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SallyA 04/01/2018 ore 10:10 Quota

Emozionato Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

Il racconto dei Magi

La festa che si occupa di questo episodio viene chiamata "Epifania", vocabolo che significa "manifestazione del Signore". In oriente viene chiamata con il vocabolo più appropriato "Teofania", manifestazione della divinità del Signore.
E' in rapporto a questo significato che in quel giorno si ricordano le tre grandi manifestazioni di Cristo-Dio: l'adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù (anche se questa festa oggi è spostata alla domenica seguente) ed il miracolo di Cana.
Di queste tre manifestazioni l'episodio dell'adorazione dei magi ha finito col prevalere diventando in occidente l'unico tema della festa, come si deduce dalle omelie del papa S. Leone Magno.
Per divina ispirazione i magi hanno visto in quel bambino, presentato a loro dalla madre Maria, l'atteso delle Genti ed il figlio di Dio.
Con il tempo tale festa ha assunto anche una connotazione missionaria: manifestazione di Cristo-Dio al mondo pagano. I Magi sono visti dalla tradizione cristiana come la 'primitia gentium', i primi fra i pagani ad aver riconosciuto e adorato il Signore. Per questo il loro culto fu tanto fortunato, diffuso e radicato tra i convertiti dal paganesimo.
Il tema dell' "Adorazione" è diventato uno dei classici nell'arte. Solo due riferimenti tra i tanti. Il primo è il già ricordato sarcofago di Adelfia, dove la scena dei magi si riscontra due volte: sul coperchio e sotto il clipeo. Qui la Madonna appare seduta in cattedra e tiene in braccio il Bambino, che si protende nell'atto di ricevere la corona d'oro gemmata offerta dal primo dei tre Magi. L'altro è il meraviglioso mosaico di S. Apollinare Nuovo in Ravenna.
Anche in questo caso la data è probabilmente presa da una festività egiziana. Ci narra infatti Epifanio di Salamina (+ 403) che in Egitto nella notte tra il 5/6 gennaio si celebrava la nascita del dio Sole Aion dalla vergine Kore e contemporaneamente si celebrava la il culto del Nilo.

Mito o realtà

Diverse volte in quel giorno la gente mi domanda: "Padre, i re magi sono veramente esistiti o si tratta di una leggenda?".
Vediamo prima il racconto evangelico:

"Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo". All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele".

"Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".
"Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese" (Mt., 2, 1-12).

Oltre ai Vangeli 'canonici' (riconosciuti dalla Chiesa come ispirati), ne parlano anche i vangeli apocrifi.
Il Protovangelo di Giacomo, probabilmente anteriore al IV secolo, (cap. 21-23); il Libro dell'infanzia del Salvatore, circa IX secolo, (cap. 89-91); il Vangelo dello Pseudo Matteo, verso il VI secolo, (cap. 16-17); il Vangelo Arabo dell'infanzia del Salvatore, circa la metà del VI secolo, (cap. 7-9); il Vangelo Armeno dell'Infanzia, fine VI secolo, (cap. V, 10) che ci riferisce anche i nomi, accettati poi normalmente nella tradizione. Riporto solo la citazione di quest'ultimo: " Un angelo del Signore si affrettò di andare al paese dei persiani per prevenire i re magi ed ordinare loro di andare ad adorare il bambino appena nato. Costoro, dopo aver camminato per nove mesi avendo per guida la stella, giunsero alla meta proprio nel momento in cui Maria era appena diventata madre. E' da sapere che in quel momento il regno persiano dominava sopra tutti i re dell'Oriente per il suo potere e le sue vittorie. I re magi erano tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poi Baldassare che regnava sugli indiani, ed il terzo Gaspare che dominava sul paese degli arabi".
E' anche interessante che il "Libro della Caverna dei Tesori", scritto nel V secolo d.C., ma riferentesi ad un testo siriaco più antico, descrive i Magi come Caldei, re e figli di re, in numero di tre.

Cominciamo dal termine

La parola 'mago' che si usa per indicare questi personaggi non va identificata con il significato che oggi noi diamo. Il vocabolo deriva dal greco 'magoi' e sta ad indicare in primo luogo i membri di una casta sacerdotale persiana (in seguito anche babilonese) che si interessava di astronomia e astrologia. Potremo meglio nominarli: studiosi dei fenomeni celesti.
Nell'antica tradizione persiana i Magi erano i più fedeli ed intimi discepoli di Zoroastro e custodi della sua dottrina. Rivestivano anche un ruolo di primo piano nella religione e vita politica.
L'idea del tempo che ciclicamente si rinnova conduceva il mazdeismo (religione della Persia preislamica) alla costante attesa messianica di un 'Soccorritore divino", il ruolo del quale sarebbe stato quello di aprire ciascuna era di rinnovamento e di rigenerazione dopo la fase di decadenza che l'aveva preceduta. In tal senso il mazdeismo si collega all'attesa messianica. In questa religione si attendevano tre successive, arcane figure di salvatori e rigeneratori del tempo futuro: l'ultimo di essi, il 'Soccorritore', sarebbe nato da una vergine discendente da Zarathustra e avrebbe condotto con sé la resurrezione universale e l'immortalità degli esseri umani. Molte leggende accompagnavano il mito del 'Soccorritore', tra le quali: una stella lo avrebbe annunciato. Tenendo conto di questo contesto culturale, non fa meraviglia il comportamento dei magi nella descrizione di Matteo.
Il nome generico di provenienza, Oriente, può indicare diverse regioni.
La Babilonia, Mesopotamia, dove si studiava specialmente l'astronomia. Si deve tener conto infatti che in seguito alla terribile distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor nel 586, gli ebrei sopravissuti furono deportati in Babilonia, dove rimasero fino alla liberazione da parte di Ciro nel 539. L'influsso ebraico si fece sentire in quella regione, dove tra l'altro anche dopo la liberazione rimasero a vivere diverse famiglie ebraiche, e dove fu compilato il Talmud Babilonese. Sicuramente a Babilonia le attese messianico giudaiche erano conosciute.
Sotto questo aspetto potrebbe trattarsi anche della Siria. Seleuco I tra il 305-280 vi aveva fondato la città di Antiochia e vi aveva concentrato numerosi giudei deportati dalla Palestina
Una terza possibilità è che i magi provenivano dalla Media. Questa si basa sullo storico greco Erodoto secondo il quale i magi appartenevano ad una delle sei tribù della Media ed esercitavano molta importanza a corte. Erano sacerdoti e venivano chiamati astrologi, indovini, filosofi.
Niente di strano quindi che un gruppo di questi studiosi fosse guidato verso la Giudea da una singolare posizione delle stelle, da far presagire qualcosa di 'strano'.
L'episodio dettagliato di Matteo, la domanda di Erode sul 'tempo' del sorgere della stella permettono di interpretare in forma storica e non allegorica l'esistenza dei magi e l'episodio della stella (19)
Ancora lo Stramare ci permette una meditazione, oltre la curiosità: "Perché Matteo avrebbe usato il termine 'ab oriente', evidentemente molto generico? Senza scartare come risposta la possibilità che Matteo ignorasse effettivamente la località precisa di provenienza, rimane sempre da considerare la sua chiara intenzione di privilegiare in questo racconto l'universalità, contro il particolarismo nel quale era rinchiusa l'attesa ebraica. L'esattezza geografica, infatti, non avrebbe servito in questo caso allo scopo: la chiamata alla fede sarebbe stata estesa semplicemente ad un altro popolo ben determinato, ma non a tutti" (20).

La stella

Molto si è scritto su questa stella. Diverse sono state le ipotesi che possono riassumersi a tre: una cometa, una 'stella nova', una sovrapposizione di satelliti.
E' difficile accettare l'identificazione della stella con la cometa di Halley in quanto comparsa 12 anni prima della nostra era. Precedentemente era stata avvistata nel 240, 164, 88 a.C.; riapparsa anche nel nostro secolo, nel 1910 e nel 1985/86. Del resto nei cieli della Palestina non è apparsa nessuna cometa tra il 17 a.C. ed il 66 d.C.
Non si può neppure pensare ad una 'stella nova', bagliore prolungato emesso da corpi celesti invisibili al momento della loro esplosione. Infatti nell'area di Gerusalemme non ne comparve nessuna tra il 134 a.C. ed il 73 d.C.
La Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia (21) sembra propendere per la terza ipotesi, già condivisa a suo tempo da Keplero: "Di tutte le spiegazioni possibili la più probabile rimane quella, in qualche modo accettabile sulle fonti, secondo cui si è trattato di un'insolita posizione di Giove, l'antica costellazione regale. L'astronomia antica si è occupata dettagliatamente della sua comparsa in un preciso punto dello zodiaco e l'ha identificata, sul grande sfondo di una religiosità mitologico-astrale molto diffusa, con la divinità più alta. Essa era importante soprattutto per gli avvenimenti della storia e del mondo, in quanto i movimenti di Saturno erano facilmente calcolabili. Saturno, il pianeta più lontano secondo gli antichi, era il simbolo del dio del tempo Crono e permetteva immediate deduzioni sul corso della storia. Una congiunzione di Giove e di Saturno in una precisa posizione dello zodiaco aveva certamente un significato tutto particolare. La ricerca più recente si lascia condurre dalla fondata convinzione che la triplice congiunzione Giove-Saturno dell'anno 6/7 a.C. ai confini dello zodiaco, al passaggio tra il segno dei Pesci e quello dell'Ariete, deve aver avuto un enorme valore. Essa risulta importante come una 'grande' congiunzione e, in vista della imminente era del messia (o anche età dell'oro), mise in allarme l'intero mondo antico".
Il Prof. Baima Bollone propende per questa possibilità. Si appoggia su conclusioni dell'astronomia che sostiene che la sovrapposizione di Giove con Saturno si verifica ogni 179 anni; nel periodo in esame avvenne proprio nel 7 a.C. e per ben tre volte: 29 marzo, 3 ottobre, 4 dicembre nella costellazione dei Pesci, secondo i calcoli di Keplero. "Betlemme si trova a pochi chilometri da Gerusalemme, proprio nella direzione in cui la luce nella costellazione dei Pesci poteva essere percepita da viaggiatori che giungessero da Oriente. Tradizione, documenti archeologici e calcoli astrofisici confermano che fu soltanto, ed esattamente nel 7 a.C. che nei cieli della sponda meridionale del Mediterraneo e in Mesopotamia si verificò un fenomeno luminoso nettamente percepibile con gli stessi caratteri di quello dell'episodio dei Magi" (22).
Questa ipotesi sembra affascinante; tuttavia diversi biblisti preferiscono seguire una diversa impostazione.
Il Ricciotti commenta: "In questi tentativi, fuor della buona intenzione, non c'è altro da apprezzare, giacché scelgono una strada totalmente falsa: basta fermarsi un istante sulle particolarità del racconto evangelico per comprendere che quel racconto vuole presentare un fenomeno assolutamente miracoloso, il quale non si può in nessun modo far rientrare nelle leggi stabili di una meteora naturale sebbene rara" (23).
Anche lo studioso Andrés Fernández propende per questa linea: "Altri, infine, sostengono che si trattò di una meteora speciale che non si muoveva secondo le leggi naturali... Dobbiamo preferire la terza ipotesi (questa, dopo quella della congiunzione e di Halley - N.d.A.), l'unica soddisfacente. La stella vista in Oriente si presentava con caratteristiche eccezionali; la sua apparizione non si può spiegare in nessun modo come fenomeno comune ed ordinario; resta pertanto esclusa ogni interpretazione puramente naturalistica... I Magi compresero bene che si trattava di qualcosa al di sopra dell'ordine naturale" (24).
Anche "La Sacra Bibbia", a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma (25) nella Nota al brano di Matteo 2, 2, sostiene la stessa opinione: "La stella, veduta dai Magi, secondo l'opinione più probabile, dedotta dalle sue caratteristiche, era una meteora straordinaria, formata da Dio espressamente per dare ai popoli il lieto annunzio della nascita del Salvatore".

Le reliquie dei Magi

Una legittima curiosità provoca una domanda: ma poi, che fine hanno fatto i Magi?
Il Vangelo ci informa soltanto che "i magi per un'altra strada sono ritornati al loro paese" (Mt., 2, 12). Altro ufficialmente non sappiamo. Per completare il racconto e rispondere alla domanda non abbiamo fonti certe, ma si devono seguire le tradizioni formatesi nel tempo. Del resto non si deve ritenere inutile la questione dato che nei giorni 19 e 20 dicembre 1998 si è svolto all'Abbazia di Chiaravalle (presso Milano) il convegno: "I tre Saggi e la Stella. Mito e Realtà dei Re Magi", organizzato da Identità Europea.
Una tradizione ci dice che i Tre, dopo la loro conversione, sono stati consacrati vescovi dall'apostolo Tommaso e morirono martiri all'età tra i 106 e 118 anni. Sarebbero stati sepolti in India (dove l'apostolo Tommaso avrebbe predicato) ma in luoghi separati.
Un'altra tradizione invece ci dice che sono morti in Persia e sepolti insieme in una grande tomba. Secondo questa tradizione l'imperatrice Elena (madre di Costantino), venutane a conoscenza, avrebbe fatto trasportare le reliquie a Costantinopoli in una grande chiesa fatta costruire apposta per ospitarle. Tuttavia in questa città a quel tempo non si riscontra un culto in onore dei Magi.
Alcuni storici sostengono che queste reliquie nello stesso IV secolo furono trasportate da Costantinopoli a Milano da Eustorgio, vescovo di questa città.
Altri infine ritengono che le reliquie sono giunte in Italia con le crociate, dato che prima di questo periodo a Milano non c'è traccia di questo culto.
Una tradizione lega il vescovo Eustorgio ai Magi. A Milano fu dedicata in suo onore una basilica; già nell'XI secolo vi si trovava una urna preziosa chiamata 'Arca dei Magi' con una stella sopra un pilastro.
Una cosa sembra certa: nel 1162 si sa che le spoglie dei Magi si trovavano in Lombardia. Infatti in questa data il Barbarossa, che aveva raso al suolo Milano, teneva molto alla conservazione di quelle reliquie per appropriarsene, come garanzia di una particolare compiacenza e protezione da parte di Dio.
Si dice anche che nel XIII secolo i Tartari volessero invadere l'Europa proprio per riprendersi i 'loro' Magi.
La presenza delle reliquie nel capoluogo lombardo è testimoniata anche dal culto che si diffuse nella regione. Solo alcuni esempi: nel 1420 nella Certosa di Pavia su un trittico d'avorio sono inserite ben 26 scena della storia dei Magi; nel 1570 in S. Michele a Pavia si affresca una cappella dei Magi; pochi anni prima a Voghera i cistercensi avevano aperto una abbazia intitolata ai Re Magi.
Queste reliquie nel 1164 da Milano sono state trasportare a Colonia in Germania. Attualmente si trovano in una arca-cattedrale nel Duomo di questa città.
Di questo viaggio ci è giunta una particolareggia descrizione del carmelitano Giovanni di Hildesheim nel 1364. Riporta le 42 tappe segnate dall'arcivescovo Reinaldo di Dassel effettuate per il trasporto dell'urna. Il percorso sarebbe: Pavia (dove si trovava il Barbarossa che aveva ordinato il trasferimento), Vercelli, Torino, Alpi.
E Milano? Solo nel 1903 l'arcivescovo di Colonia inviò al suo collega di Milano alcune reliquie consistenti in qualche ossicino.
Queste almeno sono le notizie tramandateci e confermate dal padre Goffredo Viti, professore a Firenze di storia della Chiesa nella relazione, tenuta al Convegno citato, dal titolo: "La reliquie dei Re Magi. Storia di un cammino in terra lombarda".
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Il racconto dei Magi La festa che si occupa di questo episodio viene chiamata "Epifania", vocabolo che significa "manifestazione...
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04/01/2018 10:10:41
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oDiabolik
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oDiabolik 04/01/2018 ore 11:13 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@SallyA :

Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo».

E così ecco che la magia del Natale torna a riflettersi e ripetersi sull’ultimo giorno di festa. Passato il Capodanno è il 6 gennaio ed è l’ora della più religiosa Epifania, termine derivato dal greco antico che significa manifestazione; è il giorno in cui ricordiamo l’arrivo dei Magi venuti da lontanissimo per adorare Gesù Bambino.
Potrebbe però essere interessante provare ad andare al di là della storia conosciuta, della leggenda, e cercare di capire qualcosa di più.

CHE COSA SAPPIAMO?

Ciò che sappiamo è che una notte tre uomini alzarono lo sguardo verso il cielo e videro una stella brillare molto più delle altre (divenuta nell’iconografia, da Giotto in poi, una stella cometa, ndr). Qualcosa si smosse dentro di loro e presero la decisione di partire.
I Magi erano quindi tre e avevano il nome di Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Sotto la guida della Stella arrivarono a Betlemme e portarono in dono a Gesù Bambino: oro, incenso e mirra. Ricordiamo inoltre che chiesero a Erode dove fosse il Re dei Giudei appena nato, e solo in seguito capirono che in realtà egli desiderava ucciderlo e non rendergli omaggio. Da qui la saggia decisione di non tornare da lui per indicargli la strada ma di ritornare al loro paese tramite un’altra strada.

I LORO NOMI

Innanzitutto la parola Magi viene anch’essa dal greco (influenzato dal persiano, dall’accadico e dal siriaco) ed era un titolo che nell’impero persiano si affidava ai sacerdoti dello Zoroastrismo. Una religione ed una filosofia diffusissima in Asia che traeva i propri insegnamenti da Zarathustra (o appunto Zoroastro). Già l’etimologia dunque aiuta a capire chi fossero e da dove potessero provenire questi personaggi. Essi erano sacerdoti e astronomi dediti al culto di Ahura Mazda. Ecco dunque il collegamento con la Stella e il perché scelsero di seguire questo astro.

Non tutti forse sanno poi che i tre Magi dovevano essere di età diversa: uno molto giovane, un secondo che si potrebbe definire adulto e il terzo anziano.
Melchiorre era il più anziano e rappresentato con lineamenti più europei: per alcuni il nome deriva da Melech che significa Re, per altri ha radici semitiche e corrisponde al re della luce.

Baldassarre, invece, era il nome del mitico re di Babilonia Balthazar (altro indizio sulla sua possibile provenienza?). Sta di fatto che costui viene rappresentato come un moro ed era il più giovane. Il suo nome significa sia salva la vita del Re.
Gaspare, infine, era il signore di Saba o Signore del tesoro (Jasper).

Stando ad alcune fonti quindi erano tre uomini, tre sapienti, tre sacerdoti che vengono visti come re per i doni che portano, sicuramente doni regali (occhio al gioco di parole). È il Cristianesimo che li dipinge dunque come effettivi sovrani; guardando la cosa ad un livello ulteriore capiamo come essi dovessero apparire simbolo dei popoli del mondo. Uomini di età e razze diverse che credono e si inchinano di fronte alla dolcezza del bambino adagiato nella culla. Anche il fatto che “vengano da lontano” è indicativo: rappresentano quelle che erano identificate come persone gentili, che in questo preciso caso significa “non ebrei”.
I Magi sono specchio di ogni persona nel mondo, unita nel segno di Gesù Bambino.

I TRE DONI

Ora, il 3… Tutti ormai sanno che il tre è un cosiddetto numero magico. Identifica la trinità se vogliamo leggerlo nel senso religioso, ma è anche uno dei numeri perfetti. In questo caso tutto riporta all’origine divina di Gesù, senza dimenticare che però è anche uomo. L’oro, di per sé ovviamente prezioso, è il dono per eccellenza degno di un re, e loro sono al cospetto del Re dei Re. L’incenso invece è sinonimo di adorazione divina. La mirra era infine una pianta da cui si poteva estrarre una resina gommosa, la quale una volta mischiata ad altri oli aveva proprietà mediche e la si usava per ungere i corpi (e Cristo significa esattamente unto).

Il tre rappresenta anche il numero dei continenti fino ad allora conosciuti: Europa, Asia e Africa.



Adorazione dei Magi Dipinto di Gentile da Fabriano
Alessia7890
Moderatore
Alessia7890 04/01/2018 ore 14:14 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@SallyA :

Chi sono i magi e quanti sono? Di loro ci parla il vangelo di Matteo. Sono "sapienti", "esperti" in astrologia; persone che sanno vedere e riconoscere in Gesù il "re dei Giudei".

Il vangelo di Matteo si apre con due capitoli che inquadrano la persona di Gesù e l'accoglienza che gli è riservata. Il primo capitolo presenta una lunga genealogia che mostra come Gesù è pienamente inserito nella storia umana, fatta di persone sante e di peccatori salvati. Nel capitolo secondo, Matteo presenta i magi come ricchi sapienti che vengono da lontano per vedere il bambino Gesù. Sono certi che egli è il 're dei giudei'. Il primo capitolo del vangelo di Matteo è come se volesse rispondere alla domanda: "Gesù, chi sei?", il secondo capitolo all'altra domanda: "Come è stato accolto Gesù?". La risposta è evidente: in maniera ostile da Erode, che temeva usurpasse il suo regno, positivamente da questi stranieri.

Il termine magi e il loro numero, da sempre, costituisce un grande enigma. Riguardo alla loro identità, nella Bibbia la parola "mago" oscilla tra un significato positivo, come nel vangelo di Matteo e un significato negativo, come "Simone il mago" di cui si parla negli Atti degli Apostoli (cf. Atti 8,9ss.).

I magi del vangelo di Matteo indicano persone esperte d'astronomia o, comunque, dei sapienti. Nella mentalità comune si afferma che essi sono tre, ma Matteo non specifica il loro numero. Li ricorda semplicemente al plurale. Il numero tre s'impose in base ai tre doni: oro, incenso e mirra che i magi offrono a Gesù. Essi sono stati indicati come "re" per la ricchezza di questi doni e il richiamo ad alcuni testi dell'Antico Testamento (Salmo 72,10-11; Isaia 60,6.10). L'evangelista Matteo vuole indicare che i pagani, qui rappresentati dai magi, cercano Dio e per trovarlo non misurano la strada né il pericolo che possono incontrare durante il percorso. Vengono da lontano, da Oriente, come da Oriente era partito anche il patriarca Abramo per seguire le indicazioni di Dio. Mentre il popolo non riconosce Gesù e il re Erode ne decide la morte, i magi si muovono stimolati da una stella. Essa ricorda che Dio si serve di cose e di avvenimenti per farsi conoscere e per rivolgere la sua Parola.

I magi, come Matteo li presenta, sono persone umili capaci di porsi delle domande. Vanno a chiedere spiegazioni al re Erode, il quale non conoscendo la risposta, interpella gli esperti della Sacra Scrittura. In questo modo, Matteo insinua che la risposta alle nostre domande profonde può giungere solo dalla parola di Dio. I magi, ricevute le informazioni, vanno a Betlemme, affrontando i disagi del cammino. Finalmente, "entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono" (Mt 2,11). Hanno visto un bimbo come tanti altri: tanta strada per venire a vedere un bambino, come tanti altri.

I magi sono le persone che sanno vedere con "occhi interiori", i soli che mostrano che quel bambino non è un bimbo qualsiasi, ma il 're del Giudei'. E lo adorano. Trovato il bambino, ritornano gioiosi alla vita normale. Per un'altra strada, perché la loro vita è cambiata.
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 04/01/2018 ore 15:26

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@antioco1 scrive:
Gaspare Melchiorre e Baldassarre ciao

:ok
Milaaa
Partecipante
Milaaa 04/01/2018 ore 16:00 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

La leggenda dei Re Magi

Le leggende che riguardano i Re Magi sono tante, religiose o meno, ed ognuna cerca di dare una propria versione e spiegazione di quello che successe alla nascita di Gesù e di chi erano questi Magi.
Sembra che venissero dall'Oriente, probabilmente da identificarsi con l'antica Persia ed erano astrologi, probabilmente sacerdoti di zoroastriani (religione di origine persiana), studiosi e saggi.
Partirono dall'Oriente, dopo aver visto una stella (Stella Cometa) che indicava loro il nascere di un bambino, ritenuto il re dei Giudei. Secondo il racconto evangelico di Matteo, Gesù nacque a Betlemme di Giudea, sotto il regno di Erode.
I Magi arrivarono a Gerusalemme e, poiché conoscevano soltanto la data della nascita, ma non il luogo, chiesero informazioni per trovare il nuovo re per andare a fargli visita e adorarlo. Erode si turbò per questa rivelazione, sentendosi minacciato nel suo potere. Dopo aver consultato gli scribi e i saggi, i quali gli riferirono che, secondo la parola del Profeta, il Bambino sarebbe dovuto nascere a Betlemme, Erode informò i Magi, fingendo di essere interessato per andare egli stesso ad adorare il nuovo nato.
I Magi partirono e seguirono la stella annunciatrice che li guidò e si fermò proprio sopra la grotta dove si trovava il Bambino. Provarono una grandissima gioia nel vederlo e subito si prostrarono e lo adorarono, aprendo i loro scrigni contenenti oro, incenso e mirra.
Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, tornarono in Oriente percorrendo un'altra strada.
Regina.nefertari
Partecipante
Regina.nefertari 04/01/2018 ore 17:35

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 04/01/2018 ore 19:21

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@oDiabolik scrive:
sempre bravo

:bye :clap :bye
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 04/01/2018 ore 19:24

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@oDiabolik scrive:
Ciao e grazie

ciao amico mio :pazz
oDiabolik
Proprietario
oDiabolik 04/01/2018 ore 19:25 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@1965.bellavita scrive:
ciao amico mio


:nono1 :nono1 :nono1 :nono1 :nono1 :nono1 :nono1
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 04/01/2018 ore 19:29

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@oDiabolik :
:inchino :inchino
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 04/01/2018 ore 19:32

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@oDiabolik scrive:
:

:haha :haha :haha :haha
SimpatiaBruna
Partecipante
SimpatiaBruna 05/01/2018 ore 12:29 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@SallyA :

La storia dei re Magi è una leggenda che nasce molto lontano, in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, ispirata all'oracolo di Balaam, identificato con Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele.

I tre misteriosi personaggi sono menzionati solo nel Vangelo di Matteo che parla dei Magi che dall'Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei.

Tutte le notizie che abbiamo sui Magi ci vengono dai Vangeli Apocrifi e da ricostruzioni e ragionamenti postumi.

Dal Vangelo di Matteo abbiamo solo riferimenti ai tre doni, l'oro, l'incenso e la mirra; il numero tre ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafet.

Il nome dei Re Magi

Un aspetto della storia dei magi è il loro nome.
La religione cristiana attribuisce ai magi i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma non tutte le fonti sono concordi.

Nel complesso monastico di Kellia, in Egitto, sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar, Melechior e Bathesalsa.

Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech, che significa Re.

Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la sua regione di provenienza.

Gasparre, per i greci Galgalath, significa signore di Saba.

Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:"...in Persia è la città che è chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..."

Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo.

L'origine dei Re Magi

Alberto Savinio Originari dell'altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e, successivamente, sacerdoti del dio Ahura Mazda il protettore di tutte le creature.

Studiosi di astronomia, seguendo la lettura del cielo, avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro "Saosayansh", il salvatore universale, diventando così loro stessi, "l'anello di congiunzione" tra la nuova religione nascente, il cristianesimo, e i culti misterici orientali, come il mazdaismo e il buddismo.

Ancora oggi il culto del magi non è dimenticato, la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant'Elena e poi portati a Costantinopoli.

Nel 1034 pare che queste reliquie fossero trasportate a Milano in un'arca e depositate nella chiesa di Sant'Eustorgio, ricca di simbolismi legati ai tre re e ancora oggi luogo di pellegrinaggio.

La simbologia dei doni dei Re Magi

I doni dei Magi hanno un significato: fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina.

Il significato di oro, incenso e mirra è dunque questo: l'oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l'incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.

Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini: questa tradizione si incrocia con la leggenda della Befana che racconta come i Re Magi, durante il viaggio verso Betlemme, si fermarono alla casa della vecchietta e la invitarono ad unirsi a loro.

La Befana declinò l'invito e lasciò partire i Magi da soli, ma poi ripensandoci, decise di seguirli.

Non riuscendo a ritrovarli, nel buio della notte, da allora, lascia a tutti i bambini un dono, sperando che fra quei bambini ci sia Gesù.

La tomba dei Re Magi

Meno conosciuta è la sorte dei re Magi dopo la loro morte.

Una cronaca dell'epoca (IV secolo), riferisce che le sacre reliquie, risposte dentro una cassa di legno, avvolti in tessuti intrisi di profumi e di mirra, vennero portati a Milano nella chiesa di Sant'Eustorgio al ritorno da un suo viaggio a Costantinopoli.

I corpi dei Re Magi erano intatti, essendo stati trattati con balsami e spezie, e mostravano dal volto e dalla capigliatura età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni.

L'antica chiesa dove la tradizione vuole che fosse battezzato San Barnaba, il primo vescovo della città, venne ampliata dal vescovo Eustorgio per ospitare la reliquia che venne riposta in un'arca romana di marmo sormontato dalla stella e dalle tre corone, con l'epigrafe "Sepulcrum trium Magorum”.

Le avventure delle reliquie dei Re Magi

La testimonianza della custodia nella Chiesa di Sant'Eustorgio a Milano si trova nella iscrizione di antichissima Reliquie dei Re Magi - Basilica di Coloniadata, sul lato sinistro (guardando la facciata della chiesa), che dice:"Basilica Eustorgiana titulo Regibus Magis” che attesterebbe la presenza dei corpi dei Re Magi.

Inoltre, la chiesa ambrosiana, nel calendario e nei libri liturgici, di prima del X secolo, viene chiamata Basilica dei Re.

Nel 1164 durante l'assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove venne costruita una bellissima Basilica per contenerli e dove ora riposano.

Grande fu lo sconforto dei cittadini alla notizia e Milano tentò più volte di riaverle, ci provò anche Ludovico il Moro nel 1434 ma inutilmente.

Solo il cardinal Ferrari, agli inizi del secolo scorso, riuscì ad ottenere parte delle ossa ora collocate in un prezioso tabernacolo sopra l'altare dei Magi.

I Re Magi nell'arte

Le raffigurazioni pittoriche dei Re Magi che portano doni o che sono in adorazione del neonato Gesù sono moltissime e presenti in ogni secolo, dal medioevo ai giorni nostri.

La scena rappresentata è molto simile a quella dell'adorazione dei pastori, ma di significato notevolmente diverso.
oDiabolik
Proprietario
oDiabolik 05/01/2018 ore 13:07 Quota
c.ioccolatino111
Partecipante
c.ioccolatino111 06/01/2018 ore 18:19 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

Nel Vangelo di Matteo, (gli altri evangelisi non fanno cenno dei magi) sta scritto che i Magi sono "alcuni", quindi, a parte la storia raccontataci nei secoli e secoli da parte della chiesa cattolica, essi potevano essere anche 4, 5, o forse di più.
Infatti, si racconta che fossero 4 e non 3: una leggenda ortodossa russa, narra di un quarto Re Mago, partito da un paese lontano e giunto in ritardo a Betlemme.

Dall'astronomia, all'astrologia e quindi alla magia, in quel tempo, la gente credeva che fosse tutta una cosa sola, ma i Magi, erano anche dei sacerdoti, dei saggi, olte che sapienti.
Essenso allora anche degli astronomi, si disse anche che: "quando videro un stella più luminosa delle altre, essi decisero di seguirla."

Si è scritto - mi ripeto - che i magi (da notare la parola "magio" = "mago", dal latino "magus") fossero tre, perché tre sono i doni che Gesù ricevette: oro, incenso e mirra. Purtroppo, furono proprio i magi (inconsapevoli di ciò che sarebbe avvenuto in seguito) a chiedere ad Erode: "dov’è il Re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo"... in questo modo, egli preso dal timore che un nuovo re prendesse il suo posto, ordinò ai suoi soldati "la strage degli innocenti": Erode, fece uccidere tutti i bambini al di sotto dei due anni.

Tra credenze, superstizioni e fede profonda, è interessante conoscere il significato dei 3 doni, offerti al Bambin Gesù dai magi.

Oro: perchè l'oro ?
Da piccola, a lezione di catechismo, mi sono data una risposta tutta mia e ho pensato (e concluso) che il primo dono, era una frottola. (ecco come certi insegnamenti, inducono un fanciullo in errore ... ma anche no)
Se il Cristo - come lo conosciamo noi - al quale, i credenti, offrono il culto, predicava
l'umiltà, la modestia, la giustizia, la povertà, perchè accettò l'oro ? Egli, non camminava, forse, soprattutto, tra la povera gente insegnando loro l'amore di Dio Padre, l'amore per il prossimo??
Come mi è stato spiegato a catechismo dall'allor nostro parroco Enzo, Egli scelse di nascere
in una grotta per farci capire che, la ricchezza, è effimera, è sporca, e allora, - mi chiesi - perchè oro e non una cosa più utile??
La storia infine è un'altra, e non la scrivo perchè già raccontata qui, da altri utenti.
Il Bambinello era il Figlio di Dio, il futuro Re del mondo e a quel tempo, ai re, si donava
oro, ed è proprio questo il motivo del tal dono, sebbene Egli nacque in un grotta e non in una reggia !
Poi, non sappiamo in effetti se fosse veramente una grotta buia e riscaldata dal fiato di un
asinello e un bue, testimoni diretti dell’avvenimento... ma a noi piace credere che sia così... è la nostra tradizione, è il presepe che San Francesco ideò e donò agli abitanti del Belpaese.

Incenso: sono parecchi i benefici e le proprietà terapeutiche e antinfiammatorie dell'incenso.
Ma un tempo, si usava l'incenso anche per fare un'offerta agli dei, un omaggio per ricevere buoni
auspici, pace e amore.
Nella chiesa cattolica invece, la preghiera e la venerazione verso Dio, sono simboleggiate proprio dall'incenso. Con l'incenso si onora la persona ritenuta importante, in un atmosfera resa piacevole dal suo profumo. (che mi sembra piaccia a pochi).

Mirra: è interessante che un re magio, arrivato da molto lontano, donasse questa pianta usata
a quel tempo per fare medicazioni, pure per ungere sia i consacrati e i corpi dei morti prima della loro sepultura.
Mi viene da pensare :mmm è come se si sapesse già della sua morte... il calvario che Gesù, all'età dei suoi 33 anni, avrebbe dovuto patire; il suo corpo fu unto dalla mirra prima di essere sepolto? Gli egizi, usavano la mirra per ungere e imbalsamare i propri morti, un'usanza questa, molto in voga a quel tempo e allora, probabilmente sì. (!)

E comunque.... BUONA EPIFANIA A TUTTI !!! :ok
c.ioccolatino111
Partecipante
c.ioccolatino111 06/01/2018 ore 18:28 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

Ah...

neppure si fa cenno nelle S.Scritture, di una "Stella Cometa"...
La cometa di Halley, fu veduta dal nostro grande Giotto; egli la identificò con la stella di Betlemme.

c.ioccolatino111
Partecipante
c.ioccolatino111 06/01/2018 ore 19:18 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@oDiabolik :


Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

Con il nome di Oriente le Sacre Scritture designano tutta la vasta distesa delle regioni asiatiche, ad est della Palestina.
Teodoro di Ancira (IV/V° sec. d.C.), Pietro Crisologo (V° sec. d.C.) e Massimo (IV/V° sec. d.C.) primo vescovo di Torino di cui si conosca il nome, basandosi sull’importanza dell’apparizione della stella, indicano come loro più probabile patria la Caldea (a sud di Babilonia), dove la scienza astronomica e astrologica era tenuta nel massimo onore. Tuttavia oggi si propende a credere che i Magi venissero dalla regione iranica, ossia dalla Media.

Presso i Medi, (probabilmente, vivevano in una tribù tra varie tribù, abitanti del regno dei Medi).....
i Magi costituivano una casta sacerdotale piena di prestigio. Sappiamo da Erodoto che il loro consiglio era considerato di capitale importanza nelle più gravi questioni di stato, specialmente alla corte dell’ultimo sovrano medo Astiage (VI° secolo a.C.). Gli autori greci che scrissero opere sulla religione persiana, concordano nell’indicare Zarathustra (Zoroastro), il capostipite della classe dei Magi.

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