Il glifosato

Il glifosato
Foto inserita da serena1O il 13 novembre nella raccolta Alberi
Il glifosato non è cancerogeno: nuovo studio ‘salva’ l’erbicida, ma l’Europa non lo vuole
Il glifosato non è cancerogeno secondo un nuovo studio, ma studi passati dell’OMS hanno ottenuto risultati diversi. Mentre si cerca di comprendere quali siano i rischi per la salute, l’Europa sembra intenzionata ad abbandonare l’erbicida più famoso
Un nuovo studio dimostrerebbe che il tanto ‘odiato' glifosato (sostanza in grado di distrugge le ‘erbacce' e che viene utilizzato in associazione ai pestidici, che invece uccidono i parassiti) non sarebbe cancerogeno come invece ritenuto da studi passati: la guerra all'erbicida della Monsanto sembra non avere fine, mentre in Europa i Paesi si stanno schierando sempre più contro questo prodotto. Ma dove sta la verità? La risposta probabilmente è che solamente in futuro potremo capire davvero quali siano i veri (se ci sono) effetti negativi del glifosato sulla salute, nel frattempo però ricapitoliamo quale sia la situazione delle ricerche pubblicate attualmente, partendo proprio da quello pubblicato in data 9 novembre.
Glifosato non cancerogeno

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serena1O

serena1O - lunedì 13 novembre 2017

Il nuovo studio, intitolato “Glyphosate Use and Cancer Incidence in the Agricultural Health Study”, è stato pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute e sarebbe il più vasto studio longitudinale mai effettuato in grado di aiutarci a comprendere quali siano gli effetti del glifosato sulla salute. Protagonisti dello studio sono gli agricoltori stessi che utilizzano l'erbicida: si tratta di 90.000 persone degli USA (Iowa e Carolina del Nord) analizzate tra il 1993 e il 2010. La ricerca ha valutato gli effetti di 54.251 applicazioni di erbicida, di queste 44.932 di glifosato e ne ha valutato la correlazione con i casi di cancro: dai dati raccolti è emerso che “il glifosato non è statisticamente significativamente associato al cancro”. Durante lo studio è stato riconstrato un incremento del rischio di sviluppare la leucemia mieloide acuta (LMA), ma, affermano i ricercatori, “non c'è un'associazione statisticamente significativa”. Insomma, secondo il nuovo studio possiamo utilizzare ‘tranquillamente' il glifosato perché: non è cancerogeno.

Ma quindi davvero il glifosato non è cancerogeno?
Prima di affermare con assoluta certezza che il glifosato non è cancerogeno, dobbiamo ricordarci che studi passati hanno però ottenuto risultati differenti:

l'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è giunta alla conclusione che “è improbabile che la sostanza sia genotossica” (danneggiare il DNA) o “che presenti una minaccia di cancro per l'uomo”. Ricordiamo però che secondo Greenpeace questa valutazione si è basata su ricerche effettuate dai produttori di glifosato, quindi potrebbe non essere imparziale
l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è giunta alla conclusione che, per l'uomo, esistono “limitate prove di cancerogenicità” e che il glifosato deve essere inserito tra le sostanze “probabilmente cancerogene per l'uomo”. Ricordiamo che secondo l'EFSA, l'OMS avrebbe effettuato le sue analisi con approcci diversi rispetto ai suoi e che questo avrebbe condotto a risultati opposti
l'ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche) è giunta alla conclusione che “il glifosato è da considerarsi una sostanza che causa seri danni agli occhi e che è tossica per la vita acquatica con effetti che durano nel tempo”, ma “le evidenze scientifiche a disposizione non incontrano il criterio secondo il quale bisognerebbe classificare il glifosato come cancerogeno, mutageno e tossico per la riproduzione”.
Sembra impossibile fare chiarezza
In un contesto scientifico così contrastato e contrastante, sembra impossibile fare chiarezza, viste anche le implicazioni economiche di un colosso come Monsanto. Nel frattempo però l'Europa sembra intenzionata ad abbandonare l'erbicida: in occasione della votazione prevista in Commissione Europea circa l'utilizzo del glifosato per altri 5 anni, non è stata raggiunta la maggioranza necessaria per il rinnovo (55%). Nove i Paesi contrari a continuare ad utilizzare il glifosato, tra questi c'è anche l'Italia, oltre a Francia, Austria, Lussemburgo e Belgio. Quattordici quelli a favore, tra questi Regno Unito e Irlanda. Germania astenuta. Per sapere se questo prodotto verrà o no abbandonato, dovremo aspettare il prossimo 15 dicembre, quando è prevista la scadenza della licenza



IOXSONGXLEGGEND

IOXSONGXLEGGEND - martedì 14 novembre 2017

Fino al 2001 Monsanto deteneva il brevetto di produzione del glifosato. Scaduta l’esclusiva, la sostanza chimica è stata utilizzata da numerose altre aziende, facendola diventare la più ricorrente negli erbicidi venduti in Europa. Il composto chimico fu scoperto una prima volta negli anni Cinquanta in Svizzera, ma senza che ne fosse data notizia: 20 anni dopo fu riscoperto da Monsanto nell’ambito di ricerche sui sistemi per ridurre il calcare nell’acqua. L’azienda notò altre proprietà del glifosato negli anni seguenti, mettendolo infine in produzione nei suoi erbicidi, approvati per l’utilizzo nei campi da circa 130 paesi nel mondo, compresi quelli dell’Unione Europea.
Il glifosato ha avuto ulteriore successo negli ultimi decenni, in seguito all’introduzione di varietà di piante transgeniche resistenti al composto: in questo modo si possono diserbare i terreni senza causare danni alle piante coltivate. Secondo i dati riferiti al 2012, il glifosato è uno degli erbicidi più utilizzati in ambito agricolo in Italia. Il composto è molto diffuso, ma numerose organizzazioni ambientaliste ne contestano da anni la sicurezza e alcuni pronunciamenti contraddittori degli organismi di controllo hanno creato confusione, portando a campagne molto polarizzate sulla demonizzazione del glifosato o sulla sua glorificazione.