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oDiabolik 23/08/2018 ore 06:05 Quota

Perplesso Quali furono gli imperatori romani più spietati?

Dalla morte di Augusto in poi fu un susseguirsi, a fasi alterne, di imperatori sanguinari.
Ma alcuni di loro, almeno secondo la storiografia del tempo, raggiunsero vette di sadismo (quasi) ineguagliabili.




Una martire cristiana in un dipinto di Henryk Siemiradzki (1897) a Varsavia, National Museum.

Da Caligola a Diocleziano, la classifica degli imperatori romani più crudeli (a detta degli storici antichi) è lunga. Ecco quali furono i più prepotenti e disumani. Talmente spietati da farci addirittura rivalutare i governanti di oggi.
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Dalla morte di Augusto in poi fu un susseguirsi, a fasi alterne, di imperatori sanguinari. Ma alcuni di loro, almeno secondo la...
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23/08/2018 06:05:01
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oDiabolik
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oDiabolik 23/08/2018 ore 06:05 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

PEDOFILO.

I guai per l'Impero iniziarono già dopo Augusto. Suo figlio adottivo Tiberio (42 a. C.-37 d. C.), che gli succedette nel 14 d. C., non era portato per governare. Preferì quindi delegare la gestione del potere al Senato e al prefetto del pretorio (un comandante militare) Seiano, per dedicarsi a ciò che gli interessava di più: gli agi e il lusso.

Oggetto di pesanti critiche, nel 26 si ritirò a Capri per il resto della sua lunga vita, tornando a Roma soltanto in rare occasioni. Nell’isola fece costruire la Villa Jovis dove, secondo gli storici del tempo, passava gran parte del tempo molestando bambini e ragazzi. Tra loro c’era anche il suo futuro successore Caligola (12-41 d. C.), passato alla storia per essere un imperatore folle, oltre che dissoluto.




Busto di Caligola, soprannominato Caligula dalla calzatura militare ("calìga") che egli portò fin da fanciullo.

Sul suo suo conto infatti non furono mai risparmiati i pettegolezzi: per esempio si dice che fu nell'anno 37, dopo essersi ammalato e poi ripreso, che Caligola si sia trasformato in uno degli uomini più amorali e malvagi della Storia.

Gli si attribuirono rapporti incestuosi con le sorelle, accoppiamenti con le mogli dei suoi ospiti durante i banchetti, gesti folli (alcuni diventati celeberrimi) come nominare console il proprio amato cavallo o pretendere che tutti lo adorassero. Ordinò la tortura o l’uccisione di tutti coloro che erano in disaccordo con lui, anche su questioni banali.
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oDiabolik 23/08/2018 ore 06:05 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

ISTRIONICO.

Un altro cattivissimo per eccellenza (sempre per la storiografia del tempo) fu Nerone (37-68 d. C.). La madre Agrippina, per correggerne il suo brutto carattere (fin da piccolo Nerone rivelò un’indole sadica e violenta), gli portava l’esempio del fratello Britannico, saggio e virtuoso. Risultato? Nerone prese a odiarlo.




Busto di Nerone: fece avvelenare il fratello chiedendo aiuto a una avvelenatrice seriale dei tempi, la famelica Lucusta conosciuta a Roma per i suoi intrugli mortali.

Temendo che potesse un giorno portargli via il trono, lo fece avvelenare, rallegrandosi di fronte alla sua straziante agonia. A quanto pare ci prese gusto: successivamente, con accuse sommarie, uccise tutti coloro di cui non si fidava o che non gli piacevano, compresi la madre, le mogli Ottavia e Poppea e il precettore Seneca.
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oDiabolik 23/08/2018 ore 06:06 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

ETÀ DEL TERRORE.

Secondo alcune fonti fu Domiziano (51-96) a inaugurare la prima grande persecuzione contro cristiani ed ebrei (l’Apocalisse di san Giovanni, con i suoi toni catastrofici, fu scritta sotto il suo regno). Comportandosi da sovrano assoluto, provocò moti di rivolta e congiure.

Reagì instaurando una sorta di “regime del terrore”: eliminava chiunque, anche tra i suoi più stretti collaboratori, fosse sospettato di tramare contro di lui. Finì col peggiorare la situazione: morì vittima di una congiura, pugnalato nella sua camera da letto.

SPIETATO.

Di origini africane, Settimio Severo (146-211), fu il primo dominus (“padrone”, in contrapposizione al princeps, primo tra pari, che implicava la condivisione del potere col Senato) e il primo imperatore a trarre la propria forza dall’appoggio dell’esercito.

Perseguitò duramente i cristiani e gli ebrei mettendoli di fronte alla difficile scelta tra rinnegare il loro Dio ed essere decapitati (o crocefissi): fece giustiziare tra 1.000 e 3.000 credenti. Rispettava soltanto l’esercito, da cui traeva il proprio potere (e che temeva potesse toglierglielo).
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oDiabolik 23/08/2018 ore 06:06 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

SADICO.

Figlio degenere di Marco Aurelio (uno dei più grandi sovrani di Roma che regnò nel II secolo, gli anni d'oro dell'Impero), Commodo (161-192 d. C.) amava mettersi in mostra durante i giochi gladiatori. Ordinava che venissero gettati nell’arena gli storpi, i gobbi e i menomati, per poi avere facilmente la meglio su di loro.




Scena di caccia nel mosaico della Villa Romana del Casale (Sicilia), vicino a Piazza Armerina.
Gli animali provenivano a Roma da tutto l’impero: c'erano cervi dalla Britannia, giraffe e antilopi dall’Egitto, lupi e orsi dalla Gallia, bisonti dalla Germania...
Giungevano nella capitale su navi che risalivano il Tevere trainate da buoi che camminavano su un argine costruito appositamente.


Ma la sua passione erano gli animali: abbatteva elefanti, infilzava giraffe, decapitava struzzi. Una volta uccise 100 leoni in un giorno, fino a provocare il disgusto tra gli spettatori.
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oDiabolik 23/08/2018 ore 06:07 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

PARANOICO.

Altissimo di statura (oltre i 2 metri), Massimino Trace (173-238) è ritenuto il responsabile della crisi dell’impero del III secolo. Non fidandosi di nessuno, uccise decine di amici, consulenti e benefattori.

Pensando di farsi apprezzare dal popolo con le conquiste territoriali, invase la Germania, la Sarmazia e la Dacia (Balcani), al prezzo di gravi perdite.




Busto di Massimino Trace: non fidandosi di nessuno, uccise decine di amici, consulenti e benefattori.

Al malcontento romano reagì marciando sulla città, ma le truppe erano tanto esauste che in molti disertarono o si rivoltarono contro di lui. Massimino fu assassinato e la sua testa infissa a un palo ed esposta.
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oDiabolik 23/08/2018 ore 06:07 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

SANGUINARIO.

Nei primi anni Caracalla (188-217 d. C.) regnò con il fratello Geta ma, non andandoci troppo d’accordo, lo uccise. Per ragioni oscure (forse a causa di uno spettacolo che ridicolizzava l’imperatore), nel 215 fece massacrare tutti i 20mila abitanti maschi di Alessandria d’Egitto, per poi saccheggiare e bruciare la città. Inoltre eliminava chiunque gli sembrasse vagamente ostile all’Impero. La ferocia non lo preservò da una morte avvilente: fu assassinato da una delle sue guardie mentre urinava sul lato della strada.
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oDiabolik 23/08/2018 ore 06:07 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

NEMICO DEI CRISTIANI.

Il massimo persecutore dei cristiani nei primi secoli fu Diocleziano (244-311). Con un editto nel 303 costrinse tutti a convertirsi alla religione romana. All'inizio, chi si rifiutava veniva semplicemente imprigionato, poi la pena divenne più drastica: crocifissione o decapitazione.




Ricostruzione del palazzo imperiale di Diocleziano a Spalato al momento del suo completamento nel 305.

In meno di 10 anni fece uccidere circa 3mila cristiani. Fu lui a introdurre gli spettacoli al Circo Massimo durante i quali i seguaci della nuova religione venivano condannati a essere divorati vivi.
Partecipante
tex.965 23/08/2018 ore 06:38 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

@oDiabolik scrive:
Quali furono gli imperatori romani più spietati?



A.metysta
Partecipante
A.metysta 23/08/2018 ore 10:36 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

@oDiabolik : .............fantastica carrellata di personalita'!!... forse x l'Italia era destino :-(

oDiabolik
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oDiabolik 23/08/2018 ore 13:12 Quota
Milaaa
Partecipante
Milaaa 23/08/2018 ore 15:33 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

@oDiabolik :

Distrutto il tempio di Gerusalemme e dispersa la popolazione, gli ebrei non furono altrimenti perseguitati sotto Vespasiano e Tito. Lo stesso re Agrippa II e le sorelle Berenice e Drusilla vivevano a Roma, intimi dei Flavi, e una colonia di ebrei viveva nella capitale libera di praticare la propria religione, salvo essere tenuti a dichiararsi alle autorità per pagare il fiscus iudaicus, una tassa annua di due dracme. Vi furono conversioni al giudaismo, per quanto i nuovi adepti non praticassero scrupolosamente gli obblighi della legge mosaica e rifuggissero dalla circoncisione: piuttosto, essi potevano essere attratti dalla religione del dio unico e dalla sua morale. Quanto ai cristiani, oltre a essere ancora generalmente giudaizzanti, essi erano considerati dall'opinione pubblica soltanto una setta ebraica alla quale poteva essere egualmente indirizzata l'accusa di «ateismo» - cioè di non credere nella religione romana e di rifiutarsi di sacrificare - e di seguire «costumi ebraici». Questa circostanza rende difficile, se non impossibile, distinguere le conversioni al giudaismo dalle conversioni al cristianesimo.

Nel 95 furono condannati a morte per ateismo il console Flavio Clemente, cugino di Domiziano e Acilio Glabrione, già console con Traiano, mentre furono esiliati «molti altri cittadini che avevano adottato costumi ebraici». Tra questi ultimi, la moglie di Clemente, Flavia Domitilla, nipote dell'imperatore, fu relegata nell'isola di Ponza o di Ventotene. Lo storico della Chiesa Eusebio riferisce invece dell'esilio di una Flavia Domitilla, «figlia della sorella di Flavio Clemente», a suo giudizio una cristiana, affermando che Domiziano sarebbe stato il secondo imperatore, dopo Nerone, a scatenare una persecuzione contro i cristiani, mentre secondo Tertulliano Domiziano «tentò di comportarsi» come Nerone, ma «si tirò subito indietro, richiamando anche coloro che aveva condannato all'esilio».

Non è chiaro se queste condanne fossero realmente motivate dalla necessità di combattere religioni che potevano rappresentare un pericolo per lo Stato romano, se invece fossero solo il capriccio di un tiranno, o se fossero un pretesto per colpire nemici personali di Domiziano. In particolare, può anche darsi che, colpendo Flavio Clemente e la sua famiglia, Domiziano volesse sbarazzarsi di pericolosi concorrenti al proprio potere. C'è chi ritiene probabile che anche i sette figli di Clemente fossero fatti morire, anche se non è certa la sorte di due di loro che erano stati adottati dall'imperatore stesso, i giovani Vespasiano e Domiziano.
oDiabolik
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oDiabolik 23/08/2018 ore 17:32 Quota
Beyonceee
Moderatore
Beyonceee 23/08/2018 ore 23:32 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

@oDiabolik :



Busto di Settimio Severo, Musei Capitolini

Il regno di Settimio Severo fornisce un interessante esempio dei metodi di persecuzione dei cristiani. Precedentemente, stando alla Historia Augusta, si era pensato a un espresso divieto di proselitismo rivolto a ebrei e cristiani, ritenendosi questo il contenuto del presunto editto severiano, la cui effettiva esistenza è di per sé stessa dubbia. Settimio Severo non promulgò nuovi provvedimenti contro i cristiani, ma consentì l'applicazione di vecchie leggi (i rescripta di Traiano e Adriano). Non sono dimostrate persecuzioni sistematiche, ma anzi ci sono prove che l'imperatore in molte occasioni proteggesse i cristiani dall'accanimento popolare, come sembra testimoniare Tertulliano nell'Ad Scapulam.

In generale si può dire che i cristiani continuarono a vivere in un periodo di bonam et largam pacem come scrive Tertulliano, se si escludono alcuni episodi locali, come in Africa, di persecuzioni che andrebbero interpretati alla luce di un dissenso politico (più che religioso), mentre lo stesso imperatore non appariva turbato dal fenomeno cristiano, né vi ravvisava un fattore di pericolo. D'altro lato, singoli funzionari si sentivano autorizzati dalla legge a procedere con rigore verso i cristiani. Naturalmente l'imperatore, a stretto rigore di legge, non ostacolava qualche persecuzione limitata, che avesse luogo in Egitto, in Tebaide o nei proconsolati di Africa e Oriente. I martiri cristiani furono numerosi ad Alessandria, sotto la prefettura di Leto e del suo successore Sebaziano Aquila .

Non meno dure furono le persecuzioni in Africa, che sembra avessero inizio nel 197 o 198, come testimoniato nell'Ad martires di Tertulliano, alle cui vittime ci si riferisce nel martirologio cristiano come ai martiri di Madaura. Probabilmente nel 202 o 203 caddero Felicita e Perpetua. La persecuzione infuriò ancora, per breve tempo, sotto il proconsole Scapula nel 211, specialmente in Numidia e Mauritania. Nei tempi successivi sono leggendarie le persecuzioni in Gallia, specialmente a Lione. In generale, si può dire che la posizione dei cristiani sotto Settimio Severo fu la stessa che sotto gli Antonini; ma la disposizione di questo imperatore almeno mostra chiaramente che Traiano aveva mancato i suoi obiettivi.
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oDiabolik 24/08/2018 ore 05:31 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

@Beyonceee :



Busto di Marco Aurelio giovane uomo, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, collezione Farnese.
Il busto (fino al collo) è un rifacimento moderno.
GustavoG
Amministratore
GustavoG 24/08/2018 ore 11:33 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

@oDiabolik :



Il rimorso dell'imperatore Nerone dopo l'assassinio di sua madre (1878) di John William Waterhouse
oDiabolik
Proprietario
oDiabolik 24/08/2018 ore 12:54 Quota

(nessuno) Quali furono gli imperatori romani più spietati?

@GustavoG :

Distrutto il tempio di Gerusalemme e dispersa la popolazione, gli ebrei non furono altrimenti perseguitati sotto Vespasiano e Tito. Lo stesso re Agrippa II e le sorelle Berenice e Drusilla vivevano a Roma, intimi dei Flavi, e una colonia di ebrei viveva nella capitale libera di praticare la propria religione, salvo essere tenuti a dichiararsi alle autorità per pagare il fiscus iudaicus, una tassa annua di due dracme. Vi furono conversioni al giudaismo, per quanto i nuovi adepti non praticassero scrupolosamente gli obblighi della legge mosaica e rifuggissero dalla circoncisione: piuttosto, essi potevano essere attratti dalla religione del dio unico e dalla sua morale. Quanto ai cristiani, oltre a essere ancora generalmente giudaizzanti, essi erano considerati dall'opinione pubblica soltanto una setta ebraica alla quale poteva essere egualmente indirizzata l'accusa di «ateismo» - cioè di non credere nella religione romana e di rifiutarsi di sacrificare - e di seguire «costumi ebraici». Questa circostanza rende difficile, se non impossibile, distinguere le conversioni al giudaismo dalle conversioni al cristianesimo.

Nel 95 furono condannati a morte per ateismo il console Flavio Clemente, cugino di Domiziano e Acilio Glabrione, già console con Traiano, mentre furono esiliati «molti altri cittadini che avevano adottato costumi ebraici». Tra questi ultimi, la moglie di Clemente, Flavia Domitilla, nipote dell'imperatore, fu relegata nell'isola di Ponza o di Ventotene. Lo storico della Chiesa Eusebio riferisce invece dell'esilio di una Flavia Domitilla, «figlia della sorella di Flavio Clemente», a suo giudizio una cristiana, affermando che Domiziano sarebbe stato il secondo imperatore, dopo Nerone, a scatenare una persecuzione contro i cristiani, mentre secondo Tertulliano Domiziano «tentò di comportarsi» come Nerone, ma «si tirò subito indietro, richiamando anche coloro che aveva condannato all'esilio».

Non è chiaro se queste condanne fossero realmente motivate dalla necessità di combattere religioni che potevano rappresentare un pericolo per lo Stato romano, se invece fossero solo il capriccio di un tiranno, o se fossero un pretesto per colpire nemici personali di Domiziano. In particolare, può anche darsi che, colpendo Flavio Clemente e la sua famiglia, Domiziano volesse sbarazzarsi di pericolosi concorrenti al proprio potere. C'è chi ritiene probabile che anche i sette figli di Clemente fossero fatti morire, anche se non è certa la sorte di due di loro che erano stati adottati dall'imperatore stesso, i giovani Vespasiano e Domiziano.

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