Forum - Arte e Cultura

Partecipante
SheRocky 04/08/2019 ore 13:01 Quota

(nessuno) Dolcissime...





Le dolcissime sono tre adolescenti, spiritose e piene di vita, dai corpi più rotondi di quanto impongano gli schemi estetici correnti.
Sono amiche e insieme affrontano il sarcasmo quotidiano dei compagni di scuola e anche la freddezza di qualche genitore che non è pronto ad accettare una figlia sovrappeso.
Un giorno, mentre scherzano in piscina, le filiformi alunne di un corso di nuoto sincronizzato le riprendono di nascosto, il video diventa virale e fioccano i commenti sulle "chiattone": "siete delle balene", "ma un po' di dieta mai? Fate schifo".
L’espressione di una di loro, l’allegria della serata trascorsa con le amiche che si trasforma in dolore mentre fioccano i messaggi e i commenti e realizza di essere diventata lo zimbello della scuola fa venire i brividi.
Le tre accusano il colpo ma decidono poi di sfidare la squadra delle sincronizzate sul loro terreno, la piscina.
E coinvolgono con un piccolo ricatto la più bella e agguerrita (nonché prediletta dalla mamma allenatrice di una di loro).
Sarà un’occasione di riscatto ma soprattutto di crescita e presa di consapevolezza.
2627465
« immagine » Le dolcissime sono tre adolescenti, spiritose e piene di vita, dai corpi più rotondi di quanto impongano gli schemi ...
Discussione
04/08/2019 13:01:49
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    6
SheRocky
Partecipante
SheRocky 04/08/2019 ore 13:02 Quota

(nessuno) Dolcissime...

La sceneggiatura è scritta dal regista Francesco Ghiaccio e da Marco D’Amore (con Renata Ciarafino e Gabriele Scotti). Il film arriva in sala il primo agosto con Vision Distribution. Le tre ragazze sono Giulia Barbuto Costa Da Cruz, Margherita De Francisco e Giulia Fiorellino, mentre la nemica-amica è Alice Manfredi. La mamma atletica ma fredda è Valeria Solarino, nel cast c’è anche Vinicio Marchioni.
Spiega il regista: "L’idea con Marco D’Amore è nata prima di Un posto sicuro. Progettavamo una serie di radiodrammi sportivi, ne avevamo messi in cantiere sul ciclismo e sul pugilato. Ma poi abbiamo pensato a qualcosa di folle e inusuale, una grande avventura con protagoniste delle ragazze: ci è venuta in mente l’idea di un gruppo di giovanissime in sovrappeso che decidono di partecipare a una gara di nuovo sincronizzato. Poi anche grazie all’esperienza di Un posto sicuro, che affrontava il processo all’Eternit di Monferrato, abbiamo riguardato alla nostra idea con occhi più empatici e profondi, ma senza perdere lo spirito frizzante che è proprio dell’adolescenza e delle avventure delle favole".
Questo film per Ghiaccio è "una commedia favolosa, divertente, dedicata a un’età precisa della vita, l’adolescenza. Non si risparmia approndimenti importanti su emozioni e sentimenti che ci fanno capire il rapporto con l’immagine che gli altri hanno di noi. È una delle poche cose che davvero condiziona la nostra vita, anche in modo doloroso, fino a bloccarci, a non permetterci di vivere. La nostra risposta, per le ragazze, è stata cercare un riscatto all’interno del gruppo, riconoscersi negli altri per capire definitivamente chi siamo, e da lì poter ripartire". C’è stato un lavoro fatto fianco a fianco con psicologi ed esperti "molti incontri, sin dalla fase della scrittura.
SheRocky
Partecipante
SheRocky 04/08/2019 ore 13:04 Quota

(nessuno) Dolcissime...

È stato poi fondamentale l’ascolto di tante testimonianze di ragazze che sono venute alle selezioni. E abbiamo approfondito la tematica del cibo, anche se più scrivevamo e più capivamo che il cibo era il protagonsita assente, la superficie dietro la quale si nascondono altre dinamiche, lo scarto appunto tra come ci sentiamo e come ci vedono gli altri.Tutto questo coinvolge il cyberbullismo, ovviamente. social sono padroni di un presente in cui i ragazzi vengono facilmente messi alla berlina, rendendo più difficile a chi è diverso dagli altri restare se stesso. Noi adulti saappiamo che i like che mettiamo o prendiamo non sono nulla, eppure siamo intrappolati nell’ingranaggio. Figuriamoci un ragazzo che cerca, al di fuori della famiglia, il modo di capire chi è".








Complesso e fondamentale il percorso di ricerca delle giovani interpreti:
"Ci sono voluti tanti mesi, abbiamo incontrato centinaia di ragazze, cosa che ci ha aiutato ad approfondire il tema del film. Per molte di loro era difficile iniziare il provino, si commuovevano ancor prima di provare la parte, a testimonianza di quanto l'argomento fosse spinoso. Poi abbiamo trovato le ragazze giuste e siamo riusciti a volare: sanno giocare con gli stereotipi, si prendono in giro da sole, si chiamano "chiattone" e "balene". Non nascondono il problema e chiaramente ne soffrono. Però sono state in grado di fare quel passaggio in più che ti permette di dire in modo convinto: ci sono anche io, e farti diventare altro rispetto a quello che eri prima. Un percorso, il loro, simile alla favola, al viaggio dell’Eroe che è alla base del racconto".
Il momento più difficile, sul set "è stata la scena in cui le ragazze sfilano in costume, in piscina, davanti a cento comparse. All'inizio le vedrevo tremare, personaggio e persona erano una cosa sola e si trovavano davanti al mostro. Ho sentito che dovevo essere al loro fianco e fare quei metri di sfilata insieme a loro. Alla fine ce l’hanno fatta e penso e spero che quella scena sia d'esempio per tutti quelli che vivono in difficoltà, sul fatto che ci si può mostrare per cià che si è". Il momento più gioioso invece è stato "quando ho capito che finalmente il film diventava realtà, che i fantasmi immaginati si erano incarnati in una storia vera e tutto il percorso fatto aveva un senso".
SheRocky
Partecipante
SheRocky 04/08/2019 ore 13:05 Quota

(nessuno) Dolcissime...

La presenza di Valeria Solarino e Vinicio Marchioni nel film “l’ho ricevuta come un regalo. Ho sempre stimato Valeria, piena di bellezza e talento. È stata capace di regalare una cattiveria apparente al suo personaggio, un'armatura che cela sentimenti e dolori complessi. Vinicio Marchioni è un fuoriclasse, il suo è un piccolo ruolo ma fondamentale per la storia, la svolta narrativa più importante passa attraverso di lui, è stato un dono che ci ha fatto".
La presenza al Festival di Giffoni "è la prova del nove, perché questo è il pubblico che abbiamo avuto in mente, passare questo test significa poi poter affrontare anche il pubblico degli adulti. Il film solo apparentemente parla di adolescenti in difficoltà, ma nell’intimo tante sofferenze appartengono a tutti".




La discussione è stata chiusa

Non è possibile aggiungere ulteriori interventi alla discussione corrente.