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1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 04/01/2018 ore 19:32

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@oDiabolik scrive:
:

:haha :haha :haha :haha
SimpatiaBruna
Partecipante
SimpatiaBruna 05/01/2018 ore 12:29 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

@SallyA :

La storia dei re Magi è una leggenda che nasce molto lontano, in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, ispirata all'oracolo di Balaam, identificato con Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele.

I tre misteriosi personaggi sono menzionati solo nel Vangelo di Matteo che parla dei Magi che dall'Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei.

Tutte le notizie che abbiamo sui Magi ci vengono dai Vangeli Apocrifi e da ricostruzioni e ragionamenti postumi.

Dal Vangelo di Matteo abbiamo solo riferimenti ai tre doni, l'oro, l'incenso e la mirra; il numero tre ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafet.

Il nome dei Re Magi

Un aspetto della storia dei magi è il loro nome.
La religione cristiana attribuisce ai magi i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma non tutte le fonti sono concordi.

Nel complesso monastico di Kellia, in Egitto, sono stati rinvenuti i nomi di Gaspar, Melechior e Bathesalsa.

Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech, che significa Re.

Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la sua regione di provenienza.

Gasparre, per i greci Galgalath, significa signore di Saba.

Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:"...in Persia è la città che è chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..."

Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo.

L'origine dei Re Magi

Alberto Savinio Originari dell'altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e, successivamente, sacerdoti del dio Ahura Mazda il protettore di tutte le creature.

Studiosi di astronomia, seguendo la lettura del cielo, avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro "Saosayansh", il salvatore universale, diventando così loro stessi, "l'anello di congiunzione" tra la nuova religione nascente, il cristianesimo, e i culti misterici orientali, come il mazdaismo e il buddismo.

Ancora oggi il culto del magi non è dimenticato, la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant'Elena e poi portati a Costantinopoli.

Nel 1034 pare che queste reliquie fossero trasportate a Milano in un'arca e depositate nella chiesa di Sant'Eustorgio, ricca di simbolismi legati ai tre re e ancora oggi luogo di pellegrinaggio.

La simbologia dei doni dei Re Magi

I doni dei Magi hanno un significato: fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina.

Il significato di oro, incenso e mirra è dunque questo: l'oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l'incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.

Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini: questa tradizione si incrocia con la leggenda della Befana che racconta come i Re Magi, durante il viaggio verso Betlemme, si fermarono alla casa della vecchietta e la invitarono ad unirsi a loro.

La Befana declinò l'invito e lasciò partire i Magi da soli, ma poi ripensandoci, decise di seguirli.

Non riuscendo a ritrovarli, nel buio della notte, da allora, lascia a tutti i bambini un dono, sperando che fra quei bambini ci sia Gesù.

La tomba dei Re Magi

Meno conosciuta è la sorte dei re Magi dopo la loro morte.

Una cronaca dell'epoca (IV secolo), riferisce che le sacre reliquie, risposte dentro una cassa di legno, avvolti in tessuti intrisi di profumi e di mirra, vennero portati a Milano nella chiesa di Sant'Eustorgio al ritorno da un suo viaggio a Costantinopoli.

I corpi dei Re Magi erano intatti, essendo stati trattati con balsami e spezie, e mostravano dal volto e dalla capigliatura età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni.

L'antica chiesa dove la tradizione vuole che fosse battezzato San Barnaba, il primo vescovo della città, venne ampliata dal vescovo Eustorgio per ospitare la reliquia che venne riposta in un'arca romana di marmo sormontato dalla stella e dalle tre corone, con l'epigrafe "Sepulcrum trium Magorum”.

Le avventure delle reliquie dei Re Magi

La testimonianza della custodia nella Chiesa di Sant'Eustorgio a Milano si trova nella iscrizione di antichissima Reliquie dei Re Magi - Basilica di Coloniadata, sul lato sinistro (guardando la facciata della chiesa), che dice:"Basilica Eustorgiana titulo Regibus Magis” che attesterebbe la presenza dei corpi dei Re Magi.

Inoltre, la chiesa ambrosiana, nel calendario e nei libri liturgici, di prima del X secolo, viene chiamata Basilica dei Re.

Nel 1164 durante l'assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove venne costruita una bellissima Basilica per contenerli e dove ora riposano.

Grande fu lo sconforto dei cittadini alla notizia e Milano tentò più volte di riaverle, ci provò anche Ludovico il Moro nel 1434 ma inutilmente.

Solo il cardinal Ferrari, agli inizi del secolo scorso, riuscì ad ottenere parte delle ossa ora collocate in un prezioso tabernacolo sopra l'altare dei Magi.

I Re Magi nell'arte

Le raffigurazioni pittoriche dei Re Magi che portano doni o che sono in adorazione del neonato Gesù sono moltissime e presenti in ogni secolo, dal medioevo ai giorni nostri.

La scena rappresentata è molto simile a quella dell'adorazione dei pastori, ma di significato notevolmente diverso.
oDiabolik
Proprietario
oDiabolik 05/01/2018 ore 13:07 Quota
c.ioccolatino111
Partecipante
c.ioccolatino111 06/01/2018 ore 18:19 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

Nel Vangelo di Matteo, (gli altri evangelisi non fanno cenno dei magi) sta scritto che i Magi sono "alcuni", quindi, a parte la storia raccontataci nei secoli e secoli da parte della chiesa cattolica, essi potevano essere anche 4, 5, o forse di più.
Infatti, si racconta che fossero 4 e non 3: una leggenda ortodossa russa, narra di un quarto Re Mago, partito da un paese lontano e giunto in ritardo a Betlemme.

Dall'astronomia, all'astrologia e quindi alla magia, in quel tempo, la gente credeva che fosse tutta una cosa sola, ma i Magi, erano anche dei sacerdoti, dei saggi, olte che sapienti.
Essenso allora anche degli astronomi, si disse anche che: "quando videro un stella più luminosa delle altre, essi decisero di seguirla."

Si è scritto - mi ripeto - che i magi (da notare la parola "magio" = "mago", dal latino "magus") fossero tre, perché tre sono i doni che Gesù ricevette: oro, incenso e mirra. Purtroppo, furono proprio i magi (inconsapevoli di ciò che sarebbe avvenuto in seguito) a chiedere ad Erode: "dov’è il Re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo"... in questo modo, egli preso dal timore che un nuovo re prendesse il suo posto, ordinò ai suoi soldati "la strage degli innocenti": Erode, fece uccidere tutti i bambini al di sotto dei due anni.

Tra credenze, superstizioni e fede profonda, è interessante conoscere il significato dei 3 doni, offerti al Bambin Gesù dai magi.

Oro: perchè l'oro ?
Da piccola, a lezione di catechismo, mi sono data una risposta tutta mia e ho pensato (e concluso) che il primo dono, era una frottola. (ecco come certi insegnamenti, inducono un fanciullo in errore ... ma anche no)
Se il Cristo - come lo conosciamo noi - al quale, i credenti, offrono il culto, predicava
l'umiltà, la modestia, la giustizia, la povertà, perchè accettò l'oro ? Egli, non camminava, forse, soprattutto, tra la povera gente insegnando loro l'amore di Dio Padre, l'amore per il prossimo??
Come mi è stato spiegato a catechismo dall'allor nostro parroco Enzo, Egli scelse di nascere
in una grotta per farci capire che, la ricchezza, è effimera, è sporca, e allora, - mi chiesi - perchè oro e non una cosa più utile??
La storia infine è un'altra, e non la scrivo perchè già raccontata qui, da altri utenti.
Il Bambinello era il Figlio di Dio, il futuro Re del mondo e a quel tempo, ai re, si donava
oro, ed è proprio questo il motivo del tal dono, sebbene Egli nacque in un grotta e non in una reggia !
Poi, non sappiamo in effetti se fosse veramente una grotta buia e riscaldata dal fiato di un
asinello e un bue, testimoni diretti dell’avvenimento... ma a noi piace credere che sia così... è la nostra tradizione, è il presepe che San Francesco ideò e donò agli abitanti del Belpaese.

Incenso: sono parecchi i benefici e le proprietà terapeutiche e antinfiammatorie dell'incenso.
Ma un tempo, si usava l'incenso anche per fare un'offerta agli dei, un omaggio per ricevere buoni
auspici, pace e amore.
Nella chiesa cattolica invece, la preghiera e la venerazione verso Dio, sono simboleggiate proprio dall'incenso. Con l'incenso si onora la persona ritenuta importante, in un atmosfera resa piacevole dal suo profumo. (che mi sembra piaccia a pochi).

Mirra: è interessante che un re magio, arrivato da molto lontano, donasse questa pianta usata
a quel tempo per fare medicazioni, pure per ungere sia i consacrati e i corpi dei morti prima della loro sepultura.
Mi viene da pensare :mmm è come se si sapesse già della sua morte... il calvario che Gesù, all'età dei suoi 33 anni, avrebbe dovuto patire; il suo corpo fu unto dalla mirra prima di essere sepolto? Gli egizi, usavano la mirra per ungere e imbalsamare i propri morti, un'usanza questa, molto in voga a quel tempo e allora, probabilmente sì. (!)

E comunque.... BUONA EPIFANIA A TUTTI !!! :ok
c.ioccolatino111
Partecipante
c.ioccolatino111 06/01/2018 ore 18:28 Quota

(nessuno) Da dove partirono i Re Magi per andare ad adorare il Bambin Gesù?

Ah...

neppure si fa cenno nelle S.Scritture, di una "Stella Cometa"...
La cometa di Halley, fu veduta dal nostro grande Giotto; egli la identificò con la stella di Betlemme.

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