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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

Emozionato Le Balilla del Mar Rosso

Un fotografo italiano della comunità Your Shot di National Geographic ci racconta la suggestiva immersione sul relitto dell'Umbria, un mercantile italiano autoaffondatosi nel 1940 nelle acque di Port Sudan, con un carico eterogeneo, dal vino alle armi, alle automobili.

testi e fotografie di Franco Tulli




Nella foto: Una delle due grandi eliche. Sullo sfondo si staglia la sagoma scura dello scafo fino a perdersi nel blu. La seconda elica è semisommersa nella sabbia verso prua, intorno ai 35 metri.

Se si pensa al Sudan, viene subito in mente una terra arida e selvaggia, con immensi deserti e grandi savane. E’ il più vasto paese africano - oggi purtroppo martoriato da guerre e carestie - e si affaccia su un ampio tratto del Mar Rosso, ricco di vita e magnifiche isolette, con uno dei reef più belli al mondo. Un paradiso per i sub, dove si possono incontrare banchi di squali martello - se si è particolarmente fortunati anche squali tigre e balena - ed è possibile effettuare un’immersione unica nel suo genere, quella sul relitto dell’Umbria.

L’Umbria è sicuramente uno dei relitti del secolo scorso più interessanti e relativamente facili da visitare, grazie ad una profondità accessibile ad ogni grado di esperienza subacquea.

Il suo affondamento, inoltre, ha una vicenda non particolarmente drammatica o carica di lutti, come invece spesso capita nel caso di altri relitti di questa portata, e ciò costituisce un motivo in più per scoprire ogni angolo della nave.
Perché di questo si tratta: una grande nave mercantile con una stazza di 10.128 tonnellate, una lunghezza di 155 metri ed una larghezza di 18 metri; con un motore a triplice espansione di 4300hp e 2 grandi eliche a 4 pale.
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17/05/2018 07:10:19
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

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Nella foto: Una delle "meraviglie" nella visita alle stive del relitto dell'Umbria è la presenza di queste Fiat 1100 o “Nuova Balilla 1100”, detta anche "musona" dall'imponente calandra spartivento, ancora in ottime condizioni.

La sua storia ha inizio nel 1911 ad Amburgo. Varata con il nome di Bahia Blanca per operare in Argentina, venne poi acquistata nel 1935 dal governo italiano che gli cambiò nome in “Umbria” e la destinò al trasporto truppe.

Nel 1940 ebbe la missione di portare un ingente carico di merce, tra cui varia attrezzatura militare - bombe, proiettili, pistole - ed anche alcune automobili, le mitiche “Balilla” Fiat 1100, in Eritrea. Dopo aver passato il canale di Suez, l'Umbria cominciò ad essere seguita da alcune navi degli Alleati: l’inglese Grimsby e la neozelandese Leander che, con la scusa di un controllo anti-contrabbando, bloccarono il viaggio dell’Umbria a poco più di tre miglia dalla costa sudanese.
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

(nessuno) Le Balilla del Mar Rosso



Nella foto: La nave, come si vede, è fortemente inclinata, risultando così i ponti quasi delle pareti verticali al passaggio, ma spettacolari in quanto vicinissimi alla superficie.

Il giorno seguente, il fatidico 10 giugno 1940, il comandante Lorenzo Muiesan, tornato alle 17.00 ora locale in cabina dopo il controllo della nave, ascolta via radio una trasmissione straordinaria da Addis Abeba che annunciava "per le truppe dell'impero e gli operai dell'AOI" la proclamazione della guerra, con "inizio delle ostilità alle ore 24,00”.

A quel punto il comandante dà l’ordine di bruciare tutti i documenti compromettenti e comunica a Zarli, il suo primo ufficiale, la necessità di affondare la nave prima che i britannici possano confiscare il carico.

E mentre il direttore di macchina, suo malgrado, provvede al sabotaggio, il tenente inglese di pattuglia, salito a bordo per i controlli, viene avvertito dello svolgimento di "una normale esercitazione di salvataggio". Ma in sala macchine vengono spaccate le due lupe di ghisa, quella ausiliaria e la porta stagna della galleria portassi, provocando così un rapido ingresso di acqua.

Ormai sicuro dell'affondamento dell'Umbria, il comandante Muiesan diede a quel punto l’ordine di abbondonare la nave, avvertendo il tenente inglese di fare altrettanto.

Il ricco carico dell’Umbria sprofondò in circa due ore. Aver scongiurato il pericolo che finisse in mani nemiche costò all’equipaggio cinque lunghi anni di prigionia in terra straniera. Una beffa per gli inglesi che, pare, la presero con filosofia. Le cronache dell'epoca riportano infatti di vicendevoli complimenti scambiati tra i due ufficiali mentre abbandonavano la nave, con il salvataggio del gatto, mascotte dell’equipaggio.
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

(nessuno) Le Balilla del Mar Rosso



Nella foto: Il colpo d’occhio della poppa è impressionante e rende solo in parte quelle che sono le enormi dimensioni dell’Umbria.

Oggi il relitto giace su un fondale intorno ai 30 metri di profondità a Wingate Reef, nelle acque di Port Sudan. La sua posizione, protetta da onde e maree, ha reso possibile nei decenni l'insediamento nel relitto di spugne, pesci e coralli, e rendendo l'immersione particolarmente suggestiva.

Lo scafo si presenta quasi totalmente integro, con la murata di destra poco sotto la superficie e le quattro gruette quasi affioranti. Scendendo a poppa, ci si trova immediatamente di fronte al timone ed a una delle due gigantesche eliche a quattro pale, con sulla sinistra il perdersi nel blu dello scafo della nave.
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

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Nella foto: Questo modello di automobile, qui visto da dietro, è stato di grande successo, prodotto dal 1939 al 1948. Ancora si può vedere la presenza di una ruota di scorta nel posteriore e le grandi casse contenenti, presumibilmente, i pezzi di ricambio.

Proseguendo si incontrano le stive contenenti le bombe ed i proiettili ancora immagazzinati, sul fondo le scialuppe abbandonate. Seguendo la fiancata della nave sulla destra si raggiunge la stiva che conteneva i vari materiali da costruzione e le mitiche Fiat “Balilla” 1100.

Il passaggio è sufficientemente largo e non difficile, anche se l’inclinazione della nave rende più complicato l’utilizzo della macchina fotografica e la sospensione peggiora le cose. Alcune delle tre Fiat hanno ancora i fari integri ed i vetri intatti: sono uno spettacolo!
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

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Nella foto: Tra la varietà di merce trasportata, con sorpresa, si trova in una stiva una grande quantità di bottiglie di vino, e, a dispetto del periodo autarchico, una scritta in inglese “stow away from boilers”: stivare lontano dalle caldaie.

Nella stiva successiva si staglia un carico di bottiglie di vino e bombe per aereo, e nell’ultima pneumatici e grandi matasse di filo elettrico. Da qui si può tornare indietro lungo il ponte principale per raggiungere la passeggiata di prima classe e visitare le varie sale tra cui la sala ufficiali e quella ristorante.
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

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Nelle stive è presente un grande arsenale di armi da guerra: bombe d’aereo, proiettili di ogni calibro, casse di piccoli proiettili da moschetto, non mancano, naturalmente, le spolette.
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

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Sull’Umbria, nelle varie stive, vi era caricato di tutto: sacchi di cemento, lastre di marmo, vetro, pneumatici, lampadine ed anche grandi masse di filo elettrico.
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:10 Quota

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Nella foto: Ogni anfratto può essere il posto giusto per un sicuro riparo dai predatori e anche un comignolo, sotto gli argani delle scialuppe, lo diventa per una famiglia di pesci di barriera come i pesci “sergente”.

Ogni punto del relitto regala un’emozione e, ancora di recente, ha restituito vari reperti, come porcellane Ginori o teiere facenti parte del servizio di bordo. Ogni punto dello scafo è ricco di vita, sembra un grande reef di metallo, dalla prua con il vorticante banco di latterini e di fucilieri ai piccoli pesci pagliaccio tra gli anemoni aggrappati alle paratie.

Dai passaggi dei batfish come scrutatori curiosi del relitto, ai predatori come i carangidi in caccia in questa suggestiva foresta di metallo, dai piccoli gruppi di pesci di varie specie, alle colorate paratie grazie alla colonizzazione dei coralli.

Tanta vita che rende fantasmagorico e vivo un relitto di tale grandezza e che, nel bene o nel male, fa parte della storia.
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:11 Quota

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Il fantasmagorico vortice dei latterini intorno alla prua della nave, in fuga costante dai predatori a caccia.
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Un folto gruppo di azzannatori a dare una macchia di colore lungo uno dei ponti di poppa della nave.
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Ogni angolo della nave è colonizzato da forme di vita e tra le pareti non mancano i vivaci pesci pagliaccio in stretta simbiosi con i loro anemoni.
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Non è infrequente, durante l’immersione nel relitto, veder passare piccoli o grandi banchi di pesci, come questi splendidi sgombri argentei.
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Anche se la batimetrica non raggiunge grandi profondità, la quantità e la varietà di vita che si può incontrare è veramente enorme e trovare un platax che ti segue durante l’immersione e che ti scruta curioso, rappresenta un evento comune.
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oDiabolik 17/05/2018 ore 07:11 Quota

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Alcune zone particolari, come le estremità di argani spezzati, ormai quasi dei punti di osservazione dello scafo, favoriti dalle correnti, possono essere talmente colonizzate dalle forme di vita coralline da non essere più riconoscibili.

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