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GustavoG 06/12/2017 ore 09:56 Quota

Impressionato Esplorare Venere ora è possibile

Per le temperature esistenti al suolo e per le pressioni immani Venere ha visto poche sonde sulla sua superficie.
Ma ora nuovi materiali permettono a strumenti di rilevamento di vivere per mesi in quell’ambiente infernale.



Una ricostruzione dell'atterraggio di una sonda Venera su Venere.
Una di esse riuscì anche a rilevare un fulmine, ma non riuscì a fotografarlo.


Venere è il pianeta che per dimensioni è il più simile alla Terra. Ma ha ricevuto un interesse inferiore rispetto a Marte per un evidente problema di esplorazione: sulla sua superficie la temperatura raggiunge i 470 gradi centigradi e la pressione è 90 volte quella che c'è sulla superficie terrestre. Un ambiente davvero inospitale.

Quello che sappiamo sulla sua superficie lo sappiamo grazie alla sonda della Nasa Magellano che nel 1989 realizzò una mappa relativamente dettagliata della superficie attraverso un radar. L'atmosfera - composta quasi esclusivamente da anidride carbonica - impedisce un'osservazione diretta del suolo.

In precedenza soltanto le sonde sovietiche Venera, particolarmente blindate per resistere alle temperature e alle pressioni esistenti, riuscirono a sopravvivere qualche ora prima di soccombere a quell'inferno.

Era il 1985 e da allora l'esplorazione del suolo venusiano si è fermata: le sonde adatte per resistere alle condizioni del suolo di Venere devono prevedere una corazza protettiva per computer di bordo e strumenti e questo rende il peso delle navicelle eccessivo (o se volete, il costo troppo elevato).



Una delle poche immagini che abbiamo della superficie di Venere. Venne scattata da una sonda sovietica Venera.
Ora grazie alla messa a punto di nuovi materiali l'esplorazione di Venere risulta più semplice.


DAI MOTORI A VENERE. Ora però, un ingegnere elettronico del Glenn Research Center, Phil Neudeck, ha realizzato qualcosa che potrebbe portare la NASA o altre agenzie spaziali ad esplorare il pianeta Venere con maggior facilità rispetto al passato.

Neudeck infatti, per un mese intero ha riprodotto all'interno di un serbatoio in acciaio inossidabile le condizioni infernali di Venere e vi ha inserito due microchip che hanno lavorato a pieno regime a dispetto dell’ambiente in cui si trovavano.

A questo punto si potrebbe mandare su Venere un rover senza bisogno di "barricare" l'elettronica all'interno di un pesante recipiente protettivo. I rilevatori scientifici per misurare la velocità del vento, la temperatura, la pressione e le caratteristiche chimiche dell'atmosfera oltre alle onde sismiche, sarebbero a diretto contatto con l'ambiente venusiano.

Dice Neudeck: «La nostra ricerca non ha messo a punto i chip più complessi del mondo e nemmeno i più veloci, ma quelli in grado di resistere a lungo alle condizioni ambientali di Venere così da permettere una ricerca che potrebbe durare anche qualche mese».



La superficie di Venere in un'immagine elaborata ripresa da una sonda Venera.

PRESTO SU VENERE? La messa a punto di questa strumentazione arriva da un lungo lavoro realizzato da ingegneri che avevano come compito quella di costruire parti elettroniche resistenti al calore da collocare all'interno di motori a reazione.

L'evoluzione di quel materiale ha portato a chip in grado di resistere a temperature inferiori rispetto a quelle presenti nei motori, ma che possono resistere per tempi anche molto lunghi.



La macchina all'interno della quale è stata riprodotta l'atmosfera di Venere, con le sue temperature e pressioni e dove è stata sperimentata la nuova elettronica da mandare sul pianeta.

Al momento la NASA non ha in programma missioni verso Venere, ma entro la fine dell'anno l'agenzia spaziale americana annuncerà i finalisti di nuove proposte nell'ambito di New Frontiers e sicuramente c'è un grande interesse per l'esplorazione di Venere.
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Per le temperature esistenti al suolo e per le pressioni immani Venere ha visto poche sonde sulla sua superficie. Ma ora nuovi...
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06/12/2017 09:56:18
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Milaaa
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Milaaa 06/12/2017 ore 13:54 Quota

(nessuno) Esplorare Venere ora è possibile

@GustavoG :

Venere è il secondo pianeta del Sistema solare in ordine di distanza dal Sole con un'orbita quasi circolare che lo porta a compiere una rivoluzione in 224,7 giorni terrestri. Prende il nome dalla dea romana dell'amore e della bellezza e il suo simbolo astronomico è la rappresentazione stilizzata della mano di Venere che sorregge uno specchio.

È l'oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno, dopo la Luna, con una massima magnitudine apparente di -4,6, e per questo motivo è conosciuto fin dall'antichità. Venere è visibile soltanto poco prima dell'alba o poco dopo il tramonto e per questa ragione è spesso stato chiamato da popoli antichi la "Stella del Mattino" o la "Stella della Sera", fino a quando Pitagora identificò in Venere il responsabile di entrambe le apparizioni.

Classificato come un pianeta terrestre, a volte è definito il "pianeta gemello" della Terra, cui è molto simile per dimensioni e massa. Per altri aspetti, tuttavia, è piuttosto differente dal nostro pianeta. Venere infatti possiede un'atmosfera costituita principalmente da anidride carbonica, molto più densa di quella terrestre, con una pressione al livello del suolo pari a 92 atmosfere. La densità e la composizione dell'atmosfera creano un imponente effetto serra, che rende Venere il pianeta più caldo del sistema solare.

Venere è avvolto da uno spesso strato di nubi altamente riflettenti, composte principalmente da acido solforico, che impediscono la visione nello spettro visibile della superficie dallo spazio. Il pianeta non è dotato di satelliti o anelli e ha un campo magnetico debole, rispetto a quello terrestre.

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