Forum - Leggende, Misteri e Miti

SimpatiaBruna
Partecipante
SimpatiaBruna 14/08/2018 ore 10:47 Quota

(nessuno) 7 oggetti maledetti legati a fantasmi e misteri

@SallyA :

Il letto maledetto della famiglia Tallman

Nel mese di febbraio 1987, Alan e Debby Tallman si recarono in un negozio che vendeva oggetti di seconda mano e acquistarono un letto a castello per la loro casa di Horicon, Wisconsin. Inizialmente lo misero in cantina, quindi, qualche mese dopo (siamo nel maggio 1987) decisero di sistemarlo nella stanza da letto dei bambini.

E fu allora che per i Tallman iniziarono nove mesi di puro orrore.

La prima notte in cui i due figli della coppia dormirono su quel letto a castello, infatti, in casa Tallman iniziarono ad accadere strani e inspiegabili fenomeni: i bambini, che erano stati raramente malati finora, improvvisamente si ammalarono senza alcuna causa apparente.

Danny, uno dei due figli della coppia, che si trovava nella stanza accanto, riferì che la radio aveva iniziato ad accendersi e spegnersi autonomamente, cambiando stazione a proprio piacimento e sintonizzandosi su una stazione in cui un uomo dalla voce strana e cavernosa pronunciava frasi irripetibili, insulti e bestemmie.

Poche settimane più tardi, Alan stava dipingendo le pareti della cantina. Si interruppe per andare a pranzo, e posò il pennello sul tavolo. Quando tornò per continuare il lavoro di tinteggiatura, trovò il pennello immerso nel secchio della pittura.

Poi, anche la figlia più giovane iniziò a segnalare varie stranezze che avvenivano in casa: quando dormiva nel letto a castello, affermava di non riuscire a prender sonno a causa di una strega che la svegliava continuamente, e anche il fratello Danny, un mese dopo, visse la medesima esperienza.

Di fronte a quegli avvenimenti, Debby Tallman chiamò il pastore della comunità, e questi disse di sentire distintamente la presenza del diavolo all’interno della casa. Come a voler evidenziare ancora di più questa situazione, alla presenza del pastore le porte iniziarono ad aprirsi e chiudersi violentemente, mentre una voce incorporea pronunciava frasi senza senso.

Una settimana prima di Natale, Danny disse a sua madre che voleva andarsene da quella casa, e Alan, frustrato, intimò agli spiriti che infestavano casa sua di andarsene, oppure di combattere contro di lui, se volevano…

Poche settimane dopo il 7 gennaio 1988, Alan tornò a casa dal turno di notte, e udì un inquietante suono, simile a un ululato, provenire dal garage. Assieme a questo, una voce gli gridò vieni qui… Alan andò a indagare e…

Fiamme a casa Tallman.

tallmans_bedAlan si recò nella parte posteriore della casa, dove c’era il garage, e lo trovò avvolto dalle fiamme. Tornò in casa a prendere un estintore, ma quando fu di nuovo al garage, lo trovò intatto, senza alcun segno di incendio.Di fronte a queste stranezze, i coniugi Tallman iniziarono a interrogarsi su quanto stava avvenendo, e furono conconrdi nell’identificare nei letti a castello la causa scatenante di quei fenomeni paranormali così raccapriccianti.

Così Alan iniziò a dormire nella stanza dei figli, per capire cosa stesse accadendo. Per un po’ non successe nulla, anche perchè Debby, in preda al panico, aveva chiamato di nuovo il pastore affinchè benedicesse la casa.

Ma di nuovo le manifestazioni ricominciarono quando Alan, che era dovuto restare fuori casa fino a tardi per lavoro, aveva chiesto a un parente di badare ai figli…e il parente era scappato da casa Tallman quando una figura orribile l’aveva assalito, mentre stava in poltrona a leggere il giornale.

Due settimane più tardi, i Tallman decisero di disfarsi per sempre dei letti a castello, ormai certi che tutto quello che era avvenuto in casa loro era causato da quelli. In seguito, i Tallman non ebbero ulteriori esperienze paranormali.

In realtà…

Come tante altre storie ‘mericane, anche in questo caso non c’è nulla di vero… si racconta addirittura che fosse una storia montata ad arte dai Tallman per una festa di Halloween avvenuta nel 1988…i coniugi Tallman cercarono di vendere a caro prezzo questa loro storia, sia a trasmissioni televisive (vedi Unsolved Mysteries) che a editori compiacenti…e difatti il “caso dei letti a castello dei Tallman” fece la sua comparsa, raccontata con dovizia di particolari, nel libro “Haunted America” di Michael Norman e Beth Scott, ma nella loro ricerca i fenomeni paranormali non sono collegati al letto a castello, quanto al terreno su cuiposava casa Tallman, sede di un antico (e infestatissimo) cimitero indiano……
oDiabolik
Proprietario
oDiabolik 14/08/2018 ore 11:28 Quota

(nessuno) 7 oggetti maledetti legati a fantasmi e misteri

QUADRI MALEDETTI: IL RITRATTO DEL BAMBINO CHE PIANGE

C'è una serie di quadri, dal titolo "Il bambino che piange", la cui storia fa a dir poco accapponare la pelle.

Si narra che il pittore spagnolo che li dipinse, Bruno Amadio ( (1911-1981), costrinse con la forza i bambini dei suoi quadri a posare per lui ininterrottamente, fino al completamento della serie.

Di tutti questi ritratti, uno fra tutti è legato a una maledizione che, dal 1981 circa - data del decesso di Amadio stesso, perseguita coloro che ne posseggono una copia.

Alla morte del pittore sivigliano, il quadro si diffuse in Inghilterra a una rapidità senza precedenti, raggiungendo un picco di vendita nel 1985, anno in cui cominciò a divulgarsi la notizia di misteriosi eventi legato a "Il bambino che piange".
È il 3 settembre del 1985 a Rothertham, un paesino dello Yorkshire, nel regno Unito. May Hall, una casalinga di mezz’età esce dalla sua casa urlando mentre il fuoco divampa.
Alcune ore più tardi, rovistando fra le macerie roventi, i vigili del fuoco fanno un’inquietante scoperta: fra la cenere e i tizzoni ancora ardenti, qualcosa di immacolato sembra emergere. Peter Hall, comandante della squadra, impallidisce alla vista dell’oggetto che i suoi uomini reggono tra le mani. Si tratta di un quadro, una di quelle riproduzioni di poco valore, che le famiglie "middle-lower class" amano appendere ai muri delle loro case per farle sembrare meno miserabili. Anche se la mano del pittore sembra senza dubbio talentuosa, il soggetto è decisamente di dubbio gusto: un bambino, all’apparenza tra i quattro e i sei anni, piange calde lacrime con un’espressione di sofferenza sul volto. Ma per quanto inquietante sia il soggetto non è l’espressione del bambino a sconvolgere Hall. È il fatto che quanto è accaduto quel giorno è solo l’ultimo di una serie di incendi che hanno come protagonista quel quadro. Gli sfortunati coniugi ne avevano acquistata una copia da un rigattiere, alla cifra ridicola di un paio di sterline. Come loro, molte altre coppie della contea ne avevano una copia in casa. E puntualmente, secondo la testimonianza del vigile del fuoco, un incendio distruggeva l’abitazione, pur finendo per essere recuperato intatto dalla scena del disastro.
Il 4 settembre 1985 il Sun pubblicò il primo articolo sull'opera additandola come maledetta. Secondo la dichiarazione di il vigile del fuoco, Peter Hall, in quegli anni una serie di incendi coinvolse un numero sconvolgente di abitazioni in tutto il Regno Unito, bruciando solamente le case contenenti il quadro che, al contrario degli edifici, rimaneva intonso.

Dopo la pubblicazione dell'articolo, molte persone contattarono la redazione del giornale, testimoniando di essere state coinvolte in un incendio poco tempo dopo aver acquistato il malefico dipinto.

Nell' ottobre dello stesso anno il Sun chiede a tutti i suoi lettori di spedire alla redazione le copie del quadro maledetto ancora presenti nelle loro case, e organizza uno spettacolare falò in cui tutte le copie arrivate vengono carbonizzate. La piro-manifestazione viene ampiamente documentata e le famiglie britanniche, libere dall’inquietante minaccia dei quadri, riprendono la loro tranquilla vita di tutti i giorni.
Nonostante gli sforzi di comprendere il mistero che si cela dietro a quest'opera d'arte, le teorie sull'identità del ragazzo sono molteplici e ancora inspiegate. Secondo alcuni il piccolo era un orfano maltrattato e forse anche abusato da Amadio, secondo altri i suoi genitori morirono in un incendio ed è il suo spirito, intrappolato nel quadro, a dar fuoco alle abitazioni in cui è costretto. Altri ancora sostengono che Bruno Amadio fece un patto con il diavolo per vendere i suoi dipinti e Belzebù, per l'appunto, accontentò la sua richiesta dal giorno della sua morte in poi per seminare terrore e distruzione.

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