Forum - Curiosità Divertenti

Proprietario
oDiabolik 12/01/2018 ore 08:13 Quota

Divertito Caro Giuseppe compare nipote



Ecco una delle scene più famose di Miseria e nobiltà!

Caro Giuseppe compare nipote è l'inizio della dettatura di una lettera che un cafone propone allo scrivano Totò (don Felice Scioscammocca).

La scena di Caro Giuseppe compare nipote è quindi inquadrabile nel filone delle grandi scene comiche legate alla dettatura ed alla scrittura di una lettera.

Il "teatro" di Caro Giuseppe compare nipote sono i portici del Teatro San Carlo, dove Don Felice svolge la sua attività di scrivano.

I clienti latitano e la fame è tanta!

Don Felice si è fatto accompagnare al lavoro dal figlio Peppiniello.

(Il ruolo di Peppiniello nella commedia Miseria e nobiltà è sempre stato un ruolo particolarmente importante per le varie compagnie Scarpetta-De Filippo; infatti vi era l’abitudine di far interpretare il ruolo di Peppiniello al ragazzino della famiglia che si intendeva avviare all’arte del teatro).

Ecco il testo della scena:

Totò - Senti, Peppiniello, appena vedi arrivare il primo cliente, vai dal pizzaiolo e ordina una bella pizzella, la solita.

Peppiniello parte per ordinare la pizza.

Il passante – Vorrei sapere la strada per andare alla Stazione da che parte è.

Totò – Peppiniello! Peppiniello!!!
Un falso allarme.
Ma come, dico io, ma con tanta gente che sta a Napoli lei viene proprio da me a domandare l’informazione per sapere dove sta la strada per la Stazione?
Ma cosa crede, che sto qui per divertimento?
L’informazione gliela posso dare, ma per iscritto, magari posso fare anche la pianta, ma le deve pagare!

Si avvicina un nuovo possibile cliente, all’aspetto un vero cafone.

Peppiniello – Papà, posso andare?

Totò (rivolgendosi al cafone) – Un momento: lei lo sa dov’è la Stazione?

Il cafone – Si che lo so! E che c’entra la Stazione? Sono venuto per scrivere una lettera.

Totò - Una lettera?

Totò (al figlio) – Corri! Vai!

CAFONE - Una lettera de carta, sa...

Totò - E perché, le lettere si scrivono di porcellana?

CAFONE - Eh, non si può sape'...

Totò - Dunque. Lei è ignorante?

CAFONE - Io? Si.

Totò - Bravo, bravo. Viva l'ignoranza! Tutti così dovrebbero essere...

CAFONE - Eh...

Totò - E se ha dei figliuoli, non li mandi a scuola, per carità!

CAFONE - No, io figli nun tengo...

Totò - Li faccia sguazzare nell'ignoranza...

CAFONE - No, io tengo nu cumpare nipote: proprio per lui devo scrivere la lettera, sai...

Totò - Bravo. A lui? (Prende un pacco di lettere nella scrivania). Quanti anni ha questo compare?

CAFONE - Tiene quarantacinque anni...

Totò - Quarantacinque? (Fruga tra le lettere e ne estrae una). Eccola qua. Questa va benissimo.

CAFONE - E cos'è questa?

Totò - No, vede: noi le lettere le scriviamo prima, di modo che, quando viene la persona...

CAFONE - None! Tu non sai che debbo scrivere qui dentro!

Totò - Va be', non vuol dire: guadagnamo tempo.

CAFONE - E che sai, li fatti miei?

Totò - Ma scusi: lei m'ha detto che suo nipote compare ha quarantacinque anni...

CAFONE - Eh, quarantacinque anni...

Totò - Questa lettera io l'ho scritta tre anni fa per un signore che ne aveva quarantadue.

CAFONE - E 'stu signore che è? Lu cumpare mio?

Totò - Non vuol dire! Ma gli va bene...

CAFONE - No, paisa', non me piace...

Totò - Ma gli andrà bene...

CAFONE - Ma no!

Totò - La vuole da capo?

CAFONE - Proprio da capo.
Totò - Scriviamola da capo. Lo facevo per lei: lei con questa lettera economizzava...La vuole nuova? Facciamola nuova!

CAFONE - Bravo.
Totò - Siamo qui apposta... Dunque. Vuol dettare, per cortesia?

CAFONE - Scriva.

Totò - Si...

CAFONE - Napole...

Totò - Eh... (Mette la penna nel calamaio e spruzza d'inchíostro il cafone). Avanti. Napoli... eccetera eccetera eccetera... Sissignore.

CAFONE - (inizia a dettare) Caro Giuseppe cumpare nipote...

Totò - Beh... caro Giuseppe...

CAFONE - E mio cumpare e mio nipote.

Totò - Va be', vuole che... Beh... Caro...

CAFONE - Caro...

Totò - ... Giuseppe...

CAFONE - ... cumpare...

Totò - ... compare nipote... sì... sì... (Lo spruzza ancora d'inchiostro).

CAFONE - (asciugandosi) A Napole... a Napole stocio facendo la vita de lu signore

Totò - A Napoli...

CAFONE - Stocio facendo...

Totò - (s'interrompe riflettendo)) Stocio... Stocio... Io stocio, tu stoci... Non esiste questo.

CAFONE - Non te piace stocio?

Totò - Sto! Io sto! Che me fai scrivere?

CAFONE - E più corto, eh...

Totò - Me fai scrivere stocio... (Cancella con una mano,e spruzza di nuovo d'inchiostro il cafone)). Ah, santo Iddio, come se fa... come se fa... (Lo spruzza ancora)

CAFONE - (asciugandosi il vestito) Paisa', chistu lu vestito l'hai cumprato io, eh...

Totò - Ah, bravo... bravo... Paga sempre lei: bravo! (Ad alta voce rivolto a Peppiniello) Peppiniello! Quelle pizze diventano due! (Al cafone) Dica, dica...
CAFONE -Alla sera me ne vaco a lu tabbarene...

Totò - Bene. Alla sera me ne vado...

CAFONE - ... me ne vaco a lu tabbarene...

Totò - Me ne vado...

CAFONE -... e me ne esco quanti chiode...

Totò - Quanti chiodi? (Gli spruzza l'ínchiostro in un occhio).

CAFONE - Quanti chiode. Ma che, sta chiovenno ignostro, paisa'?

Totò - Quanto chiodo?...

CAFONE - Chiodo, si: chiodono li porte, va...

Totò - Ah. quando chiude!

CAFONE - Finisci! Finisci!

Totò - Eh, dice chiodo... Chiude, chiude!

CAFONE - E per questo...

Totò - E per questo...

CAFONE - ... mandame...

Totò - ... mandami...

CAFONE - ... nu poco de soldi...

Totò - ... per questo mandami un po' di so... (rimane di sasso)

CAFONE - ... perché nun tengo nemmeno li soldi per pagare la lettera a lu scrivano che me sta scrivendo la lettera presente...

Totò - (smette di scrivere) E poi?

CAFONE - E poi... Mettece li saluti... Ponto.

Totò - Ma ch'e saluti e saluti!? (Si alza e straccia la lettera).

CAFONE - (si alza anche lui, spaventato) E che? - Ma che saluti e saluti!? Vai

Totò - via, mascalzone! Vai via!

CAFONE - ...

Totò - (lo minaccia col calamaio) E ringrazia Dio che non tiro il calamaio perché mi serve

CAFONE - E che... (Allontanandosi).

Totò - (fra sè) Chiodo... ponto... stace... Mi fa perdere del tempo inutilmente

Peppiniello - (Che arriva tutto contento) Papà, le pizze sono pronte: dammi i soldi.

Totò - E che soldi e soldi? E che pizze e pizze? M'è passato l'appetito... Non voglio mangia' più(Torna a sedersi, amareggiato).


2458944
http://blog.chatta.it/odiabolik/post/caro-giuseppe-compare-nipote.aspx Ecco una delle scene più famose di Miseria e nobiltà! Caro...
Discussione
12/01/2018 08:13:53
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    9
1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 12/01/2018 ore 08:54

(nessuno) Caro Giuseppe compare nipote

@oDiabolik scrive:
Ecco il testo della scena:

Totò - Senti, Peppiniello, appena vedi arrivare il primo cliente, vai dal pizzaiolo e ordina una bella pizzella, la solita.

Peppiniello parte per ordinare la pizza.

Il passante – Vorrei sapere la strada per andare alla Stazione da che parte è.

Totò – Peppiniello! Peppiniello!!!
Un falso allarme.
Ma come, dico io, ma con tanta gente che sta a Napoli lei viene proprio da me a domandare l’informazione per sapere dove sta la strada per la Stazione?
Ma cosa crede, che sto qui per divertimento?
L’informazione gliela posso dare, ma per iscritto, magari posso fare anche la pianta, ma le deve pagare!

Si avvicina un nuovo possibile cliente, all’aspetto un vero cafone.

Peppiniello – Papà, posso andare?

Totò (rivolgendosi al cafone) – Un momento: lei lo sa dov’è la Stazione?

Il cafone – Si che lo so! E che c’entra la Stazione? Sono venuto per scrivere una lettera.

Totò - Una lettera?

Totò (al figlio) – Corri! Vai!

CAFONE - Una lettera de carta, sa...

Totò - E perché, le lettere si scrivono di porcellana?

CAFONE - Eh, non si può sape'...

Totò - Dunque. Lei è ignorante?

CAFONE - Io? Si.

Totò - Bravo, bravo. Viva l'ignoranza! Tutti così dovrebbero essere...

CAFONE - Eh...

Totò - E se ha dei figliuoli, non li mandi a scuola, per carità!

CAFONE - No, io figli nun tengo...

Totò - Li faccia sguazzare nell'ignoranza...

CAFONE - No, io tengo nu cumpare nipote: proprio per lui devo scrivere la lettera, sai...

Totò - Bravo. A lui? (Prende un pacco di lettere nella scrivania). Quanti anni ha questo compare?

CAFONE - Tiene quarantacinque anni...

Totò - Quarantacinque? (Fruga tra le lettere e ne estrae una). Eccola qua. Questa va benissimo.

CAFONE - E cos'è questa?

Totò - No, vede: noi le lettere le scriviamo prima, di modo che, quando viene la persona...

CAFONE - None! Tu non sai che debbo scrivere qui dentro!

Totò - Va be', non vuol dire: guadagnamo tempo.

CAFONE - E che sai, li fatti miei?


stoscio chio :many do :many


1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 12/01/2018 ore 11:38

(nessuno) Caro Giuseppe compare nipote

1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 12/01/2018 ore 11:46

(nessuno) Caro Giuseppe compare nipote

Peppiniello
Regina.nefertari
Partecipante
Regina.nefertari 12/01/2018 ore 16:36

(nessuno) Caro Giuseppe compare nipote

1965.bellavita
Partecipante
1965.bellavita 12/01/2018 ore 17:26

(nessuno) Caro Giuseppe compare nipote

@antioco1 scrive:
bravo ciao

:clap

Vuoi partecipare anche tu a questa discussione?

Rispondi per lasciare il tuo messaggio in questa discussione