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oDiabolik 06/12/2018 ore 05:57 Quota

Sorpreso Il sonno non conosce frontiere

Esploratori, ricercatori, fotografi naturalisti: malgrado lo stress e le situazioni estreme nessuno può fare a meno di dormire.

di Alejandra Borunda




Un pescatore esausto schiaccia un pisolino su un peschereccio nella Bristol Bay, Alaska. Fotografia di Corey Arnold

Gli esseri umani hanno bisogno di dormire. Ai nostri corpi non interessa quanto siamo impegnati, preocupati o a disagio: alla fine dobbiamo soccombere al sonno. Ma come si fa a riposare quando si è appollaiati su una mensola a migliaia di metri di altezza dal suolo? Oppure incastrati nella prua di una nave in balia delle onde?

Sorprendentemente questi esploratori, fotografi e avventurieri in genere sono stati in grado di trovare un modo. I filosofi europei erano soliti pensare al sonno come ad uno stato di passaggio, un momento in cui il sistema percettivo di una persona altrimenti attiva finisce per sospendersi.

Il sonno era un momento in cui recuperare i poteri sensoriali altrimenti finiti, ricaricandoli in vista di future esplorazioni del mondo cosciente. Ad ogni modo la moderna scienza del sonno ci dice che la questione è ben più complessa e che il dormire non è in realtà un'attività passiva.

Una volta che ci assopiamo il nostro cervello si comporta come un addetto alle pulizie che rimette ordine e cataloga le nostre esperienze quotidiane. Per raggiungere questo stadio, il cervello deve superare il suo stesso impulso protettivo della reazione di "attacco o fuga", ma in realtà la nostra mente non è particolarmente capace a distinguere tra eccitazione e minaccia.

L'emozione di un'escursione imminente o una faticosa giornata di lavoro ci rimbalzano nel cervello in maniera devastante come lo stress alla vigilia di un'esame.

"E' la natura della mente umana", dice June Pilcher, ricercatrice della Clemson University. "L'attività nel nostro cervello eguaglia quella dei pensieri. I pensieri sono un bene ma possono avere degli effetti collaterali, come ad esempio il tenerci svegli di notte. E non possiamo semplicemente spegnere il cervello.

La domanda allora è: come fare per rilassarsi un po'?"

Il fotografo di National Geographic, e appassionato pescatore, Corey Arnold, conosce il comportamento di una mente impegnata sin troppo bene. Durante la stagione della pesca commerciale, il sonno finisce per diventare secondario.

Quando la scelta è tra dormire o guadagnare migliaia di dollari, sceglie di stare sveglio e lavorare. E anche se riesce a ricavarsi un paio di ore per schiacciare un pisolino il suo cervello corre troppe veloce per riuscire a rilassarsi.

"Dopo tutta l'adrenalina di una lunga giornata di tempesta, il tuo cervello vibra", dice Arnold.

A volte il sonno si limita a replicare una versione onirica delle esperienze fatte nella fase di veglia.
"Se sei andato a pesca di granchi e hai trascorso la giornata a contare le catture fatte, una ad una, quando ti sdrai e chiudi gli occhi continui semplicemente a contare i granchi... è davvero folle".




Un escursionista solitario dorme su un banco di sabbia del fiume Colorado, nel Grand Canyon.
Fotografia di Dawn Kish, National Geographic Creative




Il climber Ivo Ninov si riposa sospeso alla parete de El Capitan, nello Yosemite National Park. Sotto di lui lo strapiombo.
Fotografia di Jimmy Chin




Passeggeri, soprattutto lavoratori edili, dormono tornando a casa nel nordest dell'India dopo essersi recati al sud, dove le paghe sono più alte.
Fotografia di Claire Rosen, National Geographic Creative




Contadini si riposano all'ombra di un carro, dopo aver caricato il fieno nella contea di Delaware, nell'Iowa.
Fotografia di James a. Sugar, National Geographic Creative




Antartide. Un turista addormentato sul ponte di una nave nel corso di una nevicata sul Mare di Amundsen.
Fotografia di Colin Monteath, Minden Pictures




Escursionisti accampati sul versante Nord del Grand Canyon.
Fotografia di Pete Mcbride, National Geographic Creative




Un soldato americano dorme dopo una notte di servizio presso una base in prima linea nella Korengal Valley, Afghanistan.
Fotografia di Tim Hetherington, Magnum




Il cosmonauta Oleg Germanovich Artemyev dorme in verticale, in assenza di gravità.
Fotografia di Roscosmos State Corporation for Space Activities




Un alpinista italiano accampato in un sacco a pelo. Sullo sfondo, maestoso, il Cervino.
Fotografia di Robbie Shone
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Esploratori, ricercatori, fotografi naturalisti: malgrado lo stress e le situazioni estreme nessuno può fare a meno di dormire....
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06/12/2018 05:57:36
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Milaaa
Partecipante
Milaaa 06/12/2018 ore 16:10 Quota

(nessuno) Il sonno non conosce frontiere

@oDiabolik :

Il sonno (dal latino somnus) è definito come stato di riposo contrapposto alla veglia. Varie definizioni indicano il sonno come "una periodica sospensione dello stato di coscienza", durante la quale l'organismo recupera energia; stato di riposo fisico e psichico, caratterizzato dal distaccamento temporaneo della coscienza e della volontà, dal rallentamento delle funzioni neurovegetative e dall'interruzione parziale dei rapporti sensomotori del soggetto con l'ambiente, indispensabile per il ristoro dell'organismo." Come la veglia, infatti, il sonno è un processo fisiologico attivo che coinvolge l'interazione di componenti multiple del sistema nervoso centrale e autonomo.

Infatti, benché il sonno sia rappresentato da un apparente stato di quiete, durante questo stato avvengono complessi cambiamenti a livello cerebrale che non possono essere spiegati solo come un semplice stato di riposo fisico e psichico. Ad esempio, ci sono alcune cellule cerebrali che in alcune fasi del sonno hanno una attività 5-10 volte maggiore rispetto a quella che hanno in veglia.

Due caratteristiche fondamentali distinguono il sonno dallo stato di veglia: la prima è che nel sonno si crea una barriera percettiva fra mondo cosciente e mondo esterno, la seconda è che uno stimolo sensoriale di un certo livello (ad esempio un rumore forte) può superare questa barriera e far svegliare chi dorme.

Un adeguato sonno è biologicamente imperativo per il sostenimento della vita. Dalla qualità e dalla durata del sonno dipende lo stato di salute psicofisico dell'individuo. I disturbi del sonno, come ad esempio l'insonnia sono presenti in molte patologie psichiatriche, nelle quali la privazione del sonno ha un notevole impatto sulla qualità della vita della persona.
Alessia7890
Moderatore
Alessia7890 07/12/2018 ore 09:57 Quota

(nessuno) Il sonno non conosce frontiere

@oDiabolik :

È difficile dare una definizione precisa e univoca del sonno. Una delle più calzanti è quella data nel 1985 da Fagioli e Salzarulo, che lo presentano come "uno stato dell'organismo caratterizzato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali che comporta una sospensione dell'attività relazionale (rapporti con l'ambiente) e modificazioni dello stato di coscienza: esso si instaura autonomamente e periodicamente, si autolimita nel tempo ed è reversibile".

Un'altra definizione ben accettata, lo definisce come "un distaccamento temporaneo e reversibile della mente dal corpo, indispensabile per il corretto funzionamento di entrambe".

Ancora un'altra definizione lo indica come: "Stato prontamente reversibile di ridotta attività e interazione con l'ambiente circostante." La dizione "prontamente reversibile" non si può quindi associare al coma o all'anestesia che, rispettivamente, sono una patologia e uno stato di quiete indotto farmacologicamente.

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