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GustavoG 02/01/2018 ore 09:35 Quota

Emozionato La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

Nato a Nazaret (non a Betlemme) e con 6 fratelli.
Così gli storici ricostruiscono l’infanzia di Gesù.



“Natività Allendale” di Giorgione (1505). Contiene gli elementi classici della Natività (la grotta, Giuseppe e Maria, i pastori adoranti) in un tipico paesaggio veneto: così la scena risultava familiare agli spettatori dell’epoca.

Betlemme.

Nella Basilica della Natività c’è una stella d’argento su cui è incisa la scritta: “Qui dalla Vergine Maria è nato Cristo Gesù”.
Per entrare in quel luogo bisogna inchinarsi: l’unico portone d’accesso è alto 1 metro e 20.
L’ingresso così basso impediva che si entrasse in chiesa a cavallo.
Ma è davvero qui che il Salvatore è apparso sulla Terra?
Chi erano i suoi genitori, dove sono vissuti?
Si può ricostruire la loro storia?

Innanzitutto bisogna partire dai vangeli.
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra (...).
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide.
Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio”.

L’evangelista Luca racconta tutto sulla nascita di Gesù: il nome dei genitori, il momento e il luogo. Matteo, l’unico altro evangelista che parla della Natività, si limita a dire che Gesù nacque a Betlemme al tempo del re Erode.
Sommando le due storie, si ottiene il presepe perfetto.
Ma già pieno di misteri.
A cominciare da mamma e papà.
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Nato a Nazaret (non a Betlemme) e con 6 fratelli. Così gli storici ricostruiscono l’infanzia di Gesù. « immagine » “Natività...
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02/01/2018 09:35:35
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GustavoG
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GustavoG 02/01/2018 ore 09:35 Quota

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù



Il luogo della Natività nella Basilica di Betlemme.

VERGINE E MADRE.

Maria, la madre di Gesù, concepì il bambino senza perdere la verginità (e attenzione non è l'Immacolata Concezione).
Lo racconta Luca e lo conferma Matteo, che narra l’apparizione dell’angelo a Giuseppe (“Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”).

Sulla verginità di Maria dopo il parto «insiste anche un vangelo apocrifo che ha avuto un influsso enorme, il Protovangelo di Giacomo scritto verso il 150 d. C.» nota Mauro Pesce, docente di Storia del cristianesimo all’Università di Bologna.

Per giustificare il miracolo, Matteo cita il profeta biblico Isaia: “Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele (Dio con noi)”.
L’obiettivo è chiaro: «Una parte dei primi cristiani» dice Pesce «era convinta che le Sacre scritture ebraiche avessero riferimenti precisi a Gesù.
Così interpretavano gli antichi testi biblici in modo da adattarli alla contemporaneità».

Alla base di tutto, però, c’è una probabile forzatura: nel passo di Isaia, la parola ebraica almàh significa sì “vergine”, ma nel senso di “giovane donna”, senza precisarne la condizione sessuale.
Ma nel 2° secolo d. C., alcuni cristiani, influenzati da filosofie ellenistiche, guardavano con sospetto la materia e la sessualità: così, traducendo almàh, preferirono accentuare quella sfumatura.
«E la verginità di Maria è servita a rafforzare una visione antisessuale», dice Pesce.

A CASA DI MARIA.

Nessun testo dice che Maria fosse di Gerusalemme.
Anzi, l’angelo la va a trovare a Nazaret, paese di Giuseppe, quando ella è già sua promessa sposa.
Così narra Luca, che prosegue con la storia della visitazione di Maria alla cugina Elisabetta, anch’ella protagonista di una gravidanza miracolosa perché era già anziana.
Sebbene le due donne si incontrino fuori dalle mura cittadine, Elisabetta abitava di certo poco distante da Gerusalemme, poiché era la moglie del sommo sacerdote Zaccaria, che al tempio doveva per forza recarsi.
Inoltre, per Luca questa coppia è essenziale ai fini del messaggio che vuole inviare: da Elisabetta e Zaccaria nascerà Giovanni il Battista, il profeta che riconoscerà Gesù come il Messia, ma anche suo cugino. Una parentela di santità assoluta, insomma.

Il Protovangelo di Giacomo colloca la famigliola di Maria a Gerusalemme.
Giuseppe, invece, abitava a Nazaret.
Ma come s’incontrarono? L’autore del Protovangelo cercò di unire tutti i fili del racconto: Maria nasce a Gerusalemme e trascorre l’intera infanzia nel tempio dove “riceveva il cibo dalla mano di un angelo”.
In seguito sarà data sposa a Giuseppe, che la condurrà a Nazaret.
Qui la troverà l’angelo dell’Annunciazione e da qui partirà per cercare Elisabetta.
E, a questo punto, il Protovangelo deve prendersi cura del papà di Gesù, che diventa una figura cardine.

I vangeli di Matteo e di Luca pongono Davide, re e messia d’Israele, fra gli avi di Giuseppe.
Ma, oltre a questa genealogia, sul padre putativo di Gesù gli evangelisti dicono ben poco: si sa che era un tékton, termine greco per molto tempo tradotto come “falegname”, ma in realtà significa “carpentiere”: non fabbricava armadi, ma lavorava nell’edilizia.
GustavoG
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GustavoG 02/01/2018 ore 09:35 Quota

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù



Ai tempi di Gesù, la Palestina era una provincia dell’Impero romano: la Giudea.
Nella cartina i luoghi teatro della vita di Gesù: Nazaret, dove trascorse l’infanzia; i dintorni del Lago di Tiberiade, dove predicò; Gerusalemme, dove fu crocefisso e dove si concentrarono i suoi primi seguaci.


NUMERO CHIUSO.

Secondo il Protovangelo, invece, quando Maria compì 12 anni, il sacerdote Zaccaria ordinò che tutti i vedovi di stirpe reale giungessero a Gerusalemme, affinché uno di loro fosse scelto da Dio come sposo della giovane, che da tempo viveva nel tempio in odor di santità.
Tra costoro c’era anche Giuseppe: la sua prima moglie (di cui si ignora il nome) era morta, lasciandolo padre di più figli: 4 maschi (Giuda, Giuseppe, Giacomo e Simone) e più femmine, almeno 2. Anche in questa storia l’intento è chiaro: giustificare i fratelli di Gesù presenti nei vangeli, senza contaminare il mito della Vergine.

Che Gesù avesse dei fratelli, infatti, nessuno l’aveva negato: nel Vangelo di Marco (6,3-4) e di Matteo (13,55-56) sono citati per nome.
«E dopo la morte di Gesù» spiega ancora Pesce «il fratello Giacomo ebbe un ruolo importante nel gruppo dei seguaci a Gerusalemme.
Secondo gli Atti degli Apostoli, è addirittura a capo della comunità.
Il problema, semmai, era capire se i figli fossero di Maria o di un’altra, come afferma il Protovangelo di Giacomo.
Io credo che siano tutti fratelli di sangue.
Nessun testo canonico, quando parla di loro, nega che siano figli di Maria e di Giuseppe».
Eppure, nell’iconografia la sacra famiglia è sempre composta da mamma, papà e bambino.
«Fratelli e sorelle sono stati eliminati dal quadro familiare» spiega Pesce «per privare di significato la figura storica di Gesù ed esaltarne la figura divina».

Un analisi, questa, che però non convince tutti gli esperti, perché si scontra su un aspetto linguistico fondamentale: al tempo e in quei luoghi, il termine fratello aveva un significato molto più ampio di quello che abbiamo oggi.
Un po' come quando i giovani di oggi si salutano dandosi del fratello o bro'... pur non essendo affatto fratelli.

TUTTI A BETLEMME.

Ad ogni modo, ora occorreva il posto giusto per far venire al mondo Gesù.
Il luogo ideale era Betlemme, dove era nato re Davide.
Su questo insistono Matteo e Luca: nascere nella città di Davide, appartenendo alla sua stirpe, costituisce una conferma che fosse l’atteso Messia.
Tanto che Flavia Giulia Elena, la madre dell’imperatore Costantino, nel 327 giunse in pellegrinaggio nei luoghi della passione di Gesù.
E proprio a Betlemme si fece indicare da gente del posto dove fosse nato il Salvatore.
Trovò così una grotta dietro a un altare romano dedicato ad Adone : un posto ideale per farci nascere Gesù.
Qui fu costruita la Basilica della Natività.

La penna di Matteo e Luca, insomma, vuole offrire a Gesù quegli aspetti divini che i fedeli si attendevano fin dall’Antico Testamento.
E così, se in Matteo i genitori di Cristo sembrano spinti dal destino a Betlemme proprio quando Maria deve partorire, Luca fornisce una spiegazione più terrena: erano a Betlemme perché c’era un grande censimento, che obbligava tutti a tornare dove erano nati.
Ma c’è un problema: il censimento di Augusto dell’8 a. C. riguardava solo i cittadini romani.
Il censimento di cui parla Luca fu invece di Quirinio, governatore della Siria, del 6 d. C.: forse lo scrittore forzò le date pur di collocare la nascita a Betlemme.
Altri storici invece pensano che il censimento citato sia quello del 6 a. C., sempre dello stesso Quirinio, quando era un semplice funzionario.
Ma ciò che importa, alla fine, è salvare la simbologia: come ha un valore simbolico il suo giorno di nascita, collocato, nel 4° secolo, al 25 dicembre.
Del resto, gli evangelisti qualificano Gesù come “nazareno”: probabilmente il vero luogo di nascita fu dove Gesù trascorse la giovinezza.

POCA IMPORTANZA.

«Nei testi più antichi non c’è grande interesse per il padre e la madre di Gesù, né sugli eventi della nascita» precisa Pesce.
«L’interesse per la sacra famiglia nacque attorno agli anni 70-80, quando furono scritti i vangeli di Luca e Matteo, e poi coi vangeli apocrifi.
Tutti assieme, ricostruendo gli avvenimenti come potevano, fondarono il loro presepe.
Un presepe fatto di fede, più che di storia.

L’UOMO GESÙ.

«Nessuno dei vangeli è opera di apostoli o di testimoni oculari, bensì di anonimi seguaci: li redassero fra il 70 e il 150 d. C. usando testi sui detti di Gesù che circolavano fra i primi cristiani.
Perciò non possiamo risalire fino a ciò che ha effettivamente detto e fatto Gesù.
Possiamo ricostruire la forma che le sue parabole, i suoi detti o i racconti su di lui avevano prima che fossero rielaborati nei vangeli.
Ma fra queste ricostruzioni e Gesù c’è una distanza non colmata da testimonianze storiche».

Così resta ancora più fitto il mistero sulla giovinezza di Gesù: quali incontri formarono il suo carattere, oltre a Giovanni Battista?
Come maturò la sua formazione culturale e religiosa il figlio di un umile carpentiere?
Le domande resteranno senza risposta.
Forse per sempre.

ambra.stella
Partecipante
ambra.stella 02/01/2018 ore 15:32

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

Milaaa
Partecipante
Milaaa 02/01/2018 ore 16:37 Quota

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

@GustavoG :

La “sacra famiglia” è quella famiglia nella quale è nato e cresciuto Gesù. È costituita dallo stesso Gesù, da Maria, sua Madre e da Giuseppe, suo padre putativo. Le origini della festa liturgica risalgono al XVII sec. Nel 1895, Leone XIII fissò la celebrazione alla terza domenica dopo Epifania; Benedetto XV, nel 1921, la collocò all’interno dell’ottava dell’Epifania; e attualmente, la riforma liturgica del 1968, l’ha fissata alla domenica dopo Natale. Nei tempi recenti è invalsa anche l’uso di chiamarla semplicemente “Famiglia di Nazaret”, dal momento che, dopo il periodo betlamita e le relative vicissitudini, si è stabilizzata nel luogo d’origine, fino all’inizio della vita pubblica di Gesù.
La “sacra famiglia”, come il nome stesso lascia intendere, è “santa” e “unica” a un tempo. “Santa”, perché ogni suo componente è santo: il Bambino è Santo per natura; la Madre è santa per privilegio; e Giuseppe è giusto per grazia. La santità dell’insieme familiare è data dalla somma della santità ineguale di ogni singolo componente.
“Unica”, perché a livello storico non c’è stata altra famiglia simile né ce ne sarà mai l’eguale. E questo per il semplice fatto che ogni membro della stessa famiglia, in quanto persona, è non solo unico e irripetibile, ma anche esclusivo in quanto la predestinazione assoluta di Cristo e di Maria è unica e sola, e la santità di Giuseppe è dichiarata ufficialmente da Dio.
Regina.nefertari
Partecipante
Regina.nefertari 02/01/2018 ore 17:45

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 02/01/2018 ore 18:09

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 03/01/2018 ore 00:16

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

@GustavoG : bel post
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 03/01/2018 ore 00:33

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù


Per la Fallaci sarebbe in atto un processo di decadenza della civiltà occidentale, soprattutto europea. Nel libro, la scrittrice fiorentina accusa duramente la classe politica italiana e più in generale occidentale, gli intellettuali e anche la Chiesa cattolica di alimentare o tollerare tale decadenza. Una citazione illustre estrapolata dal libro è: "Vi sono dei momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre". Con questa espressione la scrittrice sottolinea l'impossibilità di mantenere quel silenzio che si era precedentemente auto-imposta come unica soluzione per lenire la sua ardente rabbia di fronte ad un'Italia che l'aveva delusa.
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 03/01/2018 ore 00:45

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

non sono razzista e mi ritengo laico ma ringrazio chi ha combattuto nei secoli contro gli ottomani ed avere vinto, se no gia' oggi nelle nostre scuole od edifici pubblici non ci sarebbe appeso il crocifisso e neppure avremmo festeggiato le feste del cristianesimo.mi fermo non voglio far politica poi ognuno resta del suo parere.
scusate se sono uscito dalla linea del post.
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 03/01/2018 ore 01:01

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

La vita segreta di Gesù
I vangeli apocrifi spiegati da Vito Mancuso

«Dagli apocrifi provengono elementi cari alla tradizione del cristianesimo, come la presenza del bue e dell’asino accanto alla culla di Gesù, il numero (tre) e i nomi (Gaspare, Melchiorre, Baldassarre) dei re magi, la storia della Veronica, e si potrebbe continuare. La realtà è che occorre rivalutare gli apocrifi come fonti almeno parzialmente attendibili, all’interno delle quali, insieme a invenzioni degne di del migliore romanziere d’appendice, vi sono tradizioni che meritano la più attenta considerazione, non fosse altro che per la loro antichità, dato che alcune risalgono alla generazione immediatamente successiva agli apostoli»

Nelle pagine di questo libro, Vito Mancuso accompagna i lettori in un viaggio attraverso una storia che è insieme conosciuta da tutti ma capace di nascondere germi di inaspettato mistero: quella della vita di Gesù di Nazareth così come la raccontano i cosiddetti Vangeli apocrifi.

Questi testi, messi al bando dalla Chiesa e spesso considerati al pari di opere eretiche, sono in realtà documenti eccezionali che risalgono al periodo immediatamente successivo alla morte di Cristo, e per secoli sono stati diffusi tra le varie comunità cristiane che in quegli anni stavano mettendo radici in Europa e in Medio Oriente. Le storie contenuti in questi Vangeli “da nascondere” sono capaci di fare luce su aspetti ed elementi della vicenda di Gesù, del suo insegnamento e della sua predicazione che i Vangeli canonici non approfondiscono, e sono la dimostrazione di quanto la figura di Cristo, la sua concreta esistenza terrena, sia stata centrale per i primi cristiani. Rileggerli oggi in questo volume che raccoglie dodici testi apocrifi dividendoli a seconda dei principali momenti della vita di Gesù (infanzia, vita pubblica, passione, resurrezione) significa conoscere aspetti inediti della storia di una delle figure più rivoluzionarie di tutti i tempi, scoprendo anche che, spesso, l’eco di questi racconti è in realtà rimasta sempre presente tra i fedeli cristiani, al di là di qualsiasi bando imposto dalle gerarchie ecclesiastiche.

Dalla copertina del libro:

Dopo la morte di Gesù si diffuse in tutto il Medio Oriente una rigogliosa fioritura di narrazioni sulla vita e gli insegnamenti del Messia: la pluralità delle voci rifletteva il mondo composito delle primitive sette cristiane, e i racconti corrispondevano alla dottrina delle correnti gnostiche, o più semplicemente alla curiosità popolare intorno alla figura del Nazareno. Nei secoli successivi la Chiesa mise ordine all’interno di questa congerie di testi, eleggendo a Vangeli di riferimento quelli di Giovanni, Luca, Marco, Matteo. Ritenuti portatori di tradizioni misteriose o esoteriche, e quindi in contrasto con l’ortodossia, i Vangeli cosiddetti apocrifi (cioè «da nascondere») furono messi da parte e sono stati e continuano a essere poco considerati dalla Chiesa e dalla teologia ufficiale. Eppure sono moltissimi i dati e le informazioni in essi contenuti che la tradizione cristiana ha fatto propri nel corso dei secoli: dalla presenza del bue e dell’asino accanto alla culla di Gesù alla storia della Veronica fino a veri articoli di fede come la presentazione al tempio e l’Assunzione in cielo di Maria. In questo libro Vito Mancuso sceglie e presenta con la sua inimitabile capacità divulgativa i più importanti apocrifi che tratteggiano la vita di Gesù: l’infanzia (evocata in pagine di grande poesia), l’affettuosa vicinanza ai genitori anche nella malattia e nella morte, la vita pubblica, la passione e la risurrezione. Emergono così alla luce fonti antichissime in vari casi risalenti alle primissime generazioni cristiane: e in pagine di grande bellezza che hanno ispirato la fede e la devozione di intere generazioni il lettore scoprirà un Gesù più uomo, vicino alla nostra quotidiana esperienza del vivere.
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 03/01/2018 ore 01:04

(nessuno) La sacra famiglia, la storia della famiglia di Gesù

1965.bellavita
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1965.bellavita 03/01/2018 ore 01:06

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1965.bellavita
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1965.bellavita 03/01/2018 ore 13:19

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1965.bellavita 03/01/2018 ore 13:22

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1965.bellavita 03/01/2018 ore 13:34

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