Forum - Storia

Partecipante
SimpatiaBruna 05/01/2018 ore 12:36 Quota

Sarcasmo Befana: storia e curiosità sulla vecchia con le scarpe rotte.

“Quest’anno la Befana vi porterà il carbone oppure le caramelle?”
Dite la verità, quante volte avete sentito pronunciare questa frase, dalla vostra mamma o nonna?
Sapete però cosa si cela dietro alla leggenda della Befana, che viene festeggiata il 6 gennaio?

Befana ed Epifania

Innanzitutto, il nome “Befana” deriva dal termine greco “epifanèia” (epifania) con il significato di “apparizione”.
È proprio questo il nome con cui normalmente viene indicata la festività del 6 gennaio, quella con cui si concludono le feste natalizie.
Non a caso, è molto diffuso il detto popolare “Epifania, che tutte le feste si porta via“.
Dopo il 6 gennaio, si smontano albero e presepe e ci si prepara a tornare alla vita di tutti i giorni.

“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte…”

La storia della Befana

La storia della Befana si rifà ad un’antica leggenda cristiana.
Tre uomini, per l’immaginario collettivo i Re Magi, erano in cammino verso Betlemme per portare doni a Gesù bambino e, non riuscendo a trovare la strada giusta, chiesero aiuto ad una vecchia signora.
La donna però non prestò loro attenzione e non li aiutò.
Ripensandoci tuttavia l’anziana donna si pentì della sua cattiva azione e dunque, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa per andare a cercare i tre uomini.
La sua ricerca non portò a nulla e smettendo di cercarli, si fermò in ogni casa che trovava lungo il suo cammino e lasciò i dolci ai bambini, nella speranza di poter trovare Gesù bambino.

Antichi rituali di rinascita

Nella figura della Befana convivono più tradizioni, non solo quella cristiana dei Re Magi.
La sua storia è collegata a quella di Diana, ai tempi dell’antica Roma.
Secondo i romani, Diana era la dea della caccia e della fertilità dei campi.
In un particolare periodo dell’anno, la dea guidava le altre divinità femminili sopra i campi proprio per renderli fecondi. E questo periodo dell’anno cadeva esattamente nei giorni che, oggi, separano il Natale dall’Epifania.
Si tratta di dodici notti particolari, perché a cavallo del solstizio d’inverno, cioè nel momento della rinascita.
Tra dicembre e gennaio, l’anno vecchio muore e quello nuovo nasce.

L’antica tradizione delle dodici notti.

Anche altre civiltà antiche credevano che durante queste dodici notti le divinità femminili facessero la propria comparsa come saluto propizio al nuovo anno.
I Germani, per esempio, credevano nella dea Perchta.
Le popolazioni nordiche invece la conoscevano come Holda.

La vecchia con le scarpe rotte

L’aspetto tradizionale della Befana non è affatto casuale e si rifà proprio a queste antiche tradizioni pagane.
Questa figura femminile infatti è il simbolo del passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo.
Per questo è rappresentata come una vecchia: la sua vecchiaia simboleggia la morte dell’anno passato.
I suoi doni sono un auspicio per l’anno nuovo, nella speranza che sia buono e fortunato.
Per questo, ancora oggi la Befana è vecchia, rugosa, con i capelli bianchi.
Indossa scarpe rotte e vestiti brutti e rattoppati, quasi degli stracchi.
E la tradizionale scopa da dove viene? È un richiamo all’antichissima tradizione di Diana e delle altre dee della fertilità che volavano sopra i campi.

Calze e caramelle

Ancora oggi, tutti i bambini aspettano con ansia l’arrivo della vecchietta sulla scopa.
Come nella leggenda, la Befana passa casa per casa e lascia a ognuno molti dolci.
Caramelle, cioccolatini, stecche di zucchero… ma non stupitevi se sul fondo della calza troverete anche un po’ di carbone.
La vecchia con le scarpe rotte infatti sa come vi siete comportati durante l’anno e se non avete fatto i bravi riempirà la vostra calza con qualcosa di nero e decisamente poco dolce!
La Befana ha un gran da fare nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.
Deve fare il giro di molte case, calarsi per molti camini, e alla sua età non è di certo una passeggiata.
Ecco perché molte famiglie decidono di lasciare sul tavolo un piccolo spuntino per la Befana.
La tradizione vuole che la vecchietta sia ghiotta di arance e mandarini e che non disprezzi neppure un buon bicchiere di vino.
Del resto, a Babbo Natale spettano per tradizione latte e biscotti: perché lei dovrebbe rimanere a bocca asciutta?

La Befana riempie le calze di dolci… o carbone.

Fantocci e altri antichi rituali

In tutta Italia, il 6 gennaio è un giorno di festa. Sono molte le celebrazioni popolari per festeggiare l’arrivo della Befana e per salutare il periodo festivo appena concluso.
Uno dei rituali più diffusi e antichi è il falò del fantoccio che rappresenta proprio la vecchietta sulla scopa.
Si tratta di un rito che risale alle civiltà pagane, pre-cristiane, e che è sopravvissuto ancora oggi proprio durante una festività della Chiesa.
Bruciare il fantoccio della Vecchia o della Strega aveva un forte carattere propiziatorio.
Serviva ad allontanare gli spiriti maligni e ad attirare quelli benefici.
Per questo era praticato proprio in quelle famose dodici notti: la fortuna per l’anno che sta per cominciare non è mai troppa!
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“Quest’anno la Befana vi porterà il carbone oppure le caramelle?” Dite la verità, quante volte avete sentito pronunciare questa...
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05/01/2018 12:36:27
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Milaaa
Partecipante
Milaaa 05/01/2018 ore 15:55 Quota

(nessuno) Befana: storia e curiosità sulla vecchia con le scarpe rotte.

@SimpatiaBruna :

Nella tradizione cristiana l’epifania (termine che deriva dal greco e che vuol dire
manifestazione, nella persona di Gesù) è la festa che rievoca la visita dei Re Magi al
Bambino Gesù nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.
I Re Magi erano i sacerdoti che secondo la religione del tempo conoscevano la scienza
e la teologia. I tre, guidati dalla stella cometa portarono a Gesù 3 doni preziosi: oro,
che è il metallo più prezioso, l’incenso, che è un profumo che viene bruciato e la
mirra, una crema profumata che serviva per imbalsamare i morti.

Ma allora, da dove è saltata fuori la befana?

Con la tradizione cristiana la Befana non c’entra proprio niente, ma nella tradizione
popolare c’è una leggenda che in qualche modo la inserisce come protagonista di
questa festa religiosa.

La Leggenda della Befana

I Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù. Giunti
in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla
direzione da prendere.

Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina. I Re Magi chiesero se sapeva la
strada per andare a Betlemme perchè là era nato il Salvatore. La donna che non capì
dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione.
I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perchè aveva molto
lavoro da sbrigare.

Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e
decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù. Ma nonostante li
cercasse per ore ed ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli
un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino.

E così ogni anno, la sera dell’ Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in
ogni casa dove c’è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone,
se invece ha fatto il cattivo.
Alessia7890
Moderatore
Alessia7890 05/01/2018 ore 18:36 Quota

(nessuno) Befana: storia e curiosità sulla vecchia con le scarpe rotte.

@SimpatiaBruna :

L'origine della Befana

La figura della Befana ha origini più antiche dell’Epifania dalla quale ha preso il nome!

La sua origine si perde nella notte dei tempi discendendo da tradizioni magiche precristiane, prima di fondersi con elementi folcloristici e cristiani.

Una tradizione dei popoli celtici, che erano insediati in tutta la pianura padana e su parte delle Alpi.

I Celti, insediati anche nella pianura padana e su parte delle Alpi, celebravano strani riti officiati da maghi -sacerdoti chiamati druidi, durante i quali grandi fantocci di vimini venivano dati alle fiamme per onorare divinità misteriose e crudeli, se in epoche antiche i vimini imprigionavano come vittime sacrificali, animali e, talvolta, prigionieri di guerra.

La Befana Moderna

La Befana è una vecchia brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci e coperta di fuliggine, perché entra nelle case attraverso la cappa del camino.

La leggenda vuole che la notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono, la befana voli sopra i tetti e, calandosi dai camini, riempia le calze, lasciate appese dai bambini, di doni e dolcetti.

Ai bambini buoni lascia caramelle e doni a quelli cattivi lascia pezzi di carbone.

La Befana si festeggia nel giorno dell'Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie.

La Befana nel tempo e nel mondo

Oltre che in Italia troviamo il culto della Befana in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all’Africa del Nord, ma sempre è una figura buona e generosa.

In tale culto, molti, intravvedono il mito della Dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della Natura (primavera).

Per altri, nella sua figura, la Befana riassume l’immagine della Dea antenata, custode del focolare, luogo sacro della casa.

Non a caso la Befana si serve proprio dei camini, che simboleggiano il punto di collegamento fra la terra ed il cielo, per introdurre l’allegria nelle case, svolazzando con la sua fantastica scopa.

Ora che i camini sono stati sostituiti con i termosifoni, forse la Befana viene dalla finestra a cavallo di un aspirapolvere.

Viene viene la Befana/ vien dai monti a notte fonda/ com'è stanca/ la circonda neve, gelo e tramontana/ Viene viene la Befana, dice una filastrocca che tutti i bambini sanno a memoria e che recitano per ingraziarsela.

La befana dei nostri nonni

Il Camino La Befana ha portato un po' di carbone perché siete stati un po' cattivi, però, ha portato anche i dolci perché dovete essere buoni": erano queste le frasi che accompagnavano la mattina l’apertura delle calze (di lana, fatte ai ferri dalla nonna) dove, immancabilmente tra dolci e fichi secchi, trovavano posto, oltre al carbone, anche castagne, mele, noci, noccioli e un "portogal" un profumatissimo arancio.

La Befana del mondo contadino di un tempo portava l'augurio di un buon raccolto.

Da rilevare che il carbone lasciato nelle calze dei nostri nonni, non era quello fatto di zucchero che è un piacere sgranocchiare, ma era vero carbone che poi si utilizzava per preparare le caldarroste che i bambini avrebbero mangiato dopo la tradizionale tombola.
Bei tempi!

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