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SallyA
Moderatore
SallyA 24/06/2017 ore 12:19 Quota

(nessuno) L’Amore? Tutta questione di chimica

Quando la passione finisce



La durata della fase dell’innamoramento è variabile e il cambiamento di solito non è improvviso: l’attrazione iniziale spesso sfuma lentamente in qualcosa di diverso.
Dopo la fase  della dopamina (innamoramento) e dell’ossitocina (legame affettivo, monogamia), dell’attaccamento (endorfine), il rapporto può finire.
L’uomo, che per tendenza è poligamo, quando è innamorato è tutto concentrato sull’oggetto dei suoi desideri, su una persona sola. Ma quando la fase acuta è finita, diventa disponibile per un’altra persona: qui può avvenire la fine del rapporto.
Ma c’entra la chimica anche nella fine? Quello che è certo è che l’abbandono altera di nuovo i meccanismi cerebrali. Studi condotti dalla già citata Helen Fisher su innamorati abbandonati mostrano che i circuiti attivati sono simili a quelli presenti in soggetti in stato di collera o di depressione. La prima fase, quella della rabbia, porta l’abbandonato a mettere in campo ogni strategia per cercare di recuperare il (la) fuggiasco/a. Se questo non succede, allora interviene la rassegnazione e la depressione.

Clic: il neurone si riaccende



Ed ecco il risvolto della medaglia, positivo e da non trascurare: quando un amore finisce, i circuiti neurali ritornano intatti, pronti a riaccendersi in presenza di un nuovo amore.

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