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oDiabolik 09/02/2018 ore 17:33 Quota

Emozionato La storia del Festival di Sanremo

Iniziato in sordina nel 1951 in più di 60 anni si è trasformato in una macchina commerciale perfetta.
Tra scandali, polemiche e tanta musica.




Qualcuno nel dopo guerra definì il Festival di Sanremo “la grande evasione”: la colonna sonora di un’Italia canterina che si affacciava alla modernità, con il sole in fronte e la voglia di fischiettare.
Dalla prima edizione (1951) ha fatto molta strada, cambiato location, pubblico e soprattutto format.
Fino a diventare un prodotto commerciale da migliaia di euro amato, odiato e sempre discusso.
Eppure in origine nessuno lo prese davvero sul serio.

La prima edizione si tenne nel Salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo: il pubblico era seduto intorno a tavolini da vecchio café chantant e mentre i cantanti si esibivano, loro cenavano, tra l’andirivieni dei camerieri.

NON C'È NESSUNO?

«Il pubblico era scarso, tanto che fu necessario trovare delle persone da sistemare ai tavolini rimasti vuoti nella grande sala», racconta Leonardo Campus nel suo libro Non solo canzonette (Le Monnier): «non tanto per il prezzo - 500 lire non era una cifra impossibile - ma per il fatto che fino a quel momento il pubblico del casinò era abituato a manifestazioni di maggiore livello culturale».

A vincere la gara di allora fu Nilla Pizzi, che stracciò tutti con la canzone Grazie dei fiori.
Sarà sempre lei, negli anni successivi, a far cantare gli italiani con Vola colomba, a fare una criptica critica sociale con Papaveri e papere - in cui alcuni videro una satira contro i potenti democristiani - e a inneggiare alla speranza con Una donna prega.




Nilla Pizzi.
Partecipò e vinse la prima edizione di Sanremo con la canzone "Grazie dei fiori" (1951).
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Iniziato in sordina nel 1951 in più di 60 anni si è trasformato in una macchina commerciale perfetta. Tra scandali, polemiche e...
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09/02/2018 17:33:10
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oDiabolik
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oDiabolik 09/02/2018 ore 17:34 Quota

(nessuno) La storia del Festival di Sanremo

IN DIRETTA TV.

Nel 1953 poi, a due anni dal debutto, qualcosa cambiò: sparirono i tavolini della sala e si decise di far accedere gli ospiti solo se muniti di invito.
I bagarini pare ne vendessero sottobanco alcuni all’esorbitante cifra di 10.000 lire (circa 130 euro di oggi).
La stampa si interessò seriamente al fenomeno, a cui partecipavano sempre più concorrenti. Il dado era tratto.

Due anni dopo fu la volta infatti della prima diretta televisiva: non andò in onda tutta la trasmissione, ma la Rai si collegò con il Casinò Municipale di Sanremo alle 22:45, in "seconda serata", al termine del varietà Un due tre di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello.
Il circuito mediatico era attivato.
L'opinione pubblica parlava del Festival, si interessava dei suoi cantanti e soprattutto fischiettava le loro canzoni.

MR VOLARE.

Fino a quando Mr Volare (come Oltreoceano ribattezzarono Domenico Modugno) fece LA canzone: dal palco del Festival nel 1958 intonò una delle melodie più celebri della storia della musica italiana Nel blu dipinto di blu (poi nota come “Volare” per via del celebre ritornello).
Sembrava un redentore: cantava a braccia aperte e la sua melodia era liberatoria, ottimista, energizzante.

Anni dopo, sembrerà un anticipo del boom economico.
La canzone accompagnò infatti la svolta degli Anni ’50, quando il nostro Paese girò pagina, perdendosi "nel blu dipinto di blu" del nuovo benessere.
Il Paese cominciò a crescere del 5,8% all’anno, il reddito degli italiani era raddoppiato, i costumi rivoluzionati.

Nel blu dipinto di blu fu un punto di rottura anche musicale: segnò l’inizio di una nuova era per la canzone italiana, influenzata dal rock e dallo swing.




Domenico Modugno.
Sulla sua canzone "Volare" sono fiorite leggende: si dice sia stata scritta dall’autore Franco Migliacci ubriaco, mentre con la testa pesante fissava il dipinto "Il gallo rosso" di Chagall.
L’idea del ritornello “volare, oh oh” sarebbe venuta invece a Modugno una mattina, mentre osservava con la moglie Franca il cielo azzurro dalla finestra della sua casa, a Roma.
oDiabolik
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oDiabolik 09/02/2018 ore 17:35 Quota

(nessuno) La storia del Festival di Sanremo

LA MUSICA È CAMBIATA.

A confermarlo, due anni dopo, fu l’arrivo sul palco di un giovane che si dimenava al grido di 24000 baci e che anagraficamente poteva essere il figlio di Nilla Pizzi.
Era Adriano Celentano e portava in scena la modernità: con lui arrivava il rock’n’roll e una nuova categoria sociale, fino a quel momento poco considerata, i giovani.




Adriano Celentano con I Ribelli (1961) dal film "Io bacio... tu baci".
Nello stesso anno partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone "24 mila baci".


GLI URLATORI.

Gli Anni ’60 furono infatti dominati da una generazione che rivendicava nuove regole (anche a Sanremo), e tutti entreranno nel mito.
C'era una ragazza di Busto Arsizio con i capelli cotonati, nel 1961: era Mina, con le sue Mille bolle blu.
Un altro era un “diavolo”, classe 1941.
Aveva un ciuffo alla Elvis e un nome americano che mascherava le sue origini umbre: Little Tony, alias Antonio Ciacci.

Con lui c'era Lucio Dalla, che aveva appena fondato un gruppo in salsa bolognese: gli Idoli.
E Luigi Tenco, che nel 1967 andò a Sanremo con la sua Ciao amore, ciao.
L’esperienza fu tragica: dopo l'eliminazione si suicidò in una camera d’albergo di Sanremo.




Rino Gaetano, presentò "Gianna" a Sanremo nel 1978

CONO D'OMBRA.

La sua morte sembrò un triste presagio.
L'energia e la vitalità degli Anni '60 infatti non durarono a lungo.
Dopo la strage di piazza Fontana, a Milano, l'Italia si svegliò dal sogno e si trovò catapultata negli “anni di piombo”.
Il Festival della canzone non ne fu immune: il clima pesante che avvolgeva il Paese relegò la kermesse musicale in un cono d'ombra in cui rimase per gran parte degli Anni '70.

Intanto si mise mano alla formula del Festival, alla location e ai cantanti.
Nel 1977 la sede cambiò e si scelse il Teatro Ariston.
Poi si sperimentarono nuove formule capaci di interpretare un mondo in trasformazione: si aprì la kermesse alla musica internazionale e sul suo palco si fecero salire ospiti stranieri come Grace Jones.
Quando lei arrivò era il 1978. L'anno di Gianna di Rino Gaetano e di Un'emozione da poco di Anna Oxa.
oDiabolik
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oDiabolik 09/02/2018 ore 17:37 Quota

(nessuno) La storia del Festival di Sanremo

GLI ANNI'80.

Pochi anni dopo sullo stesso palco salirono i Kiss (1981), i Duran Duran (1985), i R.E.M (1999) e molti altri.
E soprattutto Pippo Baudo l'anima del Festival dagli Anni'80 in poi (con le sue 13 conduzioni).
L'Italia intanto si era abituata ai varietà, a Fantastico, a Heather Parisi che ballava Cicale, a Romina Power che cantava Il ballo del qua qua e alle televisioni commerciali.
Ora era pronta per un festival nuovo.

Nell'edizione del 1980 il conduttore Claudio Cecchetto volle al suo fianco il comico Roberto Benigni.
L'edizione passò alla storia per lo "scandaloso" bacio di 45 secondi tra lui e la valletta Olimpia Carlisi e per l'epiteto Wojtilaccio con cui apostrofò il nuovo Papa, Giovanni Paolo II.




Roberto Benigni al Festival di Sanremo 1980 mentre premia il vincitore Toto Cutugno (che cantò la canzone "Solo noi") affiancato da Olimpia Carlisi.

BEPPE GRILLO SUPERSTAR.

Le edizioni successive non furono meno chiacchierate.
Tra i comici chiamati oltre al Trio Solenghi ci sarà infatti anche Beppe Grillo, allora una star satirica dei palinsesti.
Nell'edizione del 1989 si portò a casa anche una querela.
Un vaffa in diretta?
No, ma comunicò il suo compenso in diretta e lesse immaginarie penali previste dal contratto nel caso in cui avesse detto che "i socialisti rubano".

L'edizione alla fine fu vinta da Fausto Leali e Anna Oxa che cantavano Ti lascerò ma la conduzione zoppicante dei cosiddetti "figli d'arte" (figli di personaggi famosi del mondo dello spettacolo) fece discutere, almeno quanto Beppe Grillo.

Ma gli scandali a Sanremo sono mai mancati.
E quando non erano per eccesso di satira, erano per eccesso di esibizionismo.
Nel 1987 (edizione vinta da Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi con Si può dare di più) la cantante Patsy Kensit indossò un vestito minimal e durante la performance una spallina "traditrice" le scoprì il seno.
La notizia occupò le riviste di gossip per giorni.
oDiabolik
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oDiabolik 09/02/2018 ore 17:37 Quota

(nessuno) La storia del Festival di Sanremo

VOLA, FARFALLA...

Otto anni dopo ci fu in diretta la protesta un uomo che minacciò di buttarsi dalla galleria dell'Ariston gridando che il festival sarebbe stato vinto da Fausto Leali.
Pippo Baudo lo trattenne.
E l'Italia intera (o quasi) tirò un sospiro di sollievo.
Ma gli scandali non erano ancora finiti.
Non ultimo quello del 2011: nessuno ricorda che quell'edizione fu vinta da Roberto Vecchioni con la sua canzone Chiamami ancora amore ma tutti ricordano lo spacco rivelatore di Belen Rodriguez.

PERCHÉ SANREMO È SANREMO.

E se quest'anno a divertire il pubblico sono le esibizioni della simpatica vecchietta ultraottantenne degli Stato sociale i dati sembrano confermare quella che da anni è una costante: l'amato, odiato e discusso festival di Sanremo è diventato ormai una gigantesca macchina commerciale con costi esorbitanti - 15 milioni di euro nel 2017 - ma con ricavi altrettanto significativi -23 milioni (nel 2018 sono previsti costi 16 milioni e 400 mila euro, a fronte di 25 milioni di entrate pubblicitarie previste).

Perché come forse qualcuno direbbe, al di là delle polemiche, "Sanremo è Sanremo".
Beyonceee
Moderatore
Beyonceee 10/02/2018 ore 09:39 Quota

(nessuno) La storia del Festival di Sanremo

@oDiabolik :

Ad accompagnare Jordan sul palco del Festival ci sono, non accreditati, i MIDDLE OF THE ROAD (foto sotto), che torneranno a sanremo in gara nel 1974.

Vanessaz
Moderatore
Vanessaz 10/02/2018 ore 10:34 Quota

(nessuno) La storia del Festival di Sanremo

@oDiabolik :



Rino Gaetano – Gianna (Gianna/Se mi vuoi lasciare Ep)
(3a classificata al festival di Sanremo 1978)
Milaaa
Partecipante
Milaaa 10/02/2018 ore 16:25 Quota

(nessuno) La storia del Festival di Sanremo

@oDiabolik :

Era l'anno 1950, all'epoca la canzone Italiana, era snobbata, e poco capita, dalla maggioranza del popolo, che parlava solo il dialetto, e non capiva alcuni testi neologistici, e fuori tempo, contenuti appunto in alcuni brani. La canzone Italiana, era però la preferita, (primeggiava) anche se per qualche tempo gli Italiani, si rivolsero a generi musicali di altre nazioni. Erano gli anni delle canzoni Francesi, il trionfo mondiale di Edith Piaf con "La vie en rose" divenne la beniamina, anche di quegli ascoltatori, raffinati e colti, ai quali tutto non si riduceva nell'apprendere, una strofa, o in un ritornello. I ritmi latino-americani, ebbero nel nostro paese una grande notorietà, ricordiamo "Besame Mucho" di Velasques, Fecchi e Nati.

Le canzoni incalzavano notoriamente, mentre nuovi tipi di danza stravaganti ed esotici, tipo la "Rumba" la "Samba" erano in voga, "arginarono" per poco, ma non ci riuscirono, a mettere da parte la canzone melodica Italiana. Era il periodo della concupiscente, prorompente, Rita Hayworth, con la sua "Amado mio" nel film dove interpretò Gilda.

Quando nacque l'idea del festival della canzone Italiana, la città di Sanremo, era ancora mal ridotta, con tanti problemi da affrontare e risolvere. il Teatro comunale era andato distrutto dai bombardamenti, la guerra era finita da poco, però c'era la volontà di uscire dall'impedimento guerresco, era intenzionata di riprendersi il suo ruolo principale, nel campo turistico e floricolo.

In quegli anni esisteva solo la radio, ed era la protagonista, e le canzoni diffuse divennero il simbolo della nostra società. Si racconta che il festival sia nato quasi casualmente, nell'indifferenza, generale. Fu il pubblico invece a decretarne il grande successo.

Grazie all'interessamento di alcuni personaggi, e del gestore della Casa da Gioco, Pier Busseti, e del Maestro Razzi della Rai, nacque così il -Festival di Sanremo- e fu la Radio a diffondere la sera del lunedì del 29 gennaio 51, le prime note del festival nella case Italiane, trasmissione in diretta da uno dei locali più eleganti, il salone delle feste del casinò. Il presentatore Nunzio Filogamo, così annunciò il suo saluto, che divenne proverbiale, dicendo; "Cari Amici, vicini e lontani...".

Il mito della canzone Italiana " Il Festival della Canzone Italiana " nacque al Casinò di Sanremo. Per 25 anni, fu l'unica sede esclusiva.

La prima edizione si svolse dal 29 al 31 gennaio 1951, nel salone delle feste del Casinò. Presentò Nunzio Filogamo. L'organizzazione: Rai -Casinò di Sanremo. Direzione Artistica : Maestro Giulio Razzi. Le serate, furono in diretta diffuse dalla Radio, con inizio dalle ore 22.00.

Vinse con la canzone "Grazie dei fior" Nilla Pizzi. Il suo disco ebbe un grande successo, allora, infatti, ebbe un fatturato di 36000 copie.

Le canzoni in gara furono 20. I Cantanti 3.

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