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oDiabolik 07/12/2018 ore 05:38 Quota

Emozionato È in Lituania il cuore dell’Europa

In occasione dei 100 anni dalla sua (prima) indipendenza, viaggio nel paese baltico identificato dal geografo George Affholder come autentico centro del Vecchio Continente.

testi e fotografie di Amanda Ronzoni




Nella foto la cattedrale metropolitana di Vilnius, intitolata ai santi Stanislao e Ladislao, su progetto del più famoso degli architetti lituani, Laurynas Gucevicius.

Nel 1775, l’astronomo polacco Szymon Sobiekrajski aprì un annoso dibattito, affermando di aver calcolato il centro geografico dell’Europa fisica (per la quale si intende la regione che si estende dall’Oceano Atlantico alla catena dei monti Urali). Secondo lui si trovava a Suchowola, piccola città della Polonia orientale.

Dopo un paio di secoli e moltissimi calcoli, Jean-George Affholder, studioso dell’Istituto Geografico Nazionale della Francia, basandosi sul centro di gravità della forma geometrica dell’Europa, individua invece un altro luogo, Purnuskis, a 26 km a nord di Vilnius, in Lituania. La questione è ancora aperta, ma tra tutte le teorie, quella della Lituania resta una di quelle più concrete.

In bilico, contesa tra occidente e oriente, tra fasti e periodi bui, la Lituania ha una storia travagliata. Inizia nel X millennio avanti Cristo, con i primi insediamenti umani nella regione. Tra il III e il II millennio a.C. arrivarono i Proto-Indoeuropei: dalla loro unione con le popolazioni locali nacquero le tribù baltiche.

La Lituania appare ufficialmente nei testi antichi nel 1009; fu nominata Gran Ducato nel 1240; nel 1386, in seguito ad un matrimonio tra teste coronate, divenne un tutt’uno con la Polonia, nella cosiddetta Confederazione lituano-polacca, poi nota, fino al 1795, come Repubblica dei due popoli. L’unione costò molto ai lituani che furono costretti a rinunciare alla loro lingua e ai culti pagani in favore, rispettivamente, del polacco e del cristianesimo.

A fine XVIII secolo la repubblica fu spartita tra Prussia, Austria e Russia, che che subentrò nell’amministrazione di gran parte del territorio lituano, con un pesante processo di russificazione. Dopo rivolte e repressioni, allo scoppio della Grande Guerra la Lituania venne occupata dai tedeschi nel 1915, ma il 16 febbraio del 1918 nonostante la presenza degli invasori, fu proclamata la restaurazione dell’indipendenza dello Stato lituano, concretizzatasi poi con la sconfitta tedesca. Nasceva così la Repubblica di Lituania con Smetona primo capo di Stato, esattamente cento anni fa.

Il secolo XX non è stato facile per il paese, tra la Seconda Guerra Mondiale e le tensioni della Guerra Fredda, passando dall’occupazione tedesca al controllo sovietico, fino ad arrivare all’allontanamento da Mosca. A 50 anni dal famigerato Patto Molotov-Ribbentrop (accordo di non aggressione tra Hitler e Stalin che “assegnava” i paesi baltici alla sfera di influenza dell’URSS), il 23 agosto 1989 circa 2 milioni di persone, tenendosi per mano, formarono la cosiddetta Baltijos kelias (Via Baltica), una catena umana che si dispiegò per 600 km, dalla piazza della Cattedrale di Vilnius, passando le altri capitali baltiche Riga e Tallinn: un grido di dolore e voglia di indipendenza, che portò, sette mesi dopo la Lituania, per prima, a dichiarare l’indipendenza (riconosciuta ufficialmente nel settembre 1991).

Dal maggio 2004 il paese diventa ufficialmente stato membro dell’Unione Europea e nel marzo dello stesso anno anche della NATO.

Una storia complessa che ha visto all’opera in questo paese influenze culturali di ogni tipo. È stata un importante centro religioso per molte confessioni, dopo il paganesimo il cristianesimo, l’ebraismo, la chiesa ortodossa, hanno avuto spazio anche minoranze come i caraiti, i protestanti, i testimoni di Geova, i musulmani, i calvinisti. Ha parlato diverse lingue, ma ha saputo mantenere e vivificare la propria anche nei momenti più difficili, facendo appello alla volontà del corpo sociale di restare unito e coeso.
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07/12/2018 05:38:23
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oDiabolik 07/12/2018 ore 05:38 Quota

(nessuno) È in Lituania il cuore dell’Europa



La capitale Vilnius, il cui centro storico è Patrimonio UNESCO, ha numerose aree verdi e percorsi dedicati alla mobilità dolce. Uno degli itinerari consigliati parte dalla Piazza della Cattedrale, attraversa il vecchio ghetto ebraico e il quartiere universitario, poi, percorsa la Gediminas Avenue, la strada principale, si arriva al fiume Neris da dove parte un percorso pedonale per uscire dalla città.



Il Cepkeliai-Dzukija National Park comprende la Riserva naturale di Stato di Cepkeliai e il parco nazionale di Dzukija, per un totale di 58.519 ettari di foreste, prati, dune di sabbia, zone umide e paludi. Il 12% della Lituania è stato dichiarato riserva naturale protetta (5 parchi nazionali e 32 regionali), sottoposto a leggi specifiche volte a preservarne le caratteristiche geomorfologiche e idriche, oltre che la fauna e la flora. Abbiamo qui, incontaminato, un habitat molto simile a quello che si trovava un tempo in Europa.



Il parco nazionale di Dzukija, oltre ad essere un’area di interesse e tutela naturalistica, è rilevante anche per il mantenimento e valorizzazione di un ricco patrimonio culturale. Accanto ad aree selvagge e incontaminate, dove è bandita qualsiasi attività antropica di sfruttamento, si trovano piccoli villaggi rurali dove si possono ancora trovare esempi di architettura tradizionale molto ben conservata e stili di vita agreste ormai unici.



La “Donna che guarda la Luna”, di Javier Cruz (1996) è una delle opere d’arte a cielo aperto visibili presso l’Europos Parkas (Parco d’Europa), fondato nel 1991 dallo scultore lituano Gintaras Karosas, a una ventina di minuti di macchina da Vilnius. Lo scopo del museo è quello di celebrare il centro geografico dell’Europa, in un contesto naturalistico di estrema bellezza e mettendo in mostra il meglio dell’arte moderna lituana ed internazionale. La collezione comprende opere di grandi dimensioni realizzate da famosi artisti contemporanei come Sol LeWitt, Dennis Oppenheim, Magdalena Abakanowicz, Beverly Pepper.



La cattedrale Vilnius ha una lunga storia. Sorta nel 1200, probabilmente su un antico tempio dedicato al dio del tuono Perkunas, fu distrutta e ricostruita diverse volte. L’edificio attuale, in stile Neoclassico, risale a fine Settecento. Chiusa e depredata durante l’occupazione sovietica, venne addirittura utilizzata per ospitare un centro di ricambi per auto.
Nella foto un particolare con la statua dell’apostolo San Luca.




Sempre nella piazza della Cattedrale si trova la statua, opera degli artisti Vytautas Kašuba e Mindaugas Šnipas, dedicata al Granduca Gediminas, che regnò dal 1316 al 1341. Ritenuto il fondatore della Lituania, secondo la tradizione fondò la città di Vilnius, spostando al capitale che all’epoca era a Trakai. Secondo la leggenda, nel 1322, durante una battuta di caccia si addormentò e sognò un lupo, con indosso un’armatura, che ululava con forza in cima a una collina. Il mago di corte interpretò positivamente la visione come segno di buon auspicio per la fondazione di una città nel luogo in cui Gediminas aveva sognato il lupo. Sorse così Vilnius.



Lungo le sponde del Neris, nel quartiere di Šnipiškes vecchie case in legno, retaggio della tradizione edilizia sovietica dell’Ottocento, si alternano a blocchi di palazzi in vetro e cemento. L’effetto è quello di un salto temporale nel passato: il quartiere sembra un villaggio antico incastonato all’interno di una città modernissima.



Vista della città di Vilnius con sulla destra ben visibile la Torre di Gediminas, sulla quale sventola la bandiera lituana dal 1 gennaio 1919. Il castello e la torre vennero costruiti dal granduca in seguito a un sogno profetico. Oggi uno dei luoghi simbolo del paese, la torre è stata un avamposto chiave nella lotta contro i guerrieri crociati che tentarono più volte di convertire al cristianesimo il granducato.



Il 13 gennaio 1991, durante i frenetici eventi collegati al tentato colpo di stato contro Michail Gorbacëv (il putsch di agosto), il governo sovietico, che non aveva gradito la dichiarazione di indipendenza della Lituania, inviò 80 blindati a circondare il Parlamento di Vilnius. Furono ore di tensione, con i soldati russi da una parte e i lituani a scudo del loro neonato governo, dietro le barricate di cemento armato che ancora oggi restano a testimonianza di quelle ore terribili.



Il murales che raffigura Putin e Trump che si scambiano il fumo di uno spinello è un remake di un’opera di Mindaugas Bonanu, che in origine ritraeva un voluttuoso bacio tra i due leader, intitolato Make Everything Great Again, vandalizzato qualche settimana dalla sua presentazione il 13 maggio 2016. Lo street artist e stilista lituano si è ispirato al famoso My God, Help Me To Survive This Deadly Love, opera di Dmitri Vrubel, che nel 1990 sulla East Side Gallery di Berlino rappresentò il bacio fraterno socialista tra Leonid Brezhnev e Erich Honecker nel 1979.



Murales di Linas Kaziulionis, in arte KArt7, sulla facciata di uno degli edifici dell’Università Tecnica di Kaunas (KTU), con una rivisitazione in chiave moderna de “La Dama con l’ermellino” e "La belle Ferronnière” di Leonardo da Vinci.
oDiabolik
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oDiabolik 07/12/2018 ore 05:39 Quota

(nessuno) È in Lituania il cuore dell’Europa



Nel bel mezzo della città vecchia di Vilnius sorge il quartiere di Užupis (che significa "dall'altro lato del fiume” - la Vilna). Dopo l’Olocausto e lo stermino di massa della popolazione ebraica della città, e la devastazione del vecchio cimitero ebraico ad opera delle truppe sovietiche, le case, diroccate e spesso prive dei servizi essenziali, furono occupate da disperati e diseredati. Il quartiere rimase uno dei peggiori di Vilnius fino alla dichiarazione di indipendenza del 1990. Nel 1997 i residenti, molti dei quali artisti, crearono uno stato nello stato, proclamando la nascita della Repubblica indipendente di Uzupis.
Nella foto, un cartello segnala i confini del quartiere.




Uzupis, animato da artisti e bohémienne, ricorda un po’ il parigino Montmartre o Freetown Christiania a Copenhagen. Molti artisti negli anni si sono trasferiti qui, animando le sponde del fiume. La Repubblica ha una sua costituzione in 39 articoli, un inno, una bandiera propria (che cambia colore a secondo delle stagioni), una moneta non ufficiale, un presidente e un consiglio dei ministri che si riuniscono in un bar lungo il fiume. Le attività principali sono di natura artistica. Užupis vanta molti cittadini onorari tra cui il Dalai lama che visitò la Res Publika nel 2013.



La statua di bronzo dell’angelo di Uzupis fu posta nella piazza centrale di Užupis il 1 aprile 2002 (giorno in cui si festeggia il giorno dell’indipendenza dell’Uzupis Res Publika). Realizzata dall’artista Romas Vilciauskas,



Kaunas, città gioiello dell’architettura e dell’arte modernista, fu capitale provvisoria della repubblica lituana tra il 1918 e il 1940. Mentre Vilnius veniva forzosamente annessa alla Polonia, Kaunas fu un laboratorio a cielo aperto di innovazione artistica e architettonica. Tra gli edifici di maggior interesse, la Basilica della Resurrezione, costruita tra il 1933 e il 1940, grazie alle offerte della popolazione, su progetto dell’architetto Karolis Reisonas, si distingue per la posizione dominante sulla città e la torre alta 63 metri, simbolo dell’indipendenza della nazione. Confiscata nel 1940, nel periodo sovietico fu trasformata in stazione radio. Tornò alla sua funzione originaria nel 1990, e fu consacrata nel 2004.



Si potrebbe semplificare affermando che l’architettura barocca sta a Vilnius come il modernismo sta a Kaunas. Dal 10 gennaio 2017 l’architettura modernista di Kaunas è in lizza per entrare nella lista dei siti patrimoni UNESCO. Nel 2015, 44 edifici in città hanno ottenuto dalla Commissione europea la European Heritage Label (EHL).



Symbol of Europos Parkas, opera di Gintaras Karosas, fondatore del Parco dell’Europa. L’artista cominciò giovanissimo (appena diciannovenne) a lavorare al progetto parco, individuando un’area boschiva vicina a Vilnius adatta ad ospitare opere d’arte e diventare un museo a cielo aperto. Oggi l’Europos Parkas ospita quasi un centinaio di istallazioni provenienti da 27 paesi.



Dopo l’indipendenza e la ritirata dell’esercito russo, gran parte delle statue e monumenti di matrice sovietica che campeggiavano un po’ ovunque nelle piazze e luoghi di ritrovo di tutto il paese vennero smantellati. Alcuni vennero distrutti, altri accumulati in magazzini, in attesa di essere “smaltiti”. Le autorità cominciarono a chiedersi se avesse senso distruggerli o se preservarli, e il Ministero della Cultura nel 1998 pubblicò un bando per una mostra che raccogliesse queste “reliquie”. Nacque così il Grutas Park, che aprì ufficialmente al pubblico nel 2001. Lungo un percorso di 2 km che raccoglie anche ordigni bellici, frammenti di campi di concentramento e torri di guardia, sono disseminate 86 sculture e statue simbolo dell’ideologia sovietica.



La solennità della natura e dei paesaggi lituani sono uno dei motivi che si ritrova nelle opere visionarie del talento pittorico e musicale di Mikalojus Konstantinas Ciurlionis (1875-1911), compositore e pittore che rappresenta una pietra miliare per la cultura lituana. Un genio sinestesico che in pochissimi anni (morì a 36 anni) realizzò un numero impressionante di capolavori sia pittorici (abbiamo di lui circa 350 tra quadri, disegni e opere grafiche), che musicali (ci sono arrivate circa 400 composizioni musicali, ma molti spartiti sono anni persi durante la guerra).



Il Lago Galve, nelle vicinanze di Vilnius, ospita su un’isola il castello di Trakai, capitale del granducato prima di Vilnius. Secondo la leggenda il maniero, l’unico costruito sull’acqua nell’Europa Orientale, fu fatto realizzare direttamente in mezzo al lago dal granduca Kestutis per compiacere la consorte che, originaria della costa lituana, non amava i luoghi privi d’acqua.



A Trakai è possibile vedere le case in legno colorate tipiche della comunità caraita, oggi composta da poche centinaia di persone, discendenti dei soldati che furono portati qui nel 1392 dal Granduca di Lituania, Vytautas il Grande. I Caraiti (o Caraimi) sono un’etnia di origine turca, che viveva sulla sponda settentrionale del Mar Nero, poi stanziatisi in Crimea. Il loro credo è un misto di elementi provenienti sia dalla tradizione giudaico-ebraica, che da quella turca e musulmana.
Le case si distinguono da quelle lituane perché sulla facciata hanno 3 finestre: una per Dio, una per la famiglia e una per il Granduca Vytautas.




Uno dei gioielli del Trakai Historical National Park è il maniero di Užutrakis, in stile neoclassico italiano, realizzato tra il 1896 e il 1902 su progetto dell’architetto polacco Joseph Hus dietro commissione del conte Józef Tyszkiewicz e della moglie, la duchessa Jadwiga Swietopulk-Czetwertynska. Con l’invasione sovietica del 1940 il maniero fu nazionalizzato e trasformato in un sanatorio per ufficiali alla fine del conflitto. Divenne in seguito una casa di riposo e poi la sede della società nazionale per il turismo, fino a quando, nel 1995 non venne affidata alla gestione del Parco storico nazionale.
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Alessia7890 07/12/2018 ore 09:59 Quota

(nessuno) È in Lituania il cuore dell’Europa

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La Lituania (in lituano: Lietuva), ufficialmente Repubblica di Lituania (in lituano Lietuvos Respublika), è uno Stato membro dell'Unione europea, confinante a nord con la Lettonia, ad est con la Bielorussia, a sud con la Polonia e a sud-ovest con l'exclave russa dell'Oblast' di Kaliningrad, mentre ad ovest è bagnata dal mar Baltico.

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