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Via... è ora di tornà a fà lezioni di livornese ..... ( a cura di O.Dirke )

O.Dirke
Partecipante
O.Dirke 11/09/2012 ore 21:55

(nessuno) Levassi di 'ulo



Tipica espressione del linguaggio livornese a me particolarmente cara perchè è stata oggetto di una lunga e dotta discussione intrattenuta con Nedo Nencioni sotto un tavolino del Bar Civili
per l’amante delle rarità toscane, il “Civili” è il riconosciuto tempio del culto del famoso “ponce alla livornese” e i suoi derivati. Si trova a Livorno, in Via del Vigna
.

In tale sede si è discettato intorno alla nutrita cerchia di locuzioni incentrata sul verbo “levassi di ‘ulo”, un vero e proprio pilastro della ricca e colorita parlata livornese. La lecto facilior suggerisce un’immediata traduzione con il generico “togliere il disturbo” per la quale non mancano gli esempi anche nella classicità:

lo duca a me: “leviamosi di ‘ulo...” / disse tastando le sudate palle”, così Virgilio a Dante di fronte all’ira di Caronte nella prima stesura della Commedia, scritta dopo quell’operazione alle emorroidi che gli procurò ansia e dolore più della sconfitta di Campaldino.

Per non tradire comunque la pregnanza semantica dell’espressione vorrei però aggiungere una breve nota e offire a voi un panorama più vasto.

Appare evidente che in qualche modo l’espressione stessa risulta antitetica di quella più gnomica “andare ner culo (a qualcuno) ”, cioè servirsi della sodomia per dimostrare (a qualcuno) sostanziale indifferenza per la sua persona; “... vi vò ner culo a tutti” è la frase rivolta dalla martire protocristiana Orsola ai suoi torturatori in punto di morte, mentre cercavano di svitarle le puppe con uno sturalavandino
(cfr. E.PUDDU, “A essere cristiani ci si rimette sempre”, Nuraghy-on-the-Hill, 1963).


Alla luce di queste considerazioni rifulge la bella citazione del suddetto Nedo parodiata dall’Eneide di Virgilio:

“E come disse Enea / al figlioletto Julo: / “Andiamo bimbo mio / leviamosi di ‘ulo!”,

il che se equivale ad una sollecitazione ad allontanarsi dal tragico teatro dell’assalto alla città di Troia, rappresenta anche un evidente eufemismo che vela la più complessa situazione emotiva dell’eroe “... che si stava caàndo addosso dalla paura”.

(L’acuta osservazione è dello Schliemann all’indomani del ritrovamento del settimo strato nel quinto scavo – o viceversa – della città di Troia nel quale furono rinvenuti alcuni reperti di merda fossile sul baluardo nord-ovest delle seconde mura della quarta cerchia)


In appendice è doveroso aggiungere che l’espressione in questione è assai usata nel linguaggio diplomatico internazionale come l’invito alla smobilitazione di truppe da posizioni strategiche: “L’ameriàni si sono levàti di ‘ulo!...” fu il primo annuncio di Radio Slivovitz all’indomani del disimpegno militare statunitense in Bosnia.

Bimbo, bisogna che prima o poi tu ti levi di ‘ulo!...” fu la storica frase con cui Berlusconi si rivolse a Fini durante il congresso del partito.

Semper Fidelis
Melanie.C
Partecipante
Melanie.C 12/09/2012 ore 09:26

(nessuno) Levassi di 'ulo

Svitarle le poppe con lo sturalavandino?!? :yoyo
Non ci posso pensarci... :mmm

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