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oDiabolik 05/12/2018 ore 05:44 Quota

Emozionato Patagonia, spazi infiniti tra cielo e fuoco

In viaggio in una delle regioni meno popolate del pianeta, tra immense aree selvagge, enormi ghiacciai e pampas sconfinate.

testi e fotografie di Paolo Petrignani




Un gaucho a El Calafate, sul lago Argentino

Quando pensiamo alla Patagonia, subito le associamo l’idea del viaggio, dell’avventura e della natura nelle sue forme più belle e più estreme. Questo grazie anche agli scritti di autori come Coloane, Sepúlveda e Chatwin, che nelle loro opere raccontano di venti impetuosi e naufragi, di stretti canali marini, di pampas sconfinate e di enormi ghiacciai che, simili a fiumi in piena, scorrono lungo le pareti rocciose delle Ande per sfociare in laghi giganteschi.

È una regione geografica immensa, con enormi spazi selvaggi battuti dai venti quasi costanti, che copre l’estremità meridionale dell’America, ovvero circa 900 mila chilometri quadrati di territorio tra Cile e Argentina. È delimitata a Nord dal Rio Colorado, a Ovest dalle Ande, a Est dai bassipiani e dalla Pampa e a Sud, dove diventa Terra del Fuoco, da Capo Horn.

Ormai su questo pianeta non c’è quasi più nulla da esplorare, ma la Patagonia attrae da sempre viaggiatori di tutto il mondo e rappresenta ancora per molti l’essenza del viaggio, l’esplorazione che, se non è intesa in termini di territori da scoprire, lo è senz’altro in termini di esplorazione della mente, un’esperienza profonda che va vissuta interiormente, a contatto diretto con la natura che, nonostante i pochi centri abitati disseminati soprattutto sulle coste, continua a essere la sovrana incontrastata di queste latitudini.

Il nome Patagonia deriva dal portoghese patagão, grande zampa, e da qui Patagones, termine con il quale Magellano chiamò gli indigeni incontrati durante i suoi primi viaggi in queste terre per via dei loro lunghi piedi avvolti in pelli di guanaco che lasciavano enormi impronte nel fango e nella neve.

Con circa un milione e 800 mila anime la Patagonia è una delle aree meno popolate al mondo, avendo in alcune zone una densità di meno di un abitante per chilometro quadrato. Il clima è freddo, con estati calde nella Penisola di Valdés e nella fascia centrale, ma anche nei periodi migliori basta un cambio di vento e le temperature diminuiscono in maniera repentina, ancora di più se si scende verso Sud e si arriva alla punta estrema, prossima alla regione antartica.

È un luogo suggestivo che libera la mente, che affascina per i suoi territori infiniti che si perdono all’orizzonte, per i paesaggi che tolgono il respiro. Per dirla alla Chatwin, “un posto dove vivere mentre il resto del mondo salta per aria”.
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In viaggio in una delle regioni meno popolate del pianeta, tra immense aree selvagge, enormi ghiacciai e pampas sconfinate. testi...
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05/12/2018 05:44:43
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oDiabolik
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oDiabolik 05/12/2018 ore 05:46 Quota

(nessuno) Patagonia, spazi infiniti tra cielo e fuoco



La pianificazione del viaggio su una vecchia mappa



Il documentarista Alessandro Beltrame osserva il panorama da Punta Delgada sulla Penisola di Valdés, scogliere di arenaria erose da vento e maree dove dove è stato realizzato il film Il Faro delle Orche.



Boschi di faggio australe con il Perito Moreno sullo sfondo



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