Forum - Diabolik and friends

Moderatore
SallyA 19/10/2018 ore 13:36 Quota

Perplesso Capodimonte: i fantasmi delle regine vagano nella Reggia e nel Bosco



Situato a pochi passi dal centro di Napoli, il Bosco di Capodimonte è una fra le location naturali, immerse nel verde, preferite dai cittadini napoletani per trascorrere qualche ora lontano dallo smog e dal caos quotidiano.

Fu realizzato nel 1734 per volere di Carlo III di Borbone che lo utilizzò come riserva di caccia. A partire dal 1742, il parco, sotto la guida di Ferdinando Sanfelice fu restaurato e impreziosito di chiese, fabbriche e abitazioni contadine.

Con l’ascesa al trono di Ferdinando I, fu trasformato, grazie anche all’opera di riqualificazione del botanico Friedrich Dehnhardt, nell’attuale giardino all’inglese che oggi circonda la Reggia.

Il Bosco di Capodimonte, in realtà, conserva leggende e storie di fantasmi che ben si sposano con l’animo superstizioso e misterioso della città partenopea, infatti si racconta che sia frequentato da ben due regine dell’800: Maria Carolina d’Asburgo e Maria Cristina di Borbone.



Maria Carolina d’Asburgo

La leggenda narra che lo spirito di Maria Carolina d’Asburgo, moglie del Re di Napoli Ferdinando IV e sorella della regina di Francia Maria Antonietta frequenti ancora le sale del Palazzo Reale.

A quei tempi, i ricevimenti ed i gran balli a Corte erano molto frequenti oltre ad essere molto amati dalla regina stessa al punto che, ancor oggi, da ben 202 anni, si dice che avvengano sfarzose feste tutte le notti nel Museo di Capodimonte.

Nei saloni regali si racconta che appaiano luci e figure misteriose che danzano sulle note di antichi strumenti musicali e che poi scompaiano come per magia alle prime luci dell’alba.



Maria Cristina di Savoia

L’altra leggenda ha per protagonista un’altra nobile, Maria Cristina di Savoia, la prima moglie del Re Ferdinando II di Borbone. Intorno la Regina dall’estrema bellezza, aleggiano ben due leggende in netto contrasto fra loro ma entrambe legate ad un luogo caro a Maria Cristina, una grotta ubicata nel Bosco di Capodimonte che successivamente prese il suo nome.

Secondo alcuni la Regina era molta devota tanto che passava giorno e notte a pregare nella grotta. Per tal ragione le fu attribuito dal popolo napoletano l’appellativo di Reginella Santa.

Secondo altri invece, Maria Cristina, stanca delle poche attenzioni del marito e delle sue relazioni extra coniugali, frequentava di notte la grotta per incontrare i suoi numerosi amanti e, dopo ogni amplesso, si racconta che li buttasse nella profondità della grotta per nascondere ogni traccia dei suoi tradimenti.

Ancor oggi c’è chi sostiene di aver avvistato la regina nei pressi della grotta, chi afferma di averla vista pregare o chi dichiara di aver sentito una voce. Tuttavia queste sono affermazioni che, al momento, non trovano conferma.

Attualmente la Grotta di Maria Cristina è chiusa al pubblico dopo essere stata dichiarata pericolante.
2559395
« immagine » Situato a pochi passi dal centro di Napoli, il Bosco di Capodimonte è una fra le location naturali, immerse nel verd...
Discussione
19/10/2018 13:36:23
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    6
Bagi2017
Partecipante
Bagi2017 20/10/2018 ore 17:29 Quota

(nessuno) Capodimonte: i fantasmi delle regine vagano nella Reggia e nel Bosco

@SallyA :

La Reggia voluta da Carlo di Borbone nel bosco di Capodimonte domina dall’alto il golfo di
Napoli.
Il grande parco che circonda l’edificio è da sempre uno dei luoghi preferiti dai napoletani, oltre
che dai turisti, per passeggiare all’aria aperta sia nei mesi estivi che in inverno.
Milaaa
Partecipante
Milaaa 21/10/2018 ore 16:55 Quota

(nessuno) Capodimonte: i fantasmi delle regine vagano nella Reggia e nel Bosco

@SallyA :

Il Museo di Capodimonte nasce da un ricchissimo nucleo originario di opere, provenienti dalla collezione della famiglia Farnese, una delle più importanti famiglie del rinascimento italiano, che annovera tra i suoi membri più illustri, e di grandissima competenza nei fatti d’arte, Alessandro Farnese, divenuto papa col nome di Paolo III (1534-1549). Da una delle sue ultime discendenti, Elisabetta Farnese, la collezione, ricca di ogni sorta di oggetto d’arte, disegni, tele, armi e armature, e oggetti delle arti decorative, passò al figlio Carlo diBorbone. Quest’ultimo, divenuto re di Napoli nel 1734, volle farsi costruire una tenuta di caccia nel bosco di Capodimonte, su un’altura di Napoli da cui poteva osservare lo splendido golfo e le sue isole. I lavori sotto la direzione dell’ingegnere Giovanni Antonio Medrano cominciarono nel 1738, ma il Palazzo reale può dirsi concluso solo nella prima metà dell’ottocento, grazie agli importanti interventi di Ferdinando Sanfelice e Ferdinando Fuga, che avviarono e completarono la costruzione della Reggia e, nel parco circostante, della Real fabbrica di porcellane di Capodimonte e di una chiesa da dedicare a San Gennaro. Aspetto fondamentale e innovativo fu la progettazione della stessa reggia nella previsione che dovesse accogliere l’importante collezione di famiglia. La collezione e il plesso hanno seguito l’evoluzione storica del paese; così si può ricordare la trasformazione del palazzo in esclusiva residenza reale durante l’occupazione francese (1806-1815) da parte di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, i quali trasferirono l’intera collezione al Palazzo degli studi, sede attuale del Museo archeologico nazionale di Napoli. Dopo la Restaurazione continuò ad essere residenza reale per i Borbone prima e i Savoia dopo, dal 1861 con l’Unità d’Italia. Grazie all’operato del direttore di casa Savoia la reggia continua ad arricchirsi di oggetti d’arredo e opere d’arte provenienti da ex residenze borboniche o di artisti viventi. Solo nel 1957 la reggia di Capodimonte smette d’essere una residenza, riceve le raccolte di arte medievale e moderna, conservate ancora al Museo archeologico Nazionale di Napoli, e viene aperta al pubblico il “Museo e Gallerie nazionali di Capodimonte”. Il Museo si sviluppa su quattro livelli: il piano terra ospita il Gabinetto dei disegni e delle stampe, con cartoni di Michelangelo e Raffaello; il primo piano ospita, oltre all’Appartamento storico, la ricca collezione farnesiana (Masaccio, Botticelli, Tiziano, Brueghel…), l’armeria e la galleria delle porcellane; al secondo piano è collocata la galleria napoletana, con opere dal XIII al XVIII secolo (Caravaggio, Ribera, Giordano, Solimena…), e la Stanza degli arazzi, ed infine, al terzo piano è esposta la collezione di opere dell’Ottocento e di arte contemporanea (Burri, Warhol…), con una sezione fotografica.

Vuoi partecipare anche tu a questa discussione?

Rispondi per lasciare il tuo messaggio in questa discussione