Forum - Storia

Regina.nefertari
Partecipante
Regina.nefertari 03/12/2017 ore 19:35

Sereno La vita di un bambino romano

Solo i figli delle famiglie ricche potevano imparare a leggere e a scrivere. Nelle famiglie povere, i bambini, dovevano andare a lavorare. I figli maschi potevano diventare contadini, soldato o artigiani. Le bambine imparavano dalle madri a cucinare, filare, cucire e gestire la casa.

Scuole e precettori
Le famiglie ricche impiegavano dei precettori che facevano lezione ai bambini a casa. Alcuni mandavano i figli a scuola all'età di sei anni. Le scuole in genere erano composte di una sola stanza, al piano superiore o nel retro di un negozio. Ogni classe aveva una decina di alunni. I maestri erano spesso schiavi greci, perché i romani pensavano che i greci fossero un popolo colto e intelligente.
I ragazzi finivano la scuola all'età di undici anni. Una minoranza proseguiva gli studi per apprendere materie come geografia, matematica, geometria, filosofia, musica e storia. Le ragazze invece stavano a casa e cominciavano a prepararsi al matrimonio.

Regina.nefertari
Partecipante
Regina.nefertari 03/12/2017 ore 19:37

(nessuno) La vita di un bambino romano

Alcuni giochi dei bambini romani

Anche i bambini romani avevano giocattoli con cui divertirsi. Uno dei giochi più diffusi era quello dei "tali", degli ossicini che si tiravano come dadi.

Regina.nefertari
Partecipante
Regina.nefertari 03/12/2017 ore 19:45

(nessuno) La vita di un bambino romano

I Romani presero dalle culture precedenti, specialmente da quella greca,, l'esercizio di quelle attività con le quali da soli o in gruppo, bambini, per puro divertimento, e adulti, per svagarsi dagli impegni quotidiani, giocavano .

Il gioco, seguendo la tradizione greca, era considerato dai Romani come dotato di una valenza educativa: i bambini, come avevano insegnato Platone e Aristotele , giocando prendono contatto con la società che li circonda, imparano a rispettare le regole con lealtà, pena l'esclusione dalla comunità.

Regina.nefertari
Partecipante
Regina.nefertari 03/12/2017 ore 19:49

(nessuno) La vita di un bambino romano

I bambini per lo più giocavano con i divertimenti adatti alla loro età preferibilmente assieme ai loro coetanei con giocattoli di poco conto o anche senza di questi come facevano ad esempio per giocare a nascondino , che i Romani chiamavano latibulo (nascondersi) : un gioco che nella sua semplicità ha conservato nei tempi moderni le stesse antiche modalità.

Molto diffuso era l gioco con le noci tanto che l'età infantile veniva definita come quella "il tempo delle noci" di cui parla Catullo:

« Dà le noci ai bambini, sfaticato concubino: già troppo a lungo hai giocato con le noci »
Anche Persio pensa che l'infanzia è finita «avendo abbandonato le noci» e così anche Marziale annota
«già triste lo scolaro ha lasciato le noci
dietro gli schiamazzi del maestro»

Esistevano diverse varianti del gioco delle noci che avevano in comune l'abilità dei giocatori nel lanciare in un certo modo la propria noce su quelle già in terra: ad esempio nel ludus castellorum un giocatore doveva lanciare la propria noce in modo che cadesse rimanendo in equilibrio su tre noci accostate in modo da formare un triangolo. Un'altra variante,chiamata orca , consisteva nel far entrare una noce attraverso il collo di un'anfora

Regina.nefertari
Partecipante
Regina.nefertari 03/12/2017 ore 19:54

(nessuno) La vita di un bambino romano

Un'altra categoria di giochi era quella delle tabulae lusoriae (tabelloni di gioco) cioè dei giochi da tavola che per essere praticati avevano bisogno di una base di appoggio su cui era spesso inciso un semplice schema sempre più elaborato a seconda della complessità del gioco. Questi giochi praticati più in pubblico che in privato si servivano dunque di tutto ciò che poteva servire allo scopo: un'incisione sui gradini ad esempio della Basilica Iulia nel Foro Romano, sulle pietre degli ambulacri degli anfiteatri, sul pavimento dell'orchestra e sui gradini di molti teatri. Le tabulae potevano essere anche dei vassoi di legno, o tavolini decorati o in marmo, considerati questi molto pregiati.


Tavoliere di XII scripta al museo di Efeso
Questi giochi erano preferiti dagli adulti poiché spesso erano veri e propri giochi d'azzardo dai quali la legge escludeva i minori sotto l'autorità del paterfamilias tanto che non erano esigibili le loro eventuali perdite al gioco . La lex alearia fin dall'età repubblicana cercò di limitare con scarso successo la diffusione dei giochi d'azzardo che si praticavano spesso nei banchetti specie con il gioco dei dadi che era consentito solo nei Saturnalia. La legge stabiliva anche che i debiti di gioco non erano esigibili e che anzi chi aveva perduto ai dadi poteva esigere legalmente l'intera somma persa.

L'uso delle tabulae lusoriae era poi esteso anche ai giochi che richiedevano riflessione e calcolo come nel gioco del Ludus duodecim scriptorum cioè "gioco delle dodici linee" dove spesso al posto delle linee incise c'erano delle lettere che formavano frasi di ogni genere, ad esempio: «LEVATE DA LOCV/LVDERE NESCIS/IDIOTA RECEDE» («Togliti, fai posto/non sai giocare/ignorante, ritirati» o la frase di un taverniere che offriva la tabula lusoria e insieme il menù del giorno: «ABEMUS INCENA/PVLLVM PISCEM/PERNAM PAONEM» («Abbiamo per pranzo/pollo, pesce/pernice pavone
»)

1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 03/12/2017 ore 20:26

(nessuno) La vita di un bambino romano

Alessia7890
Moderatore
Alessia7890 04/12/2017 ore 09:50 Quota

(nessuno) La vita di un bambino romano

@Regina.nefertari :

I GIOCHI

I bambini romani giocavano.

I maschi:
- giocavano alla guerra salendo a cavallo di una canna,
o su carrozzini trainati da capre o altri animali domestici,
o battendosi con spadine di giunco,
- o giocavano a palla,
- giocavano con il "ludus latrunculorum" (gioco dei ladruncoli)
- giocavano con il "ludus duodecim scriptorum"
- o a "ludus duodecim scripta" (gioco dei dodici scritti),
- oppure il gioco dei dadi, degli astragali,
- a testa e croce,
- a morra,
tutti giochi vietati ai grandi ma non ai piccoli

Le bambine romane:
- giocavano a cerchietto, lanciando il cerchio con due bacchette,
- giocavano a palla,
- o con le noci lanciate,
- o con le bambole.

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