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Partecipante
beppe1954 30/03/2018 ore 18:30 Quota

(nessuno) La vera ricchezza

C’era una volta, in un villaggio indiano, un uomo di nome Gokul.
Lavorava sodo e senza sosta, ma non accettava denaro, insisteva sempre per essere pagato in grano e in indumenti.
Diceva:-Finché avrò cibo e vestiario per la mia famiglia mi riterrò soddisfatto. Che cos’altro mi può servire?
Un giorno il suo datore di lavoro volle dargli per forza dieci rupie d’argento dicendogli: - Va’ in città e compra un regalo per la tua sposa!
Gokul le prese controvoglia e, tornato a casa, le mostrò alla moglie.
Grande fu il suo stupore vedendo brillare di gioia i suoi occhi alla vista di quelle monete sonanti.
-Desidero da tanto un san di seta pura! Forse in città puoi trovare una stoffa pregiata per confezionarlo!
- Io vorrei un cavallo bianco e una spada d’argento, esclamò il figlio maggiore.
E io sogno uno scialle rosso tutto ricamato e un paio di sandali dorati! intervenne la figlia.
- Se queste cose vi rendono felici - rispose Gokul - ve le porterò domani dalla città.
Molto presto, la mattina dopo, si mise in cammino di buon’ora e arrivò al mercato della Città Santa, sulle rive del Gange .
C’era un’immensa varietà di tutto, di cose belle e di lusso, che il pover’uomo non si era mai sognato che potessero esistere.
Un bancone esponeva stoffe pregiate di raso e di seta.
Stordito da tanta bellezza, scelse un taglio di stoffa ricamato d’oro.
Il venditore esclamò: Ah, siete davvero un uomo di gusto. E' il san più bello di tutti, costa solo quattromila rupie!
Gokul, stupito, aprì la mano e mostrò le sue dieci rupie d’argento che brillavano lustre e pulite come non mai.
Il venditore gridò infuriato:- Fuori dal mio negozio! Ho perso il mio tempo a mostrare le mie stoffe ad un uomo completamente pazzo!
Gokul, mortificato, andò a cercare i sandali dorati per la figlioletta, ma ancora una volta non ebbe successo.
Sperando di poter almeno soddisfare il desiderio del figlio, si diresse al luogo dove si vendevano i cavalli. Gokul scelse un piccolo pony dall’andatura maestosa che teneva il capo fieramente eretto.
- Vi darò dieci rupie che sono in mio possesso in cambio dell’animale, disse al mediatore. -Non mi fate perdere tempo, rispose quello indignato.
Disgustato da tutta quella gente aggressiva e maleducata, Gokul, pensieroso, si avviò in fretta verso casa, quando la voce lamentosa di un mendicante attirò la sua attenzione:
- Fate la carità! Datemi qualcosa, fratello! Colui che dona al povero sarà amato dal Signore. E il Signore lo ripagherà con una felicità cento volte più grande delle ricchezze donate!
Gokul pose sul palmo sporco della mano del mendicante le sue dieci disprezzate rupie:
- Prendete questo denaro. Ve lo dono volentieri nel nome del Signore. Fatene l’uso che volete. A me non è servito a nulla. E pregate perché io sia cento volte ripagato in felicità e pace interiore.
Tornò alla sua famiglia, a mani vuote, ma con un’immensa ricchezza: la saggezza. L’esperienza che aveva fatto quel giorno gli aveva insegnato che la felicità non si può comprare e che l’uomo che riesce a conquistare la serenità, anche senza denaro, è molto più ricco di chi desidera con avidità le ricchezze terrene.

Fiaba indiana
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C’era una volta, in un villaggio indiano, un uomo di nome Gokul. Lavorava sodo e senza sosta, ma non accettava denaro, insisteva...
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30/03/2018 18:30:52
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