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oDiabolik 17/10/2017 ore 08:51 Quota

Emozionato La seconda vita dei bunker albanesi

Il paese è letteralmente cosparso di vecchie strutture difensive eredità della Guerra Fredda in cerca ora di una nuova ragione d'esistere.

di Alex Crevar - fotografie di Robert Hackman




Sul bordo del lago Ohrid, un santuario greco ortodosso nasconde al suo interno un bunker.

Il numero esatto di bunker militari sparpagliati per l'Albania è oggetto di discussione.
La risposta può variare da 175 a 750 mila avamposti di acciaio e cemento interrati a protezione del paese.

La mancanza di un dato certo è cripticamente sinistra: queste casupole a forma di fungo furono costruite negli anni '70 e '80, durante la Guerra Fredda e la sua ossessione per la segretezza, da un regime incline alla paranoia.
Oggi, a 30 anni di distanza dalla caduta del dittatore Enver Hoxha, rimasto al potere dal 1944 al 1985, la gente avverte gli onnipresenti bunker come dolorosi ricordi di un passato difficile, ma fatto di certezze.




Confondendosi con la costa, i bunker nei pressi di Sarandë sono diventati dei frangifrutti.

Malgrado ciò gli albanesi, pieni di risorse per natura, stanno riscrivendo il copione dando a questi luoghi nuove vite sotto forma di ristoranti, bar, caffè e musei.

Viste dall'alto, queste torrette fortificate sembrano parte di un testo scritto in caratteri braille lungo il paesaggio.
Le strutture si nascondono nelle vallate, sbocciano sui fianchi delle montagne e lungo la costa, dove vengono spazzate dalle onde dell'Adriatico.




La recinzione di un cantiere sovrasta questo bunker a Shëngjin, una città costriera dell'Albania nordoccidentale.

Il loro aspetto può avere forme molto diverse.
Una ventina aveva funzioni di centri di comando con dei labirinti di stanze. Molti servivano come semplici posti di guardia in grado di ospitare uno o due soldati.
Ufficialmente dovevano servire a tenere sott'occhio qualsiasi nuova forma di minaccia esterna, nella realtà la loro ragione d'essere era quella di consolidare un senso di paura nazionale collettiva.




A Bilisht un bunker per l'artiglieria trasformato in caffè imita la tradizionale architettura dei dintorni.

"L'ampio numero di bunker mostra quanto militarizzata e paranoica fosse diventata l'Albania durante il regime di Hoxha", dice Vjeran Pavlakovic, professore di studi culturali presso l'università croata di Rijeka. Pavlakovic si sofferma sulla memoria collettiva dei Balcani.
"Anziché investire nella scuola e nello sviluppo economico, il regime investiva risorse per isolarsi.
L'Albania post-comunista si è dimostrata comunque pronta ad intraprendere interventi audaci per relazionarsi con la sua eredità architettonica, conservarne il patrimonio e usare in maniera innovativa delle risorse altrimenti inutilizzabili".




A Bajzë il tatuatore Pjerin Mark Gjeka ha trovato lo spazio creativo per il suo studio.

Esempi di queste soluzioni innovative possono essere trovati lungo tutto il paese.
Ci sono un centro per tatuaggi a Shkodër, un locale per hamburger a Kavajë e un hotel da 20 stanze sulla costa a Golem.

A Tirana, la capitale, due musei hanno fatto da modello per il concetto di riconversione. Bunk’Art, il bunker atomico di Hoxha, ha ospitato 70 mila visitatori nei primi due mesi di apertura nel 2014.
Lo spazio espositivo, che comprende la stanza di Hoxha, apre uno sguardo sulla vita quotidiana degli albanesi durante gli anni del regime.
A circa 20 minuti di auto, nel centro della città, nel 2016 è stato aperto Bunk’Art 2, le cui 24 stanze fungevano da rifugio atomico per il ministero degli Interni.

“Bunk'Art 1 e Bunk'Art sono luoghi della memoria dove sia gli albanesi che i turisti possono frugare tra i segreti del regime e rivivere il passato di un popolo sofferente", dice il curatore Carlo Bollino.
"Trasformarlo in un'attrazione turistica è anche una maniera per compensare il Paese per i costi politici e umani pagati per la costruzione dei bunker".
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Il paese è letteralmente cosparso di vecchie strutture difensive eredità della Guerra Fredda in cerca ora di una nuova ragione...
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17/10/2017 08:51:03
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oDiabolik
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oDiabolik 17/10/2017 ore 08:51 Quota

(nessuno) La seconda vita dei bunker albanesi



Qui a Sarander una guardia giurata trova dove riposarsi dentro un bunker durante la pausa.



Nel paese costiero di Tale gli studenti universitari di architettura hanno esplorato la possibilità di fare di questo spazio abbandonato un ostello.



Bunker pieni di rifiuti sulla spiaggia di Livadh.



Nel parco nazionale di Butrint un bunker decorato si immerge nel mare della penisola meridionale di Ksamil.



Dipinto come un pallone da spiaggia questo bunker a Mali i Robit offre ospitalità e caffè con una vista eccezionale sull'Adriatico.



A Tirana questo bunker è diventato uno spazio per la pubblicità.
oDiabolik
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oDiabolik 17/10/2017 ore 08:51 Quota

(nessuno) La seconda vita dei bunker albanesi



Un spazio per le grigliate ha trasformato questo bunker sulla spiaggia di Livadh nel posto perfetto per le feste.



Un uomo si da da fare per sistemare questo bunker a Vorë e Vjetër così da poterci vivere mentre finisce di costruire la sua vera casa.



In memoria dei preti cattolici uccisi dal regime comunista, questo bunker a Kranjë funge da piedistallo per una rappresentazione della passione di Cristo.



L'interno di questo bunker di Kukës ospita un ufficio utilizzato dall'impresa che sta realizzando l'autostrada tra l'Albania e il Kosovo.



Negli ultimi anni nuove attrezzature consentono una demolizione più rapida e sicura dei bunker. L'acciaio estratto da questa struttura è stato venduto per circa 2.500 dollari.



A Bathorë un bunker viene usato come magazzino.
tex.965
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tex.965 18/10/2017 ore 06:05 Quota

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