell’arte e arti visive porteranno i visitatori in un’esperienza emotiva tra suoni, immagini, oggetti e azioni.

In linea con il tema che segna il percorso sociale che dai carri alla musica vuole essere il leitmotive dell’edizione 2017 del Carnevale, anche Mòstrati si ispira ai Mostri voluti dal presidente Giampaolo Loperfido. Diversità, rapporto tra vittima e carnefice, prigionia e libertà, straniamento sono i temi che ispirano le performance artistiche che venerdì 17 (il secondo spettacolo è previsto per venerdì 24 –ndr) scalderanno il cuore di Putignano. La spettacolarità della danza aerea e acrobatica unita alla fluidità, fusa con la sensibilità ed eleganza dei gesti in una sintesi perfetta con la modernità della danza contemporanea, cui si aggiungono quattro quadri che portano in scena teatro, canto lirico, percussioni e commedia d’arte.

Il venerdì del Carnevale di Putignano obbligherà gli spettatori a guardarsi intorno, a camminare con il naso all’insù alla ricerca degli artisti. Basterà seguire il filo rosso, ma attenzione a non perdersi nel labirinto. È pur sempre Carnevale!

Milaaa
Partecipante
Milaaa 01/02/2018 ore 15:53 Quota

(nessuno) LA STORIA DEL CARNEVALE DI PUTIGNANO

@SallyA :

Il Carnevale di Putignano è un carnevale che si svolge nel comune di Putignano, in Puglia. Nel 2018 giunge alla sua 624ª edizione.

Dal 2006 ha luogo anche un'edizione estiva. La maschera caratteristica della manifestazione è chiamata Farinella e deve il suo nome all'omonima pietanza di Putignano storia

Putignano veniva scelta come meta per il trasferimento: all'arrivo delle reliquie, i contadini, in quel momento impegnati nell'innesto della vite (ancor oggi una delle attività agricole tipiche del territorio), lasciarono i campi e si accodarono festanti alla processione e, dopo la cerimonia religiosa, si abbandonarono a balli e canti. Ci furono poi alcuni che recitarono in vernacolo scherzi, versi e satire improvvisati. Secondo gli storici, nascevano in quel momento le Propaggini, ancora oggi cuore della tradizione carnevalesca locale.

È solo con l'epoca fascista che il carnevale contadino si trasformerà in un più raffinato carnevale borghese e cittadino: nascerà così la sfilata di carri allegorici in parata, un modello comunicativo, quest'ultimo, caro alla cultura fascista. A far da base per questa trasformazione della tradizione, la maestranza artigianale del paese che metterà le sue competenze di falegnameria a disposizione del ludico spasso carnascialesco. Si narra che il primo carro fosse stato realizzato utilizzando come "anima" una rete di un pollaio.
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 01/02/2018 ore 17:32

(nessuno) LA STORIA DEL CARNEVALE DI PUTIGNANO

SimpatiaBruna
Partecipante
SimpatiaBruna 02/02/2018 ore 10:01 Quota

(nessuno) LA STORIA DEL CARNEVALE DI PUTIGNANO

@SallyA :

Il Carnevale di Putignano e il suo funerale

I carnevali in Italia hanno una lunghissima tradizione, e nella regione Puglia si svolge una delle edizioni più antiche del mondo.
Stiamo parlando ovviamente dello storico Carnevale di Putignano, che si svolge nel borgo della Murgia barese dal lontano 1394.
Questa festa medievale si tramanda da oltre sei secoli con immutato vigore ed è considerata la celebrazione del carnevale più importante di tutto il sud Italia.
Pare che in quell'anno l'Ordine dei Cavalieri di Malta avesse deciso di trasferire le reliquie di Santo Stefano proprio a Putignano; fu così che all'arrivo delle spoglie i contadini abbandonarono il
lavoro nei campi e cominciarono a decantare in dialetto versi e racconti tradizionali, dando di fatto il via al primo carnevale.

La Festa delle Propaggini

Tra le peculiarità di questa festa vi è la sua insolita durata: si comincia infatti molto presto, proprio nel giorno di Santo Stefano (il 26 dicembre), quando la città regala al Santo, il primo martire cristiano, un cero che serve come rito espiatorio per il perdono dei peccati che si commetteranno durante il periodo del carnevale.
È in occasione di questa giornata che si svolge, alla sera, la cosiddetta Festa delle Propaggini, che fonde le tradizioni spirituali contadine trecentesche con il profano della recita satirica in dialetto locale, attuata dai propagginanti.

Le sfilate dei carri allegorici

La festa però entra nel vivo con le domeniche che precedono il mercoledì delle ceneri, rese spettacolari dalle sfilate dei carri allegorici; in realtà, la parata dei carri è relativamente recente: fu infatti il regime fascista a voler inserire questa tipologia di manifestazione più prettamente cittadina, borghese e dettata da uno spirito propagandistico, che è poi rimasta fino ai giorni nostri.

Per l'edizione del 2018 sono previste quattro giornate dei sfilata dei carri allegorici: domenica 28 gennaio, domenica 4 e 11 febbraio e infine martedì 13
febbraio (Martedì Grasso).

Il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant'Antonio Abate, è il momento in cui si inizia a “fare sul serio”, per così dire: a partire da questo giorno inizia la tradizione dei giovedì in cui si prende di mira in tono goliardico una determinata classe sociale: il primo giovedì è inevitabilmente quello dei monsignori, a cui seguono – se il calendario lo permette, considerando la variabilità delle date del Carnevale ogni anno – i preti, le monache, i vedovi, gli scapoli (o pazzi), le donne sposate e gli immancabili cornuti, oggetto dell'accurato rito del taglio delle corna.

Festa dell'Orso

Esistono poi alcune giornate particolari, come quella del 2 febbraio, detta la Festa dell'Orso, che ricorre nel giorno della Candelora.
In questa occasione una compagnia teatrale locale organizza uno spettacolo itinerante per il centro del paese nel quale l'orso è protagonista grazie alle sue doti divinatorie, il cui apice è la previsione climatica-meteorologica – ecco nuovamente il legame con il mondo contadino – che l'animale fa in Piazza Plebiscito.

Estrema Unzione del Carnevale

La vigilia del Martedì Grasso è il giorno dedicato all' Estrema Unzione del Carnevale.
Il nome suggerisce l'idea della fine dei festeggiamenti: sta per iniziare la Quaresima, notoriamente periodo di astinenza. In questa occasione un gruppo di finti sacerdoti gira alla sera in processione per Putignano “benedicendo” la città recitando in dialetto frasi sull'ormai morente Carnevale.

Il Funerale del Carnevale di Putignano

Il Martedì Grasso è, come da tradizione internazionale, il clou del carnevale.
A Putignano si celebra il Funerale del Carnevale: alla tanto attesa sfilata, allegra e spensierata, dei carri allegorici, segue il rito del funerale che termina alla sera in Piazza Principe di Piemonte con il rogo di un maiale di cartapesta, simbolo del periodo di eccessi carnevaleschi che precede la Quaresima.

La Campana dei Maccheroni

L'ultimo atto della festa sarà la Campana del Maccheroni: 365 rintocchi di campana (inevitabilmente di cartapesta) ricorderanno ai presenti che il carnevale ritornerà l'anno successivo, e il momento sarà quello adatto per le ultime abbuffate e per scatenarsi negli ultimi balli ed eccessi prima che la mezzanotte conduca la platea al Mercoledì delle Ceneri e all'inizio di un più sobrio tempo di Quaresima.

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