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oDiabolik 15/11/2017 ore 17:08 Quota

Sorpreso Qual era l'inno nazionale italiano prima di Fratelli d'Italia?



Per poco più di tre anni l'inno italiano è stato 'La canzone del Piave', esattamente dall'8 settembre 1943, data dall'armistizio con gli Alleati, fino al 12 ottobre 1946, quando fu adottato 'Il Canto degli Italiani' di Goffredo Mameli e Michele Novaro, comunemente conosciuto come 'Fratelli d'Italia' dall'incipit della prima strofa.

Il brano composto da Ermete Giovanni Gaeta, che esaltava la resistenza dell'esercito italiano lungo la linea del Piave, e la successiva vittoria contro gli austriaci a conclusione della Prima Guerra Mondiale, fu scelto per sostituire provvisoriamente la 'Marcia Reale' in una fase in cui la compromissione di casa Savoia con il fascismo risultava motivo di insofferenza per una parte crescente degli italiani.

In teoria anche 'Il Canto degli Italiani' avrebbe dovuto essere una scelta temporanea e formalmente lo è ancora visto che nel corso dei decenni sono naufragate tutte le iniziative parlamentari intraprese per renderlo inno nazionale ufficiale attraverso una modifica costituzionale o l'approvazione di una legge specifica che gli conferisse lo status di inno de iure della Repubblica Italiana.
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15/11/2017 17:08:28
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carla.1962
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carla.1962 15/11/2017 ore 18:16 Quota

(nessuno) Qual era l'inno nazionale italiano prima di Fratelli d'Italia?

@oDiabolik :
Per quanto possa sembrare strano, in verità la legge ha eletto Il Canto degli Italiani come il nostro inno nazionale solo nel 2005.Un passo molto importante è stato fatto nel 2010: la SIAE eliminò la riscossione dei diritti d’autore legati all’inno, che è di proprietà della casa editrice Sonzogno. Come dire, una piccola spinta verso la dovuta nazionalità.
carla.1962
Partecipante
carla.1962 15/11/2017 ore 18:19 Quota

(nessuno) Qual era l'inno nazionale italiano prima di Fratelli d'Italia?

Ma quanti tra gli italiani conoscono il testo dell’inno e il suo significato?La prima parte, cantata ovunque, è ben nota, ma dati statistici dichiarano l’ “ignoranza” del popolo italiano. Conoscere l’inno completo è facoltativo; conoscere la storia che rappresenta, invece, è un buon modo per capire la nostra origine.
carla.1962
Partecipante
carla.1962 15/11/2017 ore 18:20 Quota

(nessuno) Qual era l'inno nazionale italiano prima di Fratelli d'Italia?

Riporto il testo integrale de Il Canto degli Italiani con le spiegazioni delle parti più importanti.

Fratelli d’Italia1
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio2
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?3
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.4

Stringiamoci a coorte5
Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.6

Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio7
Chi vincer ci può?

Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,8
Ogn’uom di Ferruccio9
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,10
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.11

Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.12
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.13

Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

1 In origine il verso iniziava con “Evviva l’Italia”, ma fu poi cambiato da Novaro per rafforzare il legame tra i militoni.

2 Publio Cornelio Scipione detto l’Africano sconfisse Annibale nella battaglia di Zama, liberando i romani da un nemico che li stava terrorizzando. E’ evidente il paragone con la forza di Roma, capace di rialzarsi dopo la sconfitta e di continuare a combattere il nemico fino alla vittoria: indossando la “tenacia” (elmo) di Scipione, riuscirà a battere il tiranno austriaco.

3 Vittoria era la dea romana che personificava, appunto, la vittoria in battaglia.

4 In passato, le donne libere usavano portare i capelli lunghi per distinguersi dalle schiave. La Vittoria personificata appartiene a Roma: di conseguenza deve porgere la sua chioma affinché le sia tagliata e sia marchiata come sua schiava.
Il verso continua affermando che Vittoria fu data in schiava a Roma da Dio stesso: probabilmente il verso si riferisce al tempo in cui i romani sconfissero gli etruschi, liberando la penisola dalla loro influenza.

5 La coorte era un’unità militare dei romani di 600 uomini, che dava più robustezza rispetto alle precedenti linee. Dieci coorti formavano una legione (almeno agli inizi). Scipione l’Africano ne aveva fatto uso prima ancora che fosse ufficialmente adottato, dimostrando la sua forza.
Anche qui la coorte richiama l’idea delle armi e della cacciata dell’oppressore, dando un tono forte al canto.
Una nota: stringiamoci è una modernizzazione della parola che nel testo originale era stringiamci.

6 L’intero verso è una velata critica agli italiani. All’epoca la penisola era ancora divisa in sette Stati e per questo, secondo Mameli, gli italiani erano sbefeggiati. Solo l’unione può spingere l’Austria a cedere, a dare una speranza (speme).

7 Dio è di nuovo chiamato in causa, visto come garante dei popoli che sono oppressi. Si tratta in realtà di un francesismo, che deriva da par Dieu, ovvero “attraverso Dio”. Mameli, infatti, non usava spesso richiamare Dio nelle sue opere.

8 Si richiama la Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, in cui la Lega Lombarda scacciò Federico Barbarossa. Un altro esempio da seguire per la vicina battaglia.
carla.1962
Partecipante
carla.1962 15/11/2017 ore 18:20 Quota

(nessuno) Qual era l'inno nazionale italiano prima di Fratelli d'Italia?

9 Secondo esempio storico del verso. Il 2 agosto 1530, il capitano Francesco Ferrucci sconfisse l’esercito dell’Impero spagnolo che assediava la Repubblica di Firenze. Fu poi ferito e catturato. Il capitano nemico Fabrizio Maramaldo lo pugnalò alle spalle e Ferrucci, prima di morire, scagliò le sue famose parole d’infamia contro di lui: «Vile, tu uccidi un uomo morto».

10 Terzo esempio storico. Balilla è il soprannome di Giovan Battista Perasso, il genovese che il 5 dicembre 1746 diede inizio a una rivolta colpendo un ufficiale austriaco con una pietra. La rivolta si concluse con la scacciata dalla città. L’evento non è documentato ufficialmente, ma Perasso divenne il simbolo della rivolta contro l’Impero austriaco.

11 Ultimo esempio della strofa. La sera del 30 marzo 1282 suonarono le campane (squille) e il popolo di Palermo insorse contro le truppe (vespri siciliani) di Carlo d’Angiò di Francia, che avevano occupato tutta la Sicilia.

12 Le spade vendute sono i mercenari di cui si serviva l’Impero austriaco in battaglia: vengono considerati deboli come giunchi, rafforzando il fatto che solo i patrioti hanno la forza per vincere. L’Impero austriaco è comunque in declino (penne ha perdute) e quindi più facile da sopraffare.

13 Anche la Polonia era sotto il giogo dell’impero, che era stato aiutato dalla Russia (cosacco). L’Italia si sente quindi molto unita con la Polonia, motivo per cui pure nell’inno polacco si trova un riferimento agli italiani.
La strofa finisce con un presagio, attraverso la metafora: Italia e Polonia unite si ribelleranno e bruceranno il cuore dell’Aquila austriaca, segnando la sua fine.

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