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IOXSONGXLEGGEND 24/05/2019 ore 20:54 Quota

(nessuno) Schiave dei nostri giorni: donne Sikh maltrattate, abusate e pagate 4 euro l'ora a Latina



Lavorano chiuse nei capannoni, 14 ore di fila a 4 euro l’ora. Sono pagate in nero e costrette a maltrattamenti e abusi se provano a ribellarsi. Sono le donne indiane di etnia Sikh sfruttate a Terracina dagli imprenditori dell’agro pontino e dai caporali.

Schiave dei nostri giorni e dei nostri campi con stipendi da fame, senza alcuna garanzia, indennità e altro. Le braccianti indiane lavorano ogni giorno in queste condizioni, ma accanto alla fatica fisica c’è anche lo stress psicologico, compreso il ricatto di molestie sessuali se provano a denunciare o a ribellarsi.

Lo racconta in un lungo reportage, Avvenire che raccoglie le testimonianze delle braccianti di Terracina nel Lazio.

Alcune di loro si erano ribellate allo sfruttamento e alle minacce denunciando i loro ‘padroni’, ma poi per paura di ripercussioni e di perdere il lavoro, hanno ritrattato. Ma l’inchiesta della procura di Latina va avanti d’ufficio.

Contratti grigi e stipendi sotto il minimo
Pagate 4 euro l’ora, ma solo per 4-6 ore per un massimo di 18,25 euro al giorno e bonus 80 euro pagato a metà.

“Scrivono 15 giorni ma poi ne lavoriamo 30, anche sabato e domenica. Se non accettiamo perdiamo il lavoro. Stiamo sempre in piedi a fare cassette. Se iniziamo alle 6 facciamo una pausa di 10 minuti alle 9. Ma se cominciamo alle 7 niente pausa. Dalle 12 alle 13 ci fermiamo per mangiare, poi nulla finché non finisce il lavoro”, racconta una delle braccianti ad Avvenire.



Lavoro massacrante e nessuna garanzia perché se “una è incinta viene subito licenziata, anche perché non può sollevare cassette di 30-40 chili”.

“Così qualcuna è stata obbligata ad abortire. Lavoro anche notturno perché prima parte il camion carico e prima arriva sul mercato e più è alto il prezzo che si spunta. Nessuna protezione, per tutta la stagione solo un paio di guanti, anche se lavorano per ore con l’acqua fredda”, si legge ancora.

La giornata inizia alle 6, ma la frutta e la verdura alle 8, così quelle due le braccianti non sono pagate.

Ricatti economici e ricatti sessuali
“Alcuni caporali e proprietari ci provano, soprattutto con le ragazze nuove, quelle che hanno più bisogno. E che alla fine accettano le avance. Ma neanche questo gli basta. Quando abbiamo chiesto mezzo euro in più dei 4 che ci dava, il padrone ci ha portate tutte al cancello e ha detto 'è aperto, se volete potete uscire, ma se volete restare non chiedete soldi'”.

Seguono minacce e perfino botte, ma succede solo per le indiane, le marocchine e le rumene. Secondo le braccianti, le italiane sono pagate in regola e non hanno lo stesso trattamento.
serena1O
Proprietario
serena1O 24/05/2019 ore 23:01 Quota

(nessuno) Schiave dei nostri giorni: donne Sikh maltrattate, abusate e pagate 4 euro l'ora a Latina

:-( :-( è una vergogna ,al giorno d'oggi ancora esiste la schiavitù e questi abusi




Se non ritiri la denuncia non lavorerai più, né qui né altrove ». È il ricatto di alcuni imprenditori agricoli pontini e dei loro caporali, alle braccianti indiane sikh che si erano ribellate allo sfruttamento, alle minacce, alle molestie sessuali. E le donne hanno dovuto sottostare e hanno ritirato le denunce. Ma l’inchiesta della procura di Latina, affidata alla Polizia di Terracina, va avanti, si procede d’ufficio, anche perché quanto denunciato dalle lavoratrici è davvero gravissimo.

Ce lo hanno raccontato in un incontro riservato a Borgo Hermada, frazione di Terracina, assieme a Gurmukh Singh, presidente della Comunità indiana del Lazio, che le ha aiutate nella denuncia. Incontro difficile perché queste giovani hanno davvero paura. Incontro serale, appena rientrate in bicicletta dopo le lunghissime giornate di lavoro, chiuse per 14 ore in un capannone a selezionare, pulire, lavare e incassettare ravanelli, zucchine e carote. Per imprenditori e cooperative.

Pagate 4 euro l’ora, ma solo per 4-6 ore. Al massimo 18,25 euro al giorno. Bonus 80 euro pagato solo a metà. E contratti grigi. «Scrivono 15 giorni ma poi ne lavoriamo 30, anche sabato e domenica. Se non accettiamo perdiamo il lavoro». E che lavoro! «Stiamo sempre in piedi a fare cassette. Se iniziamo alle 6 facciamo una pausa di 10 minuti alle 9. Ma se cominciamo alle 7 niente pausa. Dalle 12 alle 13 ci fermiamo per mangiare, poi nulla finché non finisce il lavoro».

Ovviamente niente indennità di licenziamento, né di maternità. Anzi, denunciano, «quando una è incinta viene subito licenziata, anche perché non può sollevare cassette di 30-40 chili». Così qualcuna è stata obbligata ad abortire. Lavoro anche notturno perché prima parte il camion carico e prima arriva sul mercato e più è alto il prezzo che si spunta. Nessuna protezione, per tutta la stagione solo un paio di guanti, anche se lavorano per ore con l’acqua fredda. «Così ce li dobbiamo comprare noi». Una vera condizione di schiavitù.

«Ci dobbiamo presentare alle 6 ma se i prodotti da mettere in cassetta arrivano dopo due ore, per questo periodo non ci pagano. Quando gli ortaggi da incassettare sono finiti, in attesa degli altri dobbiamo pulire, ma non siamo pagate per questo». Così restano 12-14 ore ma pagate per 4-6. Ma altre volte niente. «Un padrone, una donna, mi ha fatto lavorare in prova per 7 giorni. Ma poi non mi ha pagato. ‘Eri in prova’, mi ha detto. Urlava, ci insultava, minacciava, mi colpiva sulle mani».

Gurmuk ci racconta un’altra storia. «Una donna deve prendere i soldi di novembre-dicembre dalla cooperativa dove lavorava. Ora ha cambiato ma quella di prima la ricatta: ‘O torni da noi o non ti paghiamo’. Lo sanno che se le danno i soldi lei non tornerà, perché lì la sfruttano. Per questo non la pagano». Si tratta di una cooperativa già finita sotto inchiesta. Ricatti economici e ricatti sessuali. «Alcuni caporali e proprietari ci provano, soprattutto con le ragazze nuove, quelle che hanno più bisogno. E che alla fine accettano le avance. Ma neanche questo gli basta. Quando abbiamo chiesto mezzo euro in più dei 4 che ci dava, il padrone ci ha portate tutte al cancello e ha detto ‘è aperto, se volete potete uscire, ma se volete restare non chiedete soldi’». Minacce e anche botte.

Mentre i caporali le insultavano. «Non siete buone neanche per 4 euro, dovreste ringraziare!». E le molestie sessuali, fino alla violenza vera e propria, le colpiscono anche sul posto di lavoro. Il lavaggio e l’incassettamento viene fatto in piedi, come una catena di montaggio, l’avance non è solo bisbigliata all’orecchio ma ci sono anche palpeggiamenti, strusciate, molestie. C’è violenza e prevaricazione. Ma solo alle indiane, alle marocchine e alle rumene, le italiane invece non sono neanche sfiorate, e sono pagate in regola. Il ricatto non è solo alla donna ma anche nei confronti dei figli piccoli. Le dicono: «Se accetti le mie avance ti rinnovo il contratto, se non accetti io, attraverso il mio mediatore che è il caporale, dico alla tua comunità, che sei una poco di buono».

Questo è un elemento di forte disagio per una donna, soprattutto quando è madre indiana, perché di fatto viene additata come una prostituta, ed è dunque obbligata ad accettare le avance. Ma qualcuna si è ribellata o, almeno, ci ha provato. Così alcune donne sikh alcuni mesi fa, sostenute da Gurmukh e da Marco Omizzolo, il sociologo da anni difensore dei braccianti indiani, hanno deciso di denunciare caporali e padroni, indiani e italiani.
Giunone1960
Moderatore
Giunone1960 25/05/2019 ore 14:35 Quota

(nessuno) Schiave dei nostri giorni: donne Sikh maltrattate, abusate e pagate 4 euro l'ora a Latina

Non molti giorni fa ho letto come era la vita degli schiavi nell'antica Roma.Bene,non è che le cose siano cambiate molto dopo oltre 2000 anni.E allora come la mettiamo ?con tutte le guerre,le rivolte,le proteste,le denunce e altro,ancora si va avanti così ?leggo che le italiane sono in regola,ma etnia e nazionalità a parte,tutto questo non va bene soprattutto perchè gli immigrati non godono di alcun diritto in nessuna parte del mondo.Per dire che gli italiani,per esempio,in Australia vengono tartassati uguale.Anche negli USA un tempo era così.Sono pessimista in proposito,se ancora persistono abusi e schiavitù,e come vedete non succedono da adesso,ma da secoli vuol dire che sarà molto difficile debellare.E' la testa dell'uomo che deve cambiare.
IOXSONGXLEGGEND
Amministratore
IOXSONGXLEGGEND 25/05/2019 ore 20:25 Quota

(nessuno) Schiave dei nostri giorni: donne Sikh maltrattate, abusate e pagate 4 euro l'ora a Latina

@Giunone1960 scrive:
E' la testa dell'uomo che deve cambiare

la vedo dura farla cambiare

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