Forum - Leggende, Misteri e Miti

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SallyA 12/08/2018 ore 09:32 Quota

Impressionato 7 oggetti maledetti legati a fantasmi e misteri

Da sempre si legano leggende e circostanze misteriose a oggetti e simboli del paranormale. Questi sette oggetti sono diventati leggenda, e non è facile distinguere se si tratti di leggende metropolitane o fatti realmente accaduti, che li vorrebbero protagonisti di misteriose morti e apparizioni di fantasmi e presenze. Il giudizio, come sempre, viene lasciato al lettore…

1.La sedia di George Meade Easby



George Meade Easby, un attore e intrattenitore multiforme, sostenne di aver visto diverse apparizioni di fantasmi prima della sua morte, avvenuta nel 2005. Una delle apparizioni coinvolse la sua sedia, che sostenne essere appartenuta nientepopodimenoche a Napoleone. Easby affermava che se qualcuno vi sedeva sopra, una nebbia blu poteva avvolgere la persona stessa e la sedia. Questo era il segno che lo spirito del “fantasma di Amelia” stava arrivando. La persona in seguito sarebbe improvvisamente morta. Da allora quattro persone si sedettero sulla sedia, e tutte quattro morirono in circostanze sospette.

2.Il teschio della figlia di Sir Henry Griffith



Il Burton Agnes Hall è un maniero che si trova nello Yorkshire, e fu costruito da Sir Henry Griffith su commissione della regina Elisabetta I. Quando una delle figlie di Sir Henry vi morì dentro, a causa di una serie di ferite riportate in seguito ad una caduta da una scalinata, fece la strana richiesta di avere la propria testa conservata all’interno del palazzo. Il suo corpo ricevette una sepoltura completa e canonica, e da allora una serie di terrificanti grida potevano essere udite all’interno dell’edificio. I quadri si vedevano cadere e rumori e voci potevano udirsi in tutto il castello. Quando il corpo della donna fu esumato e il teschio posizionato all’interno della struttura i misteriosi fenomeni cessarono di colpo.

3.Il bastone del padre



Una donna mise in vendita il bastone del padre morto perché credeva che fosse la causa di una serie di misteriosi apparizioni all’interno della propria abitazione. Il figlio della donna di sei anni diceva che poteva vedere il suo fantasma, e questa serie di circostanze permisero alla donna di raggiungere un prezzo d’asta su Ebay di 65.000 dollari. Se il bastone fosse o meno “stregato” rimane un mistero, ma sicuramente il vecchio padre ha fruttato una bella somma alla figlia…

4.Le copie del “ritratto del bambino che piange” di Bruno Amadio



La storia del famigerato dipinto del Bambino che Piange è strana e misteriosa. Il 4 settembre 1985 il quotidiano tabloid britannico The Sun riportò che un vigile del fuoco dello Yorkshire sosteneva che furono ritrovate molte copie non danneggiate del dipinto tra le rovine di alcune case bruciate. Egli affermò che nessun vigile del fuoco permetterebbe ad una copia della pittura di entrare nella propria abitazione. Nei mesi successivi il Sun e altri tabloid scrissero numerosi articoli sugli incendi subiti da case con copie del dipinto. Alla fine di novembre gli inglesi erano così convinti della maledizione del dipinto che il Sun organizzò un falò collettivo con le stampe inviate dai lettori, che furono circa 2.500. La storia delle immagini dovrebbe essere una leggenda metropolitana, e con ogni probabilità la sua “non combustione” è legata ad una vernice ignifuga utilizzata durante la stampa.

5.Il letto a castello di casa Tallman



Alan e Debby Tallman acquistarono un letto a castello per i propri figli, e subito dopo cominciarono ad accadere diverse cose strane. I bambini si ammalarono e iniziarono a vedere immagini di una strega nel sonno. La radio si accendeva senza che nessuno la toccasse, e infine Alan quando tornò a casa un giorno udì una voce che lo invitava nel garage, dove vide divampare un incendio. L’uomo si recò immediatamente a prendere un estintore, ma il fuoco scomparve non appena arrivò alla porta del garage. Il letto fu bruciato, e tutte le attività paranormali cessarono immediatamente.

6.Il baule maledetto



A metà del 1800 un uomo di nome Jacob Cooley chiese al proprio schiavo di creare una cassa per il figlio in procinto di nascere. Quando lo schiavo terminò il baule, Cooley ne fu irritato e lo picchiò a morte. Gli altri schiavi inferociti maledissero il baule, e il figlio di Cooley morì in tenera età. Da allora sono state legate 17 morti misteriose a questo oggetto maledetto.

7.L’Anello di Rodolfo Valentino



Alcuni attribuiscono la morte misteriosa e prematura del divo italiano Rodolfo Valentino all’anello che portava sempre al dito. L’anello è caratterizzato da una gemma chiamata “occhio di tigre”. Quando Valentino acquistò l’anello e lo mostrò ad un amico, questi ebbe una visione di Valentino che impallidiva e moriva. Quando l’attore morì, l’anello andò ad una sua amante, Pola Negri, che lo donò ad un altro italo-americano (amante anch’egli dell’attrice), Russ Columbo, che morì in circostanze sospette qualche tempo dopo, nel 1934. Da allora sono state legate 4 morti sospette alla misteriosa pietra di Valentino.
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Da sempre si legano leggende e circostanze misteriose a oggetti e simboli del paranormale. Questi sette oggetti sono diventati...
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12/08/2018 09:32:36
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oDiabolik
Proprietario
oDiabolik 12/08/2018 ore 11:05 Quota

(nessuno) 7 oggetti maledetti legati a fantasmi e misteri

@SallyA :

Quando la morte non fa distinzioni: l'anello maledetto

di Roberta Faliva



Rodolfo Valentino (1895-1926) è considerato uno delle più grandi star del cinema muto di Hollywood. Valentino morì di un'ulcera perforata, all'età di soli trentun anni.

Alcuni accusano la sua prematura scomparsa ad un anello che egli acquistò da un gioielliere nel 1920.
L'anello aveva una gemma incastonata, chiamata occhio di tigre. La leggenda narra che Valentino mostrò l'anello ad un amico subito dopo averlo comprato e l’amico disse di aver avuto l’immediata visione di un pallido e mortalmente Valentino.
L’attore non diede peso alla premonizione e continuò a tenere il gioiello, ma nei suoi successivi film Valentino ebbe grandi flop al botteghino e morì nel giro di sei anni.

Tuttavia, non fu solo Valentino la sola vittima dell’oggetto maledetto: la sua amante, Pola Negri, si ammalò gravemente dopo aver indossato l'anello, tanto che la sua carriera venne messa nel dimenticatoio per anni e non venne mai pienamente recuperata.
Russ Colombo, l'attore ingaggiato per interpretare Valentino nel film della sua vita, indossò l'anello ed venne ucciso in un incidente di caccia qualche giorno dopo.
Successivamente il gangster Joe Casino comprò l'anello, ma si rifiutò di indossarlo fino a quando la maledizione non fosse svanita. Dopo diversi anni finalmente indossò l'anello: morì una settimana dopo a causa di un incidente automobilistico.
Dal 1960 le tracce del gioiello maledetto si sono perse.
Forse è al dito, caro lettore?
Bagi2017
Partecipante
Bagi2017 13/08/2018 ore 09:42 Quota

(nessuno) 7 oggetti maledetti legati a fantasmi e misteri

@SallyA :

Il baule maledetto di Jacob Cooley

Ci sono tante storie di oggetti maledetti, ma una che fa venire i brividi è quella del baule maledetto di Jacob Cooley.

In realtà si tratta di una cassettiera, e l’errore è probabilmente di traduzione. In inglese baule si dice “chest” mentre cassettiera si dice “chest of drawer”. Probabilmente in qualche racconto è stata abbreviata a chest ed è stata tradotta come baule. Ma procediamo al racconto.

Il baule maledetto di Jacob Cooley

Durante gli anni della schiavitù, nel Sud degli Stati Uniti, gli schiavi non lavoravano solo nei campi. Erano usati anche come servi in casa o come artigiani a seconda di quello che sapevano fare.

Il proprietario di una piantagione nel Kentucky, il feroce Jacob Cooley, aveva uno schiavo bravissimo nella fabbricazione di mobili e gli ordinò di costruire una cassettiera per il figlio che sarebbe nato a breve.

Lo schiavo, di nome Hosea, si mise subito al lavoro e in pochi giorni terminò il mobile che a detta di tutti era bellissimo.

La cassettiera piaceva a tutti tranne, purtroppo, a Jacob Cooley che decise di picchiare a sangue Hosea per avergli costruito un mobile non degno di suo figlio.

Hosea morì due giorni dopo a causa delle ferite.

La maledizione

I suoi compagni schiavi erano pieni di rabbia, ma nessuno poteva fare niente al riguardo.

Un amico di Hosea però, nella sua terra d’origine, era uno stregone sciamano e decise di lanciare una maledizione sulla cassettiera.

Ne cosparse l’interno col sangue essiccato di un gufo e poi lanciò una maledizione su Cooley e sulla sua progenie.

Nonostante avesse fatto picchiare Hosea perché riteneva che il mobile fosse brutto, Cooley decise comunque di metterlo nella camera del bimbo, dando inizio alla maledizione.

Il primo a morire non fu Cooley ma il suo bambino che morì pochi giorni dopo la nascita. E questo fu solo l’inizio.

Toccò poi al secondo figlio di Cooley, morto assassinato dal suo servo in giovane età. La cassettiera passò quindi al terzo figlio di Cooley, John, ma sua moglie Ellie lo mise in una soffitta senza usarlo.

Un giorno decise di regalarlo a sua cognata Melinda, la figlia più piccola di Jacob Cooley, quando questa decise di sposarsi.

Melinda ebbe molti figli ma fu abbandonata dal marito e in seguito morì di stenti e crepacuore.

La maledizione passa di generazione

Poco tempo dopo la famiglia Cooley seppe della morte del marito di Melinda, ucciso da una nave mentre attraccava. Ellie e John decisero dunque di adottare uno degli orfani di Melinda, una bimba chiamata Evelyn che andò a vivere con loro.

Quando si sposò, Ellie le donò la cassettiera come regalo di nozze. Evelyn, sapendo cosa vuol dire essere orfana, decise con il marito di adottare un’orfana di nome Arabella. Anche lei crebbe e decise di sposarsi.

Dopo la cerimonia Evelyn mise l’abito nella cassettiera e pochi giorni dopo suo marito e il loro unico figlio morirono a poche settimane di distanza.

Un’altra donna rimase vittima di questo mobile, la nuora di Evelyn che, dopo averlo usato per riporre dei vestiti, morì a breve.

Una zia della famiglia fece una sciarpa e dei guanti a maglia come regalo di Natale per suo nipote. Chiese a Evelyn il permesso di metterli nella cassettiera e lo ottenne, e poco tempo dopo il nipote cadde da un ponte e morì.

Uno dei figli di Evelyn rimase storpio dopo uno strano incidente ed Evelyn, non potendo più sopportare tanto dolore, si uccise.

La cassettiera venne infine ereditata nel XX secolo da Virginia Cary Hudson, una nipote di Evelyn. Virginia era scettica riguardo alle dicerie che correvano su quel mobile ma dovette ricredersi.

Il suo figlioletto morì dopo che la sua tutina venne messa nella cassettiera.

Questo ed altri incidenti violenti convinsero la nuova proprietaria che il mobile era effettivamente maledetto e si rivolse ad Annie, una sciamana e vecchia amica di famiglia.

La fine della maledizione

Annie dopo aver sentito la storia della cassettiera disse che la maledizione poteva essere tolta solo a 3 condizioni:

che venisse regalato a Virginia un gufo impagliato
bisognava bollire una pentola piena di foglie di salice dall’alba al tramonto con accanto il gufo
l’acqua bollita avrebbe dovuto essere versata in un contenitore e il contenitore seppellito sotto ad un cespuglio fiorito, con il manico rivolto verso est.
Eseguirono tutti i passi e Annie disse a Virginia che se una delle due fosse morta, sarebbe stata l’ultima vittima della maledizione.

In effetti Annie morì quello stesso anno e fu l’ultima vittima della maledizione.

La cassettiera è stata donata al Kentucky History Museum nel 1978 dove è tuttora conservata.

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