Forum - Leggende, Misteri e Miti

Fragola.amara
Partecipante
Fragola.amara 30/04/2018 ore 20:12

Emozionato L’albero di Giuda

Una leggenda vuole che sia stato il sangue di Giuda a colorare i fiori di rosa-lilla. Infatti, secondo la tradizione cristiana, Giuda Iscariota, dopo aver dato a Gesù il fatidico bacio, tormentato dai sensi di colpa, decise di impiccarsi proprio presso quest’albero segnando così la sua sorte. Da quel momento i cristiani odiarono profondamente quest’albero, ma, continua la leggenda, Dio riconobbe l’innocenza della pianta e volle donargli una fioritura abbondante per farsi di nuovo amare dagli uomini.

Ma sono diverse le leggende che legano Giuda al Cercis siliquastrum, o, meglio, esistono diverse varianti che arricchiscono di particolari un legame di base fra l’albero e l’apostolo traviato.
La prima e più semplice vuole che sotto le fronde di quest’albero Giuda diede il bacio a Gesù segno per le guardie di quale uomo arrestare e trascinare davanti al sinedrio.
Questa versione suggerisce un’immagine pittorica di grande effetto perché è proprio nel tempo di Pasqua, ad Aprile, che il Cercis si riempie di fiori, ancor prima di mettere le foglie.
La seconda vuole che Giuda si sia impiccato con una corda ai rami di quest’albero. Questa versione si carica di possibili significati allegorici: il tronco da quel giorno avrebbe assunto un andamento contorto; la fioritura improvvisa non preceduta dall’aprirsi delle foglie vorrebbe figurare le lacrime di Cristo; il colore acceso dei fiori la vergogna dell’albero o la perfidia di Giuda.
Alcune versioni integrano la prima con la seconda così che Giuda tradisce Gesù sotto ai rami di un Cercis e successivamente, tornato sul luogo del peccato, s’impicca ai suoi rami.
In provincia di Bologna è rintracciabile un’altra tradizione che pone comunque il Cercis fra gli alberi maledetti: sarebbe stato suo il legno della croce.

Fragola.amara
Partecipante
Fragola.amara 30/04/2018 ore 20:14

(nessuno) L’albero di Giuda

In una frase del Durante, botanico e medico umbro del XVI secolo, possiamo leggere: “Siliquastro, siliqua silvestre, arbor di Giuda, arbor d’Amore” la cui traduzione, anche se intuitiva, è: Siliquastro, siliqua silvestre, albero di Giuda albero d’Amore”.

In Spagna, l’Albero di Giuda, è un albero di buon auspicio ed è associato all’amore e al romanticismo. Le coppie, infatti, si baciano sotto i suoi rami per assicurarsi la buona sorte.
Si ipotizza che il Siliquastro avesse un significato già nei culti precristiani europei e che la nuova religione abbia stravolto o comunque reinterpretato l’originale significato di questa pianta come è avvenuto in molte altre circostanze.

Fragola.amara
Partecipante
Fragola.amara 30/04/2018 ore 20:16

(nessuno) L’albero di Giuda

Per ricostruire il mistero dell’Albero di Giuda dobbiamo addentrarci nella simbologia insita proprio nel “comportamento” della pianta stessa. Infatti, è l’unico albero i cui fiori crescono e sbocciano direttamente dai rami e dal tronco.
Considerando inoltre che la fioritura avviene durante il periodo dell’Equinozio di Primavera potremmo concludere che probabilmente il Siliquastro fu usato negli antichi riti della celebrazione dell’arrivo della nuova stagione. Per i Romani si trattava in particolare dell’inizio del nuovo anno: qualcosa muore, finisce, giunge a compimento, qualcosa rinasce, ricomincia.

Fragola.amara
Partecipante
Fragola.amara 30/04/2018 ore 20:18

(nessuno) L’albero di Giuda


Legno, miele e farina

Il legno dell’Albero di Giuda è un legno di colore rosso caratterizzato da abbondante venatura che lo rende idoneo a lavori di ebanisteria, di intaglio, o, per la sua elevata resistenza, per piccoli oggetti al tornio.
Dalla pianta, e in particole dai giovani rami, si ricava un principio tintorio di colore giallo.
Non viene menzionato nei più diffusi testi di erboristeria e nessun medico dell’antichità se ne è occupato.
Le api possono giovarsi non poco di queste fioriture precoci e imponenti che assicurano un buon nutrimento all’inizio di stagione. I fiori del Cercis sono indicati per ottenere come prodotto d’alveare il miele di melata.
Dai frutti che persistono sulla pianta tutto l’inverno si possono trarre i semi di colore bruno nerastro che sottoposti a macinatura danno uno sfarinato molto energetico, ma di nessun interesse pratico nelle nostre regioni dato l’uso ornamentale del Cercis, la limitata diffusione, la concorrenza di fonti alimentari di ben altra entità.

I suoi fiori sono una vera bontà

Fragola.amara
Partecipante
Fragola.amara 30/04/2018 ore 20:23

(nessuno) L’albero di Giuda

Se avete in giardino un albero di Giuda e non siete troppo vicini ad una strada trafficata, meglio ancora se siete proprio in aperta campagna dove non giungono direttamente fumi e scarichi del traffico, non potete non provare ad usare un po’ di fiori anche in cucina.
Impiegare i fiori in cucina è una pratica poco diffusa che ai più può risultare come vezzosa o artificiale, molto simile alle ricercatezze estreme della moderna cucina internazionale d’avanguardia. La tradizione invece suggerisce piatti a base di fiori o con l’aggiunta di questi che non hanno solo ambizioni cromatiche, coreografiche od esornative, ma sono “sanamente” contadine. Sarebbe troppo facile ricordarvi l’impiego dei fiori di zucca, così vi suggerisco i fiori di pratolina nelle insalate, quelli di viola nel dolce con panna montata, le frittate di gialli tarassachi, le croccanti frittelle di fiori di acacia.
La prima e più semplice ricetta prescrive la raccolta dei fiori quando sono ancora in boccio, completamente chiusi. Metteteli in aceto di vino bianco e lasciateli riposare in dispensa al buio per alcuni giorni.
In alternativa scegliete quelli più carnosi e metteteli in salamoia come fossero capperi e provvedete a cambiare il liquido con regolarità. Vanno consumati nel giro di un mese.

Fragola.amara
Partecipante
Fragola.amara 30/04/2018 ore 20:26

(nessuno) L’albero di Giuda

Una fiorita insalata

I fiori dell’Albero di Giuda possono essere impiegati con successo in una ricercata insalata di fiori. La quota principale di quest’insalata sarà costituita dalla verdura da taglio che consumate preferibilmente o che avete disponibile nell’orto scegliendo fra le diverse varietà di radicchio o di lattuga. Tagliate finemente e unite dopo averle lavate e asciugate foglie di malva, pratolina, primula, tarassaco, borragine, acetosa. I fiori del tarassaco, impiegate solo la parte gialla scartando il calice squamoso, i capolini interi delle pratoline, qualche fiore di primula, i petali di rosa del vostro giardino e i fiori di Cercis andranno uniti dopo aver già condito l’insalata così da doverli solo mescolare leggermente senza rovinarli troppo.
Per condirli impiegate succo di limone, sale e olio battuti insieme, o anche aceto balsamico se disponete di un aceto di qualità elevata, non troppo forte, ma molto aromatico.

Fragola.amara
Partecipante
Fragola.amara 30/04/2018 ore 20:32

(nessuno) L’albero di Giuda

Un miele falso per i bambini golosi



La ricetta dello sciroppo di zucchero a base di fiori, spesso citata come “falso miele di fiori”, è una preparazione universale che si adatta a tutti i fiori commestibili profumati. Potete quindi prepararla sia con soli fiori di Cercis sia con fiori di Cercis uniti a fiori di altre piante che si presentino contemporaneamente in fioritura.
Raccogliete al mattino prima che il sole sia troppo caldo i fiori migliori dal vostro Albero di Giuda scegliendo quelli aperti e in piena fioritura. Ponete in una pentola di acciaio inossidabile un litro d’acqua di sorgente, un limone biologico tagliato a spicchi che prima avrete lavato con cura dopo un congruo ammollo, e tutti i fiori che potete. Mettete la pentola con coperchio sul fuoco vivo e portate ad ebollizione. Vedrete che la massa di fiori a questo punto si sarà fortemente ridotta e sarà tutta nel liquido. Lasciate bollire per non più di dieci minuti e filtrate il tutto con l’aiuto di un canovaccio che strizzerete energicamente per ricavare dalla massa tutto il liquido presente. Mettete nuovamente la pentola sul fuoco ed aggiungete 750 grammi di zucchero facendolo sciogliere mescolando con un cucchiaio di legno. Lasciate sobbollire fino a quando il composto non si sarà sufficientemente addensato. Spegnete, lasciate riposare due-tre minuti, invasate ancora caldo. Coprite i vasi con una coperta e lasciate che si raffreddino lentamente.
Potrete impiegarlo come raffinato dolcificante, come tocco finale sulle coppe di gelato, come addizione allo yogurt magro o prodotto in casa, su pane e burro.

oDiabolik
Proprietario
oDiabolik 01/05/2018 ore 07:20 Quota

(nessuno) L’albero di Giuda

@Fragola.amara : Grazie per il bellissimo post e benvenuta nel gruppo :rosa

Fragola.amara
Partecipante
Fragola.amara 01/05/2018 ore 07:48

(nessuno) L’albero di Giuda

@oDiabolik : grazie

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